Abbiamo guardato da vicino a una piccola grande avventura, nata sugli schermi dei vecchi computer anni ’90, e abbiamo scoperto che, nonostante la sua età, essa ha mantenuto dei meravigliosi caratteri di unicità, permettendole di non sentire eccessivamente il peso del tempo e dei suoi piccoli ma presenti problemi. Tre anni dopo, Adeline Software, complice il grande successo di Little Big Adventure, pubblica il suo sequel, Little Big Adventure 2? Niente Dr. Funfrock, niente pericoli all’orizzonte, solo una vita pacifica per Twinsen e tutti gli abitanti del pianeta Twinsun. Un pianeta dove, grazie a una grandiosa evoluzione tecnica, ora era ancora più piacevole vivere. Torna l’unicità, e questa volta con qualcosa in più.

Un temporale inatteso

Dopo lo scontro con il Dr. Funfrock, vinto grazie ai poteri della dea Sendell, l’isola della Cittadella è ritornata un luogo di pace. Twinsen non ha più bisogno di combattere e ha donato la sua tunica blu e il suo amuleto, insieme a diversi artefatti ottenuti durante la sua battaglia, al museo cittadino; il quetch ha potuto vivere una vita tranquilla insieme alla compagna Zoe, la quale ora aspetta pure il loro primo figlio. Anche se tutto sembra andare per il meglio c’è sempre un evento pronto a scombussolare tutto: un fortissimo temporale finisce per coprire tutta l’isola, in piena estate, e il mago metereologo non riesce a comprendere come possa essere avvenuto un simile evento atmosferico così fuori stagione. Così parte, ancora grazie a Zodiac, la nuova avventura di Twinsen? Cosa può nascondersi? Anzi? Chi può nascondersi dietro quelle nere nuvole?

Tutto come prima, ma meglio

Chiunque abbia giocato al primo episodio di Little Big Adventure non troverà, per quanto riguarda il gameplay, nessuna evoluzione particolare in questo sequel: torna il sistema dei comportamenti con tutti i suoi curiosi effetti sonori e con alcune minime ma interessanti modifiche; essere Sportivo, ora, è più comodo e meno pericoloso in quanto i salti in corsa sono stati migliorati per lunghezza e precisione e non si ricevono più danni quando si colpisce inavvertitamente un ostacolo durante un movimento veloce. La modalità Normale permette ancora di parlare con i vari personaggi non giocanti, quella Aggressiva è utile per uscire dalle, aumentate, situazioni di combattimento e quella discreta continua ad essere sfruttata per avvicinarsi cautamente ad obiettivi vicini senza farsi notare o a non far scattare inavvertitamente delle trappole. Ritornano anche oggetti basilari quali la tunica, la sfera magica, la cui traiettoria ora risponde al nostro comportamento con effetti diversi, e i quadrifogli come contatori delle vite rimaste. Una grande evoluzione, comunque, resta ed è ben visibile fin dai primi momenti: la costruzione delle ambientazioni, specie quelle di partenza, è nettamente migliorata nel design e nella distribuzione di oggetti, nemici e ostacoli: il tutto contribuisce ad acuire il senso stesso di avventura e a rendere l’insieme molto meno frustrante. Gli ambienti interni restano, come nel primo episodio, realizzati con una grafica bidimensionale isometrica ma con inquadrature leggermente più accessibili mentre gli spazi aperti sono realizzati completamente in tre dimensioni: ad aiutare questo nuova struttura si presenta la possibilità, premendo Invio, di resettare la telecamera dietro le spalle di Twinsen in modo tale da permettere, in qualsiasi momento, di vedere la direzione in cui si corre o di mirare al meglio un avversario lontano con la sfera o altre armi a distanza. Purtroppo, per qualche ragione, colpire i nemici sembra essere più complesso, motivo per il quale ci si ritrova ad utilizzare il legnoso combattimento corpo a corpo con maggiore frequenza? Ma questo è nulla se si pensa all’effetto che la nuova ambientazione riesce ad avere su tutto il gioco: si fa immediatamente esperienza di una nuova, più fluida libertà esplorativa che permette sperimentazioni di azione e cambiamenti di caratteri prima assolutamente impossibili. Oltretutto, la presenza di un numero sempre maggiore di personaggi non giocanti, alcuni inseriti in contesti assurdi o legati ad alcune missioni secondarie, non fa che aumentare ancora la sensazione di essere in corsa per una grandissima avventura: parlare con chiunque non solo è remunerativo ma è anche esilarante, grazie all’eccellente e migliorato charachter design. Ancora non vi basta? Sappiate che ora tutti gli ambienti, fino ai loro più insoliti anfratti, sono esplorabili con un piccolo buggy che permette viaggi comodi e veloci, ancora più del semplice essere sportivi. E questo dovrebbe bastare per soddisfare anche la più elevata delle esigenze.

