Negli ultimi anni l’industria videoludica sta abbracciando sempre più titoli nostrani e questo ci fa sempre grande piacere. Nonostante il genere più gettonato sia quello delle avventure grafiche – per ovvie ragioni di budget – cominciano a presentarsi progetti che azzardano sempre di più. Uno di questi è certamente Lords of Football, sviluppato da Geniaware col supporto "tecnico-tattico" di Gianluca Vialli. Il gioco non appartiene ad una vera e propria categoria e si presenta sul mercato come un videogame senza concorrenza, basato su tre concetti fondamentali: originalità, ironia e semplice concept di fondo. Ora che il gioco è finalmente completo e disponibile, possiamo finalmente fare la nostra analisi complessiva di Lords of Football!

Football Manager o non Football Manager?

Non abbiamo aspettato qualche evento ufficiale per arrivare al succo del discorso: ci siamo interessati di Lords of Football già ad inizio Ottobre con una lunga ed approfondita intervista al team di sviluppo, che ci aveva detto a chiare lettere che il titolo non sarebbe stato facile da catalogare sotto una precisa etichetta, anche se le idee principali del gioco provenivano soprattutto dai concept dei più famosi God-games come ad esempio Black&White. Ovviamente è il contesto a fare la differenza: gli sviluppatori hanno proposto agli utenti un nuovo modo di interpretare il ruolo di allenatore, andando a considerare gli aspetti più trascurati dai vari manageriali calcistici. L’obiettivo principale del gioco è permettere all’utente di avere il pieno controllo dei propri giocatori senza considerare lo staff, le finanze e le trattative di mercato: per renderlo possibile, Geniaware ha trasformato il proprio videogame in un simil-The Sims ambientato in un centro sportivo, di cui i “Simmini” non sono altro che i vari componenti della rosa. Ciascuno di essi è visto sotto due punti di vista: da un lato troviamo la classica figura del calciatore, formata dai vari parametri delle abilità; dall’altro si evidenzia il profilo caratteriale di ciascun membro della squadra, che incide direttamente su allenamenti e prestazioni. In buona sostanza, è questa la peculiarità di Lords of Football che, ai fini del gameplay, lo differenzia notevolmente da un comune Football Manager: non ci muoveremo in un insieme di schermate prive di emozioni, bensì seguiremo in prima linea ogni calciatore in tutte le attività durante e dopo gli allenamenti. La figura del manager a tutto tondo – come Sir Alex Ferguson – è molto lontana, in quanto il videogiocatore sarà chiamato prettamente a coordinare l’insieme di attività che determineranno il piano di allenamento giornaliero. Come vedremo in seguito, gli aspetti di contorno (staff medico, psicologi, strutture e calciomercato) verranno rilegati ai diretti responsabili sotto la supervisione del Presidente del club.

Ordini dall’alto

Ad inizio carriera è possibile scegliere la propria squadra e modificarla totalmente a partire da nome e kit, passando per la ridenominazione di ogni membro del team: Lords of Football non possiede alcuna licenza, pertanto i nomi delle squadre e dei calciatori sono inventati anche se, sovente, sono state sfruttate delle analogie con la realtà. La scelta del club incide notevolmente sulla difficoltà di gioco, tanto che selezionando le varie squadre è possibile visualizzare il livello di sfida che avrà la carriera. Personalizzato ad hoc il proprio team, ci si ritrova immediatamente al centro sportivo con tutti i giocatori pronti a seguire gli ordini dell’allenatore. Nonostante il buon tutorial che introduce i comandi, l’interfaccia e le funzioni di ogni struttura, il gioco risulta piuttosto dispersivo nella prima fase, soprattutto per qualche fastidio legato alla telecamera. Il gameplay di Lords of Football è concentrato in un loop di azioni piuttosto corto. È interessante la scelta di non implementare un sistema di gestione settimanale, bensì ci sarà alternanza di allenamento e partita. Ciascun giorno è diviso in 15 minuti, di cui 10 dedicati all’allenamento e 5 per i divertimenti serali. Questa scelta pesa molto quando l’utente ha intenzione di diversificare l’allenamento in tanti piccoli gruppi, infatti, spesso si perde anche metà del tempo ad impartire i giusti compiti ai calciatori.

