Senza limiti

Dopo un mediocre primo capitolo uscito nel 2006, la serie Just Cause torna questa volta in gran carriera per la terza generazione di console, pronta a riscattarsi dai passi falsi compiuti in passato. Frutto della fusione tra Eidos e Square-Enix , questo action in terza persona fa dell’avventura open space il suo migliore asso nella manica. Ma la libertà offerta da questo titolo free roaming non lo rende assolutamente un clone di Grand Theft Auto, ma al contrario, una piacevole alternativa, senza dubbio più esotica e per certi versi più devastante. Non ha importanza quanti mezzi rubiate o quanto a lungo esploriate il territorio virtuale messo a disposizione dai programmatori (cose che potete tranquillamente fare); in Just Cause 2 l’importante è fare tutto ciò che volete in maniera estrema ed esagerata. Nessuna regola, nessun limite, solo e puro caos!

Il ritorno del buon vecchio Rico

Protagonista della storia non poteva che essere l’agente segreto Rico Rodriguez che, reduce dell’avventura precedente, nella quale ha riportato la libertà nello stato insulare di San Esperito, deve adesso fronteggiare una missione ben più complessa e rischiosa nella splendida e immensa isola di Panau. Il piccolo governo è in effetti sconvolto da sovversioni politiche, causate dal nuovo presidente, Pandak Pandai, salito al potere uccidendo lo stesso padre. A peggiorare la situazione ci pensano le organizzazioni criminali del paese, adesso fuori controllo, e soprattutto, la scomparsa di Shieldon, collega e grande amico di Rico, che stava indagando proprio sugli sconvolgimenti politici di Panau per conto degli USA. La storia non è certo tra le più originali del genere, ma riesce comunque a tenere viva l’attenzione del giocatore fino ai titoli di coda. La trama rappresenta a conti fatti un pretesto per dare libero sfogo alla follia insita nel titolo stesso, in cui fuoco e armi fanno da padroni di casa tra un colpo di scena e quanche attimo saliente. Però la leggerezza della sceneggiatura risulta più un pregio che una mera negligenza. Ci sono giochi in cui l’azione è tutto, e Just Cause 2 rientra nella rosa dei migliori.

Un disordine spettacolare

Il primo capitolo della serie ha rappresentato un disastro tecnico, con una grafica ridotta all’osso, per ciò che riguarda il dettaglio, e contaminata da compenetrazioni poligonali e cali di frame rate a iosa. Just Cause 2 non sembra minimamente il seguito di un gioco del genere, ma al contrario, il custode di un comparto notevole e ricco di sorprese. Analizziamo per questa recensione la versione Playstation 3. Anzitutto va fatta una standing ovation al magnifico motore grafico Avalanche Engine 2.0 , ideale per creare un mondo così grande senza perdere allo stesso tempo la qualità generale e quella dei particolari. Quella di Panau è probabilmente la più bella tra le isole che i videogiochi abbiano sfruttato come location. La libertà, come da tradizione, è concessa a Rico sin da subito, e la possibilità di esplorare l’intera isola diventa praticamente un obbligo per contemplare scenari da cartolina emozionanti, come pendii innevati o radure immerse nella vegetazione, o addirittura piccoli deserti. La varietà nel design rende l’esplorazione sempre nuova e ricca di fascino. Il dettaglio poi si attesta su alti livelli grazie ad una fluidità nei movimenti ben realizzata, sia del protagonista che dei nemici, ma soprattutto della natura circostante, ricca di vita e realismo. Gli effetti particellari e dell’illuminazione, infine, svolgoro il loro dovere in maniera impeccabile, generando effetti speciali incredibili e chiaroscuri perfetti. Graficamente questo seguito rientra tra le migliori produzioni del momento. Curiosamente la stessa cosa non si può dire dei filmati di intermezzo, caratterizzati da una legnosità dei movimenti, sia fisici che facciali dei protagonisti, che stona completamente con la grafica di gioco. Un difetto a tratti trascurabile se paragonato all’imbarazzante doppiaggio in italiano, banale e approssimativo, ma soprattutto, negligentemente interpretato a tal punto da favorire il tasto “salta” durante la visione. Nella norma il campionario suoni e le musiche, non stupefacenti, ma in grado di accompagnare l’azione in maniera scorrevole e coinvolgente.

