Alone in the Dark è una serie molto cara agli amanti dei survival horror. La creatura di Frédérick Raynal ha fatto innamorare di sé un numero spropositato di videogiocatori fin dagli albori nei primi anni ’90. Tuttavia, AitD è anche una di quelle saghe con una storia travagliata e difficile, passata tra le mani di innumerevoli studi di sviluppo che ne hanno via via stravolto il significato, fino a snaturare tutto il prodotto originale. Oggi, Alone in the Dark è poco più di un’opera indipendente, distribuita da ciò che è rimasto di Atari ed affidata a Pure FPS, una compagnia sconosciuta ai più. Il sottotitolo della nuova edizione è Illumination, ed i dettagli della trama non sono stati ancora rivelati. Tutto ciò non rappresenta in sé un problema: siamo abituati al passaggio di consegna di brand dal nome importante. Ciò che in realtà ci ha sconvolto è l’hands on della 3 giorni di closed beta che il team ha deciso di proporci. Di seguito le impressioni del sottoscritto, condite da un video gameplay in presa diretta della prima run.

 

A che pro?

Esplorata la early beta di Alone in the Dark: Illumination, il pensiero finale è: perché? Perché proporre alla stampa – e non solo – una build al momento impresentabile? Questa closed beta non è né carne né pesce, un insieme di 4 mappe single player che evidenzia solo difetti. Dal punto di vista tecnico manca praticamente tutto: sono assenti le animazioni dei colpi inferti dai nemici, manca un motivetto musicale in-game, l’illuminazione dinamica è scarsamente implementata e le poche animazioni presenti sono semplicemente abbozzate. A ciò bisogna aggiungere le perplessità circa il level design, ripetitivo ed estremamente povero di dettagli. Tra le 4 mappe giocabili, a salvarsi è solamente la città desolata, che ricorda un po’ nello stile i grandi survival odierni: tanti mostri, piazze deserte ed edifici fatiscenti. Il resto è quasi da buttare via. Un disastro fatto di corridoi bui e privi di pathos, che obbligano il videogiocatore a girovagare praticamente alla cieca.

Oltretutto, nonostante l’assenza di qualsivoglia intreccio tra la storia e gli obiettivi di gioco, dalla beta emergono aspetti del gameplay che spiazzerebbero chiunque. In tutte le mappe il videogiocatore ha il compito di recarsi verso un oggetto evidenziato in lontananza e di recuperarlo, per poi utilizzarlo con un altro marchingegno, ancora e ancora e ancora, senza alcun proposito trainante. Il solito meccanismo del prendi-e-usa, tipico dei survival, in Illumination si traduce in meccaniche noiose ed estremamente ripetitive, con l’aggravante di un respawn perpetuo dei nemici e tutti i limiti tecnici dell’early build.

 

Quanto c’è di definitivo?

La prima cosa che ci siamo chiesti dopo aver provato Alone in the Dark: Illumination è quanto c’è di definitivo in questa build? Perché la paura più grande – e condivisa in redazione – è che la versione provata si possa discostare poco e niente dal prodotto che verrà in messo in vendita in primavera a 28€. I nostri timori nascono principalmente da due fattori: l’apertura dei pre-order e l’inspiegabile sicurezza del team nel proporre ai media questa closed beta. Illumination, ad oggi, è un indie da evitare, con qualche idea interessante – campagna single player, multiplayer e cooperativa – la cui realizzazione finale difficilmente risulterà accettabile. Non possiamo pensare che tutto il modulo di gameplay si baserà sulla raccolta di oggetti sparsi a caso – e senza una mappa consultabile, in realtà – con un respawn sempiterno e snervante. Per non parlare della storia, raccontata per mezzo di una schermata statica ad inizio missione. La speranza è che la versione definitiva porti in dote al titolo qualcosa di più interessante e una corposa quantità di correzioni, sebbene non sia chiaro esattamente a quale fase dello sviluppo appartenga la build presentata al pubblico.

 

Concludendo?

Una closed beta che non avremmo mai voluto provare. Non siamo partiti da grande aspettative, ma la build proposta dal team di sviluppo supera di gran lunga la nostra soglia di tolleranza verso i limiti tecnici di una beta. E nostri timori riguardano soprattutto gli utenti desiderosi di provare il titolo, quindi il nostro consiglio è di evitare il pre-order, per non rischiare di buttare via 27,99€ che potreste investire in tante altre perle.