Non è nel Fantasy l’eredità dei poemi cavallereschi: è nella Fantascienza. Quella delle astronavi, degli alieni, di Clarke e di Asimov, dove ogni viaggio interstellare è un’avventura, dove la vita è puro movimento. Come nei cicli cavallereschi, nella fantascienza autori diversi costruiscono uno spazio letterario comune dove poi ciascuno colloca la sua storia. (Ermanno Cavazzoni)

Dispersi nello spazio

Il gran numero di indie game e la supremazia della piattaforma Steam su computer hanno reso possibile la rinascita di un gran numero di tipologie di videogame, le avventure grafiche in primis, che le console nel corso delle ultime due generazioni hanno spazzato via dal mercato. Un unico genere sembra essere stato dimenticato: il gioco gestionale. Seppur ricca di strategici in tempo reale o a turni, l’offerta di questi giochi è rimasta minima (o quasi nulla) facendolo apparire come un genere ormai dimenticato. Come è spesso accaduto negli ultimi tempi, Kickstarter e Steam Greenlight, hanno contribuito a sovvenzionare numerosi giochi, ed è proprio tra questi che troviamo Spacebase DF-9. Nato da un progetto di Double Fine Production, l’Amnesia Fortnight, è approdato su Steam grazie al programma di Early Access, ovvero quella tipologia di giochi che permettono agli utenti di acquistare (e quindi in un certo senso finanziare) il gioco qualche tempo prima che esso sia rilasciato, provandone solitamente una versione beta. Spacebase DF-9 nasce dalla mente di JP LeBreton ed è stato finanziato da Tim Shafer, fondatore di Double Fine Production e sceneggiatore dei primi gloriosi Monkey Island. Una nave spaziale dimenticata nell’universo sarà il punto di partenza di ogni aspirante colonizzatore galattico appassionato di fantascienza, alieni e scoperte tecnologiche, in un gioco che cerca di rilanciare il genere. L’accesso anticipato di Steam ci ha permesso di provare la versione alpha del gioco che, nonostante sia ancora acerba e incompleta, ci ha fornito un’idea piuttosto ampia di quello che potrebbe essere il prodotto finale.

Nessuna società può predire scientificamente il proprio futuro livello di conoscenza. (Karl Popper)

Spazio, ultima frontiera

Cosa ci fanno degli astronauti nel bel mezzo dell’universo, dispersi in una capsula di salvataggio? Questa è la domanda che sorge spontanea nel momento in cui si avvia il gioco e si sceglie in quale angolo dell’universo (e la precisione è a prova di pixel) cominciare l’avventura spaziale. Tre astronauti, scelti a caso tra le diverse tipologie di specialisti, fanno parte dell’equipaggio iniziale a cui verranno impartiti, in modo indiretto, i compiti da svolgere. Abbiamo detto in modo indiretto perché il compito del giocatore è quello di progettare, ad esempio, una camera stagna e ossigenata, mentre gli astronauti-costruttori si occuperanno automaticamente di costruirla. L’esperienza di gioco è molto simile a giochi come FTL o Don’t Starve per citarne alcuni, ed è contraddistinta da un susseguirsi di disastri ambientali che portano inevitabilmente al game-over. La morte dell’equipaggio, infatti, è sempre dietro l’angolo, pronta a colpire ad ogni minima incertezza o debolezza del povero giocatore inesperto. La galassia di Spacebase DF-9 si presenta spietata, pericolosa e colma di insidie. La prima morte dell’equipaggio generalmente si sperimenta a causa dell’inesperienza iniziale che non permette di costruire, ad esempio, un’adeguata camera pressurizzata contenente ossigeno; quella successiva potrebbe essere dovuta ad un incontro imprevisto con una razza aliena non particolarmente amichevole; o ancora un malfunzionamento dell’impianto elettrico che scatena un incendio letale, e così via.
Ciascun membro dell’equipaggio viene fornito di un corposo e dettagliatissimo profilo è probabilmente l’aspetto più curato dell’intero gioco e presenta dati di ogni tipo – nome, cognome, preferenze culinarie, hobby, band musicali preferite, account twitter – alcuni dei quali risultano molto importanti ai fini del gioco mentre altri sono inseriti per completezza. Il bagaglio di conoscenze dei membri dell’equipaggio, ad esempio, risulta utile per decidere quale lavoro affidare ad ogni membro dell’equipaggio. Ogni mansione è contraddistinta da alcune stelle che ne indicano il grado di preparazione di ciascun membro (costruttore, barista, tecnico, fabbro?). Un individuo che possiede, ad esempio, tre stelle nella mansione tecnico, può essere destinato a diventare il tecnico dell’equipaggio, con due o meno stelle lo svolgimento di questa funzione condurrà ad una fine impietosa per l’intera stazione con attrezzature rotte e molto probabilmente la distruzione della stazione spaziale a causa dei tanto odiati incendi o rotture delle pareti pressurizzate.
Spacebase DF-9 si regge, dunque, sui precari equilibri dovuti dalla gestione di una stazione spaziale “dispersa” tra le stelle, per cui non ci stupisce che gli sviluppatori abbiamo valutato plausibile un certo livello di realismo. La vita sulla stazione spaziale è arricchita dall’interazione sociale dei suoi occupanti in maniera simile a quanto avviene nei giochi della serie The Sims. Col progredire della costruzione della stazione spaziale è possibile imbattersi in una nave spaziale di passaggio che rilascia nuove reclute, oppure all’incontro con una fascia di asteroidi che forniscono le materie prime di cui si ha bisogno.
Graficamente Spacebase si presenta con una grafica isometrica molto gradevole, accompagnata da molti accorgimenti nella cura dei dettagli generati automaticamente quando si costruiscono le diverse stanze della stazione spaziale.

Lo spazio è talmente enorme che da qualche parte, nella sua vastità, ci sarà sempre posto per ribelli e fuorilegge (Allen Steele, Coyote, Urania 1602)

Il viaggio continua?

Spacebase DF-9 attualmente rientra nel servizio Early Access di Steam ed è disponibile al costo di €22,99 (con uno sconto del 20% se possedete altri giochi Double Fine). Ne vale la pena? Al momento ci sentiamo di consigliarlo soltanto agli appassionati del genere e della fantascienza, poiché il gioco è ancora in fase alpha, come spesso ricordato in questo articolo, e quindi in continuo aggiornamento. Seguendo il blog ufficiale del gioco, si possono leggere una serie di novità che gli sviluppatori hanno intenzione di inserire nel corso del tempo, seguendo al tempo stesso i consigli e le proposte dei videogiocatori. L’elenco delle caratteristiche previste è estremamente allettante, ma descrive essenzialmente un gioco diverso da quello che abbiamo provato. Le impressioni sulla qualità e il divertimento del titolo sono comunque più che buone e lasciano ben sperare su quello che proporrà il titolo a lavoro ultimato.