Ogni anno, puntuale come le tasse, si rinnova una grande rivalità, che si è protratta nel corso degli anni diventando sempre più accesa. Naturalmente, ci riferiamo a quella che da anni vede protagonisti i due colossi del calcio videoludico per eccellenza: “Fifa”, campione targato EA, e “PES”, il portacolori di casa Konami. Analizzato nei giorni precedenti il nuovo capitolo della serie EA Sports , in questa sede l’imputato speciale è proprio il diretto concorrente Pro Evolution Soccer 2011 . La serie del talentuoso team di Seabass , dopo aver fatto la parte del leone durante gli anni d’oro di PS2 , ha visto un progressivo declino con la nuova generazione di console, figlio soprattutto dell’apparente immobilismo della serie proveniente dalla terra del Sol Levante, a differenza del titolo EA che ha saputo invece migliorarsi notevolmente. L’anno scorso c’è stato un timido tentativo di Seabass e soci di riportare “PES” ai fasti di un tempo, perdendo comunque lo scontro diretto con Fifa 10 . Vediamo, allora, cosa aspettarci da questo nuovo appuntamento sportivo targato Konami .

Benvenuti allo spettacolo del calcio! (cit. Fabio Caressa)

Inserito il disco di gioco nella nostra fida console casalinga (a scelta tra PS3 ed Xbox 360), verremo accolti dall’epico “Dies irae” di Verdi, sulle cui note scorre la presentazione iniziale, che ci conduce al menu principale dal quale poi selezionare la modalità in cui vogliamo esibirci. Il menu è estremamente chiaro e piacevole da navigare, e presenta un’ampia gamma di opzioni. Oltre alle classiche amichevoli o ai tornei stagionali, sarà possibile vivere la Champions League , l’ Europa League o la Copa Libertadores (tutte rigorosamente su licenza ufficiale), oppure assumere il pieno controllo di una squadra, sia dentro che fuori dal campo, nella celebre nonché immancabile modalità Master Leagu e; o, ancora, dar vita ad una giovane promessa del calcio, creando un alter-ego a partire da zero, e farlo arrivare al gotha del calcio mondiale grazie all’apposita modalità Diventa un Mito . Ce n’è veramente per tutti i gusti, le modalità sono numerose e ognuna di esse è peculiare e divertente, tale da poter essere giocata tranquillamente fino in fondo. Propendendo per una modalità classica, comunque, il gioco ci chiede di scegliere la compagine da sottoporre al nostro comando… E qui viene fuori il primo difetto, purtroppo uno di quelli che la serie si porta dietro da troppo tempo: anche quest’anno, per quanto il parco licenze non sia così ristretto come in passato, il “database” soffre ancora di alcune gravi lacune. Se da una parte Fifa 11 soffre quasi del problema opposto, visto l’ingente quantitativo di squadre disponibili, PES 2011 vede mancare alcuni elementi che al giorno d’oggi, per una casa come Konami , pesano parecchio, a partire per esempio dai nomi delle squadre inglesi (e parliamo della Premier League, il campionato più importante d’Europa). In effetti, giocare col Merseyside Blue , piuttosto che col Manchester City, è alquanto risibile. In ogni caso, una volta selezionata una squadra, il gioco ci chiede di stilare una formazione ottimale; e qui la situazione migliora, perché Seabass e compagnia hanno finalmente rinnovato e migliorato l’aspetto gestionale. Dimenticate i vecchi menu, zeppi di opzioni e per la maggior parte incomprensibili, PES 2011 introduce nuove meccaniche sul fronte “formazione”, basate sul cosiddetto “drag and drop”: basta infatti puntare un giocatore e trascinare il suo cursore nella posizione desiderata. A questa caratteristica, inoltre, si affianca la possibilità di selezionare diversi stili di gioco attraverso una serie di slider, attivabili durante la partita con un semplice comando, senza dover passare attraverso un’ulteriore schermata di menu. Una decisa sterzata, questa di Konami , verso la semplificazione e l’immediatezza, scelta coraggiosa ma da applaudire. A questo punto non ci resta che scendere in campo e dare l’ok all’arbitro per il fischio iniziale.

Ehhhhh, giocano bene questi… (cit. Bruno Pizzul)

