Ogni tanto può capitare, specie con l’avvento di alcuni titoli a basso costo scaricabili dai vari mercati digitali, di veder riemergere dalla polvere del tempo dei titoli che, al giorno d’oggi, non possono che risultare inusitati, decisamente poco noti a chi non mastichi un minimo di cultura retroludica: si può comprendere, per esempio, la volontà di SEGA di riproporre “Out Run” o “After Burner” con un nuovo spirito, ma è molto improbabile che un giocatore impazzisca di gioia di fronte a un nome come “Yar’s Revenge” . Chiunque, invece, abbia un’età compresa tra i 30 e i 40 anni, tuttavia, avrà una reazione ben diversa, carica di tripudio, entusiasmo e grandissime aspettative. Il primo “Yars’ Revenge” , recensito di recente sulle nostre pagine, è stato rilasciato nel 1981 su Atari 2600 VCS: si tratta di uno sparatutto a schermo fisso dove una piccola mosca mutante doveva farsi strada attraverso gli scudi nemici per abbattere la loro base con un grosso cannone. Un concetto semplice ma profondo allo stesso tempo che ha portato questo titolo a diventare il gioco originale per Atari 2600 più venduto in assoluto, oltre che uno dei titoli più venduti per quella specifica piattaforma. Il primo annuncio di questo nuovo “Yar’s Revenge”, con tanto di apostrofo in posizione diversa, è stato dato il 19 Novembre 2010, giorno del ‘compleanno’ del titolo originale, insieme a un teaser trailer di alta qualità, caratterizzato però da uno stile e da un tipo di disegno di ispirazione chiaramente orientaleggiante, più vicina all’universo steampunk, che nulla ha a che vedere con il primo episodio. Il 13 Aprile il gioco ha raggiunto le mensole virtuali di Xbox 360 e PC… Un nome simile può aver conservato il suo fascino in un lasso di tempo così enorme?

Il prezzo di una guerra dimenticata

E’ difficile comprendere se questo “Yar’s Revenge” sia un sequel o un reboot della serie. Il gioco si svolge a seguito di una grande guerra tra le due fazioni Yar , molto simili ad esseri umani ma dotati di quattro braccia e di un paio d’ali, e Qotile , esseri cibernetici pronti a conquistare l’universo con la violenza. Yar, la nostra protagonista è l’unica sopravvissuta della sua omonima specie, è stata catturata dai Qotile ed è stata posta al loro servizio come soldato dopo un processo di lavaggio del cervello: la sua indole guerriera l’ha resa una vera e propria macchina da guerra, capace di seminare distruzione grazie alle sue armi e alla sua velocità e abilità nel volo. Bar Yargler , un vecchio saggio amico della razza Yar, riesce a salvare la ragazza, a donarle un’armatura leggendaria costruita dal popolo Yar prima della guerra e a farle tornare la memoria , avvampando il suo desiderio di rendere pan per focaccia ai Qotile, mettendo in atto una letale vendetta. Da questa vendetta nasce il nuovo titolo del gioco, “Yar’s Revenge”, diverso dall’originale in quanto non è più un popolo a volersi vendicare quanto un solo elemento, una sola volontà: e tutti sanno quanto può essere pericolosa una coscienza se accecata dalla voglia di farsi giustizia da sola…

