Innovare un genere come quello degli action è cosa piuttosto ostica, infatti, se andiamo a vedere l’ultima decade noteremo che a parte il miglioramento dell’aspetto tecnico, le meccaniche di gioco sono rimaste pressoché invariate. Sicuramente oggi abbiamo guadagnato una dimensione – passaggio 2D/3D – e molta spettacolarità, possiamo citare i recenti Bayonetta o Vanquish dei Platinum Games, ma a livello di gameplay siamo rimasti fermi al palo. Klei Entertainment , con un titolo uscito circa due settimane fa su Xbox Live e PlayStation Network, denominato Shank, vuole dire la sua nel genere action e lo fa con un ritorno al passato, ossia, alle mai dimenticate due dimensioni. Fin qui tutto normale direte voi, e invece no, Klei con il suo titolo ha puntato tutto sulla particolarità della grafica e sull’ultraviolenza del gameplay. Effettivamente i primi minuti di gioco riescono davvero a lasciare il segno perché sembra di essere l’attore protagonista di Sin City di Robert Rodriguez con una sfolgorante ed ispirata grafica in cell shading che restituisce uno stile fumettoso a forti tinte rosse.

Ritorno al passato

In questo genere di produzioni la trama non è mai ricordata per una particolare profondità e anche Shank segue questo cliché. La storia vede il nostro protagonista (Shank per l’appunto) che viene tradito dalle persone con cui lavorava e di cui si fidava ciecamente e come se non bastasse viene sottratto anche dell’unica persona che veramente ama nella vita: la sua ragazza. Shank cerca con tutte le proprie forze di opporsi, mai i nemici sono forti e numerosi e così avrà alla peggio, rimanendo accasciato sul pavimento gravemente ferito ed inerme davanti alla casa che viene data alle fiamme. Qui entra il gioco la sete di vendetta per il torto subito che gli permette di sopravvivere da quell’inferno e di riemergere dalle ceneri proprio come la fenice, in perfetto stile Kill Bill. Ed il nostro scopo sarà proprio quello di farci largo tra una fitta schiera di scagnozzi fino a giungere al boss finale la cui eliminazione ci permetterà di riabbracciare la nostra amata. Il primissimo contatto con il mondo di Shank avverrà all’interno di un bar infestato da simpatici sgherri; man mano che elimineremo questi primi nemici prenderemo possesso di quello che poi diverrà il nostro equipaggio standard, che prevede: coltelli, due pistole e una fantastica motosega che porteremo a spalla. La conoscenza del mondo di Shank non da adito a fraintendimenti di sorta poiché è fatto solo da intensi combattimenti in cui dovremo eliminare anche 20 nemici contemporaneamente, facendo esclusivo affidamento sulle nostre forze e sull’equipaggio da guerra. Il titolo Klei lascia allibiti per la violenza che è stata adottata e che si sposa perfettamente con lo stile grafico, creando un mix molto riuscito a forti tinte rosso pastello. Dal punto di vista del gameplay Shank è piuttosto semplice e non si differenzia poi molto dai picchiaduro 2D che giocavamo quasi 20 anni fa (chi non si ricorda Crime Fighters?); i ragazzi di Klei Entertainment hanno cercato di diversificare l’azione di gioco e di renderla più variegata inserendo diverse armi, fino ad un totale di 7 che possono essere utilizzare a nostro piacimento.

Questione di combo

Come detto l’equipaggiamento standard prevede pugnali, pistole, motosega e granate. La mappatura dei tasti è stata studiata in modo tale che ad ogni tasto corrisponda un’arma, così da dare la possibilità al giocatore di sbizzarrisi come meglio crede con delle spettacolari combo . Entrando nello specifico, i tasti centrali per usare il coltello, la motosega, saltare e utilizzare la pistola, quelli dorsali per assumere la posizione di difesa, gettare granate, saltare sopra l’avversario (si azionerà una sorta di bullet time) e afferrarlo. Se inizialmente le combo si riveleranno anche spettacolari, con il passare del tempo diventano piuttosto monotone, riducendosi solamente ad una semplice concatenazione di colpi con le diverse armi a disposizione. Il livello di difficoltà è bilanciato molto bene e nonostante l’importante mole di nemici su schermo non sarà mai troppo frustante proseguire nei livelli. I rifornimenti di energia, rappresentati da bottiglie di Tequila , sono stati posizionati con molto criterio. Il meglio di se Shank lo da durante gli scontri con i boss di fine livello che sono sempre molto ben caratterizzati e spettacolari. Ad introdurci nello scontro ci sarà sempre un filmato realizzato con la stessa grafica del gioco, che senza dubbio conferisce hype allo scontro stesso. Come da tradizione, ogni boss avrà il suo punto debole che starà a noi scoprire; una volta che saremo riusciti a scovarlo partirà una breve sequenza in quick time event all’interno della quale dovremo semplicemente premere il tasto che ci appare sullo schermo per infliggere al nemico un colpo capace di sottrargli parecchia energia vitale. Sicuramente questo collaudatissimo meccanismo contribuisce a conferire interesse al titolo ma gioca a sfavore della rigiocabilità.

