Per gli appassionati di Evangelion, l’ottobre appena concluso è stato un mese di appuntamenti. Il 14 ottobre è uscito il ventiquattresimo volumetto del manga, disegnato da Yoshiyuki Sadamoto, mentre a fine mese è uscito in Italia il secondo film del ” Rebuild Project “, Evangelion 2.22: You can (not) Advance , che modifica in modo sostanziale le vicende della serie animata. L’aver risvegliato dal torpore i fan di uno degli anime più amati di sempre, è un buon pretesto per occuparci di Evangelion Jo, gioco per PSP uscito lo scorso anno, ovviamente solo in terra nipponica. Tralasciando lo sciagurato e blasfemo Evangelion Battle Orchestra , uscito su PS2 nell’estate nel 2007 e che tentava di applicare la formula di Super Smash Bros al mondo di Evangelion, la stragrande maggioranza dei giochi usciti su Evangelion non sono stati altro che produzioni “tipicamente giapponesi”. Quindi parliamo di graphic novel (il migliore, e l’unico davvero meritevole, è Girlfriend of Steel , uscito su PC, Sega Saturn, e in seguito come remake su PS2) simulatori di appuntamenti, gestionali stravaganti (come dimenticare il trashissimo Rei Ayanami Keikaku Ikusei , per Dreamcast, dove faremo quasi da tutor di Rei) o titoli insulsi e inclassificabili (forse il peggiore è Great Detective Evangelio n, dove Kaworu e Shinji si travestiranno (?) da detective…). Non v’è da meravigliarsi in realtà, si tratta pur sempre e comunque di “produzioni giapponesi per giapponesi” e ogni anime è pieno di titoli dedicati analoghi, ma quello che stupisce l’appassionato occidentale è che non si sia sfruttata una storia così riuscita per un videogame di grande fattura, che ne seguisse gli svolgimenti. L’unico gioco in senso stretto è Neon Genesis Evangelion 64, di cui il sottoscritto ha già parlato in una retro-recensione), considerato tutt’ora un must assoluto. Evangelion Jo , uscito anche per PS2, ripresenta finalmente Evangelion come “gioco serio e interessante” anche per il giocatore occidentale.

Avviso ai naviganti

Se non fosse stato chiaro in apertura, stiamo trattando di un gioco disponibile solo sul mercato import e quindi solo, e rigorosamente, in lingua giapponese.

La spinta del Rebuild

L’uscita del progetto Rebuild, una sorta di remake della serie animata in una trilogia cinematografica, ha ovviamente riacceso i fan più sfegatati in ogni dove. Per celebrare l’uscita sul mercato di DVD e Blu-Ray del primo film, uscito al cinema l’anno prima, in contemporanea è uscito Evangelion Jo. La mossa a livello di mercato è stata indubbiamente azzeccata, ma porta con sé una crudele contraddizione. Il primo film si occupa delle prime sei puntate, senza discostarsi molto dalla serie, ma per il resto della trama come si sarebbero dovuti comportare gli sviluppatori? S’è scelto di seguire al meglio le prime puntate e per il resto affidarsi allo svolgimento della serie tradizionale, del resto far uscire un gioco con 4 o 5 missioni non sarebbe stata una bella mossa, o ancora peggio se i programmatori avessero “azzardato” a indovinare lo svolgimento dei film successivi. Del resto la strada scelta era l’unica davvero percorribile ma, inutile nasconderlo, questo crea una certa frattura nel racconto del gioco.

Azione e QTE

Passando finalmente al gioco, notiamo subito l’impostazione della telecamera nelle fasi d’azione. Le missioni a bordo dell’Eva sono pensate sulla base dei moderni sparatutto in terza persona, quindi una telecamera immediatamente dietro il nostro mecha. Il cerchio sarà il colpo normale (di base avremo equipaggiato il Progressive Knife), con una combo a 4 colpi, il triangolo ci permetterà di colpire con un forte fendente e la X ci farà scansare rotolando. Il quadrato ci farà interagire con gli elementi presenti sul campo, di cui parleremo nel prossimo paragrafo. Il movimento è deputato all’analogico, mentre il digitale gestire l’inquadratura. Con il tasto L potremo sfruttare il comodo lock-on, così da tenere sempre mirato l’angelo, mentre il tasto R ergerà il nostro At-Field. I movimenti dell’Eva, dopo la dovuta pratica, risulteranno abbastanza precisi e affidabili. Avremo una barra della salute, HP, e una barra della sincronia, che se faremo troppe azioni consecutive si azzererà e farà surriscaldare il nostro mecha. Peccato che il valore della sincronia non susciti alcuna modifica al gameplay, anzi sembra quasi un valore casuale. Rispetto al celebre gioco per Nintendo 64, Evangelion Jo offre un gameplay più snello e libero, vuoi perchè il primo era pensato come un combattimento bidimensionale, vuoi per i 10 dieci anni trascorsi tra i due. Molte missioni, come era logico aspettarsi, sono pensate come interi eventi in Quick Time Event, ovvero svolti come veloce pressione di tasti che appariranno casualmente sul nostro schermo. Se l’uso di QTE è legittimo per missioni particolari, come quando vestiremo “gli inediti panni” della dottoressa Ritsuko Akagi per liberare i magi-system da un attacco informatico, il suo risulta altamente discutibile nella leggendaria operazione Yashima, dove la calibrazione del colpo del fucile a positroni verrà effettuata premendo una (ostica) sequela di tasti casuali. Per limitare i danni, il colpo decisivo andrà mirato con l’analogico, fino a raggiungere il perfetto centro dello schermo, ma comunque l’immedesimazione risulta danneggiata dai QTE iniziali.

