A un anno dall’uscita degli episodi “Pokèmon Versione Oro HeartGold / Argento SoulSilver” , ecco che ci ritroviamo davanti un nuovo punto di partenza, “Pokèmon Versione Bianca / Nera”. Non ci hanno lasciato molto tempo, vero? Si tratta, probabilmente, dei uno dei gap più brevi tra un episodio e l’altro (escludendo tutti i ‘terzi episodi’, i miglioramenti che accompagnano due uscite regolari) e, forse, potrebbe trattarsi di una scelta frettolosa, poco meditata, utile, nonostante tutto, a salutare una console, il Nintendo DS, che dopo aver regalato emozioni per 5-6 anni si appresta ad essere affiancata da una sorellina minore, il Nintendo 3DS, ma dalle grandissime potenzialità. Ed ecco che ci troviamo catapultati in un nuovo universo, un continente brillante e pieno di novità, Unima , abitato da 150 nuovi Pokèmon. Siamo davvero pronti, dopo così poco tempo, a conoscere questi nuovi mostri e a relazionarci con loro in quello che, storicamente, è uno dei più profondi RPG mai creati?

Due compagni sono meglio di uno

Questa volta, il nostro protagonista è un ragazzino leggermente più grande dei normali dodicenni che vivono nel mondo di Pokèmon: la nostra casa si trova nel solito, piccolo villaggio che, in questo episodio, ha nome Soffiolieve . Oltretutto, si tratta dell’unica città che, proprio perché troppo piccola, non ha ricevuto il nome di un vento , accontentandosi semplicemente di essere quel soffio , quella brezza che, nella sua debolezza, riesce a generare l’eroe dell’avventura, partendo da radici umili fino alla gloriosa conclusione. La nostra avventura comincia nella cameretta del nostro eroe, come di consueto: dopo una breve presentazione da parte della Professoressa Aralia (prima luminare donna del mondo Pokèmon) ci ritroveremo nella nostra stanza insieme a due amici, Belle e Komor : questi due personaggi prenderanno il posto del nostro unico rivale nel corso dell’avventura. Una volta scelto il Pokèmon iniziale (selezionandolo tra gli elementi Fuoco, Acqua e Erba , come vuole la tradizione) riceveremo immediatamente il nostro Pokèdex e saremo immediatamente pronti per partire alla volta di tutta la regione di Unima . Game Freak ha voluto lasciare immutato il granitico ed estremamente appagante gameplay che ha caratterizzato la serie fin dai suoi inizi: un meraviglioso gioco strategico a turni dove, uno alla volta, i giocatori si danno battaglia con i mostri da loro addestrati per ottenere le 8 Medaglie della regione e conquistare, alla fine, il titolo di Campione della Lega Pokèmon. Tornano le battaglie in singolo e le battaglie in doppio, introdotte nella terza generazione con “Pokèmon Versione Rubino / Zaffiro” ; oltre a queste, si fanno avanti due nuovi tipi di scontro: la lotta tre contro tre e le battaglie a rotazione . Le lotte tre contro tre sono esattamente identiche alle lotte in doppio, con la sola differenza di coinvolgere tre Pokèmon alla volta; la vera ventata di aria fresca le portano le battaglie a rotazione: ogni allenatore mette in campo tre Pokèmon della sua squadra, schierandoli uno alla volta, e, prima di sferrare un attacco, potrà decidere se ruotare una piattaforma girevole per cambiare il Pokèmon attaccante, sorprendendo il nemico con un attacco inaspettato e lasciandolo spiazzato e senza le dovute difese. Si tratta, senza ombra di dubbio, di un sistema di combattimento più dinamico rispetto alla norma, che tende a rendere gli scontri più imprevedibili ed accattivanti rispetto alla classica regola uno contro uno, basata, invece, su una calma strategia, ragionata con duri allenamenti, mosse e conseguenze preparate per lunghi turni. Ritornano tutti i vecchi attacchi e le vecchie abilità dagli episodi precedenti, con numerosissime nuove aggiunte su entrambi i fronti; allo stesso modo, sono state aggiunte nuove, curiosissime combinazioni di tipo di Pokèmon, tali che anche i giocatori più accaniti riusciranno a trovare in questo episodio nuovo pane per i loro, ormai abituati, denti.

