E’ passato più di un lustro, da quando Illusion Softworks aveva consegnato alla storia uno dei capolavori di tutti i tempi: il pluri-acclamato “Mafia”. Di anni, infatti, ne sono passati 7 e di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, la famosa software house ha anche cambiato il proprio nome in 2K Games Czech, ma non ha perso minimamente l’attitudine al concepimento di prodotti dall’ottima fattura. La loro ultima fatica in cantiere non fa eccezione: tutti gli appassionati sono in attesa di vedere in azione “Mafia 2”.

DA LOST HEAVEN A EMPIRE CITY C’E’ UNA  SOLA PAROLA:  EVOLUZIONE

Mai come prima d’ora, cinema e videogioco sembrano essere tanto vicini ad una fusione praticamente perfetta, sotto ogni punto di vista. Anche se non siamo estranei a videogiochi che vengono convertiti in film e a lungometraggi che vengono riadattati alle piattaforme di gioco, il fatto di trovarsi di fronte ad un titolo come “Mafia 2” potrebbe spiazzare qualsiasi detrattore, qualunque giocatore scettico o schizzinoso. Perché pur attingendo a piene mani dai capolavori indiscussi del genere “mafia, guerra tra cosche, Famiglia”, pur non nascondendo una certa fonte di ispirazione -come l’eterno “Il Padrino” di Francis Ford Coppola – la nuova fatica di 2K Games è nuova, genuina, originale ed emana maestosità e cinematografia da ogni poro.

In “Mafia 2” prenderemo il controllo di Vito Scaletta, di ritorno ad Empire City (che ricorda molto da vicino New York) dopo una forte esperienza in Europa, dove ha dato il suo contributo durante la seconda Guerra Mondiale. Il giovane, quindi, arriva in città nel bel mezzo degli anni ’40, famosi per essere anni di violenza e terrore, fomentati da cosche mafiose talmente influenti e potenti, da poter tenere a freno la polizia e i politici. Non bazzicheremo più tra le strade della vecchia Lost Heaven, teatro delle gesta di Thomas Angelo nel primo “Mafia”. Ad attenderci ci sarà una città nuova, un’autentica metropoli brulicante di vita, colma di civili, traffico, vetture d’epoca, malavitosi e agenti di polizia più o meno corrotti. Ma ciò che renderà la nuova città più unica che rara, autentica opera d’arte vivente, sarà la sua naturale evoluzione sotto i nostri occhi. Proprio così: Empire City è in costante mutamento, sia epocale che causale. Epocale: perché la narrazione abbraccerà un periodo di circa dieci anni o forse più, di conseguenza vedremo Empire City trasformarsi lentamente e sensibilmente, seguendo le mode, gli usi e i costumi della società e dell’economia. Causale: perché, per esempio, potremo fare irruzione in un negozio e svuotare un intero caricatore contro il bancone, sui clienti e sul gestore; tempo dopo, passando davanti allo stesso negozio, potremo vedere i sigilli della polizia, oppure un’attività commerciale del tutto estranea alla precedente.

Restando in tema di sparatorie, sembra che gli sgherri che affronteremo saranno parecchio intelligenti e non saranno dei semplici bersagli, passivi e facilmente aggirabili. Si disporranno sempre con grande tattica e cercheranno copertura per vendere la pelle in maniera abbastanza cara.

L’intelligenza artificiale non mancherà di sorprendere, non soltanto in ambito di scontri con armi da fuoco: tutti i cittadini e i poliziotti sono gestiti da un potente programma che ne determina desideri e necessità. Ogni persona reagisce alle nostre azioni in maniera differente. Se assumiamo una condotta troppo violenta i civili potrebbero fuggire, oppure insultarci, mentre i poliziotti proveranno a neutralizzarci e i malavitosi non esiteranno a spararci addosso.