Un’inaspettata componente strategica

Alla fine di ogni missione, sia battaglia tradizionale che eventi in QTE, avremo introiti economici. E il loro utilizzo? Partendo da casa di Misato, che diverrà una sorta di HUB dopo la seconda missione, contro il quarto angelo insomma, potremo spostarci in varie aree di Neo-Tokyo 3 e, soprattutto, girare per il quartier generale della Nerv. I soldi potranno essere spesi parlando con il personale Nerv. Parlando con Misato, che incontreremo sempre nel ponte di comando, potremo acquistare strumentazione da piazzare sul campo di battaglia, per difenderci dagli attacchi degli angeli. Gli strumenti sono di quattro tipi, quelli rappresentati dall’icona rossa saranno di offesa, quindi torrette con mitragliatrici o missili, di varie misure, capienza e armamento (e costo), le icone verdi potranno servire in battaglia per cambiare armamento, ad esempio equipaggiando un Pallet Gun. La terza è di colore giallo, e rappresenterà la presenza di una carica elettrica, quindi in quell’area potremo collegarci all’Umbilical Cable, se non ne piazzeremo una il tempo di operatività del nostro Eva sarà di 4minuti (contro i 5 della serie). L’ultima, viola, dopo un tempo di analisi ci dirà la salute e AT-Field del nemico. Una volta acquistati, dovremo piazzarli sul campo di battaglia, cliccando sui quadratini presenti nelle zone. L’area di Neo-Tokyo 3 sarà composta da 5 aree, collegate tra loro ma che in battaglia richiederanno un caricamento per spostarci. Le aree sono di grandezza variabile, quindi alcune avranno maggiori posti utilizzabili di altre. Quella più interessante tatticamente è la parte centrale della mappa, però lì è anche presente il sigillo del Geo Front, quindi se l’area dovesse essere abbattuta dal nemico, la nostra missione finirebbe, quindi è consigliabile combattere in altre aree. Con l’avanzare del gioco, gli elementi acquistabili da Misato saliranno “di livello”, e saranno più efficaci. I danni subiti in una battaglia avranno strascichi anche nel prosieguo della storia. Nello scontro successivo infatti, la barra vita si ricaricherà solo del 50% rispetto a quanto abbiamo concluso. In altre parole, dopo uno scontro che ci avrà ridotto tutta la barra vita, nella battaglia successiva avremo altrettante difficoltà. Per poter ripristinare l’Eva a valori normali, dovremo andare dalla dottoressa Akagi e “comprare” le riparazioni, che saranno naturalmente più onerose in base all’aumento dei danni. Sempre da Ritsuko potremo acquistare nuove abilità, di vario tipo, per esempio migliorare la rigenerazione dell’At-Field, la potenza degli scontri corpo a corpo, l’efficacia difensiva e via discorrendo. Avremo 10 caselle da riempire con le abilità. Quando le abilità saranno disponibili a livello superiore, l’incremento occuperà tante caselle quanto il suo valore nominale, costringendoci a eliminare altre abilità. In altre parole, per sostituire un’abilità, da livello 1 a livello 2, ci vorrà un casella liberà in più, e dovremo rinunciare a qualcos’altro. Questi elementi di strategia non possono far altro che approfondire il gameplay, rendendo le battaglie più tattiche e pensate nemico per nemico.