Lo stupore di una narrazione profonda

Mi sono reso conto che di solito quando parlo di Pokèmon, normalmente, utilizzo sempre la prima persona , fin dall’inizio dell’articolo. Questa volta non è stato così, ma c’è una ragione per tutto questo. Con questo mio ‘apparire’ in maniera ritardata ho voluto riproporre una mia impressione di fronte alla mia prima partita, alle mie prime ore passate nella regione di Unima : questo gioco tarda ad ingranare . E’ una sensazione che non mi era mai capitato di provare, specie per una serie incredibilmente attraente come questa: ma non si può nascondere la verità; fino alla seconda palestra, infatti, le cose procedono a un ritmo estremamente lento e i Pokèmon sono poco affascinanti, e questo è un fattore di estremo rischio per chiunque voglia intraprendere questa nuova avventura. Ma mai lasciarsi ingannare dalle apparenze, per quanto estreme: perché, dopo queste prime, scialbe ore, qualcosa è accaduto. Io credo che voi sappiate tutti qual è stato, da sempre, il più grosso problema della serie “Pokèmon” : se avete pensato ‘la semplicità della narrazione’ allora siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Per quattro generazioni ci siamo trovati di fronte alla stessa ricetta: ragazzino partito da zero, nemico che vuole dominare il mondo, nemico sgominato, il ragazzino diventa campione. Basta. Non c’è mai stato molto altro nel mezzo, specie a rendere questa ricetta più entusiasmante. Sembra incredibile, ma con “Pokèmon Versione Bianca / Versione Nera” le cose sono cambiate: una volta sconfitta la seconda palestra inizia a dipanarsi, di fronte ai nostri occhi, una trama piena di una profondità inedita, tale da lasciarci quasi spiazzati. Ma quali sono gli elementi che rendono questa narrazione più profonda rispetto alla norma? Il nostro protagonista resta il solito simulacro vuoto, tipicamente Nintendiano, quindi non è su di lui che si può sperare di costruire una narrazione profonda. Il ‘la’ alla nostra storia lo danno le personalità di Belle e Komor: non si tratta dei soliti rivali spavaldi o dei semplici amici d’infanzia come Gary, che ci hanno accompagnato nelle avventure precedenti, poco meno che ombre del giocatore stesso. Belle è una ragazza insicura, che deve lottare contro suo padre per poter intraprendere un vero e proprio viaggio di crescita personale prima ancora di poter vivere al meglio la sua avventura come allenatrice di Pokèmon. Komor è un ragazzino dall’aria intellettuale che, partito da Soffiolieve con il solo obiettivo di diventare forte, si è reso conto che la forza e la perfezione dell’allenamento non gli stanno portando alcuna soddisfazione. A un gradino di profondità più alto (scusate l’ossimoro) stanno i capipalestra: non capiterà mai di dover semplicemente entrare in una palestra, combattere e andare via come se niente fosse, dimenticando chi abbiamo incontrato al suo interno; i capipalestra interagiscono attivamente con il protagonista, Belle e Komor, animando l’avventura ed intervenendo in maniera utile nel corso della storia. Da ultimo, come colonna portante di tutta la narrazione (e, credetemi, sono molto sorpreso da quello che sto per scrivere) troviamo i nemici di turno, il Team Plasma. Wow. Ricapitoliamo un secondo e pensiamo ai vecchi gruppi di avversari, negli episodi precedenti. Team Rocket: rapiremo i Pokèmon, diventeremo ricchi, conquisteremo il mondo. Team Idro e Team Magma: risveglieremo Groudon e Kyogre e conquisteremo/distruggeremo il mondo. Team Galassia: stesso discorso ma espanso a tutto l’universo. Poi arriva il Team Plasma , che domina l’introduzione stessa del gioco, un filmato dai toni decisamente troppo cupi per la Pokèmoniana norma: “I Pokèmon sono sempre stati utilizzati dagli uomini come servi e come cavie da combattimento. Noi siamo i prescelti e abbiamo la capacità di percepire il loro dolore: il nostro scopo è rubare tutti i Pokèmon dagli allenatori per liberarli una volta per tutte, riportando il mondo a un totale equilibrio di potere tra umani e Pokèmon” ; è molto, molto evidente che qui siamo di fronte a qualcosa di più grosso, di psicologicamente complesso, a qualcosa che va oltre la semplice conquista con la forza del pianeta. E tutto gioca a grandissimo favore della trama, specie perché il Team Plasma è ovunque: non è il classico Team che attende il giocatore in una città solo per essere sconfitto; le reclute commettono crimini e seminano il panico in ogni città della regione, guidati dal gruppo sei Sette Saggi, a loro volta comandati da un individuo estremamente particolare, N , che si rivelerà a noi in maniera completamente inaspettata. Il personaggio di N è, senz’altro, il personaggio più profondo che la serie “Pokèmon” abbia mai partorito in questi 15 anni di presenza: egli è fermamente convinto della correttezza del suo ideale ma la sua psiche confusa non può fare a meno di stimare, come fosse un vero amico, proprio il suo più grande avversario , il protagonista di questa storia; questo suo comportamento porta al districarsi di una serie di incalzanti colpi di scena , che donano nuovo motore ad un avventura che, per una sfortunata serie di ragioni, non parte esattamente con il piede giusto.

