Bioware, un nome una garanzia: da quando ha fatto il suo ingresso nel mondo dei videoludico, ha sempre consegnato alla storia giochi di ruolo dalla qualità eccelsa che hanno dettato, di volta in volta, nuovi standard qualitativi. Lo hanno fatto, al principio, con Baldur’s Gate, ispirandosi alla serie Ultima e al coetaneo Diablo, ma realizzarono qualcosa che non aveva niente a che vedere con gli illustri predecessori. Lo hanno fatto poi con Neverwinter Nights, Star Wars: Knights of the Old Republic, Jade Empire e Mass Effect e il giudizio era sempre lo stesso: sono i maestri del genere. Adesso, vogliono provaci ancora con l’ambizioso Star Wars: The Old Republic, un titolo talmente carico di aspettative e di promesse, che sembra un’autentica prova del fuoco per i famosi sviluppatori.

IN UNA GALASSIA LONTANA, JEDI E SITH MAI COSI’ VICINI

Star Wars: The Old Republic** è il secondo gioco sviluppato da Bioware nell’universo narrativo creato da George Lucas (il primo si chiama Star Wars: Knights of the Old Republic, conosciuto con la sigla Kotor). La storia è ambientata tremila anni prima della serie cinematografica omonima e ben trecento anni dopo gli eventi che, gli amanti della serie, hanno potuto giocare negli anni passati grazie a Kotor e relativo seguito, che non fu sviluppato da Bioware ma da **Obsidian.

Sono tempi di guerra, nella vecchia repubblica, i Jedi stentano a mantenere la pace, vista la presenza ingombrante, invasiva e destabilizzante dei Sith, guerrieri con spada laser corrotti dal Lato Oscuro della Forza, l’energia eterea che muove l’universo. Il canovaccio è tutto qui, l’unico limite nel creare storie emozionanti è quello della fantasia degli sceneggiatori, ma questo non è un problema, vista la lunga lista di giochi che in quel di Bioware riescono a concepire.

Dal lato meramente tecnico, le prime immagini rilasciate erano assolutamente anonime e poco ispirate, col tempo però, gli sviluppatori ne hanno rilasciate altre dalle quali si evince che il gioco sta venendo su veramente bene. Gli sfondi sono molto evocativi, le tinte di colori usate lasciano intuire un lavoro certosino e la qualità intrinseca dei personaggi si attesta su livelli più che buoni. Insomma, se c’è una cosa che negli studi di Bioware riesce benissimo, è la realizzazione dei giochi che hanno in mente di creare.

Quello che stupisce di più, comunque, è la scelta degli sviluppatori di dedicarsi ad un gioco di ruolo online, destinato ad accogliere migliaia di videogiocatori, che deve offrire sempre una sfida coinvolgente e una storia dinamica per accattivarsi l’attenzione e la dedizione di tutti gli amanti della famosa galassia lontana.

UCCIDI I LUPI FEROCI E RACCOGLI DIECI ZANNE BIANCHE? CHE NOIA!

Chi ha una minima esperienza di giochi di ruolo online, sa già che la grande maggioranza di questi ruota intorno ad incarichi ripetitivi, in cui bisogna dar fondo alle proprie capacità per soddisfare le richieste di qualche “personaggio-non-giocante” (in gergo Npc o Png). Per far questo, spesso, si va in aree densamente popolate dai cosiddetti bot (delle creature gestite dall’intelligenza artificiale) più o meno passivi, di livello adeguato al nostro, che aspettano solo di essere conciati per le feste. Questo garantisce i punti esperienza necessari per passare di livello e oggetti più o meno utili, che serviranno a completare le missioni.

Star Wars: The Old Republic promette di abbattere questo concetto trito e ritrito, che stanca i meno pazienti e i più esigenti tra i giocatori. Quello che hanno in mente quei geniacci di Bioware è un progetto ambizioso, mastodontico, colossale, oseremmo definirlo “di difficile realizzazione” ma saremo felici di essere smentiti. In pratica, la software house sta spendendo moltissime risorse nella stesura di storie, trame e sotto-trame, in una misura che non riusciamo a definire. Gli sviluppatori stessi, per darci un’idea della vastità di quest’opera, riassumono brevemente con frasi di questo tipo: “la componente narrativa di questo gioco sarà molto più vasta di tutti i precedenti titoli Bioware, espansioni incluse, messi insieme”. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di alcuni tra i più lunghi giochi da portare a termine, per un totale di ore di gioco che supera tranquillamente le svariate centinaia.

