Lucius II – The Prophecy

Sviluppata da Shiver Games, la serie Lucius ha fatto la sua prima comparsa nell’Ottobre del 2012 come esclusiva PC. Il gioco vi metteva nei panni di un apparentemente timido bambino di nome Lucius Wagner, il quale, in occasione del suo sesto compleanno, riceveva l’inaspettata visita del Diavolo in persona (Lucifero, Belzebù, Satana o come preferite chiamarlo). Cominciava così la “fantastica” avventura di Lucius, che si vedeva conferire una serie di poteri a dir poco infernali e, come sapete, da diabolici poteri derivano grandi distruzioni…

Così, dopo aver efficientemente sterminato l’intera famiglia ed aver precocemente ereditato il patrimonio del padre Charles, un ricco (ormai ex) senatore degli Stati Uniti, Lucius, finito inevitabilmente nella lista degli indagati, viene preventivamente internato nell’ospedale psichiatrico di St. Benedict. E’ da qui che la storia riprende con Lucius II – The Prophecy, lasciando al giocatore la delicata missione di portare a compimento, nei panni di Lucius, la profezia apocalittica dell’anticristo. Andiamo allora alla scoperta di questo secondo capitolo, disponibile da qualche giorno come esclusiva PC.

Una piccola diabolica perla?

Senza troppi giri di parole, la risposta è un secco “No”. Vedete, di titoli particolari come Deadly Premonition (che, nonostante i suoi difetti, ha saputo conquistarsi l’amore della critica, grazie ad una caratterizzazione del protagonista sopra le righe, una narrazione incalzante ed un’atmosfera nostalgica a metà tra l’horror e l’ironico) ne capitano con la stessa frequenza di un fulmine a ciel sereno. Lucius II, invece, è un titolo che si sforza di emulare la filosofia degli indie di nicchia, tentando disperatamente di conquistare i cuori degli appassionati di cinema horror e finendo, invece, per fallire piuttosto miseramente. In sostanza, laddove il gioco riesce a strapparvi un sorriso o a tenervi incollati al monitor, lo fa del tutto involontariamente, complici innanzitutto bug e IA nemica a dir poco raccapriccianti. Ma procediamo con ordine?

Dopo 2-3 ore il gioco svela già la sua vera natura: piatto e ripetitivo. Lucius II si articola attraverso due macro-aree: l’ospedale psichiatrico e la piccola cittadina di Ludlow. Per quanto le due ambientazioni primarie si discostino nettamente tra loro, una più lineare l’altra più aperta, il modo di agire resta il medesimo. Lo scopo del gioco è: uccidere, recuperare la chiave dai cadaveri e aprire la porta che sblocca l’obiettivo successivo. Ed è così all’infinito, o meglio, per tutte e nove le ore necessarie al completamento del gioco (la parte del boss per fortuna ci libera da questo male). Inoltre, per quanto il titolo si vanti di essere uno “splatter adventure sandbox”, in realtà solo la definizione di “splatter sandbox” può essergli attribuita con una certa coerenza. E’ grazie a questo aspetto che Lucius II riesce, di tanto in tanto, persino a divertirvi. E’ possibile uccidere infermiere, addetti alle pulizie, medici e commessi nei modi più disparati: ci si ritrova così ad utilizzare defibrillatori, innescare incendi e provocare esplosioni, far scattare allarmi anti-incendio con acido al posto dell’acqua o, ancora, sparare dildo (sì, dildo, viola per la precisione) sfruttando sistemi a pressione, quali tubature del gas e affini. Insomma, tra la mani avrete senz’altro un arsenale diabolico di tutto rispetto, e alcune situazioni potranno essere risolte anche tatticamente, preparando trappole ad-hoc. È inoltre possibile combinare alcuni oggetti tra loro, una scatola di ciambelle con composti chimici velenosi da dare in pasto all’ignara vittima, ad esempio, oppure taniche di benzina con fertilizzanti in modo da creare delle vere e proprie bombe.

Da questo punto di vista Lucius II può effettivamente sembrare un titolo variegato e originale, che invoglia il giocatore a sperimentare. Se poi aggiungiamo che il bambino ha dei superpoteri da coltivare, grazie ad un classico sistema di livellamento, allora ci si può sbizzarrire condendo il tutto con l’utilizzo di telecinesi, controllo mentale o invisibilità, tanto per citarne alcuni. Il problema di fondo, tuttavia, è che l’intelligenza artificiale è così ridicola da rendere il gioco assolutamente privo di sfida. Sulla carta dovrebbe esserci una componente stealth ma, a conti fatti, non se ne vede neanche lontanamente l’ombra. Il massimo che i “nemici” riescono a fare è andare nel panico alla vista di un’uccisione (scorrazzando da un corridoio all’altro gorgogliando versi orgasmici che, da soli, valgono al gioco un punto in più), oppure rincorrervi per qualche metro nel caso la loro barra di sospetto sia del tutto piena (alcune zone sono ad accesso “sorvegliato” e le vittime – giustamente – si allarmano se vi vedono controllare un oggetto con la telecinesi). Per il resto sarete liberi di gironzolare per i “binari” del gioco senza alcuna particolare preoccupazione.