Il trionfo della comunicazione

Torniamo a parlare più da vicino di tutte le leccornie che questo nuovo episodio offre, concentrandoci su uno dei tratti più interessanti, pilastro di tutta la serie, che ha subìto dal primo episodio un processo di evoluzione immenso. La serie “Pokèmon” ha nel suo DNA la voglia di f ar comunicare e incontrare gli allenatori : siamo passati dalla connessione con il Game Link per Game Boy alla Wi-Fi Connection degli episodi “Versione Diamante / Perla / Platino ” ma sempre con delle mancanze, delle limitazioni fastidiose che ci hanno impedito di vivere la nostra avventura per il mondo al meglio; non vogliamo puntare il dito solo sui Codici Amico, una vera croce per tutti i giocatori Nintendo, ma anche su alcune possibilità malsfruttate negli episodi precedenti (come le limitazioni della GTS e dei combattimenti Wi-Fi nella Torre Lotta). Questa volta, per fortuna, è stata introdotta la possibilità di accedere agli scontri online selezionando un avversario a caso tra tutti quelli connessi nel mondo (come capita già da tempo sulle console da casa) e, soprattutto, a fine mese sarà introdotta la Pokèmon Global Link , un servizio che connetterà gli allenatori di tutto il mondo e del quale ancora non si sa molto, vista la sua prossima apertura. Altra novità significativa è il C-Gear , un oggetto che potenzia le possibilità di connessione in locale tra giocatori grazie al Sincrogioco, l’introduzione delle Gare Lotta e dei Box Lotta e un meraviglioso snellimento del sistema di gestione dei Box all’interno della Sala Contatto. Tutti questi nuovi accorgimenti rendono questi due episodi i migliori della serie per quanto riguarda la comunicazione tra giocatori: il messaggio di Pokèmon trova, in questo frangente, la sua massima realizzazione. Una conferma del fatto che la nostra voglia di conoscerci e comunicare attraverso la bellezza del videogioco può trovare compimento, anche se questo ha richiesto un po’ di pazienza.

Ma è davvero un Nintendo DS?

Giocando a “Pokèmon Versione Bianca / Nera” non si può che restare incantati da quanto è stato spremuto il Nintendo DS per ottenere un risultato tecnico così incredibilmente entusiasmante. Per la prima volta si riesce a percepire la terza dimensione, con diversi scenari che ruotano insieme al giocatore, città enormi da esplorare in lungo e in largo e lunghi, lunghissimi ponti da attraversare, con la mascella spalancata per lo stupore generato da una grafica così accattivante su una console portatile spesso tecnicamente scadente come il Nintendo DS. I Pokèmon, finalmente, iniziano a muoversi, rendendo le battaglie piacevoli alla vista , con animazioni fluenti, continue e differenti per i vari stati e condizioni dei Pokèmon in campo: purtroppo questo non riesce a salvare la bassissima ispirazione con la quale questi nuovi mostri sono stati progettati e capiterà spesso di incontrare Pokèmon troppo simili a quelli delle condizioni precedenti o mostri semplicemente brutti, molto brutti, frutto di alcune idee veramente scadenti (Klink su tutti). Il fiore all’occhiello di questo gioiello tecnico è, però, la colonna sonora: le musiche di accompagnamento si fanno più dinamiche, reagendo alle azioni del giocatore, ai suoi movimenti e a seconda dei personaggi incontrati: se si incontra un suonatore di fisarmonica, il suo suono si aggiungerà alle note della musica; se si cammina o si corre si aggiungeranno delle percussioni; se si resta con poca vita non sarà più solo un fastidioso segnale a tormentarci ma una traccia riscritta da zero e ‘remixata’ proprio giocando con la sonorità allarmistica di quel campione 8-bit, lasciato immutato dai primissimi episodi.

