Il braccio che ha fatto storia

Sono trascorsi più di vent’anni dalla prima apparizione di Bionic Commando, titolo action avente come protagonista un soldato dotato di un braccio meccanico. Attraverso questa protesi meccanica era in grado di agganciarsi su appositi appigli o piattaforme – quindi di raggiungere punti impossibile  da raggiungere con un semplice salto- allo scopo di attraversare i livelli e recuperare bonus.

Il gioco aveva colpito per la sua originalità e la particolare difficoltà che lo rendevano particolarmente avvincente.

Oggi, gli sviluppatori svedesi Grin, della Capcom, si stanno occupando del remake di questo particolare gioco d’azione. Una grafica sopra gli standard della terza generazione, (almeno da quello che si è potuto vedere fino a questo momento), un protagonista redivivo e azione dirompente, sono ingredienti che fanno di Bionic Commando un titolo da attendere con ansia. Un connubio perfetto tra azione, avventura e sparatorie.

Distruzione totale

L’eroe di turno è  questa volta Nathan Spencer (già protagonista della prima versione Nintendo), un agente pluri-decorato che si è distinto contro un gruppo conosciuto come “gli Imperiali”,   ma che si è trovato tradito dal suo comandante.

Incarcerato per crimini che non ha commesso, e privato del suo braccio bionico, Spencer è stato condannato a morte. Tuttavia, nel giorno dell’esecuzione, un’arma sperimentale viene fatta esplodere ad Ascension City da un gruppo terroristico chiamato Bio-Rain, formato da soldati geneticamente modificati. Con la città in rovina il comandante non ha altra scelta che offrire a Spencer un patto; se riuscirà ad eliminare la minaccia dei terroristi, avrà in dono la libertà. Armato di un nuovo braccio bionico, Nathan, si getta nel bel mezzo di una guerra apocalittica.

Un cataclisma che ha portato alla distruzione totale e allo sconquassamento della terra. Intrighi internazionali, cospirazioni governative e segreti fantapolitici, tutti elementi che  rendono molto interessante la trama di Bionic Commando.

Impatto devastante

Graficamente il titolo sembra promettere davvero bene. Il modello poligonale di Nathan è molto dettagliato e si muove in maniera molto fluida. Anche gli ambienti  da esplorare possono contare su una vastità e un dettaglio davvero notevole. Ottimi anche gli effetti particellari. Capcom ha inoltre dichiarato che si è cercato di preservare tutta l’atmosfera originale trasponendo gli elementi caratteristici dal 2D al 3D.

Lo spettacolo apocalittico a cui si assiste mostra palazzi crollati come in un domino, strade che sprofondando creando voragini enormi, edifici in fiamme, e distese d’acqua.

Inoltre, il contrasto tra la vegetazione dei parchi e l’ambientazione urbana postdistruzione, contribuiscono a rendere davvero particolare e immersiva l’atmosfera che si respira durante tutte le missioni. I livelli si “estendono” sia in orizzontale  che in verticale conferendo al titolo notevole varietà.

Azione a portata di..braccio.

Bionic Commando rappresenta essenzialmente il tipico gioco d’azione, farcito con sparatorie e combattimenti. Tuttavia l’arto  meccanico del protagonista dona quell’originalità e quel tocco di classe necessari per differenziarlo dagli altri titoli.

In bionic commando imparerete fin da subito a dominare l’arte dello “swing” (il dondolamento da un appiglio all’altro). Tenendo sotto controllo il colore del mirino, che si illumina quando si punta una superficie, è possibile capire se si può sfruttare l’aggancio. Quando Nathan invece si trova in volo, un simbolo indica il momento migliore per lasciare la presa ed ottenere il migliore slancio possibile. Dopo un po’ di pratica, dondolarsi da una trave a un altro appiglio, lungo le macerie delle città, risulterà facile e soddisfacente.

La sensazione di vertigine durante i salti nel vuoto da altezze che farebbero impallidire anche gli scalatori più esperti, è resa magnificamente, e la prudenza risulterà la migliore alleata durante le fasi esplorative.

Il gioco a prima vista non è sembrato essere affatto lineare; gli ambienti sono molto vasti e pieni di anfratti nascosti, che possono essere anche sfruttati per sferrare attacchi a sorpresa ai nemici.

Il rampino può essere nostro fido alleato nelle situazioni più roventi, ad esempio attirando a se oggetti dello scenario come bidoni, macchine e macerie, e non ultimi gli stessi nemici.

Le sequenze di combattimento, unite alla vituperata  versatilità della protesi bionica  (e la combinazione tra questi elementi), ci hanno dato la sensazione di  una buona varietà, dandoci inoltre la possibilità di procedere nell’avventura in modi diversi.

Il free roming (libertà totale in un videogioco) che si respira non é paragonabile a quello della serie GTA (per fortuna…), anche a causa della “natura” del gioco, ma riesce a donare ugualmente la sensazione di vivere l’avventura in un mondo aperto e senza restrizioni. Braccio meccanico a parte, anche le sparatorie risultano interessanti, potendo contare su un  sistema di controllo e di mira semplici  e immediato. Da segnalare che l’uso del rampino richiederà una buona dose di pratica iniziale, onde evitare cadute dolorosissime.

Oltre alla modalità in singolo, il gioco comprende anche la modalità multigiocatore; immancabile il Deathmatch, vera gioia per gli amanti del multiplayer.

Il comparto sonoro è nella  media delle produzioni del genere; musiche di impatto, ed effetti dirompenti, fanno compagnia al giocatore  durante le sparatorie e le adrenaliniche fasi di esplorazione.

Conclusioni

In definitiva, la prima impressione della versione next-gen di Bionic Commando è senza dubbio positiva. Il team di sviluppo ha cercato di mantenere inalterato lo spirito originale del primo capitolo, portando tutto l’impianto di gioco in mondo 3D, ampliandone il gameplay sfruttando le possibilità offerte dalle odierne console. L’impegno e la strategia, uniti a un comparto tecnico di prim’ordine, e alla versatilità del braccio meccanico di Nathan, relegano Bionic Commando tra i giochi più attesi di questa primavera.

Marco “Seth” Delle Fave

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