Per avviare le sessioni di allenamento, l’utente può sfruttare tutto il centro sportivo della società. I parametri sono divisi in tre grandi categorie: abilità fisiche, tattiche e tecniche, ciascuna delle quali ha strutture adibite a determinate attività. Per potenziare le abilità fisiche, il giocatore può preparare sessioni in palestra con tapis roulant piuttosto che attrezzature per la pesistica; la preparazione tecnica va consolidata col pallone al campo di allenamento; i dettagli tattici vengono spiegati nello spogliatoio con tanto di lavagnetta. Oltre ad essere ben più realistico delle altre produzioni, questo sistema risulta davvero geniale e immersivo, perché capace di rendere unica la sensazione che trasmette. Finalmente è possibile vivere la fase manageriale in prima persona, entrando negli edifici, scegliendo l’attività desiderata e selezionando manualmente i giocatori che dovranno sottoporsi a quel tipo di allenamento, in perfetto stile God-game.

L’ambiente di gioco è predisposto in modo da integrare con estrema semplicità tutti i comandi a disposizione a seconda della struttura, che verrà allestita automaticamente dopo aver scelto l’attività. La selezione dei calciatori è affidata ad un importantissimo sistema basato su filtro automatico e icone, disponibile in alto a sinistra. Il filtro mette a disposizione diversi metodi per la selezione in gruppetti dell’intera rosa: nella parte superiore i calciatori possono essere selezionati in base al ruolo o al grado in squadra; immediatamente sotto è presente l’albero delle categorie, che partiziona la rosa a seconda delle scelte dell’utente. Dopo le prime incertezze legate all’utilizzo di tale sistema, si riesce a padroneggiare piuttosto bene il filtro, con conseguenti benefici nella gestione dell’allenamento. Ad esempio, con un paio di click l’utente può richiamare tutti i titolari con bassa preparazione fisica e metterli a lavorare in palestra. È altresì possibile selezionare l’abilità più scarsa appartenente ad una delle categorie principali, piuttosto che il parametro migliore. L’unica pecca del filtro è la selezione combinata tra questi due fattori di scelta: ad esempio, l’utente non è in grado di selezionare i giocatori con scarsa resistenza tra quelli fisicamente più a terra, bensì può raggrupparli solo nel primo insieme o nel secondo. Inoltre, il filtro funziona a seconda del contesto, quindi non agisce globalmente ma opera la selezione sui calciatori che si stanno allenando allo stesso esercizio. Salvo queste piccole lacune, il sistema funziona egregiamente e facilita molto le decisioni dell’utente, anche se spesso e volentieri 1/3 del tempo se ne andrà proprio a decidere le attività: per ovviare a questo problema, il gioco memorizza le sessioni di allenamento per il giorno successivo, pertanto il videogiocatore sarà chiamato in causa solo quando si presenteranno delle notifiche o deciderà di modificare il piano di allenamento.

Abbiate paura di me!