Noi non siamo degli Yar

Il gameplay di “Yar’s Revenge” ricorda molto titoli dal raffinato gusto retrò, come le serie “Starfox” e “Sin & Punishment” , di cui questo gioco sembra essere una piacevole crasi . Con i due stick analogici è possibile muovere Yar e mirare i vari nemici presenti sullo schermo, il tutto volando attraverso affascinanti scenari, evitando velocemente proiettili e ostacoli naturali nel percorso su binari che il gioco ci propone. Una volta puntato un nemico si potrà scegliere di attaccarlo in tre modi diversi: il grilletto destro attiverà un veloce laser a impulsi , che si dimostrerà più adeguato per abbattere in fretta sciami di nemici di piccola taglia; il dorsale destro scatenerà il potente rail gun , un raggio capace di abbattere con un solo colpo ogni nemico del gioco ma che richiederà qualche secondo di attesa tra un colpo e l’altro; il grilletto sinistro , in continua pressione, lancerà una serie di missili a ricerca su un massimo di sei obiettivi preselezionati, e per questo tipo di armamentario disporremo di munizioni limitate, recuperabili abbattendo i nemici nel corso del livello; il dorsale sinistro, invece, è responsabile di tutte le manovre evasive . I nostri avversari si presenteranno, principalmente, in tre forme : piccoli insetti, bipedi e quadrupedi, ognuno debole contro uno specifico tipo di arma. L’abbattimento di ogni nemico farà reagire una barra multiplier per il punteggio, posta in un angolo dello schermo, che incrementerà il suo valore ogni tre nemici uccisi, diminuendo velocemente durante le fasi di calma e ancora più rapidamente se mancheremo dei bersagli o sprecheremo preziose munizioni a vuoto. In aggiunta a questo devastante comparto bellico, avremo a disposizione alcuni strumenti speciali, attivabili tramite i tasti colorati del gamepad: innanzitutto uno scudo , il quale funge da splendida citazione della ** Ion Zone del titolo originale, ci riparerà dai proiettili nemici e dalle avversità dello scenario, riempiendo metà dei nostri punti salute; un piccolo satellite , capace di deflettere tutti i proiettili per un breve periodo di tempo; un potenziamento temporaneo per tutte le nostre armi; da ultimo, una potente scarica a ricerca , che abbatterà uno per volta tutti i nemici sullo schermo, aumentando a dismisura il valore del nostro moltiplicatore e portando ad un solo nemico il quantitativo di avversari necessari per salire di grado durante tutto il suo sterminio. Negli ultimi due livelli di gioco (sei in totale) è presente anche lo Zorlon Cannon , l’arma di difesa che gli Yar utilizzarono come ultima risorsa nella guerra contro i Qotile, nel gioco originale: prima di poterlo attivare, però, sarà necessario raccogliere quattro potenziamenti specifici, e solo in seguito dovremo premere entrambi gli stick analogici per scatenare il suo potere distruttivo, lacerando tutti i nemici presenti sullo schermo e infliggendo un grande ammontare di danno ai boss di fine livello. Yar, quindi, può vantare di un comparto armi di tutto rispetto: l’unico problema è che nessuna di queste armi è davvero ‘superflua’ ; in ogni singolo momento di gioco saremo costretti ad usare più armi e potenziamenti contemporaneamente, e questo necessita di più dita del normale, costringendo il giocatore a tenere le mani sempre pronte a cambiare azione e posizione, causando una generale scomodità. E’ in questo caso che farebbero comodo quattro braccia… Proprio come gli Yar!

La sottile linea tra sfida e scorrettezza

Il gameplay di “Yar’s Revenge” si presenta estremamente solido ; ogni livello può essere affrontato a t re diversi livelli di difficoltà (Easy, Normal e Hard) aggiungendo le tre sfide presenti nella modalità ‘Challenges’ : Berserker offre munizione illimitate per i missili a ricerca ma rende inservibili gli scudi; Hardcore permette di utilizzare solo metà della propria barra di energia e diminuisce la presenza degli scudi; da ultimo, Juggler (sicuramente la più interessante) obbliga il giocatore a mantenere sempre attiva la barra multiplier, pena lo scalo costante di alcuni punti vita o il tracollo definitivo. Ognuna di queste difficoltà ha un proprio punteggio, condivisibili globalmente attraverso le leaderboards : si tratta, di certo, di un gustoso espediente che ci farà tornare, spesso e volentieri, sui nostri passi, cercando di migliorare costantemente i nostri High Score. Il divertimento, tuttavia, è minato da una serie di piccole scorrettezze che rendono l’esperienza di gioco fin troppo frustrante: non è certo un problema il ripetere continuamente i livelli per attivare i processi mnemonici necessari per intuire esattamente cosa succederà in un preciso istante… Con “Yar’s Revenge”, però, si va ben troppo oltre questo semplice procedimento: in alcune parti dei livelli, infatti, non è possibile , per esempio, mantenere vivo il proprio bonus multiplier in quanto non vi sono nemici per troppo tempo ; non solo questo rende impossibile (o quantomeno difficoltosa) la sopravvivenza nella modalità Juggler ma toglie immediatamente la possibilità per i giocatori meno preparati di scalare le classifiche, raggiungendo un punteggio alto! Oltretutto, ogni volta che si viene colpiti lo schermo brillerà di un fastidioso tono di rosso, impedendo formalmente di registrare l’avvento di altri proiettili e ostacoli, a volte causando flash e danni ripetuti, portando a una prematura sconfitta. Per giocare bene a “Yar’s Revenge”, quindi, è necessaria un’esperienza di alto livello negli sparatutto: una volta presa confidenza con i vari scudi, deflettori, potenziamenti e livelli, questi problemi non si presentano più; vero è che lo sforzo richiesto per raggiungere queste capacità è decisamente troppo, troppo elevato.

