Le città virtuali delle nostre console sono abitate e protette, ad oggi, da molteplici eroi ma è altrettanto vero che i peggiori super-cattivi sono sempre in agguato: questi, spesso, prendono la forma di piccole case di sviluppo, sguinzagliate dalle loro madri per mettere in scena prodotti di qualità altalenante. E’ il super-spauracchio del tie-in, il prodotto ispirato al grande nome del quale, spesso, non riesce a riflettere la luce come dovrebbe… Per qualche strana ragione, tuttavia, il nostro amichevole aracnide di quartiere sembra averla spesso fatta franca: è quasi sempre riuscito a rispettare le responsabilità legate ai suoi grandi poteri, pur con qualche ragnatela impigliata in un palazzo mal posizionato. Questa volta abbiamo, di nuovo, l’eco di una grande pellicola cinematografica e si potrebbe temere un gaglioffo disastro, come spesso è accaduto: ma l’abilità di Beenox nel gestire le acrobazie di questo giovane giocherellone sembra essersi affinata e non sembra nemmeno di essere nella stessa Manhattan che altri, in vece del nostro eroe, raderebbero al suolo, divorandone gli abitanti. Che lo spettacolo abbia inizio, è arrivato The Amazing Spider-Man !

Esperimenti genetici fuori controllo

Dopo i tragici narrati nel film, Peter Parker torna alla Oscorp per scoprire che, al momento, è sotto il controllo del dottor Alistair Smythe: questo scienziato, pur proseguendo gli studi genetici iniziati dal dottor Curt Connors prima di tramutarsi in Lizard , sembra nutrire una profonda passione per la robotica e cerca di far virare tutti gli sviluppi scientifici verso l’utilizzo di nanobot capaci di agire sulle malattie dell’uomo a livello molecolare. Ma forse non è davvero tutto quello che ha in mente: dalla Oscorp fuggono alcuni soggetti pericolosi, animali enormi dalle fattezze quasi umane, incapaci di ragionare e pronti a distruggere tutto… Forse Alistair Smythe non è proprio il benefattore nel quale l’umanità sperava per un futuro migliore: tocca a Spider-Man smascherare le sue vere intenzioni e riportare la tranquillità nella grande isola di Manhattan!

Le decisioni concrete di una città viva Un giocatore esperto guarda a The Amazing Spider-Man e non riesce a togliersi dalla testa i residui della vicina (forse troppo vicina) esperienza di Prototype 2 : le meccaniche di gioco sono davvero molto simili ma ci sono diversi elementi che rendono la scampagnata di Peter Parker più affascinante e allettante di quella di James Heller. Dopo circa un’ora di gioco, dove l’utente viene guidato, passo passo, nell’imparare molte delle mosse a disposizione del giovane eroe, l’isola di Manhattan diventa un vero e proprio parco giochi, pronto ad essere esplorato in lungo e in largo alla ricerca di cose da fare. Piccole rapine, indizi fotografici, inseguimenti tra automobili e incredibili acrobazie aeree sono solo alcune delle infinite attività che la grande città offre a chi ha il cuore di voler visitare ogni suo anfratto; con la semplice pressione del grilletto destro è possibile lanciare le ragnatele tra i palazzi per oscillarsi e grazie al dorsale destro sarà possibile interagire automaticamente con l’ambiente circostante, entrando in uno status di rallentamento temporale utilissimo a trovare tutti gli appigli e ad analizzare la zona per arrampicarsi nei luoghi più sicuri o impensati. Mentre si vola tra una costruzione e l’altra, inoltre, è necessario prestare un occhio attento alle pagine di fumetto (ben settecento!) e ai robot di ricognizione, i quali vanno disattivati prima che possano chiamare eventuali rinforzi: ogni volontà esplorativa, dunque, viene ricompensata con oggetti sbloccabili, gallerie, bozzetti, costumi, intere pubblicazioni a fumetti e biografie dei personaggi, il tutto legato a doppio filo a un netto guadagno di esperienza che va ad influire sulle capacità di combattimento di Peter Parker. Per quanto riguarda le azioni a terra è necessario fare un appunto: aprire gli occhi è fondamentale! E non si tratta tanto di aprirli sulle meravigliose ambientazioni o sulle spettacolari evoluzioni di Spider-Man quanto su una struttura di gioco che nasconde una profondità sopraffina dietro a una semplicità solo apparente. Durante i combattimenti sono disponibili alcune movenze quali attacco, salto, colpo di ragnatela e schivata, uniti al Colpo di Ragno, per assalire i nemici dalla lunga distanza, e alla Fuga di Ragno, essenziale per fuggire i brutti ceffi armati di tutto punto; pian piano ci si accorge che la solita, spesso abusata tecnica del premere i tasti a caso fino alla fine del combattimento non porta davvero da nessuna parte e questo perché ogni combattimento viene giudicato secondo un criterio legato a combo, mosse finali eseguite e nemici abbattuti, premiando con più punti esperienza chiunque non solo abbia sconfitto tutti i suoi avversari ma anche, e soprattutto, chi ha preferito farlo con stile e precisione. La fusione di attacchi in corpo a corpo, veloci fughe a distanza e attacchi secondari con la ragnatela è un aspetto fondamentale dello scheletro dei combattimenti dell’Uomo Ragno e solo chi è davvero attento può accorgersene senza cadere nella trappola di un coinvolgimento privo di spessore. Quando non si menano le mani, inoltre, si può sempre esplorare ogni ambientazione arrampicandosi in ogni angolo e attaccando i nemici alle spalle, con un processo di intrappolamento degno dei migliori titoli ad approccio silenzioso: con l’esperienza e i punti tech accumulati (legati alle distruzioni tecnologiche e all’acquisizione di determinati oggetti) si possono sbloccare nuovi potenziamenti utili non tanto a rendere Spider-Man una macchina da guerra quanto più un perfetto stratega, capace di scegliere per ogni battaglia la migliore possibilità di combattimento tra quelle presenti. Si tratta di uno schema profondo ed efficace, che spinge a dare il meglio di sé anche nel più breve degli scontri: e questo è un bene, considerando il bieco appiattimento che, spesso e volentieri, tradisce le anime di chi basa tutto sulla potenza bruta.