Sarebbe, forse, la prima volta nella storia dei Gdr online, che un gioco offra una trama così curata e così vasta da tenere incollati tutti i giocatori per così tanto tempo. Ma come si scontra, questo concetto, in un universo di gioco in costante mutamento e lasciato alla mercé dei giocatori? Non è dato saperlo. Quello che possiamo dire è che ciascuna classe godrà di una propria storia da mandare avanti. Non ci permettiamo neanche di usare il termine “completare” il gioco, perché viene da sé che i contenuti aggiuntivi saranno costanti, quanto le cose da fare, che saranno sempre tantissime. Le classi di cui è certa la presenza sono i Jedi, i Sith e i cacciatori di taglie (quelli come Boba Fett, per intenderci). E’ stato visto in azione anche il contrabbandiere, ispirato all’indimenticabile personaggio che risponde al nome di Han Solo.

BUONI, CATTIVI E NEUTRALI: TUTTI INSIEME NELLA VECCHIA REPUBBLICA

Ogni personaggio, durante le proprie avventure, sarà costantemente portato ad attuare una condotta. Questa deciderà le sorti dell’animo del nostro alter-ego, che potrebbe restare neutrale, cedere al fascino del Lato Oscuro della Forza oppure beatificarsi nel Lato Chiaro: la scelta spetterà a noi giocatori. Ma le conseguenze non saranno soltanto morali, data la grande mole di lavoro che c’è dietro, si pensa già a quante possano essere le variabili, quanti i bivi narrativi per andare avanti nel gioco.

Altro dettaglio parecchio interessante è l’importanza dei Png: questi potranno accompagnare il giocatore durante le sue avventure, saranno caratterizzati da una personalità complessa e offriranno anch’essi degli interessanti spunti narrativi. Non sarà raro formare un piccolo party in cui ci siamo noi, un paio di Png e un altro giocatore che ha bisogno di aiuto per compiere una sua missione. Sarà particolarmente interessante vedere come reagiranno, questi Png, di fronte a quelli che affiancano gli altri giocatori.

Altre interessanti novità vengono dall’incontro di due o più giocatori che, coalizzandosi in un piccolo party, decideranno di unire il loro cammino per completare le loro avventure. Sembra che verrà implementata la possibilità di rispondere – a turno – nei lunghi dialoghi articolati che si instaureranno tra alter-ego dei giocatori e personaggi importanti ai fini della storia. La prospettiva è tanto interessante quanto fonte di perplessità. Questa viene portata dall’eventualità di affrontare lunghi dialoghi, o assistere a filmati più o meno lunghi, senza la possibilità di accelerare i tempi e senza la facoltà di mettersi d’accordo sulle cose da dire. Non ci sembra molto entusiasmante immaginare che un personaggio chiave per la nostra storia, si rifiuti di dialogare con noi per colpa di una cattiva risposta data dal nostro compagno di viaggio: realistico ma frustrante.

I maggiori timori vengono proprio da queste situazioni bizzarre, portate da un’impostazione tipicamente single-player ad una realtà di interazione e gioco multiplayer di massa. Non vediamo l’ora di toccare con mano tutto quello che ha da offrire questo gioco.

Altre certezze, invece, provengono da quel poco che è stato mostrato dagli sviluppatori. Sembra che tanta attenzione sia stata dedicata alle animazioni e alle collisioni tra poligoni, che si preannunciano tra le migliori mai realizzate, tutte al servizio del giocatore. Speriamo che oltre allo spettacolo, venga proposto un sistema di controllo accessibile e funzionale.

Conclusioni

Star Wars: The Old Republic punta a conquistare l’esigente comunità di videogiocatori online con delle premesse e, soprattutto, delle promesse che sembrano tanto assurde quanto affascinanti. Portare a migliaia di utenti un gioco di massa online e puntare tante risorse su un’esperienza tipica da giocatore singolo è una bella scommessa. Alcune cose restano avvolte nel mistero, come il sistema di controllo e il numero di classi a disposizione. Altri dettagli suscitano una curiosità smodata, come la presenza di una forte componente narrativa e la possibilità di affrontarla con Png profondamente caratterizzati. L’ultima fatica di Bioware sembra voler accontentare tutti: giocatori solitari, veterani dei Mmorpg e casual-gamers. Ha tutte le carte in regola per riuscirci ma sapremo la verità solo quando questo gioco sarà una realtà.

Antonio “Aurenar” Patti

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