A quasi un anno di distanza dal primo capitolo, arriva finalmente sul suolo Europeo (e quindi italiano!) il tanto atteso sequel della saga “Il Professor Layton”, una strana avventura punta e clicca con una massiccia – o meglio dire totale – componente enigmistica. Dopo aver risolto il mistero di Saint-Mystère, saremo in grado di occuparci del ben noto “Scrigno di Pandora”? Parola ai due schermi della piccola handheld Nintendo!

Professor Layton & Pandora's Box

Lo scrigno di Elisi

Tra le note positive che hanno contrassegnato il successo del primo capitolo della serie deve essere sicuramente annoverata la trama. Altrettanto affascinante e coinvolgente può sin da subito dirsi anche la storia che ruota attorno al mistero di Elisi, proposto in questa seconda apparizione di Layton. A essere rigorosi e puntuali, dobbiamo notare una mancanza di originalità nell’incipit dell’avventura. Proprio come accaduto un anno fa, la storia prenderà inizio da una lettera recapitata ai nostri due investigatori e, sempre come nel primo episodio, l’enigma di apertura sarà rappresentato dalla ricostruzione di una mappa. A parte l’avvio simile in molti aspetti al predecessore, il plot narrativo di questa nuova avventura appare ancora una volta ben strutturato, capace sin dalle prime battute di avvolgere completamente il giocatore in un alone di fitto mistero. La missiva ricevuta dal nostro professore racconta della leggenda di Elisi, meglio conosciuta come “il mistero dello scrigno di Pandora”. Si narra, infatti, che chiunque tenti di aprire il suddetto scrigno muoia. Una diceria troppo interessante per i due protagonisti che non possono farsi sfuggire l’occasione di investigare in merito. Sulla trama, in realtà, ci sarebbe da dire molto altro, ma non sarebbe giusto nei confronti del lettore rivelarla ulteriormente. Basti notare che non mancheranno colpi di scena a ogni capitolo della storia e che il mistero principale sarà attorniato spesso e volentieri da altri avvenimenti strani e all’apparenza inspiegabili.

Saliamo a bordo del Molentary Express

Dopo aver tristemente appreso della morte del dott. Schrader, mentore e amico di Layton, i due detective partono alla volta di un misterioso viaggio a bordo del Molentary Express, uno sfarzoso treno, legato in qualche modo al mistero di Pandora.

La location ferroviaria di questo secondo episodio rappresenta la prima novità del gioco che – a differenza di quanto accaduto nel villaggio di Saint-Mystère – porterà Luke e Layton a spostarsi da un paesino all’altro alla ricerca di indizi sempre più evidenti. La scelta di espandere l’area di gioco serve a conferire una maggior dinamicità al titolo, evitando così di fossilizzare l’intera avventura ad un’unica area di azione. Nonostante queste diverse ambientazioni, la struttura e le meccaniche del titolo sono identiche al predecessore. Siamo, quindi, di fronte ad un’avventura punta e clicca a sfondo enigmistico dove, però, non capiterà mai di bloccarsi senza sapere dove andare o quali azioni effettuare.

A proposito Luke…. vuoi sentire un enigma?

Tradotto in soldoni, “Layton e lo scrigno di Pandora”, così come il suo predecessore, non richiederà mai di compiere azioni a la “Monkey Island” o “Broken Sword” . In quest’avventura il percorso da seguire sarà abbastanza lineare e, comunque, verrà sempre indicato dalle innumerevoli persone con cui andremo a dialogare nel corso dei capitoli. La peculiarità di tale storia punta e clicca verterà in toto sugli enigmi da risolvere. Alcuni di questi risultano direttamente collegati alla trama e al cammino principale, così che la loro risoluzione sarà necessaria e obbligatoria per il proseguo dell’avventura. Altri invece faranno solo da contorno alla quest principale allo scopo di aumentare la longevità del titolo e a divertire maggiormente ogni appassionato di enigmistica.

La tipologia di rompicapi che si paventeranno sotto i nostri occhi sarà di svariato tipo. Si passa dai classici giochi di matematica in cui occorrerà far “quadrare i conti”, ai giochi di geometria, passando poi per quelli di mera abilità intellettuale, finanche ai giochi d’illusione ottica. Nonostante il gran numero di enigmi presenti – circa 153 – alle volte capiterà di risolvere enigmi della stessa tipologia. Nulla che possa, però, inficiare la varietà di giochi presenti. Come detto poche righe più su, alcuni enigmi potrebbero anche sfuggirci, non dovendo per forza di cose essere risolti ai fini della storia principale. Potrebbe, allora, presentarsi il problema di questi enigmi “perduti” e si rischierebbe, così, di non godere al massimo di tutti i quiz messi a disposizione del gioco. A eliminare un siffatto problema, ci pensa la casa degli enigmi di nonna E., che raccoglierà in automatico tutti quei rompicapo appartenenti a capitoli del gioco che abbiamo oltrepassato senza rendercene conto.

Tale sistema di recupero era già presente nel precedente episodio, ma qui si ripropone con qualche diversità dovuta alla più ampia location scelta. Per i tratti dell’avventura che ci vedranno investigare a bordo del lussuoso treno, nonna E. sarà presente nella cabina 6, mentre nei vari paesini che andremo a visitare, andrà a posizionarsi in qualche angolo remoto.

