Si torna a lavoro

Nel corso degli ultimi anni, mentre Resident Evil intraprendeva il contestato cammino verso il genere sparatutto in terza persona e Silent Hill iniziava a perdere smalto su console HD, un nuovo brand si è fatto conoscere in brevissimo tempo, dando prova che il genere survival horror aveva ancora da dire agli amanti del brivido a luci spente e a tutto volume.

Prodotta da EA e sviluppata dal team Visceral Games , la serie Dead Space ha preso il meglio dei capitoli della concorrenza, sfoggiando apertamente una passione per la saga cinematografica di Alien e trasferendo le nostre peggiori paure nello spazio profondo. Dopo un ottimo primo capitolo e un notevole sequel, privato dei difetti del predecessore, segnalati dai sempre attenti fan, il team è pronto a riprendere le vicende del coraggioso e sfortunatissimo ingegnere Isaac Clarke, che questa volta avrà parecchia compagnia, e non intendiamo solo quella della paura e della morte sempre dietro l’angolo.

I rumors su Dead Space 3 si susseguono ormai da diversi mesi: alcuni vogliono il protagonista, costretto dalle autorità, a partecipare ad una missione di recupero di una misteriosa donna per riportarla su Marte; altre ancora vogliono il protagonista segnato e cambiato dagli eventi del passato, a tal punto da essersi creato una doppia identità, più oscura e pensante.

Ma solo in questi giorni, durante l’E3 2012, il titolo è stato ufficialmente presentato e mostrato. Indossate la tuta e impugnate nuovamente il plasma cutter dunque: lo spazio è tutt’altro che morto!

Terrore ghiacciato

Non sappiamo quasi nulla sulla trama di gioco di Dead Space 3: l’azione si svolge solo qualche mese dopo gli eventi del secondo capitolo, che vedono fuggire Isaac Clarke, ancora più provato dagli scontri con i nemici, dalla Stazione spaziale Titan, dopo aver distrutto l’ennesimo Marchio, con tanto di finale aperto.

Cosa sia successo in questo breve arco di tempo è al momento un mistero: ciò che sappiamo per certo,  è che l’astronave sui cui viaggia il nostro ingegnere spaziale si schianterà sull’ostile pianeta Tau Volantis, quasi completamente sommerso da neve e ghiaccio (fattore che ha scatenato la fantasia del pubblico, paragonando l’atmosfera a quella di Lost Planet). Per una sfortunata coincidenza o per colpa di un destino davvero infame, Isaac scoprirà ben presto la presenza di un Marchio, il celebre e letale artefatto che ha dato vita agli orrori dei precedenti capitoli. Tale scoperta verrà naturalmente seguita dalla comparsa di orde di Necromorfi, decisamente più evoluti: a vecchie conoscenze, si aggiungeranno creature mastodontiche e terrificanti e, per la prima volta, Necromorfi “pensanti”, in grado di maneggiare un’arma (Resident Space?). In tutto questo, sembra che Isaac sia ricercato dalle autorità e da Unitology, la setta religiosa che venera il Marchio: non mancheranno quindi veri e propri scontri a fuoco e rappresaglie senza respiro.

Come sopravvivere a questo nuovo incubo fatto di zanne, artigli e piombo?

La risposta ce la da Visceral Games, con l’introduzione della novità più importante (e preoccupante al contempo) di questa produzione: John Carver, il partner di Isaac.

Questa inaspettata future, ha innescato il panico generale ancora prima della conferenza EA.

Eppure, il sentore di un approccio più action, lo si avvertiva già nel secondo capitolo, in cui la componente horror lasciava generosamente spazio a tipiche fasi da sparatutto in terza persona.

Electronic Arts però rassicura il suo pubblico: il titolo infatti, vanterà un giusto equilibrio tra azione e puro terrore, e la modalità cooperativa sarà solo accessoria. Entrando più nello specifico, se decideremo di optare per una campagna in singolo, ritroveremo la stessa atmosfera familiare che ci ha violentemente “coccolati” nei due capitoli precedenti: silenzi, buio e la nostra ombra come “vera” compagnia.

La modalità cooperativa infatti, si inserisce in maniera immediata nella campagna in singolo, attraverso un’opzione “drop in/drop out”. Di conseguenza, ad ogni checkpoint, sarà possibile inserirsi nella campagna e procedere l’avventura affiancati da un nostro amico.

La storia sarà sempre la stessa, sia in singolo che in modalità multiplayer, ma sembra che il personaggio di Carver aggiungerà qualche succoso spoiler alla vicenda (con conseguenti cinematiche differenti), che di sicuro i fan di vecchia data non  vorranno certo farsi sfuggire. Sia chiaro: nulla di imperdibile  o trascendentale, ma probabilmente solo un pretesto per giustificare l’entrata in scena del nostro sergente, decisamente più pratico e meno riflessivo di Clarke.