Bello ma breve…

Il difetto principale del prodotto di Klei risiede proprio nella longevità. Servono infatti circa 3 ore e 30 minuti per portarlo a termine. Sicuramente il titolo è molto divertente ed appagante, specie durante gli scontri con i boss di fine livello, ma alla luce dei 15 euro che servono per acquistarlo avremo sicuramente preferito un’esperienza di gioco più duratura. A soccorso della longevità gioca la campagna multiplayer; con un amico e un secondo joypad, avremo la possibilità di giocare una nuova avventura che fa da prequel alla trama originale. La cosa divertente di questa modalità multi è che avremo la possibilità di cooperare attivamente con il nostro compagno effettuando combo e mosse di attacco appoggiandoci sopra di lui ed utilizzandolo come un vero e proprio ponte. Anche gli scontri con i boss finali beneficeranno di questa simbiosi tra i due giocatori, infatti, per batterli sarà necessario agire in modo sincronico con il nostro compagno, specie durante le sequenze quick time. Oltre all’esperienza multi in locale , non è stata inspiegabilmente inserita una modalità co-op online. L’unico modo per cercare di allungare l’emivita di questo gioco è quello di alzare il livello di difficoltà al massimo, che renderà l’esperienza di gioco davvero improba, a causa dell’eccessiva difficoltà dovuta dal cospicuo numero di nemici presenti su schermo.

Questione di stile

Siamo finalmente giunti a discutere del reparto che a tutti gli effetti è il piatto forte di Shank, ossia, il comparto tecnico. La grafica in cell-shading riesce infatti a convincere senza lasciare adito a perplessità di sorta. Ottima la fluidità, anche tenendo conto del numero di elementi su schermo, e l’animazione di tutti i personaggi. I boss di fine livello poi meritano un elogio a parte risultando sempre convincenti nei movimenti e con un’ottima caratterizzazione. La violenza del titolo Klei è presente in ogni singola fase di gioco, con abbondante utilizzo di colore rosso pastello per gli spruzzi di sangue. Stesso discorso per le sequenze di intermezzo, mai noiose e sempre ben realizzate. Non mancano tocchi di classe come livelli in penombra illuminati dalla fioca e malinconica luce di un sole in tramonto. Buone anche le musiche di sottofondo che risultano sempre azzeccate e di atmosfera; stesso discorso per il doppiaggio (solo in inglese) con timbri di voce sempre convincenti, peccato per la completa assenza dei sottotitoli.

Commento finale

Shank, proprio come una pellicola di Tarantino , è molto pulp e deve essere considerato come un capolavoro di stile. Purtroppo l’aspetto tecnico e la curatissima caratterizzazione dei personaggi non sono perfettamente sopportati da un gameplay che risulta un po’ troppo ripetitivo. Portare a termine Shank è cosa troppo facile per gli utenti esperti che impiegheranno una manciata di ore per vedere la scritta the end impressa sullo schermo. La modalità cooperativa in locale riesce ad allungare leggermente il brodo, ma avremo senza dubbio gradito l’inserimento anche di una modalità multiplayer online. In poche parole Klei ci dimostra che il 2D ha ancora tante cose da dire per essere definitivamente abbandonato, peccato che Shank è un’esperienza intensa ma fin troppo breve per essere apprezzata a pieno. Ci sentiamo quindi di consigliare il titolo a tutti gli amanti dei picchia duro a scorrimento old-style, a patto comunque che siano disposti a pagare 15 euro per poche ore di divertimento.

CI PIACE

Diverte ed appagante
Ottima caratterizzazione dei personaggi
Comparto tecnico pieno di stile
Violenza a go-go

NON CI PIACE

Troppo breve
Ri-giocabilità pressochè nulla
Manca il multiplayer on-line

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