In pratica non cambia nulla rispetto al passato, dovremo solo aver cura di cercare la bottega degli enigmi in posti sempre diversi. Inoltre, c’è da sottolineare come non tutti i 153 enigmi si inseriscano perfettamente nella storia. Alcuni collegamenti con gli enigmi appaiono – per così dire – slacciati dal contesto.

E se non riesco a risolvere l’enigma?

Il sistema di risoluzione di ogni rompicapo permette al giocatore di prendere appunti sullo schermo inferiore e di poter “scarabocchiare” l’area del touch screen come meglio si crede.

Se vogliamo proprio trovare il pelo nell’uovo, quello che poteva essere migliorato è la gestione di queste note. Sbagliando, ad esempio, a scrivere un numero o a tracciare una linea, si dovrà cancellare completamente lo schermo non potendo usare strumenti simili a una comune gomma. Problemi comunque superficiali e poco preoccupanti.

Altra caratteristica trasferita completamente dal primo al secondo episodio è il sistema di aiuti: molti degli enigmi presentano un livello di sfida arduo, così che difficilmente si riesce subito a inquadrare il problema sotto il giusto punto di vista e risolverlo. Gli aiuti, allora, potranno essere utili per riuscire a trovare la soluzione. Per ogni rompicapo, potremmo godere di ben 3 dritte, ognuna delle quali dovrà essere acquistata attraverso le monetine sparse per i livelli.

Chi conosce già il gioco saprà benissimo che molte monete sono nascoste nei cunicoli dei camini o sulle finestre delle case. Ogni enigma presenta una propria difficoltà evidenziata dai Picarati. Tanto meno risposte errate riusciremo a dare, tanti più picarati entreranno nelle nostre tasche, così che a fine avventura potremo sbloccare altri misteriosi extra.

Minigiochi & Co.

Accanto, poi, ai numerosi enigmi fin qui descritti, il titolo in questione presenta una serie di minigiochi divertenti e ben orchestrati. Anche qui, per non rovinare al lettore la sorpresa, ci limiteremo a individuarne solo alcuni. Un primo relativo alla costruzione di una macchina fotografica, la quale ci consentirà di scattare foto degli scenari più belli del gioco. Un secondo, nel quale occorrerà far smaltire un goffo cricetino sovrappeso. Riusciti in questa impresa, il buffo animaletto si renderà utile per la nostra causa. Quanto fin qui descritto rappresenta l’intera struttura di questo secondo Layton, e quello che si evince è il perfetto funzionamento di tutti questi elementi. Ai 153 enigmi di base aggiungiamo la possibilità di download di nuovi rompicapi attraverso il servizio Wi-Fi Nintendo.

In attesa del cartoon…

In attesa del lungometraggio sulle avventure della squadra Layton, già annunciato da tempo, possiamo accontentarci della bellezza artistica espressa nel disegno di ogni paesaggio e di ogni protagonista che fa capolino sulla scena. È uno stile pittoresco quello che affresca i fondali fissi cui si sovrappongono in sequenza i personaggi che danno vita ai lunghi dialoghi.

Anche durante le scene d’intermezzo sembra di assistere a un cartone dedicato e già pronto per le sale cinematografiche, anche se la resa tecnica viene minata dalla bassa risoluzione dei video che è possibile riprodurre sulla piccola console Nintendo. Quanto al reparto audio la novità assoluta è rappresentata dai dialoghi completamente doppiati in italiano. Questi si attestano su standard alti, con attori professionali e sempre perfettamente in sintonia con la scena da doppiare. L’enfasi, insomma, non manca di certo durante i dialoghi, e il doppiaggio in sé risulta pressoché impeccabile.

Se da un lato fa certamente piacere notare come il grande successo di un siffatto titolo abbia portato alla completa localizzazione nella nostra lingua, dall’altro non possiamo esimerci da un raffronto con le precedenti voci originali dei protagonisti. L’elegante inglese del precedente Layton non ha, infatti, eguali e i fan della serie non saranno contenti al cento per cento di ritrovare il nostro detective con una voce completamente diversa.

Stesso discorso dicasi per il fido assistente Luke.

Tutto questo non serve, però, ad intaccare la personalità di ogni personaggio, ad iniziare dalla immensa eleganza e dall’indiscusso savoir-faire del nostro detective Hershel Layton. Belle e orecchiabili le musiche di sottofondo, anche se un po’ ripetitive e poco varie.

Conclusioni

A un anno di distanza non c’è più la stessa sorpresa del primo Layton. La formula degli enigmi, però, funziona ancora e i ragazzi di Level-5 procedono sulla strada intrapresa in passato, confezionando un prodotto d’indubbia qualità. C’è poco altro da dire. Un must-buy per tutti i possessori della piccola console; e una vera perla rara per tutti gli amanti delle avventure punta e clicca.

Emiliano “OrsoRaro” Contarino

CI PIACE
  • Trama ben costruita
  • Tanti enigmi
  • Reparto grafico eccellente
NON CI PIACE
  • In Giappone è già arrivato il terzo
  • Non c’è più la stessa sorpresa del primo
8.5Cyberludus.com

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