«Salve vorremmo sporgere denuncia»

«In merito a che cosa?»

«Rapimento di Principessa»

«Uhm … Non potrebbe trattarsi di una fuga d’amore? Nei film succede sempre …»

«Ecco una foto della scomparsa»

«Ok, escludiamo quest’ipotesi … dubito esiste qualcuno in grado di tanto amore … Cominceremo subito le ricerche, a partire dal Playstation Store».

E3 2008. Durante la propria conferenza, Sony proietta sul schermo i titoli in arrivo per il suo servizio di digital delivery. Un gioco, pur passando in sordina, esplose alle spalle di Tretton, in un tripudio di colori e stile, diventando uno dei titoli più attesi del 2009. La principessa protagonista di quel breve trailer finalmente fa la sua comparsa sul Playstation Network, dando il via alla più divertente e caotica faida mai vista prima.

La leggenda della principessa grassa.

Tanto tempo fa, in un regno molto lontano, due principesse adoravano giocare nella foresta oscura. Un giorno, durante il loro gioco, trovarono nella foresta un’enorme torta, che dapprima assaggiarono, per poi finire con il mangiarla voracemente senza sosta.

E’ questo l’improbabile preludio di una guerra senza fine fra due regni, l’esordio di una forma fisica pachidermica per le belle principesse dei due regni, e il disperato tentativo dei rispettivi padri di ricondurle a una dieta ipocalorica. Fat Princess, come ci si poteva aspettare dal titolo, è un gioco dai tratti fiabeschi, a partire dalla storia offerta in single player raccontata attraverso i vari capitoli di un libro di fiabe, che attraverso illustrazioni e divertentissime sequenze e dialoghi, ci immergono in un mondo decisamente magico e irriverente.

A rinforzare i lineamenti di un’ottima presentazione, oltre allo stile narrativo, interviene un coloratissimo menù iniziale che ci permetterà di scegliere in che modo giocare nel magico mondo di Fat Princess. Dopo aver deciso e personalizzato il proprio alter-ego, il giocatore solitario può scegliere se intraprendere una sessione di allenamento ( Dilettati), scontrarsi con frotte di avversari nell’arena in una sorta di Survival (Gladiatore), o dedicarsi alla storia scoprendo tutti i retroscena della vicenda della principessa grassa. Ma il gioco in singolo non è altro che l’antipasto al multigiocatore, vera essenza del titolo.

Tanto di cappello …

Il gameplay offerto da Fat Princess è tanto semplice quanto divertente. Il titolo si basa su un meccanismo vecchio quanto il mondo, e sfruttato nei multiplayer di decine di sparatutto e giochi action: il ruba bandiera. A sostituire il classico vessillo abbiamo una principessa, bruna o bionda a seconda dello schieramento; il nostro obbiettivo sarà quello di rapire la principessa avversaria ed evitare che i nemici ci portino via la nostra. Ma in questo continuo tentativo di rapimento entra in gioco il fattore calorico, infatti, facendo utilizzo delle fette di torta sparse per tutta la mappa sarà possibile far ingozzare la piccola aristocratica fino a fargli assumere una stazza tale da impedire il normale trasporto di questa. Fat Princess non è l’ennesima riedizione di una formula abusata, è la costruzione e rivisitazione di un famoso meccanismo, in maniera tale da introdurre un divertimento tutto nuovo, basato sulla strategia e il coordinamento delle proprie forze.

