Time to WORLDS! – Un recap della prima fase dei mondiali di League of Legends

Mondiali di un videogioco?

I mondiali 2015 sono il torneo più importante di League of Legends e il massimo traguardo cui ogni team può ambire. Il premio in denaro, da un milione di dollari, è solo la punta dell’iceberg dei riconoscimenti che un team riceve. La visibilità è enorme e il nome dei vincitori viene impresso a fuoco negli annali del gioco. Questa quinta edizione dei mondiali si svolgerà nel vecchio continente, con addirittura quattro nazioni ospitanti. La prima fase si svolgerà all’ombra della Tour Eiffel e le prime due squadre di ogni girone proseguiranno il loro viaggio a Londra per decidere le semifinaliste. Dalle semifinali di Bruxelles si arriverà in fine, come per gli Azzurri nel 2006, alla finalissima di Berlino, dove i vincitori potranno alzare al cielo la tanto ambita Summoners Cup.

Questo speciale servirà ad analizzare quello che è successo nella prima fase della competizione, cercando di fare luce su quello che i gironi ci hanno detto e provando a predire cosa vedremo nelle eliminatorie.

Gruppo A come “Anvedi che roba!”

I sorteggi dei gironi ci avevano dato quasi una certezza: I CLG passeranno il turno, Flash Wolves e Koo Tigers dovranno sgomitare per aggiudicarsi il secondo posto. Poche, pochissime le speranze per i paiN Gaming, giunti ai mondiali come wild card, di accedere alla fase successiva. I primi scontri non hanno fatto altro che confermare le attese di tutti gli analisti e dei giocatori. CLG primi al giro di boa e tutto nella norma. Quest’anno la Riot ha però cambiato il format dei mondiali: la seconda parte del girone sarà disputata in una singola giornata, anche per mettere le squadre sotto pressione e per avvicinarsi al ritmo più sostenuto che si ha nelle eliminatorie. Qui succede qualcosa di strano. I CLG perdono tutte e tre le partite della giornata, anche contro i paiN Gaming che li superano nella classifica finale. Flash Wolves e Koo Tigers, rispettivamente al primo e secondo posto, gioiscono e salutano il team americano grande favorito del girone.

CLG: Il girone non è stato preso sotto gamba dal team di Doublelift,anzi nei primi game hanno messo in campo ottime cose. Il problema è che non hanno fatto altro e, tirando le somme, non si sono dimostrati all’altezza di quello che ci avevano fatto vedere alle qualificazioni, mostrando totale assenza tattica e un jungler non al livello del team.

paiN Gaming: Team brasiliano, e abbiamo detto quasi tutto. Un buon livello tattico generale ma i player presi singolarmente non hanno skill adeguata a questa competizione.

FlashWolves: Classici giocatori asiatici, forti meccanicamente e con delle strategie molto varie. L’ottimo rapporto di amicizia che li lega ha fatto il resto.

Koo Tigers: Semplicemente un ottimo team, forti individualmente e con delle strategie preparate e funzionali.

Gruppo B come “Buttiamo tutto in vacca”

Forse sulla carta il girone più equilibrato e con maggiori incognite. I Fnatic si presentano come la squadra candidata alla vittoria finale, soprattutto dopo quello che ci hanno fatto vedere nel Summer Split Europeo. Gli Invictus Gaming, pur avendo delle credenziali di tutto rispetto(dovute principalmente a giocatori come Rookie e Kakao), sfoggiano strategie di qualità discutibile. I Cloud 9, forti di una grande comunicazione e di ottimo affiatamento, sono i più deboli dal punto di vista tecnico. Gli AHQ sulla carta si giocano il passaggio del turno. I Cloud 9 arrivano a metà dei giochi con un secco 3-0 e guidano inaspettatamente il girone, mentre i Fnatic, dopo una prima partita convincente, si trovano al terzo posto rischiando l’eliminazione, anche per le buone prestazioni offerte dagli AHQ e dagli Invictus. Anche qui, come nel gruppo A, l’ultima giornata ci regala forti emozioni. La classifica finale recita Fnatic primi con un convincente 4-2, seguiti da AHQ e Cloud 9 a punteggio pari, e Invictus Gaming all’ultimo posto. Un girone incredibile! I Cloud 9 riescono in qualcosa senza precedenti: tre partite su tre perse e anche lo spareggio con il team di Taiwan buttato alle ortiche. I Fnatic, ad un passo dal baratro, ringraziano e staccano i biglietti per Londra in compagnia degli AHQ.

