Vi ricorderete certamente di Guillermo del Toro, noto regista, produttore e scrittore messicano balzato agli onori della cronaca videoludica per la collaborazione con Kojima in Silent Hills. Messi da parte i videogame, almeno per il momento, lo sceneggiatore ha lanciato un altro progetto dal grande potenziale: Trollhunters, un romanzo per giovani scritto con la collaborazione di Daniel Kraus (co-autore) e Sean Murray (grafico).

Il libro, uscito il 27 ottobre 2015, fa parte dei romanzi di punta del secondo semestre De Agostini e racconta la storia di due fratelli, Jim e Jack Sturges, e di come sia cambiata la loro vita nel corso degli eventi narrati tra le pagine. E’ un fantasy-horror distribuito in 14 paesi da cui verrà quasi certamente tratta una serie TV (ad opera di Dreamworks).

Per farvi un’idea più tangibile del romanzo, vi lasciamo di seguito qualche estratto.

Quarta di copertina

Jim strizzò gli occhi in direzione del sole. Riusciva a vedere Jack pedalare così veloce che gli uccelli volavano via al suo passaggio. Ancora pochi secondi e sarebbe passato sotto il ponte di Holland Transit, un monolite di cemento e acciaio. Un paio di automobili lo stavano attraversando, lassù, ma sotto c’erano ombre così profonde e scure che facevano male agli occhi. Si alzò sui pedali e spinse con tutte le sue forze.

Quando alzò di nuovo lo sguardo, Jack non c’era più.

Sinossi

1969, San Bernardino, California. Da un anno è in corso “l’epidemia dei cartoni del latte”: sono misteriosamente scomparsi quasi duecento bambini e ragazzi. L’ultimo a sparire è Jack, tredici anni, sotto gli occhi di suo fratello Jim. Oggi Jim è adulto, ma quel trauma infantile – gli era sembrato di vedere un enorme mostro che trascinava via Jack – ha lasciato ferite profonde: ora vive nel terrore perenne che accada qualcosa a suo figlio Jim Jr, quindici anni. Padre e figlio vivono in una casa protetta da complessi sistemi d’allarme, con dieci chiavistelli sulla porta e un altarino alla memoria di Jack sulla mensola del caminetto. La madre se n’è andata perché non sopportava più la paranoia del marito. Per il resto, la vita di Jim Jr. è fin troppo normale: a scuola lui e il suo migliore amico Tub sono tormentati dal bulletto di turno, il campione di football Steve, e Jim è innamorato di una compagna di classe, la scozzese Claire. Un giorno, Jim inizia a vedere strane apparizioni, che gli sembrano mostri, ma decide di non dire niente a Tub perché ha paura di aver ereditato la pazzia del padre. Una sera, però, uno dei mostri spunta da sotto il letto di Jim e lo trascina via. Jim si risveglia nella città dei Troll, in compagnia di un uomo vestito da cavaliere medievale con un’armatura di fortuna, fatta con pezzi di giocattoli. Sono stati loro, il cavaliere e i due troll che sono con lui, a rapire lo zio Jack tanti anni fa. Jim vorrebbe scoprire di più, ma quando spunta l’alba si ritrova nel suo letto. (I troll non possono esporsi alla luce del giorno, altrimenti – come i vampiri – si tramutano in pietra.)

