Resident Evil: Revelations 2 – Episodio 3: Condanna

Resident Evil: Revelations 2 – come abbiamo ampiamente spiegato nelle precedenti recensioni – non è di certo partito con il piede giusto, soprattutto dopo un predecessore che era riuscito a farsi apprezzare largamente da fan e non. Riassumendo brevemente, possiamo dire di aver trovato l’incipit dell’avventura piuttosto sottotono, senza inventiva e a tratti persino noioso. Fortunatamente, ci ha pensato il secondo episodio a risollevare le sorti della faccenda e a farci ben sperare che le vicende di Barry e Claire potessero avere un degno seguito. Ora che gli intricati ingranaggi di mamma Capcom girano nuovamente nel verso giusto, noi – con la terza puntata tra le mani – siamo finalmente pronti a lanciarci nel nuovo incubo e a trarne delle nuove conclusioni.

Ho dimenticato com’era il cielo…

Neanche a dirlo, nonostante Claire e compagnia fossero ormai giunti al Quartier Generale della loro rapitrice, vari imprevisti impediranno loro di mettere piede nell’inquietante torre, rimandando ancora una volta il tanto atteso faccia a faccia con la malvagia burattinaia. L’avventura cambia quindi itinerario, e costringe infine le due ragazze a passare per una vicina fabbrica adibita a mattatoio. Mettetevi l’anima in pace e preparatevi a salutare le vaste aree boscose che tanto avevate apprezzato in Meditazione, perchè a questo giro saranno edifici abbandonati e complessi tunnel sotterranei a farla da padrone. Differentemente da quanto ci si potesse aspettare, però, la qualità generale ne risulta tutt’altro che intaccata; la fabbrica in cui è ambientato buona parte di Condanna è infatti ben architettata e piena di spunti indubbiamente interessanti, e nonostante le reminescenze della pessima Colonia Penale siano abbastanza forti, basterà davvero poco per farsi passare ogni dubbio.

Tra l’altro, il mattatoio dell’isola non si diramerà solo in semplici arene da ripulire e stanze (esageratamente) imbrattate di interiora, ma persino in androni che fungeranno da veri e propri territori da test, a mò di Saw l’Enigmista. Tra l’altro, è un peccato che la migliore intuizione del capitolo venga sfruttata in maniera così superficiale, tant’è vero che questi enigmi non solo verranno accantonati abbastanza in fretta, ma alcuni di loro risultano anche di una semplicità quasi imbarazzante.

Scambio di ruoli?

Come ormai ampiamente prevedibile, anche Condanna si dividerà in due campagne distinte; una con Claire ambientata nel passato ed una con Barry, ancora sulle tracce della figlia. Ecco, sembra quasi assurdo dirlo, ma dopo due episodi in cui era sempre stato il nerboruto soldato a portarsi a casa il premio qualità, a questo giro sarà il troncone di Claire e Moira a prendersi tutti i meriti. Tra l’altro, i ritmi della campagna di Claire sono sublimi e da vero survival-horror, con scontri ragionati, tantissima esplorazione ambientale ed un paio di sequenze mozzafiato e neanche troppo invasive. Tra l’altro, toccherà anche a loro vedersela con il miglior nemico del capitolo, in una boss-fight davvero entusiasmante e difficile il giusto.

Barry, dal canto suo, ha davvero poco da offrire. Dopo un paio di episodi davvero ispirati, cede lo scettro e finisce per cadere in un mare di ridondante backtracking, azioni a rilento e sceneggiatura praticamente inesistente. Eccezion fatta per il primissimo – quasi commovente – dialogo con Natalia, infatti, questo secondo troncone fin da subito si trascina stanco per sistemi fognari estremamente riciclati e zone minerarie troppo illuminate per poter trasmettere un qualunque senso di inquietudine.

Ma siamo davvero quasi alla fine?

“Ma siamo davvero quasi alla fine?”. La domanda, ad esser sinceri, arriva quasi spontanea, soprattutto dopo un capitolo che – a livello di trama – ci ha dato davvero ben poco. L’unico personaggio introdotto, tra l’altro, non ha assolutamente alcuna utilità ai fini della vicenda, e il fatto che rimanga su schermo per massimo 20 secondi non aiuta molto. Neanche il colpo di scena, di una banalità e di una frettolosità letteralmente da denuncia, riesce a farci chiudere un occhio su una storia che – da qualunque angolazione la si guardi – sembra destinata ad una chiusura grossolana e senza mordente.

Condannato ad essere deludente

Ancora una volta, la parola d’ordine sembra essere “occasione sprecata”. Revelations 2 si ripresenta poco costante e incapace di mantenere intatti i pregi introdotti ad ogni episodio; ogni volta che lodiamo un suo aspetto, infatti, finisce quasi sempre per metterlo da parte e sostituito con qualcosa di peggiore. La situazione, però, è molto meno bilanciata che in passato: un copione infinitamente più banale non concede a Condanna di salire sul gradino più alto del podio, attualmente occupato da Meditazione – ancora il migliore fra i tre, e di una buona misura – sebbene la situazione non sia tragica come quella di Colonia Penale.

Condanna non riesce quindi a bissare quanto fatto dal predecessore e si presenta con una veste meno godibile e con un serbatoio d’immaginazione che si svuota abbastanza in fretta, causa anche un riciclo di nemici e mini-boss fin troppo marcato. In sua discolpa, possiamo dire come la cooperativa abbia finalmente trovato motivo d’esistere, grazie ad alcuni livelli – soprattutto nella campagna di Barry – progettati egregiamente attorno ad una certa “divisione dei compiti”.

In conclusione…

Dopo un deludente primo episodio, Meditazione ci aveva fatto sperare – quasi illudendoci – che dietro Revelations 2 potesse nascondersi un’anima ben più ricca di quanto previsto; un’anima un po’ timida che non vedeva l’ora di mostrarsi completamente al suo pubblico, ma che fino ad ora era solo riuscita a brillare a piccoli sprazzi. Condanna, purtroppo, non è stato affatto quello che ci aspettavamo. Per carità, non è un brutto titolo, ma ancora una volta non riesce ad essere all’altezza della sua eredità e ad offrire un’esperienza ricca e senza continui saliscendi. Nonostante la campagna di Claire risulti la più riuscita del pacchetto, non riusciamo a sorvolare su un copione piuttosto povero di novità – e di qualità – ed una sezione con Barry davvero ai limiti del soporifero. Ancora una volta, non possiamo far altro che bollare il tutto con un enorme punto interrogativo; sarà il quarto (ed ultimo) episodio a consacrare definitivamente la creazione di Capcom, e su questo non ci piove. Da adesso in poi, possiamo aspettarci davvero di tutto.

Voto Capitolo: 70/100

CI PIACE

– Alcuni livelli indubbiamente azzeccati\n- Rigiocabilità e longevità elevate

NON CI PIACE

– Non tutte le campagne sono all’altezza\n- Trama banale\n- Cooperativa molto forzata

Conclusioni

Un gioco con un gameplay collaudato ma che fallisce che nel ricreare un contesto all’altezza

6.9Cyberludus.com
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Redazione
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