Al giorno d’oggi, un qualsiasi gamer non può dire che sul mercato manchi un gioco che non soddisfi le sue esigenze, che non lo intrattenga o diverta. Il panorama videoludico vive in questa generazione la sua “Età dell’Oro” in cui i videogames sono ben più che semplici passatempi, bensì vere e proprie passioni. Alla recente mutazione di questo mondo, naturalmente, si sono adattate anche le numerose software-house che si fanno in quattro per offrirci prodotti validi e secondo le nostre aspettative.

Cyanide (casa produttrice francese), a partire da questa idea di mercato, è dal 2001 che s’impegna nello sviluppo di Cycling Manager : un manageriale dedicato allo sport del ciclismo, manna dal cielo per coloro che amano questa disciplina e che desiderano poter giocare ad un videogioco sul proprio sport preferito. E’ un po’prematuro affermare che il titolo in questione è il miglior gioco di ciclismo in circolazione, non tanto perché è una produzione scadente, ma perché è molto semplice ottenere questo primato quando si è l’unico gioco dedicato al ciclismo in commercio; sta di fatto che la serie è cresciuta negli anni: nel 2005 si è guadagnata il suffisso “Pro”, e con gli ultimi capitoli ha fatto il grande salto, arrivando, oltre che su PC, anche su console portatili – quale la Psp di casa Sony.

Come consuetudine, arriva quest’estate il decimo capitolo, come i tre precedenti (vista anche una scontata pubblicità territoriale condotta dalla software-house transalpina) guadagna il suffisso “Tour de France” e promette varie novità al fine d’innovare senza stravolgere un gameplay già altamente consolidato.

Successo costruito passo da passo

Non è di certo una novità che i giochi sportivi siano caratterizzati da una versione annuale, la quale non viene mai completamente stravolta rispetto alla precedente, ma basa le sue fondamenta sulle caratteristiche che più hanno soddisfatto i fans e “lima” di volta in volta ogni piccolo difetto provando ad introdurre qualcosa di nuovo in modo marginale.

Questa è diventata ormai la politica di tutte le case produttrici che si dedicano alla produzione di giochi sportivi, quindi la stessa adottata da Cyanide che anche quest’anno lascia l’anima di Pro Cycling immutata, aggiungendo qualche piccola novità che non influenzi troppo l’esperienza di gioco.

Troviamo quindi il solito plot di sempre: immedesimando un direttore generale di una squadra di ciclismo professionista, dovremmo allenare i nostri ciclisti, gestirli in tempo reale durante le gare, ricercare nuovi piloti e gestire il settore finanziario per condurre la stessa al raggiungimento della vetta preposta dalla dirigenza. Questo è il fulcro del gioco, ovvero la modalità “Carriera”, che ci immergerà in una stagione completa di oltre 130 tappe nei tour ufficiali più famosi al mondo (vedi Tour de France, Vuelta de Espana, ecc.), alla guida di una delle 65 squadre messe a disposizione (di cui 26 ufficiali) o di un dram team creato da noi. Solo questo basta per tastare a 360 gradi la vita di un direttore generale, ma c’è di più: oltre alla “Carriera”, è possibile disputare singolarmente le gare più prestigiose nelle modalità “Stagione”, “Tour”, “Tappa” e “Classica”, che offrono tutte un alternativa a coloro che non hanno voglia di prendere le redini di un team per un intero anno agonistico, ma si vogliono godere soltanto qualche gara con la propria squadra preferita. Vediamo quindi come, malgrado sia presente una modalità Multiplayer per sfidare i propri amici in avvincenti gare, il single player sia ancora il punto di riferimento per gli appassionati di manageriali.

Parlando delle maggiori novità di quest’edizione 2010 troviamo, come presente nei migliori manageriali, la simulazione testuale delle gare – variante offerta alla classica riproduzione 3D,

contrapposta all’interfaccia di gara ed i menu rimasti invariati, la telecamera più dinamica e funzionale, l’IA migliorata al fine di rendere le gare più realistiche ed una grafica rimodernata soprattutto per quanto concerne il paesaggio.

