Quando si parla di NBA, automaticamente il pensiero va a tutti quegli elementi che rendono unico il campionato di basket americano. Si pensa ad un gioco dinamico e spettacolare, fatto di palleggi, passaggi, schiacciate, tiri millimetrici e altre magie che sfidano le leggi della fisica. La mente va ai protagonisti di questo mondo, le squadre più gloriose e i giocatori che hanno fatto la storia di questo sport: gente come i Lakers di Magic Johnson e James Worthy prima, di Kobe Bryant oggi, i Boston Celtics di Larry Bird , ma soprattutto i Chicago Bulls di Michael Jordan . MJ , l’icona, Sua Altezza Aerea (His Airness), l’uomo che incarna l’essenza del gioco dalla palla a spicchi: a lui 2K Games ha dedicato la copertina e il posto d’onore nel nuovo capitolo della serie dedicata alla NBA, sviluppato anche quest’anno dai ragazzi di Visual Concept. “Air” Jordan è il fiore all’occhiello di “NBA 2K11”, la ciliegina su una torta adagiata su un lucidissimo parquet… Ma andiamo con ordine…

No, non è “Space Jam”

La nostra avventura nel magico mondo della NBA quest’anno inizia in modo un po’ insolito. Una volta premuto per la prima volta il tasto Start, infatti, ci troveremo in uno di quei tunnel che dagli spogliatoi portano al campo, con davanti a noi una maglia conosciuta: un numero 23 dei Chicago Bulls, il quale si gira verso di noi e si rivela essere nientemeno che Sua Altezza Michael Jordan in persona, che ci chiede “Are you ready?” (sei pronto?). Da qui, verremo condotti fuori dal tunnel e ci ritroveremo catapultati sul parquet del Chicago Stadium pronti a giocare contro i Los Angeles Lakers di un certo Earvin “Magic” Johnson, gara 1 delle Finali del 1991. Un inizio che ci porta subito faccia a faccia con la prima verità: ” NBA 2K11 ” è un titolo difficile, in cui si gioca il vero basket, quello fatto di ragionamento, movimento e cooperazione tra i giocatori. Il realismo della simulazione di gioco è elevatissimo, saltare il nostro difensore è difficile, i passaggi azzardati hanno una percentuale di riuscita quasi nulla, la scelta dei tiri è fondamentale. La chiave del successo è il gioco corale, l’esecuzione degli schemi, fare la cosa giusta al momento giusto. Qualsiasi persona sia appassionata di questo gioco avvertirà la grande fedeltà a quella che è la realtà del basket e si sentirà a casa, ma anche coloro che si affacciano a questo mondo per la prima volta potranno, con la dovuta pratica, assaporare a dovere ciò che la pallacanestro offre. In questo, Visual Concept fornisce il suo aiuto con un apposito slider atto a regolare la difficoltà di gioco, che dà la possibilità di soddisfare sia i vecchi patiti dello stile “salto tutti e schiaccio”, che i novelli Mike D’Antoni del joypad (per i profani, il sig. D’Antoni è l’attuale allenatore dei New York Knicks, nonché vecchia gloria del campionato di basket italiano, da giocatore prima e da tecnico poi). Alcuni aspetti della scorsa edizione sono stati rivisti, primo fra tutti il gioco in post che nell’episodio precedente risultava fin troppo efficace: ora prendere la posizione e trovare il canestro o il rimbalzo risulta sempre immediato, ma reso più realistico con la possibilità di effettuare virtualmente qualsiasi movimento e di poter essere contrastati in maniera credibile dall’avversario. Altro aspetto rivisto dal capitolo precedente è la gestione delle forze dei giocatori: dimenticate le slogature alle dita per tenere premuto il tasto del “turbo”, perchè suddetto tasto và adesso dosato con parsimonia, dato che la barra dello scatto del nostro atleta avrà due livelli di “carica”; il primo, che si ricarica col tempo quando non viene sfruttato il turbo, l’altro che si svuota permanentemente se invece utilizzato. Lo scatto richiede dunque parsimonia e intelligenza, a maggior ragione considerando quanto i cambi di velocità siano importanti nel gioco del basket. Anche il sistema degli schemi ha beneficiato di svariati miglioramenti: premendo il tasto dorsale destro, appariranno come di consueto i nomi sulle teste dei nostri compagni. Effettuata la selezione del giocatore, si aprirà un menu di scelta rapida dal quale è possibile selezionare uno degli schemi associati al giocatore. Questo comporta sicuramente una maggiore rapidità e precisione di selezione, che permette di usare efficacemente una porzione maggiore dei playbook sia offensivi che difensivi. Se a queste modifiche aggiungete una presenza fisica dei giocatori molto più massiccia e “sensibile” e la rifinitura delle mosse isomotion (cioè le finte), capirete come la simulazione offerta da NBA 2K11 raggiunga un livello elevatissimo.

