Quando la Press Conference Nintendo all’E3 di quest’anno si è lentamente chiusa le sensazioni sono state, per molti, discordi e spesso deluse: molta carne è stata messa sul fuoco ma l’approfondimento di NintendoLand (per quanto si sia rivelato interessante) ha causato una repentina diminuzione del ritmo e delle aspettative. Molto è stato mostrato ma si voleva di più: un’esigenza di valore storico, vista la lunga assenza di tanti franchise della grande N e, soprattutto, di un’idea completamente originale. Qualche minuto dopo compare, come un fulmine a ciel sereno, un trailer di Project P-100 , opera nata dallo sforzo combinato di Nintendo e Platinum Games . “Perché non è stato mostrato in conferenza?”: purtroppo a questa domanda, che probabilmente in tanti si saranno posti, non abbiamo risposta. Ma una cosa la sappiamo, dopo averlo giocato per quasi un’ora all’Open Day milanese di Nintendo: Project P-100 ha di fronte a sé un grandissimo futuro… Cosa avrà da offrirci questo strano eroe mascherato?

Furia collettiva!

Non si conoscono, purtroppo, le premesse della trama di Project P-100 : tutto quello che sappiamo, al momento, è che la città pullula di gigantesche creature meccaniche, robot e carri armati assortiti ed è compito di tre colorati eroi di liberare l’ambiente da questa grigia minaccia. I nostri, però, non sono soli nella loro epopea: tutti i cittadini, infatti, possono indossare una maschera e tramutarsi loro stessi in esseri dai grandi poteri, pronti a sacrificarsi per la causa. L’azione di gioco si controlla interamente tramite il Wii U GamePad: con la leva analogica sinistra si gestiscono i movimenti, i tasti frontali sono adibiti all’attacco, sfruttando o meno i superpoteri, e al salto mentre i dorsali si occupano delle funzioni di difesa (facendo assumere al gruppo la forma di un gustoso budino) e schivata. Grazie allo schermo presente sul controller si può scegliere il potere attivo, ovvero la forma della propria Unite Morph (Fist, Sword e Gun), semplicemente disegnando velocemente un cerchio, una linea o una L con il dito: subito il gruppo di eroi acquisisce la conformazione dell’arma desiderata, adatta al nemico da affrontare e differente per potenza, gittata e velocità di attacco. Più cittadini si prodigano al nostro fianco maggiore è la potenza dell’arma creata, in quanto costituita dai loro stessi corpi: il tutto, però, è regolato da un insieme di batterie che, una volta scaricate, costringono a una pausa-potere nell’attesa di una rapida ricarica attraverso l’attacco di squadra semplice o tramite la raccolta di alcune pile sparse per lo scenario. Questi poteri potranno essere utilizzati anche per risolvere alcuni enigmi (per i quali entra in gioco un meraviglioso connubio tra lo schermo del GamePad e quello televisivo, permettendo di osservare contemporaneamente due ambienti completamente diversi) e per attivare alcuni eventi legati alla storia, con metamorfosi che spaziano da lunghe catene a goffi deltaplani e con intermezzi animati dai toni insieme eroici ed esilaranti. Tutto quello che si impara durante la sfida per le strade va trasposto, in forma più decisa ed efficace, nei complessi scontri con i boss, talmente enormi da diventare, essi stessi, il campo di battaglia. Il fascino di questo curioso gioco d’azione, che a molti (e a ragione) ha ricordato il celebre Pikmin ma che con esso ha davvero poco a che fare, risulta ancora più amplificato se si osservano alcune evidenti citazioni inserite dai programmatori di Platinum Games , costola di quella che fu Clover Studio: gli eroi, specialmente quello colorato di rosso, sono incredibilmente simili al caro vecchio Viewtiful Joe e simile è l’atmosfera delirante e variopinta; la Unite Sword, invece, per il suo colore blu, le sue dimensioni e le sue movenze, ricorda una delle armi sacre che Amaterasu può utilizzare in Okami! Si tratta di alcune meravigliose citazioni che rendono questo titolo dal nome ancora incerto una delle colonne portanti della line up futura della console Wii U.

Conclusione

Project P-100 non ha ancora un nome ma sembra avere tutti i numeri per diventare un prodotto più che interessante: è un profilarsi continuo di autocitazioni, scelte strategiche e azione fracassona, il tutto magistralmente edulcorato da un comparto tecnico che, già da questa primissima versione, risplende di una definizione e di un uso dei colori favoloso. Delirio traslucido di una console che pochi sembrano voler comprendere, ancora prima della sua nascita commerciale: noi guardiamo al futuro con addosso la maschera degli eroi di tutti i giorni. Non sarà come urlare “Henshin a go-go” di nuovo e tutti insieme, ma le sensazioni non sembrano essere troppo distanti… E questo è decisamente un bene!

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