Le porte di Phantomile si spalancano su Wii

A molti giocatori giovani il nome “Klonoa” potrebbe suonare nuovo o poco interessante. Chi, invece, era abbastanza grande per possedere e sfruttare al meglio una Playstation nell’ormai lontano 1998 ricorderà che, in quell’anno, sulla sua console grigia fece capolino un gioco trasognato, “Klonoa: Door To Phantomile”. Il titolo era un platform in falso 3D: uno scenario tridimensionale si snodava in una serie di percorsi in tutto e per tutto bidimensionali, se si se esclude un minimo di profondità degli sfondi. Il gameplay era gustosamente arcaico e l’aggiunta di qualche puzzle di tanto in tanto e di una realizzazione tecnica sublime rendevano il titolo Namco una straordinaria e splendente perla della libreria Playstation. Sono passati, come già accennato, una decina d’anni. Dopo un solo seguito nessun giocatore ha più rivisto un titolo della serie “Klonoa”… Oggi, però, la magia di “Door To Phantomile” viene riproposta su Nintendo Wii , con un remake che farà gioire gli appassionati del passato e che merita di incuriosire anche i più smaliziati appassionati di videogiochi di oggi…

Klonoa

Un gatto dalle lunghe orecchie

Ancora prima di spiegare le caratteristiche di questo “Klonoa” (il sottotitolo “Door To Phantomile” è presente solo nella versione giapponese del gioco, molto curioso) è necessario fornire un’infarinatura di base sull’ambientazione. Klonoa è un ragazzino sorridente che possiede due grosse orecchie e porta un cappellino blu sul quale è presente una grande effigie di Pac-Man: egli vive nel villaggio Eolo insieme al nonno e a uno strano essere dalle sembianze di una sfera blu, Hewpoe . Quest’ultimo è il suo migliore amico e pare che sia apparso dopo il ritrovamento di uno strano anello, che ha garantito a Klonoa il pieno controllo sui proiettili del vento, un’arma apparentemente innocua ma capace di rendere inoffensivi i nemici che gli si parano di fronte. Un bel giorno Klonoa si sveglia di soprassalto : uno strano oggetto è precipitato sulla torre della campana… Andando a controllare insieme al suo amico Hewpoe, Klonoa scopre dell’esistenza del Regno Lunare, un magico regno situato, appunto, sulla Luna. L’esistenza di questo regno giunge anche alle orecchie di Ghadius , il signore delle tenebre, e al suo fido schiavetto Joker , un piccoletto davvero poco raccomandabile: i due hanno rapito la cantante Lefisa , l’unica a conoscere le note di un canto che potrebbe far risorgere il pianeta in caso di sventura. Dopo aver assistito impotenti al rapimento, Klonoa e Hewpoe si lanciano all’inseguimento dei due malvagi attraverso un mondo diviso in moltissime “visioni” differenti, che faranno sentire il giocatore come immenso in un coloratissimo sogno!

Klonoa 4

Impeccabile gusto retrò!

Un qualsiasi giocatore se ne deve accorgere: “Klonoa” non è un gioco “moderno come tutti gli altri. F in dalla primissima “visione” (così vengono chiamati i livelli di gioco) ci si rende conto di aver approcciato qualcosa di già visto, ma non come se fosse uno stentato riproporsi di una pappa già pronta da anni. Il giocatore può attraversare i livelli di gioco attraverso quattro diversi sistemi di controllo: WiiMote in posizione orizzontale, WiiMote e Nunchuck, Controller Tradizionale e Controller per GameCube. Si tratta, in ogni caso, di scelte guidate dalla semplice comodità, da come un giocatore sente il controller nelle proprie mani: ogni combinazione di controlli risulta utilizzabile in maniera eccellente! Un tanto è adibito al salto, l’altro all’utilizzo del proiettile del vento: tutto qui. Scuotendo il Nunchuck o il WiiMote il giocatore può causare un piccolo tornado capace di rallentare i nemici sullo schermo (questa azione è sostituita dalla pressione di un tasto nel caso si utilizzi il controller tradizionale). Il proiettile del vento è un arma non violenta: il suo corto raggio permette di gonfiare uno dei tanti buffissimi nemici presenti, risultato di un character design di primo ordine, e di lanciarli contro altri avversari. In alternativa, Klonoa può utilizzare un nemico catturato come trampolino per effettuare un doppio salto, grazie al quale potrà raggiungere piattaforme altrimenti inaccessibili, insieme al supporto delle sue grandissime orecchie. Grazie a queste combinazioni di salto e attacco si delineano tutti i puzzle del gioco: porte a tempo, interruttori, piattaforme mobili o ostacoli da superare. La mente è spronata in maniera semplice ma, in ogni caso, attiva e spensierata per poter garantire divertimento davvero a tutti! L’unico problema risiede, forse, nel quasi completo disuso degli accelerometri dei controller: tuttavia, lo stile retrò di questo titolo ben si sposa con il semplice controllo a pulsanti e forse l’assenza di chissà quale via d’attacco o di salto sperimentale non può che essere fonte di gioia per chi vuole godere al meglio di “Klonoa”.