“Due is meglio che one” ?** **

Se da un punto di vista narrativo, l’entrata di Carver non influirà sensibilmente sulla natura e sulle fondamenta della tradizione di Dead Space, il gameplay, a prima vista, sembra sin da ora marcatamente diverso. Cosa accadrà se decideremo di farci spalleggiare da un fedele compagno nel salotto di casa? Anzitutto, le munizioni saranno condivisibili e questo comporterà una certa economia, che vi porterà ad essere più parsimoniosi del solito. Ci si potrà curare all’unisono, ma la morte di un protagonista non comporterà l’immediata rianimazione e resurrezione e sarà necessario caricare un salvataggio precedente.  La collaborazione sarà fondamentale e andrà sperimentata in tutti i modi possibili: ad esempio, mentre Isaac sfrutterà i poteri della stasi e della cinesi (che tornano ovviamente in gran carriera in  questo sequel) per rallentare o muovere oggetti dello scenario per superare un enigma, Carver potrà fare piazza pulita di Necromorfi per liberare la strada e coprire il compagno. Sembra inoltre che le stesse animazioni dei protagonisti cambieranno in modalità cooperativa: siamo curiosi di sapere in che modo.

Tornano anche le fasi a gravità zero: nuovamente saremo chiamati a galleggiare nello spazio per un tempo limitato, spostandoci con i nostri propulsori per passare da punto A a punto B risolvendo qualche grattacapo, e magari godendoci il panorama galattico con la scusa, sempre se non saremo impegnati a vedercela con mostruosi abomini (cosa molto probabile del resto).

Altre due novità da segnalare, sono il sistema di coperture, l’ideale per gli scontri a fuoco, e le missioni secondarie (alcune accessibili solo in compagnia di Carver), che non influiranno sulla trama di gioco. E’ stato confermato che la cooperativa sarà solo offline, ma di sicuro non mancheranno chicche per l’online, che regaleranno sicuramente qualcosa in più al fattore longevità.

Il trailer e la demo** **

Ovviamente Dead Space 3 è stato uno dei titoli più attesi della fiera losangeliana e EA ha fatto le cose in grande stile per l’occasione: dimenticate la scarsa campagna pubblicitaria del primo capitolo; Dead Space 3 vanta un “commercialissimo” trailer con un taglio cinematografico non indifferente e una cura per i dettagli di tutto rispetto. Sospettiamo che l’esagerazione sarà una costante palpabile di questa produzione (e non intendiamo in senso negativo).

I primi secondi di gioco svelano un po’ troppo per chi non ha giocato il secondo capitolo (avete tempo fino a febbraio 2013 per finirlo!). Segue il brusco atterraggio di Isaac a Tau Volantis: nemmeno il tempo di rimettersi in piedi, che Necromorfi e truppe di Unitology fanno la loro comparsa. Ma entra in scena anche Carver, ed è subito “Showtime”!

Ed ecco l’arrivo di boss enormi e abbastanza arrabbiati, seguiti da momenti in cooperativa, che mostrano l’impronta action del titolo, tra fasi di copertura, collaborazione totale e un mix tra Resident Evil 5, Gears of War e Dead Space 2 ambientato sulle nevi.

La nostra impressione è che EA abbia voluto intenzionalmente mostrare subito le novità, allo scopo di preparare il pubblico prima del tempo e condividere cosi la nuova strada intrapresa dal brand e (ci auguriamo) riservando le fasi “horror” per un secondo appuntamento.

L’impatto con il trailer, da un lato certamente preoccupante data l’eccessiva dose di azione, rimane però “in generale” spèttacolare.

E’ il momento di vedere il gioco in movimento e come previsto, Isaac è accompagnato da Carver in modalità cooperativa.

Tecnicamente, il comparto sembra già solidissimo; decisamente una versione migliorata del motore grafico di Dead Space 2, con animazioni più fluide e credibili, nessun rallentamento  e scenari pieni di dettagli. E poi ci sta la neve, vera protagonista delle ambientazioni e delle atmosfere di gioco. Anche se Visceral Games assicura il ritorno di livelli ambientati in lunghi e stretti corridoi o in complessi spaziali abbandonati e sudici, saranno le zone all’aperto attanagliate dalle tempeste di neve a fare da cavallo di battaglia, non solo per la scenografia, ma anche e soprattutto per il gameplay. La neve, oltre ad essere riprodotta in maniera squisita, sarà una bella gatta da pelare durante l’esplorazione: durante le tempeste, la visibilità dell’orizzonte sarà davvero scarsa e l’impatto con la neve rallenterà l’incedere dei protagonisti, senza contare che molte creature sfrutteranno l’occasione per sbucare all’improvviso. Si preannunciano scenari spettacolari, come lo splendido cielo arancio che abbiamo contemplato, mentre la neve sotto i nostri i piedi di macchiava del sangue infetto dei Necromorfi.