Dedicato agli appassionati Il motivo per cui Pro Cycling detiene il monopolio nell’ambito ciclistico dei videogames è, probabilmente, il fatto che il mercato videoludico non richiede titoli dedicati a questo sport ed altre case produttrici vedono sfavorevole l’impegno in un titolo del genere; non è una novità infatti che il ciclismo è una disciplina nella quale (soprattutto i giovani) sono interessati a cimentarsi.

Ne consegue il fatto che, per giocare appieno a questo manageriale, sia richiesta una certa conoscenza di questo sport e coloro che s’approcceranno al titolo per confrontarsi con un nuovo genere si ritroveranno, inizialmente, davanti ad un gioco decisamente non facile; a partire dai menu, decisamente non user friendly , in special modo per i novizi, e la stessa gestione dirigenziale di contratti, allenamenti, assegnazione dei compiti e mentalità in gara, affatto semplice da padroneggiare.

Il titolo è in tutto e per tutto una simulazione, mentalità e risposta in gara dei propri ciclisti è buona e varia, in modo da consentire di combinare ed utilizzare tattiche professionistiche; i dettagli come riserva d’acqua nella borraccia, battito cardiaco, livelli energetici, barra di sforzo, ecc. conferiscono poi un esperienza di gioco veritiera in ogni suo singolo aspetto.

A conti fatti è più o meno lo stesso titolo del 2009, con qualche aggiunta e miglioramento, ma che mantiene ancora le lacune che Cyanide si trascina dietro da sempre, quali: planimetrie praticamente uguali per diverse tappe, IA talvolta precaria o che compie azioni illogiche, ed impossibilità quasi totale di mandare un ciclista in fuga solitaria.

Occasione mancata Una delle maggiori novità, spunto principale su cui Cyanide puntava per lanciare Pro Cycling quest’anno, era la grafica veramente curata grazie all’adozione di un nuovo motore grafico, in grado di rendere l’utente maggiormente partecipe di ogni dettaglio, donare più profondità ed immergere maggiormente il giocatore nell’eccezionale sfondo paesaggistico. Ovviamente, questa “chicca” è toccata alla versione Pc del titolo, comunque versione principale, e non quella Psp che gode, invece, di una grafica pressoché invariata dalla prima apparizione del gioco su console portatile e mantiene l’aspetto spigoloso ed acceso di un titolo di vecchia generazione; senza contare la qualità e la resa dei dettagli molto precari.

Un’altra delle novità che si è dimostrata un flop è la modalità nella quale mettiamo da parte i panni di manager e scendiamo in gara in una sorta di racing arcade decisamente mal realizzato: concentrato prevalentemente sulla razionalizzazione dell’intensità di pedalata ed eventuali sorpassi.

Conclusioni Cyanide ripropone anche quest’anno il suo famoso manageriale su PSP, ma è difficile non avvertire questa produzione come uno spreco inutile di risorse. Il gioco viene eccessivamente penalizzato, sia tecnicamente che in fattore di gameplay, dal passaggio da Pc a console portatile; senza contare il fatto che è un gioco parecchio di nicchia e che quest’anno non ha introdotto nulla di entusiasmante che potesse giustificare un nuovo acquisto.

Malgrado ciò, il titolo è ben strutturato e la simulazione manageriale gode di aspetti realistici che sono in grado di rendere la simulazione realistica e soddisfacente per gli appassionati. I neofiti con intenzione di provare questo genere di gioco troveranno forse troppe difficoltà all’inizio, ma perseverando e con qualche conoscenza della disciplina potranno certamente ritrovare il leader del genere.

CI PIACE

Imperdibile per gli appassionati di ciclismo
\nCome tutti i manageriali, praticamente rigiocabile all’inifinito
\nSimulazione molto realistica

NON CI PIACE

Troppo ostico per i neofiti
\nPraticamente indifferente rispetto al precedente
\nComparto grafico su Psp parecchio sottotonno

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