Il Signore degli Anelli – L’avventura di Aragorn

 Il Signore degli Anelli – L’avventura di Aragorn

Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende… L’intera saga del Signore degli Anelli, ha ispirato, e continua ad ispirare, libri, videogiochi, illustrazioni, composizioni musicali, teatrali e cinematografiche. Proprio la trilogia diretta da Peter Jackson, ha dato il via al successo dell’opera fantasy di John Ronald Reuel Tolkien, esercitando nel tempo un influsso culturale e mediatico che sfociato in studi, pubblicazioni di libri e saggi a riguardo da parte di scrittori e professori universitari. Dopo diversi anni dall’uscita cinematografica, l’universo videoludico continua a subirne il suo fascino, anche se spesso lo sfruttamento dei diritti non ha dato alla luce giochi degni di nota. Dopo aver acquisito i diritti videoludici della serie, Warner Bros ha avviato la produzione de “Il Signore degli Anelli: l’avventura di Aragorn”, un titolo sviluppato per la maggior parte delle console sul mercato e persino su PS2. Il titolo si presenta sulla portatile di Sony come un “hack and slash” dai toni epici, che basa la sua storia sulle gesta di Aragorn, conosciuto anche come Estel (nome dato dal padre adottivo Elrond che in elfico significa speranza) e Granpasso, all’interno delle avventure narrate nell’opera di Tolkien.

…Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli. Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.

L’avventura che racconta la missione dei nove compagni, la Compagnia dell’Anello (che rappresenta tutte le genti e i popoli della Terra di Mezzo), riunitisi con lo scopo di distruggere il potente Anello del Potere per evitare che finisse nelle mani del malvagio Sauron, è narrata da Samvise Gamgee, amico e compagno di Frodo, che nell’attesa di rivedere il suo amico Aragorn nella Contea per commemorare con una festa il ricordo di quella avventura, decide di raccontare ai suoi piccoli figli, le vicende che lo portarono a diventare un eroe della Terra di Mezzo. Così, al termine di ogni capitolo, assisteremo a delle brevi sequenze animate di Sam che, in compagnia della propria famiglia radunata attorno ad un camino, narra le vicende dell’amico Aragorn, ripercorrendo di volta in volta, le vicende dell’intera trilogia; dalla fuga dalla Contea Hobbit alla battaglia del Fosso di Helm, all’ultimo scontro sul monte Fato. Alcuni di questi eventi, però, sono stati in parte modificati e armonizzati con la storia del gioco, per favorire una migliore giocabilità.

Un eroe predestinato

In termini pratici, L’avventura di Aragorn non è un gioco per ragazzi, né un adattamento ristretto delle storie di Tolkien. Le meccaniche di gioco sono state progettate per soddisfare un vasto bacino d’utenza. L’esempio che ci illustra meglio questa affermazione è reso evidente dalla vasta semplicità del gioco e dalla presenza di aspetti “ruolistici”. Questi elementi, caratteristici di ogni gioco di ruolo che si rispetti, risulteranno utili per migliorare la forza del nostro personaggio, ampliando la sua forza, la sua agilità e la sua resistenza, permettendoci persino di utilizzare colpi speciali e persino incantesimi (un aspetto eretico per gli appassionati). Amuleti, anelli, protezioni, armi di ogni tipo e altri oggetti, costituiscono il punto essenziale del gameplay. La storia raccontata da Sam, si trasforma così in una serie di dungeon da esplorare e numerosi mostri da eliminare con l’ausilio di Anduril, la spada riforgiata da Aragorn e appartenuta al potente Elendil. Il gameplay è piuttosto lineare, e ci permette di esplorare sotterranei e ambientazioni create ad-hoc, cercando di portare a compimento la missione principale. Procedendo nell’Avventura di Aragorn, che ha una durata che si attesta intorno alle 8 ore di gioco, vi è la possibilità di sviluppare, senza troppe pretese, il personaggio. Le scelte non sono molte, restando circoscritte alla sola scelta di abilità e magie. Purtroppo, dopo poche ore di gioco, l’attenzione e l’interesse scemano progressivamente verso la noia e la ripetitività, a causa di una storia sviluppata senza mordente e priva di un intreccio interessante.

I colori dell’universo di Tolkien

A differenza delle produzioni sulle console casalinghe (la cui unica eccezione è il titolo Wii) il titolo gode, sulla portatile Sony, di una buona grafica. Il lavoro svolto dagli sviluppatori non raggiunge lo stile e il dettagli di un God Of War, non fa gridare al miracolo ma risulta comunque gradevole. I livelli e le ambientazioni di gioco non sono ricche di dettagli, così come gli oggetti che raccoglieremo durante tutta la storia. La caratterizzazione dei personaggi, così come lo spirito fantastico della saga, sono gli aspetti più curati del titolo. Sia Aragorn che i personaggi secondari godono di una riproduzione fedele dei personaggi e dello stile del film. La colonna sonora del gioco, infine, pur rielaborando in alcuni casi, le melodie del film, riesce a mantenere viva l’atmosfera fantasy della saga.

The story end

L’Avventura di Aragorn non offre una profondità particolarmente suggestiva o un tratto intrigante, sfruttando in minima parte i diritti della saga. La longevità del titolo, unita ad una giocabilità semplice e immediata, rappresentano gli unici punti degli di nota. Graficamente non eccelso, con una caratterizzazione dei personaggi principali ben fatta, l’Avventura di Aragorn si mostra come un titolo che soddisferà in parte i fan della serie, mostrandosi adatto per coloro che cercano di ripercorrere le vicende del Signore degi Anelli, da un diverso punto di vista.

CI PIACE

Il numero di oggetti che è possibile trovare durante l’avventura.
Grande lavoro per trasportare lo spirito del film su console.
Divertente e longevo.
Apprezzabile dai fan della serie.
Curioso stile visivo, con personaggi a metà strada tra realtà e caricatura.
Ottima colonna sonora.

NON CI PIACE

Scene di gioco eccessivamente ripetitive.
I controlli non rispondono sempre come dovrebbero.
Graficamente godibile ma si può fare di più.

5.5Cyberludus.com
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