Padroneggiare la società in Lords of Football è appagante ma faticoso e, se non bastasse dover coordinare tutte le varie attività di allenamento, ci penseranno i vari Balotelli e Cassano di turno a creare scompiglio nello spogliatoio. Come detto in precedenza, gli sviluppatori hanno posto l’accento anche sul profilo caratteriale di ogni giocatore, al punto da inserire come scheda di presentazione proprio le qualità morali di ciascuno di essi. I protagonisti della rosa non saranno proprio dei santi, anzi, si potrebbe creare una festa a base di peccati capitali, vizi e stravizi. I calciatori potranno sviluppare dipendenze per sesso, baldoria, cibo, ego, alcol e gioco d’azzardo, che li porteranno a saltare gli allenamenti e a non prepararsi bene per i match successivi. Quando un giocatore sviluppa una dipendenza è compito dell’utente cercare di porvi rimedio attraverso l’aiuto di uno psicologo – e ce ne saranno tante di sessioni di Alcolisti Anonimi al campo sportivo! – o un approccio severo attraverso una punizione esemplare – Crasso usò la decimazione contro il suo esercito durante la guerra a Spartaco, ma forse è un po’ esagerata per noi. In tal modo, il calciatore comincerà a togliersi dalla testa i vizi maturati fino a quel momento, ma il rischio di una ricaduta sarà sempre dietro l’angolo. Per evitare di ritrovarsi con 25 maniaci perditempo in rosa è necessario seguire i calciatori durante la fase serale, mentre vanno a divertirsi tra discoteche, ristoranti, casinò ed eventi per gonfiare il proprio ego. Il ventaglio di opzioni a disposizione del videogiocatore per questo spicchio di giornata è piuttosto scarno, ed il risultato finale sarà quasi sempre seguire i calciatori cambiando l’evento in corso – laddove possibile – o aumentare la velocità di gioco fino al match successivo.

Una promessa è una promessa

Al campo sportivo è presente l’ufficio principale, una struttura in cui l’utente può recarsi in qualunque momento per prendere visione di classifiche, statistiche – nazionali e Coppa Europa – e informazioni sulla rosa. Una finestra molto importante dell’ufficio è quella delle sfide del Presidente, che rappresenta l’elenco di tutti gli obiettivi da soddisfare per ottenere altrettanti miglioramenti del centro sportivo. Nel nostro calcio abbiamo assistito più volte a frasi di circostanza e a proposte irrinunciabili che poi venivano tradite dai fatti. Fortunatamente in Lords of Football la parola data è sacra, almeno per il Presidente, pertanto se riusciremo a soddisfare i suoi requisiti, arriverà puntuale la ricompensa. Le sfide sono molte e richiamano un po’ tutti gli aspetti della gestione manageriale, come ad esempio il raggiungimento di un certo numero di gol fatti, miglioramenti sulle tre categorie di allenamento ed altri risultati a cuore del Presidente. Ogni miglioramento ottenuto inciderà sia sul piano del gameplay – ad esempio ampliando la palestra ed attivando nuovi esercizi – e sia su quello estetico, con strutture sempre più grandi e belle. L’evolversi del centro sportivo è davvero appagante, in quanto rappresenta in maniera tangibile tutti gli sforzi ed i risultati raggiunti dalla propria squadra. Il Presidente sarà anche l’uomo di riferimento per il calciomercato, attività così marginale per l’allenatore, che si svolgerà in maniera piuttosto distante: l’utente proporrà una lista dei desideri – stilata in base a pochi parametri indicativi – ed una lista di cessioni, aspettando il resoconto a fine sessione.

La Mano de Dios è la tua!