Fnatic: Hanno alternato buoni e cattivi game, ma sono forti e preparati. L’unica costante è la forza mostruosa di Febiven che si conferma uno dei mid-laner più forti del mondiale. Da sottolineare i momenti di completa follia di Huni, che sono costati al team entrambe le sconfitte. La coppia Yellowstar-Rekkles, invece, sembra un po’ sottotono rispetto a qualche mese fa. Vedremo più avanti.

Invictus Gaming: Un ultimo posto inaspettato e anche un po’ severo ma, bé, i ragazzi hanno giocato male e a questi livelli anche i piccoli errori si pagano cari. Provate a immaginare cosa succede se la vostra preparazione tattica è inferiore a quella di una squadra amatoriale.

Cloud 9: Il tanto criticato Balls ha risposto sul campo agli attacchi dei vari analisti che ne contestavano il valore con una pentakill che ha fatto sognare il team americano e tutti i suoi tifosi. Peccato che tutto resti un sogno. Un team con una singola strategia di approccio ai game può sperare di vincere qualche partita, non di più. Nella seconda giornata sono infatti venuti fuori tutti i limiti di un team sì affiatato, ma dotato della flessibilità tattica di un palo della luce.

AHQ : Ottimo team, organizzato e con possibilità di farci vedere qualcosa di interessante a livello strategico, purtroppo manca la coordinazione necessaria per fare il salto di qualità. Già vincitori del premio di team più emotivo del mondiale, vista la crisi in cui sono entrati prima di affrontare lo spareggio con i Cloud 9.

Gruppo C come “Che C?..avolo”

Secondo tutti il girone più scontato della competizione ed, effettivamente, tale si è confermato. Gli SKT sono senza dubbio i grandi favoriti per la vittoria finale. Gli Edward Gaming sono un ottimo team ma avere nel proprio girone gente come Faker e compagni non è mai cosa piacevole. Veramente nulla da dire o analizzare, era tutto già scritto e forse potevano anche evitare di giocare, assegnando d’ufficio primo ed il secondo posto.

SkTelecom T1 : Giocano a LOL con un’attenzione maniacale. Hanno, senza alcun dubbio, il giocatore più forte del mondo al centro del team e sanno giocare per lui. Cinici, mai spettacolari ,organizzati come nessun’altro. Tutto quello che fanno ha dietro un ragionamento e un’idea, dal primo all’ultimo minion. Hanno letteralmente passeggiato sui propri avversari.

Edward Gaming: Un team con ottima sinergia tra jungler e support, che li porta ad avere grande controllo della mappa. Le individualità sono di altissimo livello, peccato per qualche carenza strategica che non li fa entrare tra le candidate per la vittoria finale. Certo, la presenza degli SKT ne ha un po’ limitato la visibilità, ma forse hanno ancora qualcosa da mostrare.

H2K: Putroppo il terzo team europeo qualificato ai mondiali non doveva essere presente. Non hanno mai realmente dimostrato di meritare quel palcoscenico: presentarsi ad una competizione con un jungler e un adc di quel livello significa autoescludersi. Zero gioco di squadra, zero motivazioni. Potevano starsene a casa.

