Killzone: Mercenary – Hands-on

Lo sparatutto (portatile) definitivo?

Poche ma buone, le esclusive Playstation Vita si fanno attendere, a volte lasciando per interi mesi gli scaffali dei negozi vuoti. Da un lato risulta alquanto triste constatare che, a più di un anno e mezzo dalla sua uscita, la nuova portatile di casa Sony vanti una panorama ludico non proprio abbondante e assortito. Dall’altro, titoli come Uncharted: Golden Abyss, Gravity Rush, LBP e Soul Sacrifice, hanno dimostrato i prodigi di questa piccola grande macchina ludica, ma che offre pochissimi titoli per ciascun genere (soprattutto quello action/adventure e survival horror). Quello degli FPS poi lascia non poco a desiderare, a causa dei deludenti Call of Duty: Declassified e Resistance: Burning Skies, che hanno in buona parte tradito promesse e speranze, nonostante gli sforzi nel riportare due brand storici su piccolo schermo. Ma in questi giorni l’hype è salito a mille grazie alla versione di prova di Killzone: Mercenary mandataci da Sony, e vi assicuriamo che, potenzialmente, questo gioco dispone di non pochi motivi per acquistare Vita. Certo stiamo parlando di un semplice codice preview, ma i ragazzi di Guerrilla Games ci hanno sorpreso ancora una volta, e farlo in versione tascabile non era certo una passeggiata. Ricordate gli sparatutto su PSP, attanagliati dalla frustrazione a causa della telecamera e dall’assenza del secondo stick analogico? Bene, con Mercenary basteranno un paio di cuffie per ritrovarvi come se foste nel salotto di casa davanti alla vostra PS3. Bando alle ciance, analizziamo nel dettaglio tutto quello che abbiamo appreso dal codice, elencando i motivi che potrebbero rendere Mercenary la killer application Vita di fine anno.

Un mercenario alla corte degli Helgast

Dimenticate i valori patriottici e la salvezza dell’umanità: in Mercenary, il fulcro (almeno inizialmente) attorno a cui ruoterà l’intera vicenda sarà il dio denaro. Arran Darren è un mercenario che si pone pochissimi scrupoli ed è disposto a tutto pur di compiacere il migliore offerente e ottenere ingenti somme a lavoro (sporco) compiuto. In nostro (anti) eroe si ritroverà schierato contro gli Helgast, impegnato nella sua missione di depennare i bersagli della sua lista nera. Non esistono buoni e cattivi per lui, ma solo maggiori offerenti. Questo è quello che abbiamo carpito dai soliti pregevoli filmati d’intermezzo. Il sottotitolo del gioco basta e avanza per sottolineare la poca profondità della trama: il plot lascia poco spazio ai sentimenti questa volta, per dare libero sfogo all’azione frenetica. Considerando il genere e la serie, la cosa non ci dispiace affatto, ma non escludiamo sorprese a livello di sceneggiatura dato che Guerrilla non è certo un team sprovveduto e il prodotto finale è ancora tutto da vedere e assaporare.

Comparto tecnico (quasi) da urlo

Come accennato sopra, le cutscene sono state un assaggio esemplare per dimostrare la cura e l’abbondanza tecnica offerta da Guerrilla, che è sempre stata pioniera a livello tecnico se seguiamo il suo iter console dopo console (se pensiamo poi a Killzone: Shadow Fall per PS4 ci torna la bavetta!). Ma lo stupore arriva una volta preso il controllo del protagonista: tutto su schermo è interamente dettagliato e caratterizzato da effetti e particolari molto realistici. Ogni anfratto del livello testato pullulava di dettagli e la fluidità durante le sparatorie era incredibile. Ci è sembrato in alcuni momenti di rivivere l’atmosfera di Killzone 2, grazie anche alla palette di colori grigiastra e monocromatica, ormai celebre tocco distintivo della serie. Da rivedere, a nostro avviso, il sistema degli effetti particellari: le esplosioni non sono proprio il massimo da vedere, ma nei a parte siamo su livelli tecnici decisamente alti. Anche l’intelligenza artificiale, seppur non perfetta, metterà a dura prova i giocatori, e siamo felici di confermare che i controlli touch sono ben implementati nella formula di gioco (come ogni titolo sviluppato dai team prediletti da Sony del resto) e non messi li tanto per giustificare la natura della console. Non abbiamo ascoltato granchè per ciò che concerne il comparto audio, ma Sony e Guerrilla sono maestri dello spettacolo, e non mancheranno un doppiaggio in italiano all’altezza e una colonna sonora epica per immortalare la campagna frenetica e pericolosa che ci attende.

