I fantasmi non riposano mai

Tra le tante esclusive di successo in casa  Sony , la serie God of War si è guadagnata, dall’ormai lontano 2005, il consenso e l’adorazione da parte del pubblico con i suoi ben cinque capitoli: storia e personaggi epici, comparto tecnico sempre al top, un gameplay immediato e coinvolgente. Il tutto orchestrato e gestito da una regia eccelsa, capace di impressionare e immedesimare i giocatori fotogramma dopo fotogramma. Questa la ricetta, solo in parte ritoccata ma mai stravolta, di  Santa Monica Studios , che a quanto pare è ben lontana dal concedere il meritato riposo a Kratos e alle sue lame del Chaos. Il generale spartano tradito dall’Olimpo che diventò dio della Guerra: un ingannevole privilegio, che portò il fantasma di Sparta a odiare i suoi fratelli, restii a cancellare la sua memoria e il suo passato, denso di peccati e barbarie indicibili. Una pace non concessa, che scatenò una rabbia e un odio cosi profondi, da rendere un misero mortale un uccisore di dei e titani, pronto a tutto per avere la sua vendetta, anche versare sangue il sangue di famiglia. Nonostante il terzo capitolo abbia lasciato più di una domanda in sospeso, credevamo che le gesta di Kratos si sarebbero fermate e solo nuovamente narrate, attraverso le due Collection HD, giusto per rinfrescare la memoria a coloro che non possiedono una PS2 e/o una PSP. Ci sbagliavamo di grosso: dopo aver annunciato God of War: Ascension , nuovo capitolo ufficiale della serie, in esclusiva su Playstation 3 , Sony ha mostrato una delle sue killer application più importanti proprio durante l’E3 2012. Siete pronti a sfidare il destino ancora una volta?

L’origine di tutti i mali

Al momento, la trama di Ascension rimane un segreto ben celato dagli sviluppatori.

Ciò che abbiamo appreso dal brevissimo ma intrigante teaser trailer (magnificamente doppiato in italiano) è che questo capitolo non sarà, come si pensava all’inizio, un prequel che mostrerà il nostro Kratos come un semplice generale spartano, ma un capitolo semplicemente antecedente al primo. Di conseguenza, Kratos ha già subito il dolore incancellabile per la morte di moglie e figlia; ha già subito il supplizio e l’inganno degli dei, che lo hanno trasformato nel famigerato Fantasma di Sparta. Apparentemente nulla di originale quindi. Che si tratti dell’ennesimo capitolo supplementare, con qualche mistero in più sul passato di Kratos e milioni di vendite per Sony? Forse, ma la voce narrante del trailer parla chiaramente di un patto di sangue e di un dio che portò Kratos a diventare l’oscura leggenda che tutti noi conosciamo. Quali altri segreti nasconde il nostro anti-eroe per antonomasia? I patti di sangue tra dei e uomini avranno un ruolo fondamentale, sia nella campagna in singolo  che nella modalità multigiocatore: Kratos ha stretto un patto con un “dio ingiusto”, un patto che infrangerà e che porterà, come ben sappiamo, a disastrose conseguenze per sé stesso e per la sua famiglia.

E’ chiaro dunque che il prequel racconterà le gesta del nostro eroe durante i lunghi anni al servizio del crudele dio della guerra, Ares. Qui però le notizie iniziano a confondere: alcune voci vorrebbero Kratos incarcerato per i crimini commessi. Resta da capire inoltre se scopriremo i motivi che hanno portato lo spietato dio olimpico a riversare tanta cattiveria sul protagonista o se il patto di cui si parla riguarda un’altra divinità. Santa Monica ha però assicurato che il protagonista, seppur già corrotto dalla propria sete di vendetta e rancore, mostrerà un lato decisamente più umano, assolutamente inedito. Sinceramente ci auguriamo di rivedere in scena Atena, Zeus, Poseidone e tutte le divinità di rilievo che hanno caratterizzato l’enciclopedia dei personaggi di God of War. Senza contare che alcune di esse, come Artemide, hanno fatto una breve comparsa (nel primo capitolo), per poi dileguarsi del tutto. Interessante rimane comunque l’idea di presentare per la prima volta un Kratos spinto dalla brama di conquiste e ricchezze che dal sangue e dalla vendetta. L’escamotage ideale per rendere il protagonista più umano, decisamente più profondo e finalmente non più costretto ad essere una semplice macchina da guerra.

