Non si può negare che ogni tanto riceviamo dei segni. Come in quei giorni, in cui ti si macchia la camicia, ti si bucano i calzini, ti saltano via i bottoni e la macchina non parte, pur di non farti allontanare da casa. E puntualmente ci si allontana da casa, e succede qualcosa di spiacevole. Se poi il segnale è evidente, due domande bisogna porsele. Cosa vi aspettereste da un bambino nato il 6 giugno del 1960? E che guarda caso compie 6 anni il 6/6/66? Di sicuro niente di buono. In diretta da Steam (e trattandosi di materia infernale, mai piattaforma fu più adeguata) a soli 17 Euro, Shiver Games, nomen omen, e Lace Mamba Global ci portano a fare conoscenza con il figlio di un padre scomodo, protagonista di infinite opere letterarie. No, non è Harry Potter? Ecco a voi Lucius, figlio di Lucifero, Satana, il Diavolo, Bob o chiamatelo come volete voi. E ovviamente non è qui per fare i coperchi che non fa papà.

Tale padre, peggio il figlio

Oggi è un giorno felice, il piccolo Lucius compie 6 anni, e il padre "naturale" decide di mostrarsi per istruire il suo pargolo su come affrontare il mondo. L’unico problema è che il suddetto padre altri non è che il Maligno in persona, con tanto di ombra dotata di corna in testa, e così inizia il training di Satana Junior tra le stanze di villa Dante. La sua missione, ovviamente, è iniziare il suo cammino sulla via del male, ben guidato da paparino, facendo cadere uno ad uno gli abitanti del maniero sotto la falce del Tristo Mietitore. La prima vittima della lista sarà la povera governante, che forse avrebbe fatto meglio a concentrarsi su qualcosa di caldo, invece che avventurarsi nella cella frigorifera? E così, uno ad uno, tutti i malcapitati arriveranno alla fine dei loro giorni, con solo il nostro ingegno a decidere come. Lucius in soldoni è una particolare tipologia di adventure, in cui saremo chiamati a guidare il figlio del demonio nella sua missione pluriomicida. E’ decisamente palese come le premesse narrative del gioco siano decisamente disturbanti, e anche il solo fatto di macchiarci di schiere di omicidi alla guida di un bambino di soli sei anni lascia decisamente interdetti. A colpire ancora di più è l’impassibilità di Lucius, che ordisce piani mortali senza battere ciglio. Tutto il gioco è suddiviso in capitoli, ad ogni capitolo corrisponde una vittima, sia essa parente, servitù di casa o poveruomo capitato nella casa sbagliata al momento sbagliato, e sta a noi pensare a come eliminare l’obbiettivo. Attenzione però, bisogna farlo in modo discreto e che non lasci tracce, onde evitare di venire incastrati dal Grissom di turno (che qui assume le fattezze dell’ispettore McGuffin, che sembra un dolcetto del McDonald’s ma non lo è). Ad esempio, come liberarsi dello zio tabagista? Semplice, gli rubi l’accendino, manometti il gas? E prepari i marshmallow per il barbecue!