Conclusioni

“Pokèmon Versione Bianca / Nera” è riuscito a portare la perfezione nella serie, correggendo tutti i minimi errori commessi in passato da Game Freak? Purtroppo no. Tuttavia, senza ombra di dubbio, si può affermare che questo nuovo episodio è il più completo, il più intrigante e il più narrativamente profondo tra tutti quelli usciti finora ; e questo non è senz’altro un traguardo da poco . La grandiosa capacità di Game Freak di proporre, ogni volta, un mondo che è interessante da esplorare continua a meravigliarci: è incredibile come una ricetta rimasta immutata nel tempo abbia ancora una simile capacità di intrattenimento. Ora ci troviamo di fronte a 650 Pokèmon, ognuno con nuove potenzialità e decisivi miglioramenti, e il gioco offre, da solo, tutte le motivazioni non solo per conoscere tutti i nuovi mostri ma anche per riprendere quelli vecchi, osservare le differenze con il passato e tornare ad addestrare gli animaletti che hanno accompagnato la nostra gioventù. Va detto che, grazie a questa nuova trama, sicuramente più cupa anche se non ancora adulta, Game Freak ha sicuramente pensato ai suoi giocatori: non siamo più dei bambini e, come per Komor, diventare forti non ci basta. Desideravamo nuove emozioni , nuovi motivi per i quali muoverci e commuoverci: il dilemma di “Pokèmon” era proprio nella potenzialità della sua misteriosa composizione, capace di sorprenderci ogni volta senza mutare, ma questo non poteva durare per sempre. Noi siamo cresciuti con “Pokèmon”, è vero, ma questa volta è “Pokèmon” ad essere cresciuto con noi , seguendo i nostri gusti più maturi, mostrando il solito volto con qualche ruga ‘positiva’ in più. E’ una maturità che ci rasserena, che ci dona la sicurezza che siamo stati capiti, che i nostri desideri e quelli dei programmatori, dopo 15 anni, hanno raggiunto una sorta di stato simbiotico. E, perlomeno per quanto riguarda “Pokèmon”, è difficile voler chiedere più di questo. Unima ci aspetta: imbracciamo le nostre nuove consapevolezze non perdiamoci nemmeno un frammento del suo incommensurabile fascino.

P.S.

Per aiutare tutti gli allenatori intenti a vivere questa meravigliosa avventura, abbiamo preparato alcune guide per i nostri visitatori.

La prima è una guida completa alla trama principale, attualmente in aggiornamento: [Soluzione “Pokèmon Versione Bianca / Nera”

](https://www.cyberludus.com/ds/articolo/9292/soluzione_pokemon_bianco__nero.html)

La seconda è una all’allenamento con l’utilizzo dei Punti EV (Effort Values): Guida all’allenamento – Effort Values

Buona lettura e buon divertimento!

CI PIACE

L’avventura “Pokèmon” con la maggior profondità narrativa di sempre: una profondità che, a tratti, commuove
\nGrafica imperiosa, anche per un Nintendo DS
\nProfondità di gioco alle stelle
\nColonna sonora molto ispirata e dinamica
\nPotenzialmente infinito
\nIntrigante più di ogni altro episodio della serie

NON CI PIACE

Molti dei nuovi Pokèmon sono molto simili a quelli vecchi o, comunque, sono poco ispirati
\nIl ritmo di gioco non ingrana fin dall’inizio, bisogna avere un po’ di pazienza
\nI musical sono privi di ogni forma di competitività

9.5Cyberludus.com
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