Dragon Ball Z: Battle of Z – Recensione PS Vita

Sono passati quasi trent’anni dalla conclusione del manga dedicato a Dragonball, e quasi vent’anni dalla prima proiezione nel paese del sol levante della sua versione animata, eppure Dragon Ball è tutt’oggi un marchio che si continua a cavalcare, in grado di produrre, senza neanche troppi sforzi in termini di originalità, tanti soldi. Molti di voi, probabilmente, si chiederanno il senso dell’ennesima reincarnazione di Dragon Ball sulle console di attuale generazione, che già hanno visto ben cinque riproposizioni del brand, sei se teniamo conto anche di Dragon Ball Z Kinect in esclusiva per Xbox 360. La realtà è che il popolo di Dragon Ball non è mai sazio di menare le mani, e che con l’evento cinematografico mondiale Dragon Ball Z: Battle of Gods, Namco Bandai ha ben pensato di cavalcare l’onda dell’euforia Saiyan e sfruttare la sinergia cinema – console di casa e portatili per riempire con successo le loro casse. Varrà la pena di acquistare anche quest’ennesima riproposizione?

I cattivi invadono la terra, e cominciano dal Giappone

Se dobbiamo essere sinceri, per quanto riguarda la pellicola cinematografica, disponibile nelle sale nel weekend dell’1 e 2 febbraio, un motivo di andare al cinema ci sarebbe, quantomeno per i fan. Dragon Ball Z: Battle of Gods per la prima volta propone l’apparizione del Super Saiyan God, un nuovo livello di Super Saiyan tutto da scoprire, che di per sé vale il prezzo del biglietto, a prescindere della storia. Per quanto concerne il videogioco, disponibile per Xbox 360, PS3 e PS Vita, il prezzo del biglietto comincia a farsi più costoso, ed è giusto preoccuparsi dell’aspetto narrativo. Il gioco è chiaramente ispirato ai tanti eventi che la serie di Dragon Ball ha avuto modo di offrirci, compresi i diversi OAV che hanno contribuito a rimpolpare il roster dei rivali di Goku e compagni. Il gioco ci permetterà di ripercorrere la storia, come accade in ogni reincarnazione di Dragon Ball su console, tuttavia in quest’episodio, l’attenzione verso l’aspetto narrativo è assai bassa, e accade spesso che lo storytelling sia liquidato attraverso schermate che difficilmente rendono possibile a chi gioca comprendere a fondo la storia (se esiste ancora qualcuno che non la conosce). E’ addirittura possibile scegliere come comporre il proprio team di combattimento, e quindi starà al giocatore scegliere i combattenti con cui affrontare le diverse sezioni di gioco: se questo da un lato permette di mischiare un po’ le carte relativamente a un copione comunque trito e ritrito, dall’altro impediscono ai fan di rivivere l’atmosfera tipica dell’anime, ma soprattutto consentono al giocatore di scegliere sempre la stessa squadra; addirittura sarà possibile scegliere sempre lo stesso personaggio per tutti gli slot disponibili del team, rendendo le sequenze di combattimento terribilmente ripetitive.

Tutti contro tutti

Prima di affrontare il vero core del gioco ossia il comparto cooperativo e multiplayer online, è bene affrontare le dinamiche di gameplay, che sono studiate in modo tale da valorizzare il più possibile le modalità su citate. Il giocatore che vorrà affrontare le diverse sfide in Dragon Ball: Battle of Z avrà il compito di costruire un team formato da quattro personaggi. La costruzione della squadra è tuttavia una questione delicata in quanto non tutti i personaggi sono identici, come di solito la serie su console ci ha abituati. I diversi personaggi sono dotati di caratteristiche differenti, ad esempio Gohan e C18 vantano poteri di tipo rigenerativo e quindi possono rimettere in sesto altri elementi della squadra, altri ancora come il Dottor Gero hanno capacità interdittive e possono interrompere o bloccare gli attacchi avversari. Questa differenza è essenziale, e incentiva il giocatore a dare particolare attenzione alla costruzione del proprio team, che dovrà dimostrarsi adeguato a tutte le evenienze. In più, oltre queste caratterizzazioni di base, sarà possibile personalizzare i propri personaggi equipaggiando una serie di carte, che sarà possibile conquistare alla fine delle diverse missioni. Questi diversi elementi introducono una piacevole componente RPG nelle sfide che, specialmente in relazione a una formula così inflazionata, non può che essere una graditissima boccata d’aria fresca. Non merita troppe parole il sistema di combattimento, che non si distanzia particolarmente dal sistema di gioco tipico della serie e già visto in altri capitoli. L’unica introduzione di rilievo è la c.d. barra GENKI che una volta riempita permette di scatenare l’inferno in terra con mosse speciali veramente scenografiche. L’energia GENKI potrà anche essere convogliata in una serie di punti di raccolta che potranno essere utilizzati da altri giocatori, ad esempio nel momento del lancio della potentissima sfera Genkidama. Rappresenta sicuramente un tocco di classe il fatto di contribuire, come nell’anime, alle gesta di Goku, e il nostro eroe utilizzerà proprio l’energia raccolta dai giocatori di tutto il mondo, con tanto di ringraziamento al nostro ID del PSN o Xbox Live.