Al diavolo i sentimentalismi

Il nostro giovane antieroe che porterebbe anche Tata Lucia al suicidio ovviamente non sarà solo e abbandonato a sé stesso, ma vanterà tutta una serie di poteri donati da suo padre Satana man mano che questi si renderà conto del talento del pargolo. Il primo che sbloccheremo sarà la telecinesi, che ci permetterà di spostare gli oggetti o di farli all’occorrenza esplodere, e col passare del tempo impareremo a controllare le menti, cancellare la memoria e anche sparare piccole palle di fuoco. Ma non pensiate di utilizzare i poteri a mo’ di fucili da Fps (sparatutto in prima persona, NdR) essi saranno semplicemente delle frecce in più al vostro arco, e l’arma principale è e resterà sempre il vostro ingegno. Le uccisioni non avranno un solo modo per poter essere portate a termine, ma sarete voi a decidere come portare a termine l’incarico. Ovviamente, esiste una via "privilegiata" dagli sviluppatori, che sarà quella appena suggerita dagli appunti che Lucius prenderà di volta in volta sul suo block notes, sempre col suo stile serio e tendente al lugubre, ma avrete a disposizione l’intero maniero per poter operare a vostro piacimento. In ogni capitolo la casa è quasi interamente esplorabile e tutti gli oggetti saranno interagibili, anche se non tutti utili alla nostra causa. Potrete spostarli, raccoglierli e anche combinarli tra loro, in modo da poter dare vita al vostro piano rigorosamente diabolico. Ad aiutarci inoltre nel nostro "lavoro" ci saranno anche delle ricompense a piccoli incarichi dati dai nostri familiari, che ogni tanto ci ricorderanno che per quanto sa restiamo sempre dei bambini di sei anni. Tra questi spicca senza dubbio il triciclo, che sarà il nostro trasporto veloce per la magione, ottenibile ascoltando mamma e lavandosi i denti come i bambini bravi. Mettere in pratica i nostri piani sarà immediato, grazie ai pochi controlli sparsi tra mouse e tastiera, anche se un po’ macchinosi. E già dai controlli traspare un sapore piuttosto retrò.

Ehhhhhh mamma mia El Diablo! (cit. Piero Pelù)

Lucius è un gioco ben costruito e affascinante, anche se controverso, ma presta il fianco a qualche critica. Infatti tutto potrebbe essere riassunto nell’espressione "è un bel gioco, ma sembra preso da una generazione fa". Sotto il profilo del gameplay nulla da eccepire, l’idea è interessante e la vocazione da piccolo sandbox è funzionale e intrigante. I controlli sono il primo "tocco vintage", soprattutto nella gestione dell’inventario e degli appunti (che ricorda vagamente Discworld Noir). Ma ad essere ancora più retro è il comparto tecnico. I modelli poligonali sono sufficienti, leggermente legnosi, ma comunque animati in maniera accettabili. Anche gli effetti di illuminazione sono buoni, e rendono bene l’atmosfera oscura che pervade il gioco. A non raggiungere la sufficienza sono le texture, purtroppo poco definite, che riportano Lucius dritto dritto a metà anni 2000. Altra critica che può essere mossa al titolo di Shiver Games è un po’ di anonimato dell’ambientazione (Dante Manor è una gigantesca villa e nulla più) e anche di alcuni personaggi. Paradossalmente anche il protagonista Lucius non sprizza carisma, e anzi parla poco e esprime ancora meno, ma è proprio questa sua apparente apatia che lo rende perfetto nel suo ruolo: un bambino di sei anni senza la vitalità tipica della sua età, succube del padre, che porta a termine il suo dovere in modo quasi meccanico, senza lasciar trasparire la minima emozione.

Lucius è sicuramente una bella sorpresa del panorama indie di questo autunno. Un gioco longevo, complesso e originale, costruito in maniera intrigante e dotato di un gameplay che lascia liberi di esprimere il proprio estro. La forza del gioco è sicuramente la sua natura controversa, il suo mood grottesco, che ci vede perpetrare efferatezze nei panni di un bambino che è tutto fuorchè ordinario. Purtroppo Lucius mostra anche tutti i limiti della sua natura indie, e lo fa nel comparto tecnico, che resta qualitativamente un gradino sotto rispetto alle altre componenti. Non consigliare però Lucius solo per questo sarebbe decisamente diabolico. E un diavolo basta e avanza, a maggior ragione dato che il suo piccolo figliolo è tra noi?

CI PIACE

– Per provare il delirio di (quasi) onnipotenza\n- Se avete voglia di qualche brivido lungo la schiena\n- Perchè è meglio non far arrabbiare papà…

NON CI PIACE

– C’è chi potrebbe sentirsi urtato dalle tematiche\n- Il comparto tecnico è un po’ datato

Conclusioni

Lucius è tanto controverso quanto originale. Una premessa interessante sviluppata in maniera intelligente e con un pizzico di humor nero che non guasta. Un gameplay semplice ma ricco di alternative. Le uniche debolezze sono sul comparto tecnico, ma visto il prezzo, sarebbe diabolico non prenderlo.

7.5Cyberludus.com
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