Aspetto tecnico

La versione PSP si presenta in eccellente forma, per certi versi nettamente superiore alla controparte casalinga, almeno proporzionalmente alle risorse delle due console. I modelli degli Evangelion sono molto soddisfacenti, dettagliati e credibili. Le loro movenze sono sufficienti, pur non brillando per qualità e quantità delle animazioni, i giocatori non resteranno delusi. Gli ambienti di battaglia sono ben fatti, con una discreta interazione (i palazzi retrattili della città fortezza, ampiamente distruttibili). Qualche critica può essere mossa all’aspetto registico delle cut-scene, che variano troppo spesso da (buoni e convincenti, escludendo talvolta il labiale) filmati in 3D a statici, e spesso poveri, fotogrammi statici, semplificati e poco dettagliati rispetto anche alla serie tv. Se nelle prime tre missioni la qualità dei fotogrammi statici sarà buona, in quanto derivati dal primo film del Rebuild, nelle altre ci troveremo spesso a storcere il naso. I modelli tridimensionali dei personaggi sono molto piacevoli, specie quelli di Misato e Rei, così come le strutture liberamente esplorabili del quartier generale. Il sonoro è di sicuro impatto, le ottime musiche della serie e le impagabili voci dei doppiatori originali sono una certezza. Una raffinatezza da segnalare è il cambiamento, verso la seconda metà del gioco, del tema della casa di Misato, passato da quello allegro e gioioso, del trambusto della vita quotidiana, a quello triste e incerto che rappresenta il progresso della storia.

Missioni e longevità

Il numero di missioni presenti è davvero apprezzabile, per un totale di 17. Alcune si risolvono in brevi QTE, come l’immersione nel magma o la prima missione dello 02 in mare, le altre invece saranno impegnativi scontri corpo a corpo. Nel complesso il gioco segue con fedeltà le vicende della serie, prendendosi alcune libertà d’adattamento solo in alcuni casi, come contro l’angelo Matariel, che nella serie viene eliminato da un’operazione di squadra condotta in un tunnel sottostante il nemico, mentre nel gioco dovremo affrontarlo all’aperto in uno contro uno. A aumentare la longevità del gioco, di per sé piuttosto ostico, la possibilità di avere due finali, in base all’esito dell’ultima missione, uno positivo e uno negativo, che non sveliamo per evitare spoiler. Nel complesso ci vorranno parecchie ore per completare il gioco, circa una decina.

Difetti nella forma: confronto con la versione Nintendo 64

Se volessimo fare un paragone tra Neon Genesis Evangelion 64 e Evangelion Jo, nel complesso il gioco del 1999 tutt’oggi resta il punto di riferimento assoluto. Nonostante l’episodio PSP sia realizzato con cura, soprattutto nel gameplay, paga il minor livello di atmosfera e immedesimazione. La palette grafica della serie è molto più riuscita sul Nintendone che non sul nuovo episodio, dove l’aver preso per modello il restyling dei film, per parlare della serie, crea non pochi difetti di forma. Anche le cut-scene miste, tra personaggi animati in 3D e altri in fotogrammi fissi con palette grafica totalmente diversa, contribuiscono ad affievolire la magia. A livello di gameplay abbiamo la differenza sostanziale degli scontri corpo a corpo, rappresentati in modo bidimensionale nel vecchio capitolo e in combattimento libero in Evangelion Jo. Altre missioni sono rappresentate in modo identico, come alcune in QTE. Pesa anche la folle scelta dei suddetti QTE nell’operazione Yashima, uno dei momenti più belli di tutta la serie e del gioco per Nintendo 64. Non controlleremo mai l’Eva-01 in berserk, se non appunto in QTE, e via discorrendo. Tirando le somme, Neon Genesis Evangelion 64 vanta un’atmosfera superiore, cosi come la maggior varietà del gameplay e un’aderenza filosofica alla serie più riuscita. Nonostante questo, Evangelion Jo si dimostra un titolo validissimo per gli appassionati della saga.

Conclusioni

Dopo oltre dieci anni ecco finalmente un gioco di Evangelion concreto e riuscito. Pur non superando il celebre gioco per Nintendo 64, il gioco prodotto da Bandai centra in pieno il bersarglio e fa rivivere al giocatore in modo piacevole e appagante la serie televisiva, regalando molte chicche all’otaku di lungo corso. Un buon comparto tecnico, una buona quantità di missioni, un inaspettato e riuscito lato strategico e un gameplay dignitoso, rendono Evangelion Jo un titolo consigliatissimo a ogni fan di Evangelion. La lingua giapponese può essere un serio ostacolo ma, si sa, la passione fa superare le barriere.

CI PIACE

E’ Evangelion
Gameplay piacevole
Tecnicamente soddisfacente
\nAspetto strategico interessante
Buona longevità

NON CI PIACE

La lingua può essere un problema
Troppi (e ostici) QTE
Difetti di forma e coerenza riducono l’atmosfera

7.5Cyberludus.com
Articolo precedenteStar Wars The Force Unleashed 2 – Walkthrough
Prossimo articoloPSPgo: Nuovo prezzo e bundle
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.