Caos totale

La libertà e le azioni concesse allo spericolato Rico, farebbero invidia addirittura alla bella Lara Croft di Tomb Raider, dalla cui serie i programmatori si sono sicuramente ispirati per l’utilizzo del rampino magnetico. Questo eccezionale strumento, disponibile sin dall’inizio, consente al protagonista di spostarsi da un punto a un altro in maniera velocissima e in volo, come se Rico stesse balzando di qua e di là. Inoltre, questo prodigioso gingillo è versatile, e lo si può sfruttare in tutto e per tutto; basterà scegliere un bersaglio e agganciarlo con L1, ed ecco che l’agente segreto potrà raggiungere e scalare muri, alberi o abbattere addirittura i nemici facendoli cadere da una balconata o mirando a bidoni infiammabili nelle vicinanze, per scatenare esplosioni o incendi. Negli scontri ravvicinati lo si può usare addirittura nel corpo a corpo come arma, anche se il repertorio di distruzione è comunque assortito; si va dalle semplici pistole di ordinanza a mitragliatrici, C4 , all’uso di torrette lanciamissili e tanto altro. Non c’è limite alla distruzione, e infatti l’interazione con lo scenario consente di radere al suolo determinati edifici ,come basi militari, strumenti di comunicazione e tanto altro. Un disordine gratuito che scatenerà l’ira delle fazioni nemiche e allo stesso tempo i favori di altre, che ricompenseranno Rico svelando dettagli sulla storia. Che il giocatore segua o meno la trama principale risulta un dettaglio, dato che il gioco offre un’intera isola percorribile a piedi, in volo lanciandosi con il paracadute, o tramite mezzi che si possono rubare o sfruttare come appoggio per scatenare potenza di fuoco con le armi. Se poi non si ha voglia di ricevere ordini, l’isola pullula di aereri da dirottare o ai quali agganciarsi per compiere azioni spericolate, come farsi trascinare da un missile o saltare fuori col paratcadute da un auto in corsa che si schianta nel vuoto. Sperimentare la follia sarà una delizia per i giocatori più fantasiosi. In zone precise c’è sempre qualcosa da fare, come nemici da abbattere o stazioni da polverizzare. Più pandemonio si crea più si alza il livello di rispetto, e quindi di denaro di Rico, che lo potrà sfruttare per acquistare armi e mezzi dal contrabbandiere, sempre disponibile e attrezzato di elicottero per consegne a domicilio e felice di dare un passaggio verso l’obiettivo, per portare a termine una determinata missione. Di conseguenza, la longevità stessa del gioco dipende dal giocatore, e può essere nella norma come praticamente infinita.

Conclusioni

Just Cause 2 impara dagli errori del passato, e porta alla nuova generazione videoludica azione esplosiva e tanto divertimento, caratterizzati e accentuati non solo dalla massima libertà per il giocatore, ma anche e soprattutto dal gusto per l’estremo e per l’esagerato, che conferiscono sapore a ogni istante di gioco. Non esente da difetti, come video realizzati non proprio bene e un doppiaggio discutibile, questo seguito rappresenta comunque un ottimo acquisto e soprattutto una tra le migliori produzioni di questo periodo, in cui i videogiochi stanno mostrando parecchi muscoli e soddisfazioni.

CI PIACE

Battle System molto interessante.\nWorld Map inusuale, “un gioco nel gioco”.

NON CI PIACE

Fattore narrativo inesistente.\nComparto tecnico lacunoso.\nPer un pubblico hardcore.

6.5Cyberludus.com
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