Ma “prova su campo”, appunto, come si comporta la nuova fatica calcistica di Konami ? Innanzitutto, salta subito all’occhio l’ottimo lavoro svolto a livello grafico: i volti dei giocatori rasentano il fotorealismo, gli stadi sono ottimamente riprodotti, le scene hanno un taglio spiccatamente televisivo. L’interfaccia è minima ma completa, con tutte le informazioni utili (tra l’altro personalizzabili, specialmente per quanto riguarda le barre di potenza e resistenza) disposte in modo da essere esaurienti e discrete al tempo stesso. Inizia il match e i giocatori cominciano a scambiarsi la preziosa sfera. Prima annotazione: costruire le azioni è più difficile rispetto al passato. La palla gode di una fisica molto vicina a quella della realtà, pertanto richiede un trattamento molto accurato per far sì che la manovra sia fluida ed efficace. Allo stesso modo, sarà necessario calibrare a dovere sia la potenza che la direzione dei nostri passaggi per poter mettere in difficoltà le difese avversarie. Konami ci ha anche fornito uno strumento extra per poter raggiungere questo scopo, ovvero la possibilità, tramite lo stick analogico destro, di direzionare i passaggi a 360 gradi, restituendo al giocatore la sensazione di controllarne al millimetro le traiettorie. Questa scelta incoraggia palesemente uno stile di gioco che predilige lo sfruttamento degli spazi e dei passaggi nella direzione di corsa del ricevente, per quanto un differente approccio possa risultare ugualmente efficace. Le animazioni dei giocatori sono di buon livello, ma qui la mancanza di un motore fisico adeguato, come quello che può vantare la concorrenza, mette in mostra un aspetto ancora a tratti “disconnesso” da alcuni movimenti. L’impronta di gioco, sostanzialmente, è meno simulativa di Fifa 11 e più votata all’immediatezza, a favore di un gameplay generalmente più accessibile ai giocatori meno esperti. Sotto quest’ottica, infatti, si pone la stessa gestione delle “finte”: nella schermata adibita alla gestione della formazione potremo decidere quale tipologia di “dribbling” assegnare ad un determinato giocatore e, in secondo luogo, associarla ad un preciso comando. Per quanto non profondo come il sistema a 360 gradi offerto dal titolo EA Sports , anche questo escamotage rivela l’indole più semplicistica ed intuitiva di PES 2011 . Ovviamente a beneficiarne di più sono i neofiti, che si troveranno capaci di scartare chiunque solamente sfruttando il giusto tempismo. L’IA, sia compagna che avversaria, si assesta su buoni livelli, ma la vera nota dolente, anche quest’anno, è rappresentata dai portieri, spesso autori di papere degne del peggior Green della situazione. In definitiva, la sensazione sul campo è quella di una “simulazione” che fa dell’immediatezza il suo cavallo di battaglia, ma con velleità di realismo non sempre soddisfatte. Il risultato, comunque, è quello di un gameplay che si colloca su standard sì accettabili ma ancora da perfezionare.

“Santo Dio, era ora!” (cit. Sandro Ciotti)

Come già anticipato, sotto il profilo tecnico PES 2011 fa bella mostra di sé. Il buon livello raggiunto lo scorso anno è stato qui potenziato, grazie ad un motore grafico che mostra i muscoli soprattutto durante i replay: textures dettagliatissime ed immagini nitide, unite ad un taglio televisivo, aumentano senz’ombra di dubbio la sensazione di realismo. Unitamente al comparto grafico, anche l’audio è degno di una nota di merito. A partire dai brani che accompagnano la navigazione dei menu, passando per gli effetti sonori del campo, per finire con la divertente e puntuale telecronaca affidata al duo Pardo – Altafini, Konami ha curato ampiamente la parte uditiva della propria creatura. Dopo anni di mediocrità, specialmente per quanto riguarda la telecronaca, questa è una novità davvero gradita. I caricamenti sono ridotti al minimo e, in generale, l’impianto tecnico alla base di PES 2011 risulta particolarmente solido. Un’ultima nota, infine, riguarda il multiplayer, che quest’anno ci consente di giocare la Master League anche online. Da sempre il multiplayer è una delle punte di diamante del gioco e questa edizione non fa eccezione, soprattutto in vista di un netto miglioramento del netcode.

In conclusione, Pro Evolution Soccer 2011 compie un deciso passo in avanti. Molti aspetti sono stati limati (grafica e audio), altri arricchiti (le modalità di gioco), altri ancora rivoluzionati (la gestione delle formazioni). La sensazione è che finalmente Seabass e i suoi si siano scrollati di dosso quegli allori sui quali si erano adagiati da tempo, e stiano cercando di dare nuova linfa al franchise, nonostante l’agguerrita concorrenza. Ciò che ancora manca però è una precisa identità: il gioco si colloca a metà strada tra l’arcade e la simulazione più pura, strada che di fatto, se non altro per il principio di differenziazione del prodotto, non premia come dovrebbe. Il risultato è un gioco senza dubbio di alto livello, ma privo di quel “quid” capace di fargli fare il salto di qualità e colmare il gap con la concorrenza. Nell’attesa che Konami pensi a come continuare su questa retta via, godiamoci comunque il secondo miglior simulatore di calcio attualmente disponibile su PC e console HD. La partita rimane sempre aperta.

CI PIACE

– Grafica ottimamente curata
– Gameplay immediato ma non semplicistico
– UEFA Champions League e Europa League su licenza ufficiale
– Telecronaca finalmente divertente

NON CI PIACE

– Motore fisico inferiore alla concorrenza
– Database con gravi lacune

8.5Cyberludus.com
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