LA CLASSICA OFFERTA CHE NON SI PUO’ RIFIUTARE

La cura per i dettagli si preannuncia maniacale, potremo persino notare un elettrodomestico di un’autentica marca in voga negli anni ’40. La stessa cura certosina non verrà risparmiata per gli abiti, i modelli dei personaggi, i loro volto e, soprattutto, per armi e automobili. Perché se c’è una cosa che “Mafia 2” promette di essere -scavando a fondo nell’impressionante motore grafico e tecnico del gioco ribattezzato “Illusion engine”- è un gioco denso d’azione a base di sparatorie ed inseguimenti in auto d’epoca. Queste ultime contano più di cinquanta modelli, e potranno essere addirittura personalizzate: potremo cambiarne il colore della carrozzeria o migliorarne le prestazioni. Grandi sforzi sono stati profusi per dotare, il gioco, di un motore fisico all’avanguardia, e da quel poco che si riesce a intuire, le vetture si ammaccheranno e si accartocceranno in maniera molto realistica, tutto a vantaggio dell’immersione del giocatore.

Quello che, al contempo, non aiuta a rendere verisimili le nostre avventure sarà un sistema di energia del tutto simile a quello promosso da “Call of Duty 2” (in pratica, se siamo gravemente feriti, basterà restare al riparo qualche secondo per tornare in forze); non va dimenticata la possibilità di scassinare e rubare vetture fin dal primo minuto di gioco, come se Vito non avesse fatto altro in vita sua.

Gli sviluppatori assicurano che i filmati di intermezzo, complessivamente, copriranno un periodo di tempo che si aggira intorno alle due ore e mezzo. In pratica, oltre a giocare, avremo un paio di grandi film d’azione a cui assistere. Oltre alla consueta cura certosina per tutto ciò che riguarda l’aspetto visivo, non verrà trascurato neanche il comparto sonoro, che si preannuncia di tutto rispetto. La colonna sonora musicale sarà affidata a canzoni cariche di pathos ed estremamente evocative: non sarà raro sentirsi spettatori di una pellicola di Sergio Leone andata perduta e riportata in auge dagli sviluppatori di 2K Games. Saranno oltre duecento brani d’epoca e altri pezzi originali affidati ad un’orchestra. Le musiche, poi, saranno dinamiche, e si faranno naturalmente più incalzanti se il protagonista entrerà in un momento di azione. Grazie al potente motore di gioco potranno esserne riprodotti anche cento effetti sonori contemporaneamente: immaginate un’auto che sfonda una vetrina, sgomma sull’asfalto mentre un passeggero si sporge da un finestrino crivellando di colpi un’altra vettura con il motore su di giri, e i bossoli dei proiettili rimbalzano a terra. Ogni suono sarà al suo posto e avrà una qualità superiore. Discorso analogo può essere fatto per il doppiaggio, che per il nostro dantesco idioma è stato affidato allo stesso team di doppiatori che ci ha già deliziato con “Mafia”. A detta degli stessi, però, l’attenzione e il desiderio, di superarsi e regalare ai giocatori/spettatori un prodotto di qualità molto elevata,  sono grandi.

Conclusioni

C’è ancora molto tempo, prima che “Mafia 2” raggiunga gli scaffali, ma già da ora le premesse e quanto mostrato al pubblico lasciano ben sperare. Sul piano meramente tecnico qualcuno è pronto a gridare al miracolo videoludico. Tutto sembra realizzato a regola d’arte ma le insidie, si sa, sono sempre dietro l’angolo. L’ultima fatica di 2K Games Czech (al secolo Illusion Softworks) sta catalizzando l’attenzione degli ammiratori di “Mafia” e, soprattutto, di tutti gli amanti del genere azione/avventura. I cloni di GTA, in fondo, sono tanti e ben pochi sono degni di rispetto e onore: “Mafia 2”, come il suo illustre predecessore, è una splendida eccezione e ha tutte le carte in regola per ritagliarsi un posto nell’olimpo del suo genere. Ad oggi, sembra proprio che dopo “Il Padrino”, tutti gli appassionati saranno presto deliziati dalle vicissitudini che coinvolgono Vito Scaletta e la sua Famiglia. Il gioco sarà oppure no un successo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Antonio “Aurenar” Patti

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