Tanta meraviglia, tanta perplessità

Volare tra i grattacieli di Manhattan non è solo divertente: è davvero una meravigliosa esperienza visiva. Nemmeno qualche sporadico effetto pop-up riesce ad annebbiare un intelligente uso della foschia, della sfocatura in lontananza e dei meravigliosi riflessi del sole sui palazzi; nessuna auto, nessun pedone, nessuna barca nel mare: nulla sembra essere messo a caso e tutto contribuisce a donare ulteriore vitalità ad una città già sgargiante. Il modello tridimensionale di Spidey è sbalorditivo e sembra davvero che il costume sia fatto di plastica, come se avessimo la possibilità di sentirne l’elasticità al tatto… Sfortunatamente, lo stesso non si può dire dei modelli dei normali esseri umani, amici o nemici, i quali ricordano quelli presenti in titoli di qualche anno fa: carenti per definizione e varietà, essi creano una sorta di stonatura in un mondo di gioco altrimenti davvero perfetto. La colonna sonora non riesce, sfortunatamente, a distinguersi, proponendo tracce dai toni epici ed eroici uniti a un doppiaggio italiano interessante ma che, fin troppo spesso, sente il peso di una cura spartana e di un mancato lavoro di lima; lo stesso non si può dire del doppiaggio in lingua originale, vicino alla vera eccellenza: vale la pena di cambiare l’impostazione di lingua della propria console solo per diventare partecipi di una simile esperienza uditiva. Come plausibile non sono presenti modalità aggiuntive o legate all’online ma è comunque presente un ‘personaggio segreto’ decisamente insolito… Un volto conosciuto che, probabilmente, ha visto in questo titolo la realizzazione di uno dei suoi più grandi sogni!

Conclusioni

L’arrampicarsi come un ragno tra i trasludici palazzi della grande isola è un’esperienza che chiunque dovrebbe essere in grado di apprezzare, anche solo nell’essere investito dalla grande sorpresa di questo The Amazing Spider-Man , tie-in che riesce ad essere una meravigliosa eccezione a una altrettanto spietata regola. Si vola, si esplora e si combatte: il tutto con la certezza della gioia di una ricompensa equilibrata per ogni propria azione, una ricompensa che non dimentica nemmeno la minima pressione di un tasto. Se solo qualche stupida sbavatura non avesse compromesso la sensazione di autentica meraviglia che questo prodotto è in grado comunque di disperdere ci saremmo trovati, probabilmente, di fronte al miglior gioco ispirato a un film degli ultimi anni: purtroppo la perfezione è ancora lontana ma, chissà, forse è davvero legata a questo curioso presente da un sottile filo di ragnatela, lanciato da un giovane cuore pulsante color blu e rosso, una cromia forse non casuale, organo motore di una città che trasuda vita.

CI PIACE

– Collezionabili come se piovessero
\n- Manhattan è una città viva ed è meravigliosa da esplorare
\n- Premere i tasti a caso non porta da nessuna parte
\n- Ogni azione viene ben ricompensata

NON CI PIACE

– Doppiaggio in italiano debole rispetto alla lingua originale
\n- Modelli degli esseri umani troppo poco definiti

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