Vecchia squadra non si cambia

Gli sviluppatori di EA Montreal sono famosissimi per la celebre saga di Prince of Persia , ma non tutti sanno che nel 2008 questa affermata casa videoludica ha creato un prodotto divertente e sopra le righe, che si è ritagliato un posto tra gli appassionati degli action senza troppi pensieri: Army of Two . Studiato appositamente per la terza generazione, e in particolare per le esperienze di gioco on line, questo sparatutto in terza persona catapulatava il giocatore in giro per il mondo, nei panni di Salem e Rios, due improbabilissimi mercenari senza troppi scrupoli, desiderosi di denaro e belle donne. Quella che poteva sembrare una banale produzione, si è rivelata in realtà un’ interessante alternativa; un action basato sulle sparatorie e sugli intuitivi sistemi di coperture, impreziosito dalle battute esilaranti dei due protagonisti, che lavorano sempre in coppia (come il titolo lascia presagire) e che non si prendono mai troppo sul serio. Consci del successo derivato dalla genuinità del dinamico duo, i ragazzi di EA hanno deciso di riprovarci, cambiando scenario, potenziando ciò che il pubblico ha gradito e utilizzando un tono un po’ più serio nella vicenda rispetto al passato. Army of Two: The 40th Day è finalmente arrivato nei negozi, sia nella sua versione portatile che in quella per console casalinghe. Cyberludus ha testato a fondo la versione Playstation 3, per scoprire tutto, ma proprio tutto, sulla nuova avventura dei mercenari più folli dell’universo. Pronti a partire per la Cina?

Pronti a tutto per un po’ di denaro

La bellissima città di Shangai è improvvisamente assediata da attacchi terroristici; spari ed esplosioni provocano incendi e la distruzione di parecchie strutture private e pubbliche, disseminando il caos e il panico totale tra le strade della città. Il caso vuole che i soldati Salem e Rios, reduci dalle missioni in giro per il mondo durante le vicende del primo capitolo, siano proprio nella capitale cinese. Naturalmente l’occasione di combattere per ricevere generose somme di denaro, e armi sempre a disposizione, non poteva non far gola alla coppia di mercenari, che accettano subito la missione. I soldati iniziano a investigare per le strade alla ricerca di indizi sul perché di questo terrificante scenario apocalittico, e non ci vorrà molto a dedurre che dietro agli attentati si nasconde un’oscura organizzazione criminale senza scrupoli. Ma di chi ci si può fidare davvero?

La trama di questo seguito è senza dubbio caratterizzata da una sceneggiatura più seria e introspettiva, soprattutto per via della tematica trattata, cosi delicata da richiamare alla mente non poche tragedie reali e soprattutto attuali. La battuta pronta non manca naturalmente, e tra una missione e l’altra i due ragazzoni non esiteranno a colpirsi per gioco o a dirsene di tutti i colori. Ma sono le scelte morali che i programmatori avevano a cuore in questo capitolo. La coppia di militari potrà infatti scegliere ad esempio se soccorrere o meno un cittadino, giustiziare o meno un terzo partner di squadra durante una sessione particolare e tanto altro ancora. Scegliere tra giusto e sbagliato dipenderà solo dal giocatore. Arrivati ai titoli di coda ci si rende conto che, nonostante gli sforzi, la storia è solo un pretesto per portare a termine l’avventura. Ma è anche vero che è la stessa natura del brand a non prendersi troppo sul serio e di conseguenza una trama senza troppi nodi e lineare è più che sufficiente per soddisfare la vera ragione dell’acquisto di questo titolo, ovvero le sparatorie fino all’ultimo proiettile.

Cartoline da Shangai

Tecnicamente le modifiche apportate dai programmatori sul motore grafico, superano oltremodo il lavoro svolto sul precedente capitolo. Le prime schermate mostrano una Shangai dettagliatissima, preda del caos totale e delle rovine strutturali causate dalle esplosioni. Strade e vicoli impreziositi da cartelloni colorati a pezzi, bandiere e festoni bruciati dagli incendi, bancarelle sfasciate. Gli scenari di gioco variano da quartieri cinesi caratterizzati da grattacieli semidistrutti, ambientazioni che mostrano tramonti realistici, giornate di sole e notti piovose, per poi passare a vere e proprie sezioni all’aperto ricche di postazioni e soldati di guardia pronti a far fuoco. I modelli poligonali dei due protagonisti sono realistici e caratterizzati da parecchi dettagli, soprattutto dalle celebri maschere che portano addosso. Dal menu principale si può addirittura accedere alla sezione di customizzazione, che permette di selezionare maschere diverse o crearne di nuove a proprio piacimento, senza dimenticare l’accesso ai contenuti extra on line, se si dispone di un account Ubisoft. I nemici sono realizzati anch’essi in maniera più che apprezzabile. Sfortunatamente, il repertorio delle animazioni “sfoggia” una legnosità generale, che rende i movimenti dei protagonisti macchinosi, lenti e a volte poco realistici. A complicare la situazione ci sono anche le texture, che in quasi tutte le schermate, appaiono poco definite e non all’altezza delle recenti produzioni in commercio. Buono il sistema di illuminazione; un po’ troppo approssimativi invece gli effetti particellari, come le luci prodotte dalle armi durante le sparatorie o gli effetti del fuoco o dell’acqua, decisamente superati. Una grafica dunque lontana dai nuovi standard, ma non tanto da rovinare l’atmosfera, che risulta assolutamente coinvolgente. Il comparto audio vanta un buon doppiaggio in italiano e colonne sonore azzeccate per i ritmi forsennati dell’azione, oltre che un campionario suoni eccellente.