Bangkok Titans : Sul serio? Questi team che si qualificano attraverso la Wild card hanno senso di esistere? Erano a Parigi chiaramente in villeggiatura, non perché non si siano impegnati, per carità, ma semplicemente perché non sono minimamente in grado di giocare un mondiale. Hanno chiuso la loro partecipazione perdendo sempre e uscendo da ogni match in meno di dieci minuti. Dare la possibilità a tutti di qualificarsi è bello, ma a tutto deve esserci un limite.

Gruppo D come “Dyrus”

Poche, pochissime speranze di approdare alle fasi ad eliminazione diretta per i team Origen e SoloMid. Un girone complesso e ricco di avversità che hanno il nome di KT Rolster e LGD Gaming. Quasi nessuno avrebbe puntato un euro sul passaggio dei due team non asiatici alle fasi eliminatorie, ma la partenza degli Origen lascia spiazzati tutti. La prima giornata si conclude con un netto 3-0 per gli europei, che al giro di boa hanno già un piede nel turno successivo. I TSM ci provano e in qualche occasione sembrano anche avere il controllo dei game, ma la squadra più amata d’America non è in forma, e si vede. Tristemente il team conferma le previsioni e si piazza all’ultimo posto. Il colpo di coda dei KT Rolster nella seconda parte del girone consente ai ragazzi coreani di chiudere il girone al primo posto come previsto. Delusione per gli LGD che non fanno altro che confermare le difficoltà emotive delle squadre cinesi.

KT Rolster: Sono un team forte, ma forte sul serio. Sono stati creati con l’unico scopo di vincere il mondiale e forse al momento sono gli unici a potersela giocare con gli SKT. Meccanicamente non hanno nulla da invidiare ai loro connazionali, ma forse dovrebbero rivedere le loro strategie in previsione di una finale tutta coreana.

Origen: xPeke e compagni ci hanno dimostrato di essere un ottimo team e forse su di loro più che sui Fnatic devono concentrarsi le speranze europee. Anni di esperienza applicati al gioco e alle situazioni più disparate hanno mandato in confusione gli avversari, che non sono riusciti a contenere il loro gioco sorprendente. Forse incoraggiato dal giocare in casa, Soaz ha sfoderato delle prestazioni fantastiche che hanno consegnato le chiavi tattiche delle partite agli Origen in più di un’occasione. Il Top laner francese si candida tranquillamente tra i migliori del suo ruolo di tutto il mondiale.

LGD Gaming: Ci aspettavamo altro dal team cinese. Ci aspettavamo di più. Una delle più grandi delusioni del mondiale. Si potrebbe attribuire la sconfitta alle cattive condizioni di salute di due giocatori, uno dei quali ha giocato mezzo mondiale con una mascherina (Il grido “Ebola! Ebola!” riecheggia ancora nelle chat di Twitch). Noi preferiamo pensare che sia tutto dovuto all’incapacità di gestire situazioni complicate.

Team SoloMid: Poco da dire. Tutti quelli che sono un minimo interessati al lato competitivo di League of Legends conoscono i TSM. Dispiace vederli all’ultimo posto, ma è pienamente meritato. Un canto del cigno non riuscito, con un team senza un minimo di sicurezza, un jungler – tirando le somme – scarso e un support addirittura peggiore. Bjergsen è uno dei mid-laner più forti al mondo, ma si è trovato “contro” un team assolutamente non alla sua altezza. I TSM sono da rifondare, e questo mondiale non lascia di loro un buon ricordo. Quando Dyrus, in lacrime, ha salutato i fan a causa del ritiro, abbiamo provato un sincero dispiacere, sicuramente meritava di lasciare i palcoscenici in un modo più onorevole, ma evidentemente il suo team non era dello stesso avviso.

Tirando le somme…

Il mondiale è finalmente entrato nel vivo. Ora con le fasi ad eliminazione diretta ci sarà da divertirsi, visto che la qualità delle partite si alzerà esponenzialmente. Restate sintonizzati con noi per un altro speciale dedicato a questi mondiali di League of Legends!

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