Kingdom Hearts, franchise nato quasi per scommessa grazie alla creatività di Square Enix, vanta un numero di appassionati ormai considerevole. Le avventure di Sora, Pippo e Paperino, hanno rapito milioni di giocatori in tutto il mondo, grazie anche ai legami con i classici Disney e di alcuni episodi di Final Fantasy. Un binomio su cui in pochi avrebbero puntato, ma che i fatti hanno dimostrato essere granitico e vincente, probabilmente tra i connubi migliori nati nella scorsa generazione di console. Dopo lo splendido Kingdom Hearts II, Square ha ben pensato di iniziare a produrre spin-off per le console portatili, il tutto facilitato dalla grande mole di personaggi e dalla complessità delle storie che compongono l’universo di Kingdom Hearts. Oltre agli ottimi capitoli già sviluppati per DS e PSP, intitolati rispettivamente 358/2 Days e Birth by sleep, usciti quest’estate sul suolo europeo, e il “vecchio” episodio per GBA, Chain of Memories, esiste anche il poco conosciuto Kingdom Hearts Coded. I motivi della sua poca fama sono presto detti, il titolo è stato pensanto esclusivamente per i telefoni cellulari, e rilasciato esclusivamente in Giappone. Barriera mica da poco per poterlo giocare. Sulla scia del remake per PS2 di Chain of Memories (contenuto nel director’s Cut di Kingdom Hearts II, il cosiddetto Final Mix, inedito in occidente), anche Kingdom Hearts Coded godrà di un remake, questa volta diretto al Nintendo DS, e sarà distribuito anche sul suolo europeo. Il gioco, sviluppato dal team h.a.n.d. già autore di 358/2 Days, si intitolerà Kingdom Hearts Re:coded, ed è uscito il mese scorso in Giappone. Abbiamo avuto modo di provare la versione nipponica in modo da poter iniziare a farci un’idea preliminare del gioco, in uscita su lidi europei il 14 gennaio 2011.

Alla ricerca dei bug

Le vicende narrate si porranno poco dopo la fine di Kingdom Hearts II. Nel Grillario, dove il Grillo parlante annota e aggiorna ciò che succede a Sora & Co., appare una frase da lui non scritta. La frase dice più o meno così: “i loro dolori saranno riparati quando tornerai”. Il Grillo fa consultare il Grillario al Re Topolino, che sceglie di “digitalizzarlo” , in modo da investigare in una realtà virtuale. Durante la digitalizzazione, per motivi non precisati, si verificheranno degli errori che provocheranno non pochi problemi nei mondi virtuali. Lo scopo delle nostre avventure sarà proprio quello di risolvere i bug creatisi e, di conseguenza, svelare l’enigma dietro la frase sconosciuta aggiunta nel Grillario.

Un Kingdom Hearts diverso

Come testimoniato dalla trama, di per sè distante a quanto finora offerto dalla serie, Kingdom Hearts Re:Coded, si presenta come uno spin-off decisamente particolare. A partire dall’impostazione di gioco, che oltre agli oramai collaudati elementi Rpg di sempre, ci pone per la prima volta davanti a inediti momenti da puzzle game. Per correggere i bug presenti nei mondi dovremo risolvere veri e propri rompicapi, un aspetto tutto nuovo per la serie. Nonostante l’introduzione di momenti più statici e posati, sono state conservate, per la gioia dei puristi, le sezioni di combattimento, sicuramente più presenti rispetto al gioco originale per cellulare. Il sistema di combattimento offerto ricalca ottimamente quanto visto in 358/2 Days, riuscendo a essere piuttosto immediato e versatile, particolarmente adatto alle caratteristiche del Nintendo DS. Nonostante l’ereditata componente action-rpg, le divergenze dagli altri episodi della serie sono molte, anche dal punto di vista narrativo: l’impressione è che questo remake si poggi su una struttura più lenta e riflessiva rispetto agli altri spin-off, probabilmente con lo scopo di esser più aderente al nuovo ritmo di gioco, mosaico di combattimenti e rompicapi. Purtroppo le barriere linguistiche ci hanno impedito di poter appieno dell’intera esperienza, e ci è stato impossibile valutare a pieno la durata globale del titolo, forse una delle maggiori lacune della versione originale; tuttavia, siamo fiduciosi nel buonsenso di h.a.n.d e Square Enix, e contiamo nell’introduzione di sezioni di gioco extra. Senza dubbio apprezzabile anche il fronte tecnico; Kingdom Hearts Re:coded ci è sembrato molto curato sotto il profilo estetico, come si può già intuire anche solo dalla realizzazione dell’Isola del Destino, sfondo del primo episodio della storia, dove dovremo eliminare i misteriosi blocchi sparsi per l’isola. . Nel complesso le nostre impressioni non possono che dirsi positive, anche se dovremo attendere una localizzazione più accessibile per poterci sbilanciare, e formulare un giudizio più completo.

Conclusioni

La versione giappone del gioco, ci ha dato modo di farci un’idea di quel che dovremo attenderci dal titolo Square Enix. Pur discostandosi un po’ dalla giocabilità classica della saga, e dal suo consueto ritmo narrativo, apparso nelle prime battute un po’ più lento del solito, Kingdom Hearts Re:coded si candida a essere un ottimo diversivo per tutti gli appassionati della saga. Il gameplay, misto tra combattimenti in tempo reale e rompicapo da risolvere, s’è dimostrato abbastanza stuzzicante e promette di portare un po’ di freschezza nella formula della serie, di certo non arrugginita ma comunque finora avulsa da novità importanti. Per valutare se questo remake sarà all’altezza degli altri spin-off dovremo aspettare ancora un paio di mesi, ma la nostra prima prova sul campo ha dato risultati incoraggianti. Restate sintonizzati con noi per conoscere il nostro giudizio definitivo!

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