E’ in sviluppo presso gli studi tedeschi di Radon Labs da alcuni anni ormai, e in Italia sarà distribuito dalla coraggiosa Fx Interactive -famosa per portare alla ribalta titoli dalla qualità indiscussa e a prezzo sbalorditivo (un esempio su tutti è “Sacred Gold”) stiamo parlando dell’imminente “Drakensang”, il prossimo gioco di ruolo che promette di portare interessanti novità in un genere che, da “Baldur’s Gate” in poi, è parecchio inflazionato e solo sviluppatori come Bioware, Bethesda e Piranha Bytes riescono ad inverdirne i fasti.

ALLA SCOPERTA DELLE TERRE D’AVENTURIA

Drakensang sarà fondato sulle regole di un famoso gioco di ruolo cartaceo che si chiama “The Dark Eye”, convertito in Italia in “Uno sguardo nel buio”, che non ha niente da invidiare al noto “Dungeon & Dragons” (conosciuto anche come D&d). La differenza più grande che distingue “The Dark Eye” da “D&d” è il fatto di essere un regolamento espressamente concepito per essere applicato ad un background ben definito e ben caratterizzato. In altre parole: le regole di “D&d” sono utilizzabili in contesti che spaziano dal medioevo fantasy alla fantascienza, senza disdegnare antichità classica e preistoria. “The Dark Eye”, invece, si fonda su un’ambientazione medievale, fantasy e di tutto rispetto, dove i giocatori prendono le parti di un personaggio del tutto paragonabile ad un autentico avventuriero dell’epoca.

Il mondo di gioco è chiamato Dere (anagramma di Erde, tedesco, che significa Terra), il continente dove si agisce è Aventuria -convertito in Italia in un meno adatto Atlantide – e rispecchia in ogni suo aspetto l’Europa Medioevale. Come ogni continente che si rispetti, non mancheranno le civiltà, puntualmente ricalcate sulle più blasonate civiltà europee realmente esistite.

Troveremo così i normanni, gli italiani del Rinascimento, i franchi, gli slavi, gli arabi, tutti riconoscibili ma, ovviamente, chiamati in maniera fantasiosa. Si evince, quindi, una particolare attenzione alla verosimiglianza (non si parla certo di realismo estremo, ndr) che non dispiace affatto e rende il tutto ancora più affascinante ed evocativo: un autentico salto nel passato alla scoperta di un periodo storico tanto misterioso quanto affascinante, il Medioevo.

SAREMO COMBATTENTI, VAGABONDI, BRIGANTI O INTELLETTUALI?

Il mondo di Aventuria è dominato dalla razza degli umani;tuttavia non esisterebbe gioco di ruolo se non fossero presenti Elfi e Nani -in netta minoranza, se paragonati agli umani- che contribuiscono ad aggiungere quel tocco di fiabesco e mistico. Le classi a nostra disposizione sono divise tra quattro gruppi principali: i combattenti, i vagabondi, i briganti o gli intellettuali.

Sotto ciascun gruppo troveranno posto le classi ben definite: il classico guerriero, il pirata, il mercenario, il messaggero, il cacciatore, l’esploratore, il ladro, il contrabbandiere, il saltimbanco, il mago ed il medico. Sembra quindi scongiurata la presenza di classi ibride, o mistiche, come il paladino, il druido e il chierico (per citare solo tre delle molte offerte in “D&d”) che allontanano dalla verosimiglianza a favore dell’improbabile super-uomo che ottiene potevi degni di una semi-divinità. In Drakensang sentiremo sempre il profumo agrodolce di quel lieve realismo che rende gli eroi più umani: esseri dalle capacità eccezionali ma non certo “super-eroi” che potrebbero salvare il pianeta senza il bisogno di compagni d’avventura.

Il gruppo, infatti, come la capacità di far agire con sinergia le abilità dei compagni di viaggio, riveste un ruolo fondamentale se si vuole arrivare fino in fondo, senza soffrire troppo. I personaggi possono essere comandati tutti insieme -come in un classico strategico- o uno alla volta, per sfruttarne meglio le capacità speciali. Il punto di vista può essere quello isometrico (più strategico e comodo, nonché classico) o quello in terza persona (sicuramente più coinvolgente ma meno tattico).

Oltre ai classici punti esperienza troveremo i cosiddetti “punti avventura”: questi saranno sempre uguali al numero dei punti esperienza, serviranno per passare di livello e, di conseguenza, per alzare il limite massimo raggiungibile dai punti abilità. Le abilità sono quelle capacità che daranno vantaggi più o meno immediati, in combattimento o durante l’avventura; quindi passare di livello per averne il grado più alto possibile è la priorità di ogni giocatore.

I punti esperienza, dal canto loro, andranno “spesi” per utilizzare le suddette abilità, aggiungerne i gradi per aumentarne l’efficienza e per migliorare -ad prezzo davvero scoraggiante- le caratteristiche di base: forza, agilità, destrezza, costituzione, intuito, intelligenza, carisma e coraggio.

Portare l’abilità di utilizzo di un certo tipo di armi oltre un certo limite, sbloccherà la possibilità di apprendere un “colpo speciale”. Questo, però potremo acquisirlo solo mediante addestramento.

Conclusioni

Drakensang è uno di quei rari esempi in cui un attaccamento alla tradizione, accom pgnatoda un notevole sforzo tecnico e da un collaudato sistema di gioco, promette di regalare ore ed ore di sano divertimento a tutti gli appassionati e ai neofiti. Tecnicamente parlando siamo di fronte ad un gioco gradevole e davvero ben fatto. Le prime immagini e i video rilasciati in anteprima suggeriscono una profondità di campo, un livello di dettaglio ed effetti speciali di prim’ordine. Se tutto verrà tenuto insieme come ci si aspetta, allora saremo sicuri di aver tra le mani uno dei più bei giochi di ruolo mai realizzati. Al prezzo stracciato a cui ci ha abituati -o viziati- Fx Interactive, il rapporto “qualità/prezzo” traduce il tutto in un’opera da avere assolutamente: divertimento garantito, longevità assicurata e spesa irrisoria. La data d’arrivo sugli scaffali è alle porte -si parla dei primi di giugno- e presto sapremo dirvi con certezza se tutte le impressioni positive si siano concretizzate oppure no.

Antonio “Aurenar” Patti

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