Dopo il parziale successo ottenuto con Dawnguard, di cui vi abbiamo proposto la nostra recensione seguita dalla guida, stavolta Bethesda rilancia Skyrim con un’espansione atipica che allarga l’esperienza di gioco piuttosto che offrire un nuovo pack di quest con storyline dedicata: parliamo di Hearthfire, DLC uscito ad inizio Ottobre in parziale esclusiva su Xbox 360, quindi approdato su PC il mese dopo ed atteso più in là su console Sony.

The Sims allo 0,1%

Hearthfire è un’espansione che porta in dote pochi contenuti, risultando un DLC adatto perlopiù ai fan. Nel giro di qualche minuto a partire dall’attivazione del prodotto, arriverà un messaggero a portare una lettera all’eroe: la nuova direttrice dell’Orfanotrofio di Honorhall, a Riften, sta cercando di indurre i cittadini più facoltosi ad adottare un orfanello con la speranza di regalargli una vita meno difficile nella regione di Skyrim. Parlando con la donna si renderà necessario ristrutturare la propria abitazione per garantire il giusto spazio ai bimbi che, dopo averli adottati, andranno a vivere con l’eroe. Bethesda ha previsto semplici interazioni con i propri figli: sarà possibile dare doni e riceverli, giocare con loro, costringerli ad andare a letto ed altre brevi frasi di cui non se ne conosce il contesto, come "finisci di fare ciò che devi?"

Minecraft allo 0,1%

Seppur l’adozione sia la prima cosa che balza all’attenzione dopo aver attivato Hearthfire, il cuore dell’espansione si nasconde altrove: il DLC, infatti, permette di costruire ex novo una casa laddove non è possibile acquistarla già fatta, ovvero a Falkreath, Dawnstar e Morthal. Parlando con il sovrintendente di una di queste tre città, spunterà l’opzione di dialogo che permette di chiedere un’abitazione: sfortunatamente, le case sono tutte abitate ma lo jarl metterà a disposizione un pezzo di terreno in periferia acquistabile a poco prezzo, per poi edificare la struttura che più si rifà alle esigenze dell’eroe. Accettando il lotto di terra e recandosi sul posto, il videogiocatore troverà il necessario per cominciare a lavorare: un banco da carpentiere, un’incudine e un baule in cui riporre i minerali. Nello spazio circostante vi sarà una roccia da cui estrarre il pietrisco – con tanto di piccone poggiato di fianco – una catasta di legna e un paio di vene d’argilla. Queste risorse rappresentano il minimo indispensabile per costruire una casetta piccola, infatti sul banco da carpentiere campeggerà una sorta di how-to-manual che permette di ottenere una panoramica di come funziona il tutto attraverso poche pagine da leggere.

Il gioco guida automaticamente l’utente nella costruzione di una casa piccola sfruttando lo schema di partenza, a partire da fondamenta, struttura, muri, porte e così via. Chiaramente, ogni elemento necessita di determinate risorse per poter essere costruito: dai tronchi per le parti in legno a chiodi, ferramenti di vario genere e serrature. Per ottenere queste risorse, Hearthfire si divide tra il crafting e la compravendita con i mercanti: se per realizzare una manciata di chiodi o ferramenti basterà un lingotto di ferro, i tronchi tagliati devono essere acquistati presso i proprietari delle segherie nonostante sia possibile interagire con i macchinari. Vi sono altre risorse che il DLC obbliga a pagare piuttosto che costruire, come la paglia ed il vetro, bilanciando nel giusto modo le spese con la fatica. Dopo aver costruito la casa piccola, il videogiocatore può decidere di fermarsi e utilizzare la capanna come rifugio, magari arredandola con il minimo sindacale che comprende un focolare, qualche armadietto per stipare la roba e nient’altro. Chiaramente le opzioni fornite dal DLC non finiscono qui e, una volta aggiunta la sala alla casa piccola, si renderanno disponibili altre tre aree di costruzione: lato nord, lato ovest e lato est. Per ciascun’area, sarà possibile scegliere tre schemi differenti: il lato nord prevede la costruzione di un laboratorio d’alchimia piuttosto che di un magazzino o, ancora, di una stanza dei trofei; il lato ovest lascia decidere tra le camere da letto, la serra o la torre dell’incantatore; il lato est permette di costruire un’armeria, una biblioteca o una cucina. Mettendo insieme le varie opzioni si nota come Bethesda abbia pensato a soddisfare tutte le esigenze: se questa sarà la casa in cui far vivere la famiglia è possibile optare per il trio cucina-camere da letto-magazzino; l’eroe in attività può pensare di disporre di armeria-torre dell’incantatore-laboratorio di alchimia; il vecchio pensionato può invece dedicarsi alla serra, alla quiete di una biblioteca o ad ammirare i propri trofei. La flessibilità del DLC permette anche di sbagliare, infatti qualora uno schema già costruito non vada più bene col passare del tempo, è possibile buttarlo giù e ricostruire. Dopo aver messo in piedi la struttura della tenuta, si può finalmente entrare in casa e cominciare a creare la mobilia: ogni elemento ha le proprie risorse e ogni stanza un proprio banco da lavoro che consente di costruire gli oggetti idonei all’area. È inoltre possibile fabbricare altri elementi che rimangono all’esterno della tenuta, come un giardinetto con terreno fertile, una stalla, un piccolo spazio per l’allevamento e una costruzione specifica per ciascuna tenuta tra quelle disponibili col DLC. Se per alcuni sarà molto difficile badare a tutto, Bethesda ha dato la possibilità di farsi affiancare da un sovrintendente più o meno facoltativo: a lui è possibile delegare diverse mansioni esclusive come l’acquisto di pollame, di mucca e cavallo, o acquistare una carrozza di fiducia. Il sovrintendente può altresì arredare ogni stanza – lo farà col minimo indispensabile – e acquistare le risorse primarie al posto dell’utente.