Quindi qual è la pietra angolare di questo pseudo-divertimento? Non il livello di sfida, sicuramente. Il potenziale per confezionare un sandbox splatter effettivamente divertente c’era, eccome, ma l’anonimia e l’inconsistenza generale influenzano pesantemente ogni meccanica di gioco. A farvi ridere sono piuttosto le azioni insensate delle potenziali vittime, e bug di natura sia tecnica che visiva (compenetrazioni poligonali, fisica approssimativa, suicidi accidentali?). E non saranno di certo alcuni riferimenti a grandi classici dell’horror, come Shining, o del cinema muto, come “The Kid” (“Il monello”) di Charlie Chaplin, a far chiudere un occhio sulle gravi mancanze che Lucius II si porta dietro.

Sul fronte gameplay, dunque, questo secondo capitolo targato Shiver Games non propone di fatto alcuna sfumatura di genere, ma solo involontaria ilarità e controlli a tratti davvero scomodi e imprecisi, ulteriormente minati da animazioni legnose e impacciate.

Uccidi che ti passa

La trama ed i ritmi narrativi, almeno quelli, si salvano? Anche qui la risposta è un secco “No”. Lucius II – The Prophecy fallisce anche sul fronte narrativo. La voce narrante, quella di un investigatore che decide di mettersi al servizio di Lucifero e proteggere Lucius, è incredibilmente monotona e priva di una qualsivoglia emozione. I filmati di intermezzo (che tentano disperatamente di dare un senso alla trama) sono realizzati mediante una sequenza semi-animata di scene stilizzate, scialbe e senza alcun carisma. Infine, a parte qualche sporadica cutscene di percorso, non vi è alcun dialogo interessante né alcuna sensazione di coinvolgimento. Ora, se gli sviluppatori hanno deciso di realizzare una serie che non deve e non vuole farsi prendere sul serio, è inconcepibile che a mancare sia proprio l’ironia. Scelte stilistiche e artistiche di scarsa fattura rendono il tutto ulteriormente anonimo e, in sintesi, vuoto. Un titolo che, una volta finito, non lascia praticamente nulla, se non la consapevolezza di aver riso più per i difetti che per i meriti (laddove ce ne fossero), oltre a quella di avere il portafogli irrimediabilmente più leggero.

Ottimizzazione, questa sconosciuta

Se ai già gravi difetti fin qui elencati si aggiunge un realizzazione tecnica mediocre, nonché un’ottimizzazione che fa rima con frustrazione, il piatto è servito. Lucius II, infatti, sebbene in ambienti chiusi non soffra più di tanto, nel momento in cui gli scenari si “aprono” e si aggiungono quei pochi effetti di illuminazione ambientale ecco che la fluidità cala spesso e drasticamente, fino a 20 anche 15 fps. Il che risulta inspiegabile di primo acchito, visto il comparto tecnico decisamente obsoleto; non è ammissibile che un gioco, al lancio, esca in queste condizioni. Il comparto sonoro è di altrettanta bassa qualità, sia per quanto riguarda le voci che i “rumori” di contorno, così come la colonna sonora, assolutamente anonima. Da sottolineare che il gioco non è localizzato in italiano, né per quanto riguarda il doppiaggio né per i sottotitoli, e questo non può che pesare ulteriormente sul giudizio.

Un bimbo poco diabolico?

Lucius è una serie con un potenziale notevole che, purtroppo, non viene sfruttato degnamente. Questo secondo capitolo è lo specchio riflesso di una realizzazione superficiale e frettolosa, che si autocompiace senza però riuscire a farsi apprezzare. Diverte ma a tratti, e non per meriti suoi. Ha una storia ed un’atmosfera per nulla coinvolgenti e prive della dovuta ironia (e i cliché volgari presenti, alcuni pornografici espliciti, rientrano nello scherzo goliardico, non nei concetti di umorismo satirico). Infine, presenta un gameplay ripetitivo e dai controlli spesso scomodi. Mancanza grave, quest’ultima, che fa di Lucius II – The Prophecy un titolo davvero poco consigliabile a chi è alla ricerca di un titolo di nicchia capace di sorprendere e divertire. Blasfemo sì, ma nei confronti dei giocatori.

CI PIACE

Per apprendere il concetto di trash videoludico.

NON CI PIACE

Per rimandare a data da destinarsi l’apprendimento del concetto di trash videoludico.

Conclusioni

Lucius II – The Prophecy fa di tutto per farvi ridere, con un inganno diabolicamente orchestrato. Zero ironia, tanto inutile trash.

4Cyberludus.com
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