L’ossessione dei ricordi e delle memorie è un tema caro a tutte le forme di narrazione, di fantascienza o meno, e il cinema non ha certo fatto eccezione, raccontando il rapporto tra memoria, sogni e coscienza nei modi più disparati. Può infatti addirittura apparire scontato ricordare le memorie impiantate del leggendario Blade Runner , dall’irrealtà e il dinamico mutamento delle personalità visto in Dark City , fino agli innesti originali del recente Inception , passando per la paura ancestrale della spersonalizzazione dell’individuo in Memento , e l’elenco potrebbe naturalmente continuare. Nei videogiochi, invece, si tratta di una strada tutto sommato nuova, che i ragazzi di Dontnod Entertainment hanno deciso di percorrere, gettandosi a capofitto in un progetto che appare da subito ambizioso e capace di stupire. Un fulmine a ciele sereno, sicuramente il colpo di scena inaspettato nella conferenza di Capcom , produttore del gioco (il team Dontnod è interamente francese), e uno dei titoli più chiacchierati dell’intera Gamescom 2012.

A caccia della propria memoria

Vestiremo i panni della giovane Nilin , una ragazza cui è stata sottratta la memoria, che insieme a un gruppo di “ribelli”, ha la missione di sabotare la multinazionale Memoreyes, in grado di controllare le memorie e accedergli. Del resto, si sa, niente controlla la mente e ne influenza le scelte quanto i ricordi, vecchi o nuovi che siano. L’influenza cyberpunk è evidente, sia per il concetto di memoria digitale che il ricorrente ricorso alle protesi artificiali, ricordando a sprazzi Ghost in the Shell . L’ambientazione in cui ci muoveremo sarà la città di Neo Paris, nell’anno 2084, simile alla metropoli di ispirazione asiatica di Blade Runner, contaminata da elementi caratteristici tipicamente europei, basterà infatti guardare solo per un secondo i dettagli dei capelli o dei vestiti (non solo di Nilin ma anche dei personaggi non giocanti) per ricordarsi di acuni controversi (eufemismo) prodotti francesi di fantascienza come Il Quinto Elemento e Immortal ad vitam . Nel complesso questa contaminazione da più parti conferisce al titolo un carisma proprio, avvertibile fin dal primo trailer e confermato poi dall’interessante spezzone giocato.

Azione e manipolazione

Avremo più approcci possibili per portare a termine una missione, dall’azione fracassona, esaltata dal trailer di annuncio, all’azione stealth riflessiva, evidenziata dal video di gameplay presentato nell’ultima parte della conferenza. In questo scorcio d’azione dovevamo eliminare il commissario Forlan, ma evitando di restare direttamente implicati, in quanto già ricercati dalle forze di polizia locale. Dovremo farci largo nella città, con un sistema di esplorazione che per certi versi potrebbe ricordare Mirror’s Edge , sia per la sottolineatura di rosso della strada percorribile sia per il frequente salto di piattaforme e palazzi, il tutto chiaramente in terza persona. Per portare a termine la missione, dopo aver sottratto delle informazioni a un poliziotto, evidenziata da un’icona che ci suggerisce l’azione da compiere, una volta fatto potremo dirigerci alla caccia di Forlan. Una volta fuori dalla finestra del suo ufficio, e avendo ascoltando il suo tentativo di contattare la moglie, potremo interagire con la sua mente. A quel punto entreremo nella mente del poliziotto e potremo interagire con la sua memoria, al fine di indurlo al suicidio. Il ricordo che lo tormenta, legato presumibilmente al giorno prima, mostra la moglie abbandonarlo e andare via da casa sua, una rottura definitiva che il personaggio non può sopportare, per questo motivo tenta disperato di contattare al telefono la moglie. Attraverso l’interazione con la scena, interagendo con gli elementi presenti nello scenario con un meccanismo di trial and error, dovremo manipolare il ricordo di Forlan, così da “convicerlo” di aver sparato alla moglie. Il concetto di gioco è decisamente interessante, e anche da un punto di vista stilistico Remember Me sembra essere molto convincente, anche nella rappresentazione dei ricordi, con delle visioni reali dal contesto esterno astratte, quasi cybenertiche.

Conclusioni

E’ ancora troppo presto per giudicare Remember Me , ma è certo che sentiremo parlare molto di questo titolo nei mesi che ci separeranno dall’uscita. Un’idea intrigante per un gioco che, almeno all’apparenza, si presenta innovativo o, quantomeno, come una variazione sul tema piuttosto netta rispetto a quanto il mercato moderno offre. Scelta rischiosa, vista la proverbiale staticità del mercato ludico e le sue abitudini tendenti al riciclo, e proprio per questo Remember Me è quantomeno degno di attenzione. Per valutare se l’alto hype sarà ripagato, dovremo aspettare ancora molto (l’uscita è prevista a maggio 2013) ma certamente non ce ne dimenticheremo molto facilmente.

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