Espansione molto limitata

Sfortunatamente il contenuto di Hearthfire è tutto qui. L’espansione fallisce proprio laddove tenta le sue fortune, limitando le opzioni: ad esempio, l’adozione è la prima cosa che balza all’occhio ma, una volta completata, non è possibile decidere di trasferire la famiglia verso una nuova abitazione magari costruita ad hoc una volta scoperto come fare. Ci si sente stretti anche nella costruzione delle proprie tenute: seppur vi siano nove schemi in totale, tra le aree che circondano l’ingresso, il tutto si riduce ad appena cinque locazioni – sei contando la cantina integrata con la sala – senza permettere di sfruttare ogni schema proposto ed allargare lo spazio dedicato alla casa. Non è neppure possibile sfruttare abilità o oggetti del gioco base, come amuleti che permettono di ottenere prezzi più bassi durante la compravendita con i mercanti. Chi pensava di acquistare un mini The Sims o un mini Minecraft rimarrà certamente deluso: volendo definire un tag che descriva univocamente il DLC, potremmo dire "pochezza", come le poche interazioni con i bambini, le poche nuove risorse introdotte e la pochezza generale dei contenuti, limitati moltissimo anche nel contesto in cui nascono. Va anche tenuto conto del mondo delle mod, infatti tra i modders amatoriali che si dedicano al gioco sono presenti da mesi numerosissimi rifugi ed abitazioni create ex novo, molto più complete di quelle realizzabili con Hearthfire: pensando a ciò, la spesa per il DLC si rivela un plus adatto magari a chi non vuole aspettare la versione G.O.T.Y. per mettere le mani su tutte le espansioni del gioco.

Commento finale e voto

Skyrim: Hearthfire promette poco e offre ancora meno, concentrando il contenuto in sole due aggiunte che auto-limita con l’aumentare della curiosità e delle prove. Da un lato, il videogiocatore ha a disposizione la possibilità di adottare fino a due bambini presso l’orfanotrofio di Riften, dall’altro – ed è la parte più interessante – si rendono disponibili tre lotti di terreno divisi tra Dawnstar, Morthal e Falkreath, che permettono di costruire la propria tenuta. Bethesda ha basato tutto su progetti di costruzione pre-impostati che prevedono la messa a punto di non più di cinque locazioni che andranno a costituire magione. Sfortunatamente, il tutto viene limitato dall’imporre una scelta su tre schemi per ogni ala dell’abitazione – nord, ovest, est – riducendo notevolmente la possibilità di personalizzazione sia dall’esterno che dall’interno. L’acquisto è consigliato solo ai fan di Skyrim, infatti per tutti gli altri rimane una questione soggettiva: ci sono tantissime mod che permettono di scaricare gratuitamente rifugi e dimore ben più grandi e curate di quelle che si possono ottenere con Hearthfire, seppur non dispongono di altri extra come un sovrintendente, qualche animale e l’arte del crafting. Per quale soluzione decidere è solo questione di gusti.

Voto: 5/10

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