Non si vive di solo “Air”

Ma torniamo ora alla notizia che fa più scalpore, cioè alla presenza di Sua Altezza Aerea nell’ultima fatica targata 2K Games. A MJ è stata dedicata un’intera modalità, la cosiddetta “Jordan Challenges”, che ci porterà a rivivere nei suoi panni i momenti salienti della sua carriera, come la gara in cui segnò 63 punti contro i Celtics di Larry Bird, o l’altrettanto fenomenale partita contro i Portland Trail Blazers di Clyde Drexler in cui sfoggiò un “centro” all’ultimo secondo, portando i Bulls alla vittoria. Le sfide sono particolarmente impegnative, nonostante controlleremo un giocatore assolutamente fuori scala come statistiche rispetto agli altri giocatori controllabili. Unico neo della modalità è che non rende giustizia alla grande qualità di “uomo – squadra” posseduta da Michael Jordan, in quanto, di fatto, spinge il giocatore a “sfruttare” solamente questo fenomeno sceso in terra a miracol mostrare. Completate le Jordan Challenges, avremo la possibilità di impersonare un giovane Michael Jordan nella modalità “Il mio giocatore”, e iniziare così il lungo percorso verso la consacrazione a leggenda del basket. Nella modalità appena citata, forte del successo riscontrato nell’ultima edizione e di alcune aggiunte che la rendono ancora più corposa, torna il cosiddetto Draft Combine . Trattasi di un aspetto testato tramite DLC nella versione precedente, che vede il nostro giocatore disputare qualche partita con altre aspiranti matricole per potersi mettere in mostra e determinare con le proprie prestazioni la scelta al Draft. Una volta “selezionati”, non saremo subito catapultati in prima squadra, ma dovremo dimostrare di esserne meritevoli nelle partite di Summer League, pena la spedizione nella ben poco ambita Development League. Da qui prosegue la nostra strada verso l’Olimpo del basket, intervallata da prove di allenamento per poter aumentare i punti a nostra disposizione, atti a migliorare le proprie caratteristiche atletiche. Le partite proposte da questa modalità, come l’anno precedente, richiedono anche qui un gioco ragionato e volto sempre a fare la cosa giusta nel momento giusto, punendo, a tratti forse in maniera eccessiva, qualsiasi tipo di errore o distrazione commessa. Le altre modalità presenti nel gioco sono le classiche Stagione e Playoff , la sempre ricchissima Associazione (grazie alla quale acquisiremo il pieno controllo di una squadra, dentro e fuori dal campo) e l’ NBA Blacktop , che comprende le gare di “schiacciate e tiri da 3” e le partite di streetball ai 21 punti. A queste si affiancano naturalmente il già testato multiplayer, sia online che offline, il continuo aggiornamento delle rose via Internet e una modalità “pratica” molto profonda che, appunto, permette di applicare alla lettera il detto “la pratica rende perfetti”.

Showtime!

Infine, diamo uno sguardo al comparto tecnico. Sotto il profilo grafico ci troviamo di fronte ad un titolo di pregevole fattura: la maggior parte dei volti dei giocatori è quasi identico alle controparti reali, i modelli sono dettagliatissimi e le animazioni sono sempre varie e non appaiono mai disconnesse tra loro. Ogni giocatore è dotato delle proprie movenze peculiari ed è dotato di una fluidità di movimento che restituisce il feeling delle partite reali sullo schermo. Il campo è al limite del fotorealismo, il parquet e i riflettori danno vita a giochi di luce fantastici, i palazzetti sono “vivi”, con tanto di stampa e pulitori del campo, con le cheerleader che tra un quarto e l’altro danno bella mostra di sé e gli spalti che si riempono con l’incedere delle partite. Anche nelle partite “vintage”, come quelle delle Jordan Challenges, il realismo si mantiene costantemente alto, supportato da un “ambiente” che risente del salto temporale e che rimane sempre coerente al contesto storico rappresentato. Gli intermezzi sono di taglio spiccatamente televisivo, dai replay istantanei, alla Slam Cam che sottolinea le schiacciate migliori nel corso della partita, alla raccolta di highlights dell’uomo partita nelle pause tra un quarto e l’altro. A sottolineare questo taglio contribuiscono anche la telecronaca, davvero di ottimo livello, caratterizzata da interventi sempre vari e credibili, anche se purtroppo solo in inglese, e dai classici interventi della giornalista posta a bordo campo. Anche le interfacce dei menu risultano pulite e facilmente navigabili, anch’esse dallo stile prettamente televisivo, quasi come se ci trovassimo all’interno di un sito web. Anche l’audio che fa da mero contorno alle partite svolge bene il suo ruolo: sentirete così le voci dei giocatori che si danno indicazioni in tempo reale in campo, il pubblico che partecipa in maniera sempre puntuale all’azione di gioco ed i sottofondi musicali sempre piacevoli da ascoltare. Ultima, ma non meno importante, è la tracklist dei brani che accompagnano la navigazione nei menu, varia sia nei pezzi che nei generi.

Just too big, just too strong, just too good

Poche parole per descrivere ” NBA 2K11 “: la simulazione di basket migliore mai prodotta finora. Sembra un’affermazione azzardata ma credeteci, il titolo setta nuovi standard per il genere, mostrando al resto del mondo ciò che una simulazione sportiva dovrebbe essere. E’ realistico, appagante, profondo, curato e coinvolgente… Ma soprattutto è un piacere da giocare, e questo, già da solo, dovrebbe bastare. Visual Concept poteva semplicemente sfruttare la figura di Michael Jordan ma non lo ha fatto, facendo compiere alla serie un salto di qualità davvero notevole, elevando l’intero impianto di gioco ad un livello superiore rispetto al predecessore. Jordan è il re del basket reale, ” NBA 2K11 ” è il re delle simulazioni cestistiche. Lunga vita ai re.

CI PIACE

– E’ LA simulazione di basket.
– Modalità numerose e profonde.
– Michael Jordan presente sia come immagine che nelle Jordan Challenges

NON CI PIACE

– Difficoltà inizialmente molto elevata.

9.5Cyberludus.com
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