Tales from the Borderlands: Episodio 1 – Recensione

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Dura la vita per gli appassionati delle avventure grafiche, un genere che ha vissuto da protagonista la scena videoludica degli anni ’90 ma che, successivamente, ha avvertito un po’ di stanchezza, rischiando perfino l’estinzione. Da qualche anno però il trend negativo sta invertendo la rotta e artefici di questa nuova ascesa sono sicuramente i Telltale Games, studio fondato nel 2004 da un gruppo di ex dipendenti della mai troppo lodata LucasArts. Sarà a causa della nuova formula ad episodi, sarà per una narrazione tendente maggiormente allo stile cinematografico, i ragazzi di San Rafael son riusciti a svecchiare un genere che puzzava un po’ di stantio e a ridefinire un nuovo standard per l’intera industria. Da Sam & Max a Back to the Future, da The Wolf Among Us a The Walking Dead, queste sono alcune delle avventure di casa Telltale che sono riuscite a far breccia nel cuore dei nuovi giocatori e nell’arduo compito di convincere “la vecchia guardia” di appassionati, quelli cresciuti a pane e Monkey Island per intenderci. Oggi ci apprestiamo a recensire il primo di cinque episodi di Tales from the Borderlands, avventura ambientata nell’universo del gioco Gearbox che ben si presta al racconto di una storia sì avvincente ma anche dai toni leggeri e scanzonati.

 

Breve ma intenso

L’ambientazione che fa da teatro agli avvenimenti è il pianeta Pandora che, come sapranno i giocatori della saga di Borderlands, si rivela essere un luogo sicuramente poco ospitale ma anche ricco di possibilità narrative. La prima particolarità che salta all’occhio è la narrazione della storia, raccontata in prima persona dai due personaggi principali: Rhys, un arrampicatore sociale nelle fila della Hyperion, e Fiona, un’avvenente ed esperta truffatrice nativa di Pandora. I due, ostaggi di una sorta di bandito meccanico, sono costretti, alternandosi, a raccontare la propria versione delle stesse vicendema, nel farlo, entrambi alterano a loro modo i fatti, distorcendoli fino ad offrire due versioni diametralmente opposte: l’effetto comico che genera questo tipo di espediente è davvero convincente e lascia ben sperare per i prossimi episodi. Il cast è completato da Sasha, sorella di Fiona, Vaughn, compagno di avventure di Rhys, e tutta una serie di personaggi secondari simpatici ma ancora poco incisivi. Il gioco, non particolarmente lungo poiché per completare l’avventura occorreranno circa due ore, è diviso in tre blocchi narrativi:la prima parte, quella di Rhys, risulta essere piuttosto lenta a carburare ma è una cosa che riteniamo non debba gravare eccessivamente sul giudizio visto che si tratta del primo di cinque episodi, di solito quello su cui ricade l’ingrato compito di introdurre la vicenda;la situazione cambia radicalmente nella seconda e terza parte del gioco, quando i dialoghi lasciano all’azione la quasi totalità della scena e il tutto viene letteralmente inondato di quick time event: a nostro giudizio sono troppi ed eccessivamente semplicistici, ma in un genere in cui è il racconto ad essere il fulcro del gioco, anche qui tendiamo a considerarlo come un “di più” che non inficia molto sul giudizio globale. La cosa che invece fa davvero storcere il naso è che già da subito ci si rende conto dell’effettiva sproporzione tra i momenti in cui è possibile interagire (davvero pochi) e quelli in cui dobbiamo rimanere ad ascoltare passivamente i dialoghi (troppi, anche se scritti magistralmente) o superare i sopracitati QTE, avvicinando l’esperienza ludica più ad una visual novel che ad una avventura grafica. La sensazione è che addirittura molte delle nostre scelte durante i dialoghi stessi non apportino nulla, o quasi, agli eventi. Un vero peccato viste le enormi potenzialità dell’occhio cibernetico di Rhys, capace di effettuare scan sugli oggetti, o quelle di Fiona, capace di accumulare e spendere denaro. Anche in questo caso speriamo fortemente che vengano implementate al meglio nei prossimi capitoli e che venga posto un accento maggiore alle fasi di gioco vero e proprio.

 

Guardare ma non toccare

Il comparto video si assesta su livelli medio alti e già sulla configurazione minima riesce a regalare alcuni scorci davvero suggestivi. Lo stesso si dica per lo stile grafico, totalmente identico a quello della serie principale, che, insieme a tutte le numerose citazioni in-game, riesce nel delicato compito di ricrearne anche la stessa atmosfera. Ma è il comparto audio a risultare davvero sensazionale: il doppiaggio è uno dei migliori degli ultimi anni e non mancherà di stupire neanche l’azzeccatissima scelta dei doppiatori, dettaglio apprezzabile a pieno soltanto se si ha una conoscenza sufficientemente buona dell’inglese, unica lingua in cui sono disponibili sia il doppiaggio che i testi a schermo.

 

Probabilmente è solo l’inizio?

Gli elementi che rendono grande un’avventura grafica sono tutti presenti nel calderone del gioco Telltale: ci sono personaggi simpatici, uno dei protagonisti è, a parere di chi scrive, addirittura memorabile, gli antagonisti sono spietati e carismatici, i momenti comici strappano più di un sorriso, c’è tanta azione e c’è perfino il colpo di scena finale. Nonostante ciò non riusciamo in ogni caso a consigliarlo a tutti, riteniamo anzi che minimizzare la parte realmente ludica in un gioco che in tutto dura poco più di due ore (in questo la formula ad episodi non aiuta) sia stata una scelta quanto meno discutibile. Ma la qualità della produzione è talmente alta che, per alcuni, questo rappresenterà un ostacolo comunque arginabile. Non dimentichiamoci poi che il giudizio è strettamente legato soltanto al primo di cinque episodi di un’opera che andrebbe vista come unica, la cui valutazione d’insieme sarà l’unica capace di rendere giustizia al titolo dei Telltale Games. Per ora “ZerO Sum” viene promosso con riserva, ma sono grandi le aspettative che nutriamo nel futuro di “Tales from the Borderlands”.

VOTO EPISODIO: 75

CI PIACE

È un gioco divertente e punitivo quanto basta per soddisfare gli appassionati dei GdR a turni.

NON CI PIACE

Scarsamente rifinito dal punto di vista tecnico e, cosa più importante, set di regole piuttosto rigido e affidato al caso.

Conclusioni

Un prodotto consigliato solo a coloro che sapranno scendere a patti con le sue numerose ombre. Se siete tra le persone che riusciranno in questa impresa, vi ritroverete un GdR profondo, longevo ed appagante. Ma è forte la sensazione di occasione mancata?

7Cyberludus.com
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Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.