Confidiamo nel lavoro di Santa Monica: dopo cinque capitoli (due dei quali sviluppati dai talentuosi ragazzi di Ready at Dawn), non sarà facile raccontare una storia carica di patos e degna di essere narrata. Gli sviluppatori assicurano però che la storia e i personaggi avranno come sempre un ruolo fondamentale e il tutto sarà diretto e curato in maniera maniacale per non deludere i fan.

God of War  3.5** **

L’E3 2012 è stata l’occasione ideale per dare un sguardo più approfondito al comparto tecnico del gioco. La scena si apre con il protagonista approdare in una misteriosa isola dominata da una imponente costruzione: sembra in effetti il celebre Colosso di Rodi “conosciuto” nel secondo capitolo. Nemmeno il tempo di ammirare il panorama, indubbiamente pregno di atmosfera, che veniamo assaliti da soldati dalle fattezze caprine. Comprendiamo all’istante che ci troviamo davanti ad una versione aggiornata e corretta del motore grafico di God of War 3: la quantità e la qualità di dettagli impressi su modelli poligonali dei protagonisti, la stabilità del frame-rate e la bellezza (se cosi si può definire) del feroce soldato-elefante, lasciano davvero ben sperare.

Gli sviluppatori paragonano il salto di qualità tra GoW3 ed Ascension a quello tra il primo e il secondo capitolo della serie. Le animazioni sono assolutamente realistiche e in grado di cogliere le emozioni stesse dei personaggi su schermo: è impossibile non rimanere allibiti nel vedere Polifemo (nella campagna multiplayer) soffrire colpo dopo colpo e cadere sotto le lame dei suoi assalitori. L’azione scorre veloce e immediata e come sempre la violenza rimane una costante imprescindibile. Frattaglie e litri di sangue “pixellosi” sono dunque assicurati anche in questo giro.

Passare dal terzo al quarto capitolo, sarà un’impresa ardua per gli sviluppatori, che spremeranno ancora di più il capriccioso hardware PS3. Ascension supporterà il 3D stereoscopico. Il frame rate sarà variabile come in passato e per la prima volta sarà possibile ruotare la telecamera, ma non sarà sempre controllabile dal giocatore. Essendo un prequel, il modello poligonale di Kratos è stato riveduto e corretto per sembrare più giovane e decisamente più umano. Una vistosa cura è stata anche dedicata al nuovo sistema di illuminazione (ora più dinamico), alle animazioni facciali, a particolari come gli abiti, il movimento dei capelli e le imperfezioni della pelle. Infine, i colori saranno più accesi rispetto a quelli scuri di God of War 3

Non ci preoccupiamo minimamente per il doppiaggio in italiano e per la colonna sonora (composta da Tyler Bates) , da sempre curati in maniera lodevole e magistrale.

Una campagna familiare..

Dal punto di vista del gameplay, abbiamo riscontrato poche, pochissime novità nella demo di circa dieci minuti ambientata nell’isola misteriosa. Kratos vanta come al solito un’agilità e una ferocia da spiazzare il più crudele dei Titani. Un attacco leggero, uno pesante, uno speciale, la parata e la schivata: la solita ma ormai storica solfa che ha reso la serie celebre, grazie anche alle sequenze Quick Time Event, qui ancora più brutali e immediate. Ancora una volta, la regia e la telecamera governano l’azione, rendendo ogni nostro piccolo gesto sullo schermo semplicemente epico.

Tra mostri caprini, soldati-elefanti e un imponente Kraken da abbattere, abbiano constatato che in Ascension sarò possibile rubare le armi dei nostri nemici in tempo reale, oppure una volta uccisi, cosi da poterle utilizzare sul momento, che siano esse  asce, lance o lame affilate.

Ma la vera future che ci ha incuriosito è stata la possibilità di padroneggiare il tempo a proprio piacimento: Kratos può infatti riavvolgere il tempo e risolvere cosi diversi enigmi contestuali, come ricostruire un’impalcatura o un ponte precedentemente distrutti. Sembra che la campagna sarà longeva quanto quella del primissimo capitolo della serie. E proprio con i primi capitoli Ascension avrà più elementi in comune. Del tutto inedito sarà invece il combat system e di conseguenza la gestione delle armi. Il gioco offrirà diverse locations e i livelli saranno più profondi ma meno estesi e soprattutto dominati da creature enormi, molti più grandi di Polifemo. Minigiochi ed enigmi saranno più complessi ed interessanti. Gli scenari saranno più reattivi alle nostre azioni (gli scrigni ad esempio saranno per la prima volta distruttibili). Anche il sistema delle collisioni ha subito una mutazione e il nostro passo sarà incerto davanti alle deformazioni varie del terreno. Niente cooperativa nella campagna principale: una scelta più che giustificata dato che Kratos non è tipo da dividere le proprie imprese con qualcuno.