Il sogno è davvero bello quando dura davvero poco (?)

Guardando a presente e passato contemporaneamente non si può che rimanere stupiti: già nel 1998, “Klonoa” aveva riportato sugli schermi dei possessori di Playstation delle forme e dei colori fuori dal mondo, riempiendo le case dei giocatori di atmosfere gioiose e frizzanti come mai nessun gioco era riuscito prima d’ora. “Klonoa” su Nintendo Wii, allo stesso modo, non delude: fin dalla prima visione il gioco è una festa di colori, di esseri teneri e rotondeggianti, un’atmosfera che si avvicina davvero a un sogno sereno più che a un comune videogioco. La colonna sonora, che riprende alcuni brani del primo titolo, è di costante aiuto in questa onirica esperienza: fischiettare mentre si passeggia per Phantomile è obbligatorio per godere al meglio di quanto questo gioco ha da offrire. Perché nell’offerta sta la sua pecca principale. Se è vero che il vino buono sta nella botte piccola allora “Klonoa” non fa altro che dare atto di tutto questo: il gioco è davvero breve. Il retro della confezione mette, festoso, in luce la presenza di “ben” quattordici livelli tutti da esplorare: peccato che si esplorano davvero troppo in fretta. In ogni livello è possibile salvare sei abitanti della zona che si sta attraversando: salvarli tutti porterà al completamento del gioco al 100%, che garantirà qualche contenuto sbloccabile (tra i quali figura la curiosa possibilità di giocare i livelli al contrario) ma, anche volendo essere certosini nell’esplorazione, le quattordici visioni finiscono per terminare più in fretta di quanto si immagina, lasciando al giocatore la sensazione che il sogno, come tutti i bei sogni, svanisca davvero troppo presto. Ultimo dettaglio: il doppiaggio in italiano non è esattamente dei migliori, per quanto alcuni doppiatori se la cavino discretamente. Per fortuna nel menù delle opzioni è sempre possibile scegliere di ascoltare i nostri eroi mentre discutono in quella bizzarra lingua che è l’idioma di Phantomile!

Conclusioni

Un’esplosione magica di illusioni, un gioco divertente da giocare quanto sublime da vedere ed ascoltare. “Klonoa” su Nintendo Wii riesce perfettamente a riproporre le stesse emozioni del titolo orginale di dieci anni prima, recuperando tutti gli ingredienti passati e offrendo al giocatore un impasto tutto nuovo, che non appare stantio e noioso nemmeno per un attimo. Una grafica fluida e colorata, una colonna sonora eccellente e gioiosa e un gameplay tanto semplice quanto brutalmente accattivante: questa è la ricetta di un capolavoro e “Klonoa” possiede tutti questi numeri, dal primo all’ultimo. Purtroppo la perfezione dell’impasto è segnata dallo sfregio non indifferente di una longevità davvero risibile. L’essere umano riesce ad afferrare il sogno, a giocarci, a viverlo… Per troppo poco, purtroppo.

Alessandro “Il Notturno” Perlini

CI PIACE
  • L’atmosfera dei sogni trasferita in un videogioco
  • Realizzazione tecnica impeccabile, c’è davvero da restare incantati
  • Il gameplay retrò è accattivante come pochi
NON CI PIACE
  • Longevità all’osso per i giocatori più esperti
8Cyberludus.com
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