Nessuna pietà

Ma passiamo alle cose serie e fiondiamoci nel gameplay, vero cuore pulsante di questa produzione. Arrivati al menù principale, la demo ci ha permesso di scegliere uno dei tre livelli di difficoltà (Recruit, Trooper e Veteran), e siccome sappiamo bene che Guerrilla non scherza, abbiamo optato per un livello medio. E menomale, perché la situazione inizia a sfuggire di mano dopo pochi istanti! Come suggerito in precedenza, Darren ha degli obiettivi ben precisi da portare a termine livello dopo livello, e in quello in questione, dovevamo deviare il segnale della difesa antiaerea e indirizzarlo contro il nemico. Un gioco da ragazzi? Ma anche no, dato che l’intera zona pullulava di soldati armati fino ai denti e dove la "regola Killzone" (esci allo scoperto e sei morto dopo due o tre colpi) vale anche su Playstation Vita, ma in maniera ancora più massiccia. Per fortuna il nostro protagonista non è un semplice soldato ma un mercenario e spietato killer, e abbiamo notato non poco in diversi punti l’impronta stealth di questo titolo, che non ci dispiace affatto. Su schermo abbiamo tutto l’occorrente: mini-mappa sempre utile da consultare prima di compiere passi falsi e il radar che ci indica i nemici nelle vicinanze. Ignorate questi aiuti e diverrete cadaveri in meno di un minuto. La natura stealth di questo titolo cambia le regole del canonici sparatutto in terza persona e ogni mossa va studiata per non essere l’ultima che farete. Avanzando silenziosamente, non solo non farete scattare la guardia, ma avrete la possibilità di uccidere istantaneamente i nemici con una mossa rapida con il coltello (la violenza spietata di Darren lo rende un mercenario sopra la media). Sia chiaro, niente vieta di impugnare un fucile o una mitragliatrice e fare piazza pulita di nemici alla vecchia e sana maniera. L’importante è che siate disposti a sopportare l’impossibile dato che i nemici non si faranno ammazzare tanto facilmente, sia per il livello di difficoltà da non sottovalutare sia per il numero crescente quando scatta l’allarme.

Per un pugno di crediti in più

Molto interessante risulta il sistema di guadagno presente in Mercenary, basato interamente sui crediti: a seconda delle azioni, il credito salirà maggiormente, e le azioni stealth sono privilegiate rispetto alle classiche sparatorie in bella vista e vi regaleranno il triplo del denaro rispetto alle uccisioni standard. I crediti saranno fondamentali per acquistare nuove armi attraverso una sorta di store digitale consultabile in tempo reale, che vanta (nella demo) ben 25 mostri di piombo, tra fucili, mitragliatrici, lanciagranate e lanciarazzi e tanto altro ancora. Ma dato che la nostra sarà una vera mission impossible, le armi tradizionali non bastano, e per nostra fortuna ci saranno i droni ed altri mezzi alternativi efficaci a soccorrerci quando ne avremo estremamente bisogno. Tra questi spiccano Porcupine, un lanciarazzi a ricerca che terminerà ogni obiettivo che toccheremo su schermo, e Mantis Engine, un drone volante che finisce i nemici con un colpo in testa. Non mancano nemmeno radar orbitali per rivelare sulla mappa unità ed equipaggiamenti piuttosto speciali, come scudi magnetici e strumenti per attivare l’invisibilità. Insomma, un inventario da paura! Un po’ sparatutto e un po’ stealth in prima persona, Mercenary non disdegna nemmeno gli enigmi e di tanto in tanto vi costringerà ad usare la materia grigia per risolvere alcuni puzzle per sbloccare porte o per disattivare sistemi ma soprattutto per decriptare dati. Nella demo abbiamo dovuto ad esempio allineare una serie di sei ottagoni in maniera perfetta, potendo tranquillamente usare i comandi touch, attivi anche durante le sparatorie. La demo è finita troppo presto e non vediamo l’ora di mettere le mani sul prodotto finale. La campagna principale sarà composta da nove livelli, e considerata la durata di quello da noi testato, la longevità potrebbe offrire al massimo sei ore di gioco, e questo ci spaventa non poco. Tuttavia, la rigiocabilità dovrebbe rimanere alta per ottenere crediti extra da spendere per comprare tutti i prodotti dello store digitale. Non dimentichiamo la campagna multiplayer a otto giocatori, del tutto assente purtroppo nel codice in nostro possesso.

Conclusioni

Quella di Killzone è una serie che amiamo da sempre e vederla approdare su Playstation Vita ci può fare solo piacere, soprattutto viste le premesse di Mercenary. Un titolo decisamente violento e frenetico, dove c’è poco spazio per la trama e dove uccidere (silenziosamente o in bella vista) farà la differenza tra la vita e la morte. Il gameplay vario e ragionato, decisamente innovativo su Vita, ci ha colpito e convinto non poco e il comparto grafico che faceva da splendido contorno ci ha aiutato ad immergerci nel pieno dell’azione e dell’atmosfera. Con le giuste limature e diversi extra, l’ultima fatica di Guerrilla potrebbe diventare non solo una killer application, ma anche il titolo Vita più venduto di fine anno. Appuntamento a settembre con la nostra recensione.

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Redazione
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