Iniziata la demo, i protagonisti si ritrovano a doversela vedere con il mal funzionamento di un braccio meccanico, le cui eliche iniziano a roteare vorticosamente, rischiando di tranciali come burro. Notiamo subito una maggiore libertà dei movimenti, adesso meno legnosi e impacciati (possiamo addirittura rotolare). A peggiore la situazione ci pensano i Necromorfi con il loro ingresso. Mentre Isaac sfrutta la stasi per bloccare le eliche e distruggerle facendo fuoco, spetta a Carver coprirlo  a suon di proiettili. I nemici reagiscono in maniera differente: non solo sembrano più scaltri, ma cambiano tecnica a seconda delle parti che “spappolerete” loro. La regola “schiacciali tutti fino a renderli poltiglia” rimane salda anche in questo capitolo. Il nostro partner rende l’atmosfera un po’ troppo giocosa, nemmeno fossimo in un capitolo di Army of Two, e questo non è un complimento.

Notiamo che adesso le armi si possono combinare tra loro, creando ordigni bellici davvero poderosi.

Esse vanteranno ancora una volta un sistema di potenziamento ( stesso discorso per le tute spaziali), ma probabilmente sparirà la raccolta dei preziosi Nodi. Visceral ha la bocca cucita, ma sospettiamo una personalizzazione delle armi e delle tute ancora più varia, soprattutto per le creazione di armi offensive.

Scampati alla morte, non abbiamo il tempo di esultare che una truppa di Unitology ci bracca.

E’ il momento dell’approccio “Gears”: notiamo che il sistema di coperture non implica l’attaccamento totale del personaggio alla barricata che usiamo per ripararci. Semplicemente, Isaac si piega leggermente, rimanendo sempre e comunque un bersaglio a rischio. Non si può nemmeno sparare alla cieca.

Sembra interessante il fatto che soldati e Necromorfi si daranno battaglia anche tra loro; spetterà dunque a noi decidere chi abbattere per primo. Possiamo lasciar fare il lavoro sporco ai soldati, o magari uccidere prima questi ultimi, dato che una specie note come le “zecche” agiranno come parassiti e renderanno i mercenari una sorta di  Plagas (Resident Evil 4).

Facciamo piazza pulita: pensavate fosse finita li? Ma anche no! Lo splendido tramonto viene oscurato dall’ingresso di un colosso mostruoso, in grado di risucchiarci dentro le proprie fetide fauci. I punti deboli ricordano i boss del primo Dead Space e una volta individuati facciamo di tutto per renderlo neutro. Ma a poco serve la nostra resistenza: il mostro ci ha divorati come fossimo un biscottino da tè. Ma niente Game Over: siamo dentro lo stomaco della creatura, dove a sorpresa, si cela il punto più debole del boss. Titoli di coda e appuntamento a febbraio 2013.

Conclusioni** **

E’ difficile e soprattutto troppo presto valutare le potenzialità di Dead Space 3: indubbiamente, alcune novità erano necessarie (l’assenza di queste è stata forse l’unica critica mossa contro il secondo capitolo), ma una tale valanga di cambiamenti ci ha proprio colti alla sprovvista. Una modalità cooperativa, un secondo protagonista, quest secondarie, nemici titanici, ambientazione inedita e ostile quanto i necromorfi, minacce umane e cadaveri controllati da parassiti.

EA è determinata a fare le cose in grande, magari coinvolgendo ampie fette di pubblico videoludico, rischiando cosi di inaridire la componente horror che tanto abbiamo amato in questa serie. Visceral Games dal canto suo ci conforta, promettendo paura e tensione a palate. Ma la verità è che noi vediamo, aldilà del già ottimo comparto audio/video, della regia cinematografica e dell’alto tasso di spettacolarità e adrenalina, una dose troppo eccessiva di azione. Che la serie (questo non sarà l’ultimo capitolo) sia in procinto di seguire la sorte di Resident Evil? Ci auguriamo profondamente di no e saremo pronti ad aggiornarvi costantemente su queste pagine riguardo l’evoluzione di questo tanto atteso, e adesso temuto, terzo capitolo sugli orrori dello spazio profondo.

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