The spirit of the Ultimate Warrior will run forever!

«Nessun talento della WWE diventa leggenda da solo. Il cuore di ogni uomo un giorno batterà il suo ultimo battito, i suoi polmoni esaleranno l’ultimo respiro. E se quello che l’uomo ha fatto nella sua vita, fa pulsare il sangue nelle vene di altri uomini e gli fa credere profondamente in qualcosa di più grande della vita stessa, allora la sua essenza, il suo spirito saranno resi immortali dai narratori, dalla fedeltà, dalla memoria di coloro che lo onorano e fanno vivere per sempre ciò che l’uomo ha fatto nella sua vita?».

Con queste parole The Ultimate Warrior salutò per l’ultima volta il pubblico nella sua apparizione finale in WWE. Il giorno dopo si spense, ma si sa?il suo spirito vivrà per sempre. Il mondo del wrestling è capace di commuovere, di raccontare storie incredibili e di imporsi come campo di prova per le doti atletiche delle innumerevoli superstar che ogni giorno sudano per regalare ai fan performance indimenticabili. Creare un vero gioco di wrestling, diciamocelo, è impossibile! Per questo nel corso degli anni, gli sviluppatori hanno sempre intrapreso la “strada semplice” ovvero quella del picchiaduro. I videogame marchio WWE, sono sicuramente stati – e rimangono tutt’ora – i più venduti nell’ambito del wrestling. Negli ultimi due anni, dopo il fallimento di THQ, la serie è passata nelle mani di un team che di giochi sportivi se ne intende: 2K Sports. Il tag team Yuke’s e Visual Concept con WWE 2K14 ha regalato al pubblico un titolo sicuramente non perfetto sul versante tecnico e di gameplay, ma decisamente soddisfacente in quanto a contenutistica. Con l’edizione 2K15, la serie è sbarcata ufficialmente su next gen e noi siamo finalmente pronti a dirvi la nostra su questo atteso esordio. Buona lettura!

Time to play THE GAME!

Partiamo dalla prima e più evidente novità di questo WWE 2K15: il comparto tecnico next-gen. La differenza dall’edizione 2K14 è evidente: i lottatori, scansionati accuratamente in fase di sviluppo, possono ora vantare una vasta gamma di dettagli e animazioni facciali a volte davvero impressionanti. Entrate come quella di Triple H o Bray Wyatt risultano davvero una gioia degli occhi. Grazie alle intensissime sezioni di motion capture, inoltre, in WWE 2K15 potremo finalmente osservare un comparto animazioni degno di tale definizione: le superstar WWE si muoveranno realisticamente sia dentro che fuori dal ring, aumentando il realismo generale della produzione in maniera esponenziale. Ottimo anche il lavoro svolto sulla design delle arene, sebbene non paragonabile al netto salto generazionale visibile “sulla pelle” delle superstars.

Il gameplay, oltre a poter contare sulle buone basi dei precedenti capitoli, rappresenta un ulteriore passo avanti verso un wrestling più “simulativo“. La più grande innovazione in 2K15 è rappresentata dal nuovo sistema di chain wrestling, che consente ai giocatori di intraprendere un sistema di prese concatenate con il proprio avversario, cercando debolezze e punti del corpo su cui fare forza. Il ritmo degli incontri è stato inoltre rallentato e ora risultata maggiormente realistico e ragionato. Il nuovo sistema di stamina, poi, costringe il giocatore a dosare con più cura le proprie energie (specie con i livelli di difficoltà più alti), evitando accuratamente sforzi eccessivi che costringerebbe la superstar a sfiancarsi anzitempo. Il sistema di finisher e counter è sostanzialmente lo stesso già visto (e tutto sommato apprezzato) nei precedenti capitoli dello sportivo targato WWE. Le counter vengono ancora una volta effettuate premendo sul grilletto destro con il giusto tempismo. Le finisher, accumulate nella barra inferiore dell’hud, potranno essere rilasciate dopo aver totalizzato un buon numero di attacchi, prese ed ovviamente counter.

Ok si?ma i contenuti?

WWE 2K15, a differenza del suo predecessore, soffre ahimè di una certa povertà sul fronte contenutistico. Ok. Le modalità ci sono. Il problema è che il titolo 2K mostra una castrazione di base che sicuramente non verrà apprezzata dai numerosi veterani della serie. La modalità 2K Showcase, ad esempio, permette di affrontare solo due rivalità storiche, e la minaccia DLC è sfortunatamente di nuovo alle porte. Le due rivalità in questione sono Cena vs CM Punk e Triple H vs Shawn Michaels. La modalità Showcase funziona sostanzialmente come la modalità Attitude Era del precedente episodio: accompagnati da video di repertorio, affronteremo serie di match dagli obiettivi prefissati, con lo scopo di sbloccare attire e personaggi per le altre modalità. Le due rivalità sono tutto sommato brevi e non aggiungono nulla di nuovo a quanto visto con i precedenti capitoli. La seconda modalità e la MyCareer, che in realtà non ha nulla a che vedere con quella vista in NBA 2K15 (vi consigliamo di leggerne la recensione a questo link). Una volta creato il personaggio, MyCareer vi mette davanti ad una serie di match in rapida successione, partendo dal Performance Center per poi approdare nel Main Roster, passando ovviamente da tappe obbligate come NXT. L’idea alla base è ottima, ma sfortunatamente sfruttata nel peggiore dei modi. Salire di “categoria” risulta fin troppo semplice, e anche i segmenti di storyline che ci accompagnano durante la carriera sono pochi e troppo poco interessanti per coinvolgere appieno il giocatore. Buono invece il sistema di crescita del personaggio, che permette al giocatore di personalizzare le caratteristiche e il set di mosse del proprio personaggio. La terza, ed ultima, grande modalità è la solita WWE Universe, che consente al giocatore di personalizzare roster e titoli, pianificando inoltre gli show settimanali in federazione (simulandoli o giocandoli direttamente). Enormi passi indietro per quanto riguarda le modalità di creazione: sono state completamente rimosse le possibilità di crearsi un titolo, un’arena e un finisher, e perfino la modalità di creazione della superstar ha subito una terribile serie di castrazioni.

La modalità online di WWE 2K15 soffre dei soliti annosi problemi che da tempo affliggono la serie. Primo tra tutti il lag, storico nemico dei titoli targati WWE, che sarà il nostro vero avversario in un buon numero di partite, a causa di un netcode ancora problematico.

Concludendo?

WWE 2K15 è senz’altro un buon punto di partenza per la serie nella nuova generazione di console. Un gameplay soddisfacente e l’ottimo comparto grafico sono senza dubbio due delle caratteristiche migliori del titolo 2K Sports, che quest’anno è riuscito nell’intento di compiere un importante step verso un impianto maggiormente simulativo. La carenza di contenuti, tuttavia, ci ha fatto storcere non poco il naso. La speranza è ovviamente quella che Visual Concepts riesca, magari con le prossime edizioni, nell’intento di creare il tanto agognato wrestling game “definitivo”.

CI PIACE

– Comparto tecnico finalmente aggiornaton- Gameplay maggiormente ragionato e simulativon- Roster soddisfacente

NON CI PIACE

– Scarso livello di contenutin- Online ancora problematicon- La MyCareer è deludente

Conclusioni

Un buon punto di partenza…

7.5Cyberludus.com
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.