I due fronti, formati dai valorosi sudditi dei due regni, connotati dal rosso o dal blu, sono tutto fuorché un dispiegamento casuale di milizie; una volta fatta la propria apparizione sulla mappa, il nostro alter-ego avrà accesso a una serie di cappelli, ognuno prodotto di una particolare macchina, che determinerà il suo ruolo nell’assalto del nemico o nella missione di recupero. Ogni cappello, infatti, ha la capacità di investire un personaggio di una particolare classe fra le cinque disponibili: Mago, Arciere, Guerriero, Prete e Servitore. Ogni classe ha un ruolo specifico nel suo schieramento e ha i propri bonus/malus: ad esempio il Guerriero può accedere solo al combattimento ravvicinato, ma gode decisamente di una longevità maggiore delle altre classi, differentemente, un Mago o un Prete, hanno una vita molto più corta ma possibilità di attacco/recupero maggiori. Inoltre, tramite il lavoro dei servitori, le macchine possono evolvere e produrre cappelli che faranno accedere a versioni avanzate delle classi, permettendo un secondo equipaggiamento, o una seconda azione; ad esempio il prete, una volta evoluto, diverrà Prete Nero, che oltre a curare i compagni, potrà ristabilire il proprio grado di salute sottraendo vita ai suoi nemici. Tuttavia, le possibilità di gioco non si limitano al ruba bandiera, sono presenti modalità alternative come il Deathmatch a squadre, o l’annessione, che prevede la conquista degli avamposti per assicurarsi la vittoria.

Fat Princess Come si poteva immaginare, il gioco raggiunge i risultati migliori nel multiplayer online.

Le possibilità di gioco sono le medesime del single player, ma sia gli alleati che i nemici sono costituiti da altri giocatori, e sono presenti alcuni elementi simpatici di contorno. Ad esempio, classificandosi ultimi in una sessione online si assumerà l’aspetto di un pollo gigante, oppure diventando leader della classifica, si indosseranno i panni dell’angelo della morte, in grado di falciare le vite avversarie con un sol colpo. Purtroppo, sebbene il gioco raggiunga risultati sorprendenti durante l’online, è proprio durante questo che si evidenziano particolari difficoltà.

A meno di non prendere parte a sessioni organizzate fra clan (organizzati anch’essi) ci toccherà prendere parte a sessioni dove ognuno penserà a se stesso, e ogni azione verrà portata avanti in maniera caotica, senza un vero risultato utile per la squadra.

Tanto caos sulle mappe a cosa porta? A partite interminabili, che spesso conducono l’utente ad abbandonare prima che una delle due fazioni la spunti realmente. Inoltre, alcune classi hanno capacità decisamente più utili di altre, e spesso è possibile notare degli abusi, come nel caso del Prete nero, o con la possibilità di immobilizzare temporaneamente col ghiaccio l’avversario tramite il mago.

Nonostante queste lacune, il titolo è sicuramente uno degli esponenti più riusciti dell’intero parco giochi digitale di Sony. Fat Princess è come un tributo al sorriso; sullo schermo impazzeranno centinaia di colori, tinte esaltate dal pregevole cell shading offerto e dallo stile fiabesco adottato, e infrante da esplosioni di sangue, mai così irreale. Il sonoro, in aggiunta, è fra i più allegri di sempre, ed aiuterà i giocatori ad affrontare col sorriso le spesso interminabili e difficili sessioni di gioco.

Fat Princess

Conclusioni

Fat Princess dei Titan Studios è sicuramente un gioco che è fiero di uscire fuori dal coro. Sin dalla sua prima apparizione fece parlare di se, scatenando una protesta da parte delle gamers femministe, che ritenevano offensivo quello stereotipo della donna in sovrappeso. Questo stile goliardico, privo di freni morali, che vuole offrire divertimento e sorrisi a ogni costo ci ha sicuramente colpiti. Per questo è sicuramente possibile annoverare la graziosa bimba in sovrappeso come uno dei migliori titoli di sempre dello Store. Nonostante tutto, ci sentiamo di raccomandarvelo solo se avete intenzione di giocarci online, dato che il single player non è altro che un pretesto per apprendere al meglio le meccaniche di gioco. Il gioco dei Titan Studios tira fuori il meglio di se in multiplayer, sebbene il caos e l’egoismo dei giocatori possano causare non poche difficoltà al gioco.

CI PIACE
  • Coloratissimo
  • Spassoso e anticonformista
  • Divertentissimo Online
NON CI PIACE
  • Quanto durano queste partite?
  • Troppo caos in multiplayer
  • Classi non troppo ben bilanciate
7.5Cyberludus.com
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Redazione
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