Kamehameha di squadra

Come anticipato, il vero cuore del gioco è il comparto online. Dragon Ball Z: Battle of Z permetterà ai giocatori di tutto il mondo di svolgere una serie di missioni in cooperativa e quindi unendoci a diversi team formati da quattro giocatori. Se giocando in singolo la scelta del team era fondamentale, questa componente nel gioco cooperativo, chiaramente, ne esce rafforzata e impedisce al gioco di cadere nel tipico button mashing che ha da sempre connotato la serie. Affrontare le diverse in una tipica atmosfera di battle royale pare essere un esperimento ben riuscito, tuttavia, il sistema di combattimento non offre tantissimi spunti e ben presto anche questa simpatica innovazione finisce con lo stufare. Fa sicuramente storcere il naso l’impossibilità di dare vita a una sessione di gioco competitivo offline, che il più delle volte ha rappresentato la vera ragione di acquisto di un titolo di Dragon Ball. Gli sviluppatori hanno veramente deciso, in questo capitolo, di puntare forte sulla componente in rete, ripudiando senza motivo una serie di elementi che hanno fatto la fortuna della serie fino a questo momento e che sicuramente porteranno tantissimi giocatori a lasciare il gioco sullo scaffale.

Chala Head Chala

Per quanto concerne il comparto tecnico, Dragon Ball: Battle of Z non riesce a colpire nel segno. Il cell shading è di ottima fattura, i fondali sono pochi ma sicuramente curati, e le animazioni sono fedeli a quelle offerte dall’anime; le textures alla base dei modelli purtroppo soffrono abbastanza in 720p sullo schermo di casa, e non riescono a dare a Goku e compagni la dignità che meriterebbero. Merita sicuramente di più in detto senso la versione PS Vita. Lo schermo OLED appare invece perfetto per ricreare l’atmosfera e lo stile tipico del cartone animato: vi sembrerà di avere fra le mani un vero e proprio fumetto interattivo. Particolarmente curato è invece il sonoro, che permette di richiamare l’atmosfera tipica della serie e in parte colma le grandi lacune del comparto narrativo; unica mancanza in detto senso è quella della possibilità di scegliere l’audio giapponese, e quindi ascoltare le voci originali di Goku e compagni, un particolarmente che sicuramente avrebbe fatto felice i feticisti di Dragon Ball.

Conclusioni

Dragon Ball: Battle of Z è un titolo che va apprezzato per la sua audacia, è difficile infatti pensare di poter portare qualcosa di nuovo relativamente a un marchio così abusato. Purtroppo al di là dell’audacia e di qualche spunto che può regalare qualche ora di gioco, il titolo risulta abbastanza piatto e ripetitivo e non riesce a regalare al fruitore troppi stimoli per continuare a giocarlo. Il risultato è un titolo senza infamia e senza lode, che nonostante le idee non riesce né a rilanciare il marchio su console né a fare contenti i cultori della serie, che sicuramente storceranno il naso a un comparto narrativo così povero. Se a questa ricetta aggiungiamo un comparto tecnico che non fa urlare al miracolo, il risultato non è dei migliori e non vi sono grandissime chance di suggerire l’acquisto. Se per voi affrontare la storia narrata da Akira Toriyama in maniera nuova e più sociale può bastare, allora Battle of Z sarà sicuramente in grado di farvi felici, altrimenti è sicuramente più saggio soddisfare la propria fame di Dragon Ball limitandosi ad andare al cinema.

CI PIACE

Perché ci offre un modo tutto nuovo di vivere le avventure di Dragon Ball attraverso un sistema di battle royale e di gioco cooperativo.

NON CI PIACE

Perché il comparto narrativo è abbastanza povero, il gameplay diventa ripetitivo in tempi brevi e non è inclusa nessuna modalità di gioco multiplayer offline.

Conclusioni

Dragon Ball: Battle of Z non dà molti motivi all’acquirente. Consigliamo il titolo solo ai cultori che sono smaniosi di imbarcarsi in questo nuovo modo di vivere la storia disegnata da Akira Toriyama.

6Cyberludus.com
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