Lightning Returns: Final Fantasy XIII – Anteprima

In occasione del venticinquesimo anniversario di Final Fantasy è stato annunciato che Lightning, la protagonista di Final Fantasy XIII – gioco di ruolo giapponese pubblicato nel 2010 per PlayStation 3 e Xbox 360 – sarebbe tornata protagonista indiscussa di un titolo a lei dedicato, cioè Lightning Returns: Final Fantasy XIII. Dopo Final Fantasy XIII-2, diretto seguito del già citato tredicesimo capitolo, ecco arrivarne un terzo a disegnarne, effettivamente una trilogia. Lightning Returns è già stato pubblicato in Giappone il 21 novembre scorso, ma per vederlo in Europa è necessario aspettare fino al 14 febbraio prossimo: data ufficiale di pubblicazione nel Vecchio Continente. Le piattaforme che lo ospiteranno, manco a dirlo, sono sempre loro: PlayStation 3 e Xbox 360, che proprio non sembrano voler cedere il passo alle nuove arrivate.

Il mondo sta finendo ma Lightning sistemerà tutto, forse

La trama che muove i fili narrativi di Lightning Returns: Final Fantasy XIII è presto spiegata. Una divinità chiama in causa la nostra eroina, perché il Caos sta per diffondersi ovunque ma non è troppo tardi. La guerriera dai capelli rosa ha tredici giorni di tempo per mettere a posto le cose, e se non dovesse farcela la drammatica “fine del mondo” arriverà ben prima del tempo. Facile a dirsi ma difficile a farsi, dal momento che il ruolo di “Salvatrice” entrerà in contrasto con una profezia che la definisce “Distruttrice del Mondo”. A noi giocatori spetta il compito di dipanare la matassa e arrivare all’epilogo di questa Fabula Nova Crystallis che promette un finale soddisfacente e – soprattutto – all’altezza delle aspettative. Queste ultime, a quanto pare, non sono state sufficientemente ripagate e gli sviluppatori hanno promesso più attenzione a questo delicato aspetto (di ogni gioco, oserei dire).

Interessanti novità in vista

Square Enix cerca in ogni modo di rinverdire i fasti della sua serie di punta e lo fa stravolgendo nella sua essenza il modo di affrontare il gioco. Questo si profila più come un gioco di ruolo d’azione, molto vicino a Devil May Cry, come stile, ma senza tralasciare gli elementi puramente Jrpg e quelli canonici di Final Fantasy. Lightning è l’unico personaggio che utilizzeremo e non sarà limitata ad una sola classe di appartenenza. Questo perché, grazie ai nuovi poteri di cui è dotata, sarà in grado di trasformarsi da guerriera ad incantatrice, nel bel mezzo di uno scontro, con la semplice pressione di un pulsante. Oltre a questo, il concetto di “13 giorni a disposizione per finire il gioco” è abbastanza contorto: ogni due ore di gioco spese da noi che giochiamo, infatti, corrisponde ad un giorno nel mondo di Final Fantasy. Questo non deve allarmarvi, perché è stato affermato anche che con il prosieguo dell’avventura o il successo in certe missioni, il tempo può essere riavvolto, quando non addirittura ripristinato, pertanto i più bravi potrebbero avere sempre tutto il tempo che vogliono, a disposizione. Di contro, scelte errate o non ben concepite, potrebbero far arrivare al peggior epilogo prima del tempo che ci è stato concesso, aumentando di gran lunga l’attenzione da riporre agli incarichi che andremo ad affrontare.

Cosa abbiamo provato alla Gamescom 2013

E’ vero: sono passati cinque mesi da quando lo abbiamo provato, mea culpa se non sono riuscito a pubblicare tempestivamente una “prova su strada”. Quello che ho provato alla fiera europea dedicata al futuro dei videogiochi è – né più né meno – il contenuto della demo rilasciata da Square alcune settimane dopo. Per motivi che non voglio rivelare, Lightning va alla caccia di Snow (proprio lui: uno dei protagonisti di Final Fantasy XIII) e deve farsi largo tra nemici di ogni tipo, all’interno di un gotico castello nel quale si incontra anche un drago di nome Zaltys. Alla fine della prova viene spiegato che Lightning deve far trasmigrare le anime dell’umanità affinché una divinità possa perpetuarne l’esistenza. Se così non dovesse accadere, il Caos divorerebbe ogni cosa, umanità compresa, sancendone la definitiva estinzione. Tecnicamente non mi sembrato eccessivamente distante da Final Fantasy XIII-2, sicuramente è ancor più ottimizzato, stabile e pulito dei predecessori. Quel che mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca è l’impronta pesantemente action che ha preso Final Fantasy, che definiscono Jrpg ma sta lentamente mutando in qualcosa di diverso. Che questa sia la naturale evoluzione del genere non vorrei dirlo, ed in cuor mio spero proprio di no, ma Square Enix sta battendo forte in questa direzione e Final Fantasy XV sembra confermare le mie congetture. Non v’è traccia di party, i ritmi di gioco sono più intensi e possiamo dire addio agli schemi di gioco fissi. Ai meno “puristi” farà pure piacere constatare che i livelli di gioco diventano essi stessi delle arene in cui abbattere i nemici, e possiamo sfruttarne asperità e conformazione a nostro vantaggio, come nella miglior tradizione Devil May Cry, con la variante che Lightning basta a se stessa e si trasforma secondo l’esigenza: Attaccante, Occultista, Sentinella, Terapeuta, Sinergista, Sabotatore, che qui saranno chiamati diversamente (Paladino, Eclettismo, Luna Crescente, Salvatrice) ma il loro effetto mi ha ricordato effettivamente quello che avevano nel primo capitolo di questa trilogia.

Lightning prova a conquistare l’Europa

Come ho già espresso in apertura dell’articolo, Lightning Returns: Final Fantasy XIII è già approdato in Giappone nel mese di novembre e in Rete potrete trovare recensioni e videogameplay che possono dirvi e mostrarvi più di quanto possa fare io in questa sede. Quel che incuriosisce è scoprire se la nuova piega impressa da Square per il suo marchio più famoso al mondo sia apprezzato o meno in suolo europeo. A me sembra tanto una “prova del nove” per saggiare le reazioni della platea in vista di un Final Fantasy XV che è evidentemente più simile a questo Lightning Returns che ad ogni altro Final Fantasy. Ai posteri l’ardua sentenza dunque, appuntamento al 14 febbraio prossimo per una prova approfondita sul gioco completo.