Se Super Meat Boy e Spelunky avessero un figlio illegittimo questi sarebbe certamente Cloudberry Kingdom. Proprio come i due titoli appena menzionati si tratta infatti di un platform bidimensionale dalla curva di difficoltà decisamente ripida e focalizzato su poche meccaniche di gameplay riproposte all’infinito.

Senza dolore non si migliora

Il calvario del videogiocatore consiste nel guidare Bob, eroe tondeggiante e pelato, attraverso una serie di livelli a scorrimento orizzontale (da sinistra verso destra), cercando di superare trappole e passaggi sempre più ardui e letali. Raccogliendo pure i diamanti sparpagliati lungo il percorso, già che c’è. Il gioco offre sin dall’inizio ben tre modalità: Arcade, Storia e Free Play. Ciò che accomuna quest’ultime è però la struttura intrinseca degli ostacoli da superare. Infatti non vi capiterà mai di affrontare due partite di Cloudberry Kingdom con il medesimo design dei livelli: piattaforme, nemici, trabocchetti e persino ambientazioni saranno generati casualmente dal gioco, in virtù degli algoritmi sviluppati da Pwnee Studios, adattandosi e calzando perfettamente alle vostre capacità.

Frustrazione portami via

La Modalità Storia propone, oltre ad un paio di sequenze animate che illustrano le strampalate vicende di Bob e comprimari, sette mondi da affrontare con vite illimitate. Perché in Cloudberry Kingdom si muore molto spesso. Se esistesse una scala dei decessi per livello il gioco si troverebbe nelle parte superiore del grafico, insieme a Super Meat Boy e VVVVVV per intenderci. Non stupisce quindi immaginare come già dopo una decina di aree Bob venga infilzato, tranciato a metà, schiacciato da una muro che l’insegue (in alcuni livelli) o cada semplicemente nel vuoto centinaia di volte. Certo, è sempre appagante superare una sfida tanto difficile quanto intensa, persino quando ci si rende conto di aver appena sperimentato soltanto una parte di ciò che il gioco offre: ad esempio in alcune sezioni potrete utilizzare il doppio salto, il jetpack in altre, o addirittura vi ritroverete ai comandi di una ruota alla quale viene legato il povero eroe! E se proprio odiate l’abbigliamento di Bob potrete persino modificarne l’aspetto cambiando indumenti, barba e cappello. Ciascuna variante modifica pertanto il sistema di controllo, costringendo il giocatore ad apprendere nuovamente le tempistiche ed i pattern al fine di raggiungere incolume la fine dell’ennesimo esercizio di sadismo. Eppure nonostante ciò Cloudberry Kingdom non è mai un gioco ingiusto: un battito di ciglia e si ricomincia.

Arcade è la modalità classica con vite limitate (ma incrementabili attraverso l’onnipresente raccolta di gemme) che ci richiede di superare ben 500 livelli. E se vi sembrano pochi, beh, dovrete ricredervi. Innanzitutto tale modalità è a sua volta suddivisa in quattro tipologie di sfide differenti (Escalation, Crisi del Tempo, Corsa dell’Eroe e Corsa Ibrida; quest’ultime due possono essere affrontate insieme ad un massimo di altri tre amici, purtroppo soltanto in locale) e ciascuna di esse permette di cimentarci con una diversa abilità associata al protagonista. Attenzione però: non tutte le sfide saranno accessibili dall’inizio poiché occorrerà aver raggiunto un Livello Giocatore prestabilito.

Chiude il pacchetto di modalità di gioco di Cloudberry Kingdom il Free Play, una sfida “libera” in cui saremo noi a poter stabilire il livello di masochismo selezionando una serie di parametri relativi a piattaforme, mostri e trappole. Una volta fatto, il gioco provvederà a generare casualmente il tanto desiderato (o temuto, a seconda dei casi) livello.

Conclusioni

Cloudberry Kingdom è un videogioco indipendente e non fa nulla per nasconderlo. Il mal di testa è dietro l’angolo, ma anche il divertimento. L’effetto sonoro associato al salto di Bob rievoca inequivocabilmente quello di Mario, l’estetica stilizzata e coloratissima può anche non piacere (scordatevi la raffinatezza artistica di Rayman Origins) ma non distrae e la colonna sonora costituita dai soliti brevi motivetti riproposti in loop sicuramente vi costringeranno ad ammutolire entrambi i volumi di televisore e GamePad (la versione da noi testata è quella per Wii U). Di sicuro vi capiterà di bloccarvi, incavolarvi ed essere sul punto di scaraventare contro un muro il controller, ma non vale forse la pena sacrificare un po’ di serenità per giocare ad un titolo simile?

CI PIACE

– Se amate i giochi particolarmente difficili, punitivi, a tratti frustranti ma mai ingiusti\n- Estremamente longevo grazie ai livelli generati casualmente o personalizzabili attraverso l’apposito editor\n- Superare le sfide in gruppo è divertente…

NON CI PIACE

– …purtroppo soltanto in locale!\n- Colonna sonora orribile e ripetitiva\n- Comparto grafico minimale

Conclusioni

Difficile, spietato e a tratti frustrante. Cloudberry Kingdom non raggiunge l’apice della crudeltà videoludica ma ci si avvicina. Eppure è un gioco talmente affascinante che, da bravi masochisti, non potrete farne a meno.

7.5Cyberludus.com
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