Tutti al riparo

Chi ha giocato al primo capitolo della serie troverà familiare il sistema di controllo di questo degno seguito. Come da tradizione, questo sparatutto dispone sia della modalità in singolo(breve ma divertente), che delle modalità cop op per due giocatori a schermo condiviso e naturalmente la modalità on line, con la quale si possono sfidare gli amici in rete. Nonostante l’evidente pesantezza dei movimenti, Salem e Rios rispondono bene ai comandi e corrono e sparano fianco a fianco in maniera tattica, pronti ad accovacciarsi automaticamente sui punti di copertura contestuali, come pareti, scalini e cosi via. L’inventario offre una vasta gamma di armi selezionabili in qualsiasi momento dal menu rapido (che prevede però l’utilizzo di sole tre armi in contemporanea: canna lunga, canna corta e fucile da cecchino ad esempio). Inoltre, queste possono essere, come in passato, sostituite e/o modificate per creare veri e propri ordigni di piombo. Premendo Select si accede al Gps, che mostra la posizione dei nemici e il percorso da intraprendere per raggiungere gli obiettivi e i checkpoint. Durante le missioni fanno la loro frequente comparsa le due novità di questo capitolo: l’Aggrometro e il sistema di scelta morale. La prima è una sorta di barra di misura, posta in alto sulla schermata di gioco e indica quale dei due giocatori è più attaccato dai nemici in una determinata sessione. Lo strumento si rivela utile se sfruttato a proprio vantaggio: ad esempio, mentre un giocatore è assediato dai colpi ma ben riparato, l’altro può piegarsi e agire ai lati delle truppe nemiche per coglierle di sorpresa. Con il tasto L1 si mira a un bersaglio e si fa fuoco con R1, mentre il tasto L2 è riservato al lancio delle granate. L’azione e le strategie di cooperazione risultano ben congegnate per tutta la durata delle rispettive modalità, ma spesso infastidite dalla telecamera, che crea non pochi problemi durante gli scontri, incapace di centrare perfettamente il bersaglio designato. Tornano le fedeli azioni automatiche, come la finta resa( il protagonista fa finta di arrendersi per poi sparare all’improvviso sul nemico), il combattimento schiena contro schiena, e l’aiuto del compagno quando si è colpiti in maniera irreversibile (il compagno presterà soccorso e trascinerà il giocatore verso una copertura sicura per rianimarlo del tutto).Una mezza delusione è invece la seconda novità, ovvero il sistema di scelta morale. Per tutta l’avventura i protagonisti dovranno scegliere se operare in maniera positiva o negativa. Il risultato però influenzerà solo lo sblocco di armi extra, selezionabili se sceglieranno vie “giuste”, precluse se si opterà per sistemi crudeli. Un vero peccato, perché una varietà nel gameplay e nelle situazioni, a seconda delle scelte intraprese, sarebbe stata gradita non solo per la giocabilità ma anche per la longevità stessa del prodotto, che non supera le 10 ore di gioco. Infine, la modalità on line offre fino a un massimo di 12 giocatori, che dovranno contendersi il miglior punteggio(oltre che restare vivi) attraverso modalità di vario genere, come il classico Deathmatch o alcune che richiedono obiettivi particolari, come raggiungere determinati punti designati o portare a termine obiettivi diversi nel minor tempo possibile.

Conclusioni

Army of Two: The 40th Day va giudicato per quello che è; un piacevole e divertente sparatutto in terza persona che preferisce le sparatorie continue a tecniche più elaborate e a trame ricche di suspance. Nonostante alcune novità, come il sistema di valutazione della morale, non abbiano portato nulla di nuovo alla tipica meccanica “scappa e riparati”, questo secondo capitolo offre azione a fiumi e parecchie cose da fare, soprattutto per gli amanti delle sfide cop-op e on-line. Il prodotto va quindi caldamente consigliato ai fan dei prequel e agli amanti dell’adrenalina su campo di battaglia, che sono disposti a chiudere un occhio sulle incertezze tecniche e del gameplay, in cambio di un’ esperienza degna di essere provata, da soli, ma soprattutto, in compagnia.

CI PIACE

Azione e adrenalina garantite
Le modalità cooperative e on line offrono ancora più divertimento
L’inventario offre una vasta gamma di armi e maschere imperdibili

NON CI PIACE

Comparto tecnico a tratti incerto
Animazioni approssimative e saltuari problemi con la telecamera
Poche novità rispetto al capitolo precedente

7.5Cyberludus.com
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