Jim racconta l’accaduto a Tub, che naturalmente non gli crede. Intanto, Jim partecipa alle audizioni per una rappresentazione di Romeo e Giulietta, e viene inaspettatamente scritturato nel ruolo di Romeo; Claire sarà Giulietta. Vicino alla scuola sorge il museo di storia locale, che Jim e Tub usano come scorciatoia per fuggire da Steve. Scoprono che al museo sta per essere esposto l’antico ponte di Killaheed, arrivato in pezzi dalla Scozia. Jim ricorda di aver visto il ponte raffigurato in un murale nella città dei Troll. Quella sera, Tub è costretto a ricredersi: resta a dormire a casa di Jim e in piena notte appaiono i due troll. Si tratta di un maschio di nome Blinky, che ha otto occhi ma è quasi cieco e parla come un libro stampato e con accento britannico, e una femmina di nome ARRRGH!!! (“Mi raccomando: tre R e tre punti esclamativi!”), gigantesca e coperta da una folta pelliccia. Jim può comunicare con i troll grazie a un medaglione regalatogli dal cavaliere, che traduce il loro linguaggio; Tub invece non capisce la lingua dei troll (ma i troll capiscono lui). Il cavaliere si toglie la maschera: è lo zio Jack, ancora e per sempre tredicenne. Si scopre che la famiglia di Jim e Jack è un’antica stirpe di cacciatori di troll, e Jack è stato assoldato dai troll “buoni” (che non mangiano gli esseri umani) per dare la caccia al re dei troll cattivi, Gunmar il Nero, deciso a invadere il mondo e divorare tutti i bambini. È stato Gunmar a rapire e mangiare quei duecento bambini nel 1969, e ora sta per rimettersi all’opera: Jack ha bisogno di Jim per sconfiggerlo. Gunmar dev’essere ucciso entro quel venerdì, cioè prima che la costruzione del ponte di Killaheed sia completata. (I troll usano i ponti come portali per spostarsi tra il loro mondo e il nostro, e Killaheed era la dimora ancestrale di Gunmar).

Per Jim inizia una doppia vita: di giorno deve vedersela con i problemi di scuola (una probabile bocciatura in matematica, le prove di Romeo e Giulietta, i continui tormenti inflitti da Steve) e di notte viene addestrato a combattere i troll. I più pericolosi sono quelli che sostituiscono i neonati in culla con un cucciolo di troll travestito da bambino: crescendo, queste persone diventano banchieri senza scrupoli e politici corrotti, e sono responsabili di molti dei mali del mondo. Quando la caverna di Jack viene distrutta dai nemici, Jim deve ospitare a casa sua il giovane zio-cavaliere e Blinky (Tub invece, che abita con la nonna, ospita ARRRGH!!!, che divora alcuni dei numerosi gatti di casa). Inevitabilmente a un certo punto il padre, Jim Sr., si ritrova davanti il fratello morto e ancora tredicenne, e com’è logico resta molto turbato. Tenta di convincere Jack a restare con lui, ma Jack gli dice che non può. Intanto Jim Jr. fa amicizia con Claire, lei gli dà ripetizioni di matematica, si stanno innamorando? e poi Claire viene rapita dai troll cattivi. E non è l’unica: in città sono ricominciate le sparizioni di bambini. Jack, Jim, Blinky e ARRRGH!!! ingaggiano battaglia contro Gunmar per salvare Claire e gli altri ragazzi rapiti. Gunmar vive in una caverna con la Macchina, un enorme tritacarne con cui sminuzza le sue vittime. Jim e gli altri riescono per un pelo a sottrarre i bambini dagli ingranaggi della Macchina. Ma in quell’istante al museo viene posata l’ultima pietra del ponte di Killaheed: Gunmar, Jim e gli altri si smaterializzano dalla caverna e appaiono non nel museo, ma lì accanto, sul campo di football della scuola, dove si sta svolgendo la finale di campionato alla presenza di tutta la cittadinanza. La battaglia prosegue sotto gli occhi attoniti della folla (mentre i bambini scomparsi ritrovano i genitori). Gunmar viene sconfitto (anche grazie all’intervento dell’enorme motofalciatrice di Jim Sr. e alle doti da guerriera di Claire, che – si scopre – discende a sua volta da una stirpe scozzese di cacciatori di troll), ma nella battaglia resta uccisa ARRRGH!!! Steve rivela la sua vera natura, un troll scambiato nella culla, e si autodistrugge. Jim, Claire e Blinky sono pronti ad affrontare nuove battaglie.

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