Vita, più vita, meravigliosa vita

Vi avevamo già raccontato come, nella sua estrema semplicità tecnica, Little Big Adventure fosse ambientato in un mondo pieno di vita, dove anche il minimo personaggio di passaggio si faceva portatore di una forte personalità tanto da renderlo importante, anche nella sua sola, singola battuta. E’ difficile immaginarlo, ma con Little Big Adventure 2 tutto questo ha raggiunto un livello successivo, ancora più elevato: le strade sono maggiormente popolate e i modelli degli abitanti, decisamente migliorati, sono più variegati e più diversificati nelle reazioni e nei comportamenti. Un aiuto a questa diversificazione si ritrova nel doppiaggio: è difficile, specie se si pensa al 1997, ritrovare un gioco dell’epoca (o, a pensarci bene, ai giorni nostri) con una simile, magnifica caratterizzazione nel doppiaggio. Non ci sono voci identiche, nemmeno una: nessuna frase clonata, nessun tono riutilizzato, nessuna inflessione linguistica che combacia con l’altra. E’ come se tutti i personaggi avessero un nome e un cognome, una vita propria, e questo non può che far bene a un’avventura di grande calibro. Ritornano, con alcuni miglioramenti, alcuni brani musicali presenti nel primo episodio, alcuni con un sapore nostalgico e altri perfetti nello sposarsi con determinate ambientazioni; il punto debole dell’insieme restano, ancora una volta, i modelli tridimensionali: si notano, è vero, diversi miglioramenti ma in certe occasioni non sarà difficile notare una mancanza di definizione e ora che il mondo di gioco è composto quasi interamente di materiale solido la carenza di alcune texture salta all’occhio con maggiore frequenza.

Conclusione

Little Big Adventure 2 riesce nel difficilissimo compito di migliorare quasi ogni aspetto del capitolo precedente: partendo dalle sue ottime premesse, Adeline ha donato nuova vita al pianeta Twinsun e ai suoi abitanti, unendo una trama davvero particolare a un mondo di gioco che chiede, anzi, urla la sua necessità di essere esplorato, la sua incontenibile voglia di essere scoperto, dal più vasto deserto alla più piccola delle foglie. Un mondo dove ogni personaggio ha una ragion d’essere, nulla è lasciato al caso e tutto vive di maggiori libertà e accessibilità, riportando l’atmosfera unica vista nei tre anni prima a livelli mai visti, per il tempo e per oggi. Molti nel mondo si chiedono che fine abbia fatto Twinsen e sono in molti a sperare che non si sia spento insieme alla sua compagnia, ai suoi padri? Ma non è detta l’ultima parola! Chiunque abbia incontrato lui e i suoi compagni di viaggio ha ricevuto in sé parte della luce di Sendell e, se mai essa tornerà a risplendere, nuovi e accoglienti abbracci non mancheranno. La volontà di rivivere qualcosa di unico resta ancora oggi più forte che mai.

CI PIACE

– Ha unicità da vendere, oggi come ieri e nonostante le somiglianze col suo predecessore\n- Dialoghi e doppiaggio meravigliosi, estremamente caratterizzati\n- Ambienti facili da esplorare grazie ai miglioramenti del sistema di controllo\n- Twinsun è ancora un pianeta pieno di vita

NON CI PIACE

– I modelli tridimensionali hanno diverse carenze di texture\n- Bisogna abituarsi al sistema di controllo, migliorato ma comunque macchinoso

Conclusioni

Adeline Software confeziona, di nuovo, un mondo pieno di vita e magnifico da esplorare in ogni suo angolo. L’unicità regna ancora sovrana e, nonostante la somiglianza con l’episodio precedente, i miglioramenti apportati rendono l’insieme ancora più godibile, transformando Little Big Adventure 2 in un viaggio che, a più di quindici anni di distanza, riesce ancora ad emozionare

8.5Cyberludus.com
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