Per non farsi mancare nulla, il team italiano ha implementato un vero e proprio Live Match interattivo, che consente di impartire ordini ai calciatori durante la partita in maniera molto diversa rispetto alle produzioni in qualche modo concorrenti. Anche in questo caso il sistema Geniaware è decisamente più immersivo e permette all’utente di ordinare ai calciatori esattamente cosa fare: è possibile ordinare di indirizzare il pallone ad un compagno, scattare verso una precisa direzione o tirare in porta scegliendo il punto in cui mirare. Per far ciò, gli sviluppatori hanno previsto un sistema molto semplice che consente di mettere in pausa la partita in qualunque momento – col pulsante al centro dello schermo o tramite il tasto SPACE – e compiere l’azione di gioco con i tasti del mouse a seconda del contesto. Anche in fase difensiva è previsto qualche comando – contrastare o marcare un avversario – e sono presenti strategie di squadra per ordinare contropiede e copertura. Le azioni impartite ai giocatori sono regolate da una barra che si ricarica dopo qualche secondo. In alto a destra troviamo un pannello di gestione squadra ed editor tattiche più completo, con la possibilità di scegliere il modulo, eseguire sostituzioni e attivare precise strategie di approccio alla partita. L’intelligenza artificiale è piuttosto piatta e si limita ad un pacchetto di azioni ripetute casualmente, con particolare attitudine al gol su stacco aereo. L’interazione da parte dell’utente incide molto sull’andamento del match e può risultare decisiva ai fini del risultato finale, ma la fase difensiva è lasciata al 90% alla cpu per mancanza di azioni da compiere. Segnaliamo anche che non è possibile accelerare la velocità del match, ma prima del calcio d’inizio si può decidere di simulare i 90 minuti e apprendere il risultato senza poter intervenire in alcun modo. Per quanto riguarda il comparto tecnico in generale, l’interfaccia grafica è davvero gradevole, pulita e funzionale, disponendo di tutti i comandi in maniera ordinata e con pochi click; ottima l’idea di cambiare esteticamente il centro sportivo non solo tramite i miglioramenti del Presidente ma anche a seconda delle stagioni, passando dalla verde chioma degli alberi in primavera al color rame delle foglie autunnali con estrema disinvoltura. La tracklist che accompagna il videogiocatore è piuttosto scarna, anche se i motivetti sono talmente orecchiabili che se ne comincia a sentire la mancanza una volta terminata la sessione di gioco. Per ciò che concerne l’audio durante il match, sono apprezzabili gli sforzi ma il risultato è mediocre: i cori e gli effetti ambientali che provengono dagli spalti sono confusi e poco limpidi. Il problema maggiore di Lords of Football è la telecamera, che fa letteralmente impazzire in alcune circostanze. Cliccando all’interno di un edificio o premendo su un’icona a destra, si ottiene un effetto zoom sull’obiettivo che fa perdere completamente il senso dell’orientamento quando si cerca di tornare indietro. Purtroppo è necessario girare la visuale fino a ritrovare il centro sportivo, per poi piazzare la telecamera nuovamente nella posizione ideale. Lo stesso filtro, ampiamente descritto in precedenza, diventa ingestibile quando si cerca di entrare compiere una selezione più profonda e, talvolta, si prende il controllo di giocatori non desiderati.

L’indie che inventa un nuovo genere

Il lavoro del team italiano è di tutto rispetto e presenta quelle idee fresche ed originali che cominciano a mancare in altri ambiti. Il concept di Lords of Football è una sfida che mira a proporre un punto di vista diverso sul ruolo dell’allenatore, visto in un God-game che abbraccia i gestionali ed i simulatori di vita, in cui i 25 giocatori della rosa diventano pedine da disporre per tutto il centro sportivo a seconda dell’attività da svolgere. Tuttavia, al di là di sessioni di allenamento e controllo delle attività serali per prevenire le dipendenze, c’è davvero poco altro a disposizione dell’utente, se non un live match immersivo ma incompleto, penalizzato dall’intelligenza artificiale piuttosto mediocre e dal comparto tecnico non esente da difetti. Preso per quello che è, e senza stravolgerne le intenzioni, Lords of Football si lascia scoprire con passione fino a diventare un bel passatempo. La pagella di Ziliani reciterebbe così: "Lords of Football, voto 7 – Rischioso".

CI PIACE

Perchè magari siete stanchi di tutte quelle finestre prive di passione che caratterizzano i manageriali, click a ripetizione e toni formali. Lords of Football è l’esatto opposto, e vi permette di eseguire azioni tutte nuove in questo contesto.

NON CI PIACE

Amate maggiore interazione, negli altri manageriali spesso delegate all’assistente i compiti più noiosi e non vi piace vedere tutta la partita o simularla: evidentemente Lords of Football non fa per voi.

Conclusioni

God-game, gestionale e simulatore di vita: in un titolo, Lords of Football. Il lavoro del team italiano Geniaware offre una prospettiva diverso del ruolo dell’allenatore, e ci ha molto sorpresi (positivamente). Non è un gioco adatto a tutti, ma per godere appieno del gameplay è necessario inquadrare bene l’obiettivo degli sviluppatori. Solo così emergono le potenzialità dell’esperienza proposta.

7Cyberludus.com
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