Arte difettosa

Il comparto tecnico di “Yar’s Revenge” gode di uno stile e di una realizzazione freschi e brillanti: la grafica e le scene di intermezzo sono realizzate seguendo una linea artistica affascinante, con scenari naturali e bio-meccanici che bene si integrano con i pallidi riferimenti a insetti e mostri robotici. La colonna sonora offre alcuni brani che non si distaccano mai dalla loro anima techno, ma che, nonostante la piattezza, rendono l’esperienza uditiva immersiva e interessante. Peccato che tutto sia condito, qua e là, da alcuni stupidi errori di distrazione : nulla che comprometta l’esperienza di gioco, per carità, ma sicuramente più di una volta capiterà di guardare a un errore stupido e di gridare “Ma perché?” mentre si continua a sterminare stormi di insetti minacciosi. I peggiori esempi si palesano quando si perde una vita: selezionando ‘reload’ si potrà riprendere dall’ultimo checkpoint, ma l’ultima immagine della nostra sconfitta resterà, per una frazione di secondo, anche dopo la selezione. Inoltre, per qualche ragione il continuare può attivare erroneamente la traccia audio del primo livello, che andrà fastidiosamente a sovrapporsi con quella del livello in corso. Nulla che non si possa risolvere mettendo in pausa il gioco, ma si tratta di alcune imperfezioni così incredibili che ci si stupisce di fronte al fatto che i tester del gioco non se ne siano nemmeno accorti. La narrazione, oltretutto, è decisamente affascinante e cattura il giocatore raccontando una storia drammatica e aprendo diverse intriganti parentesi… che il gioco che il gioco vedrà bene di non chiudere , nemmeno una volta completata la modalità ‘Campagna’, lasciando al giocatore un frustrante senso di vuoto…

Conclusioni

“Yar’s Revenge” risulta parzialmente incapace di sollevare al meglio il polverone emozionale che sicuramente ha scatenato nel cuore dei retrogamers di vecchissima data . Nulla è rimasto della vecchia formula e meno ancora della trama originale, ma il nuovo gameplay ha i numeri per intrattenere per lungo tempo grazie al supporto delle leaderboards. Nonostante alcune eccellenti citazioni e una realizzazione stilistica lodevole, chiunque, se è davvero onesto con se stesso, non può restare indifferente di fronte a una produzione che si mostra , contemporaneamente, sbadata e ambiziosa . Nella programmazione le distrazioni non sono concesse e il confronto con un pubblico volubile ed esigente non può essere adombrato dall’interesse di chiunque voglia acquistare il gioco solo per il nome, per l’eredità che si porta appresso. Nessuna aspettativa è stata tradita : restano solo la rabbia e il rammarico per un prodotto che poteva essere di gran lunga migliore e che, invece, pur nella sua bellezza, spinge il giocatore a voler rivivere la guerra originale, a volersi voltare indietro . E questo, per un titolo di oggi, è sempre un grosso errore. Un semplice apostrofo spostato può avere un significato immenso , mutando le ragioni e i risultati di una vendetta spietata come quella di Yar e del suo popolo estinto.

CI PIACE

_ Segna il ritorno di un titolo molto amato
\n_ Artisticamente encomiabile
\n_ Le leaderboards spronano a rigiocarlo, più e più volte
\n_ Premesse narrative interessanti…

NON CI PIACE

_ …sviluppate nel peggiore dei modi
\n_ Sistema di controllo estremamente complesso
\n_ I livelli richiedono una totale memorizzazione di ogni angolo
\n_ Brutalmente difficile, a volte quasi disonesto

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