Anche i movimenti del nostro Fantasma di Sparta appaiono più fluidi e scattanti: le scalate e le arrampicate strizzano adesso l’occhio a Tomb Raider e ad Uncharted e prevediamo una sana dose di fasi platform in questo capitolo. La demo termina con Kratos che si tuffa nelle profondità marine per giustiziare l’insistente mostro marino. Peggio per lui!

..ma un multiplayer promettente!

Per la prima volta in assoluto, potremo respirare la mitologia greca e affettare bestie di ogni sorta in compagnia  di un’intera squadra pronta a darci man forte per raggiungere l’obiettivo.

Una succosa demo ha svelato non poche caratteristiche sulla campagna multigiocatore.

La modalità a otto giocatori mostrata si chiama Champion of the Gods. Il titolo dice tutto: due squadre, composte da quattro giocatori ciascuna, devono vincere numerose sfide assegnate dagli Dei.

In quella in questione, Kratos e la sua squadra devono abbattere un gigantesco e letale ciclope, che si rivelerà essere nientemeno che il celebre Polifemo (ci aspettiamo dunque di vederlo anche nella campagna in singolo). I nemici sono molto più resistenti nella campagna online: di conseguenza la cooperazione sarà fondamentale, anche perché il leggendario Kratos sono sarà presente tra i personaggi disponibili. Ma come battere le creature dell’Ade senza le nostre fide Lame del Chaos?

Si da il caso che la personalizzazione degli eroi (oltre ad armature, colori diversi, sia di carnagione che di simboli di guerra), comporti tra le tante armi anche delle catene ai polsi, che non solo feriscono brutalmente i nemici, ma li attirano a sé, in maniera simile a un rampino. Abbiamo notato altri strumenti di morte, come martelli imponenti (sempre legati da catene) e spadoni a forma di tridente. In brevissimo tempo, la squadra ha messo fuorigioco quella avversaria e ovviamente il ciclope, attraverso una concatenazione di combo e finishing move assolutamente spietate, come da tradizione del resto. Una volta sbloccati due meccanismi presenti sulla mappa, la squadra si è impossessata di una misteriosa arma divina a forma di lancia, con la quale è stato inferto il colpo di grazia al ciclope.

La personalizzazione sarà un aspetto fondamentale nella campagna multigiocatore: non si tratterà solo di collezionare le giuste armature e le armi migliori, ma anche di scegliere da che parte stare o meno. Sarà infatti possibile stringere o infrangere patti divini di sangue con gli olimpici, che conferiranno ai giocatori abilità singolari (come magie per i devoti a Zeus o abilità corpo a corpo per gli adoratori di Ade. Infrangendo un patto e stipulandone un altro, otterremo nuove abilità, al fine di creare un guerriero multiclasse.

Todd Papy, director del gioco, ha rassicurato però i giocatori: anche se il multiplayer sarà la novità più importante, la campagna in singolo, anche se meno longeva rispetto al passato, sarà altrettanto degna e determinata a regalare la migliore esperienza di sempre.

Lo stesso David Jaffe, il creatore del brand God of War, è rimasto impressionato dal lavoro su Ascension e crede che sarà un successo garantito.

Conclusioni

God of War: Ascension offrirà ancora una volta su Playstation 3 le eroiche gesta di Kratos, attraverso un prequel che racconterà l’ennesimo capitolo oscuro di questa avvincente saga videoludica. Superare gli eccelsi capitoli precedenti sarà una sfida titanica (giusto per rimanere in tema): il pubblico è ormai abituato allo spettacolo, alla regia adrenalinica e alla violenza senza censure. Per stupirlo serviranno diversi assi nella manica. Ma Santa Monica promette non solo un’inedita modalità multigiocatore, ma anche una campagna in singolo capace di vedersela tranquillamente con le vecchie glorie passate, senza contare un comparto tecnico pronto a oltrepassare i limiti tecnici conquistati dal terzo episodio. D’altro canto, l’E3 2012 ha confermato per adesso un lavoro genuino per quanto riguarda gameplay e comparto tecnico, ma l’introduzione di pochissime novità nella campagna preoccupano non poco coloro che non vogliono un mero clone del terzo capitolo. Confidiamo nel lavoro e nelle promesse di Santa Monica e attendiamo ulteriori novità su questo promettentissimo titolo, che potrebbe aprile il nuovo anno in maniera entusiasmante e naturalmente brutale per chi non ama il sangue e ha lo stomaco debole! Appuntamento al 12 Marzo 2013.

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