L’Inferno Dantesco reinterpretato nella chiave di lettura di Visceral Games – autori di Dead Space – ritorna qualche settimana più tardi in versione portatile per console Sony PSP.

Il capitolo portatile approda sul mercato con l’unica pretesa di proporre le stesse vicende viste su console HD su PSP. Il risultato è un titolo d’azione nudo e crudo, povero di caratteristiche peculiari ma pieno di tutti gli elementi introdotti dalla versione casalinga.

L’Inferno ci (in)segue

Come i più appassionati sapranno, Dante’s Inferno riprende ambientazioni e design artistico dai racconti infernali del sommo poeta Dante Alighieri. Un doveroso preambolo da fare è che le vicende vissute da Dante nell’Inferno e descritte nella Divina Commedia non costituiscono la storia narrata da Dante’s Inferno così come il protagonista Dante, pur condividendo il nome e l’amore (di tutt’altra natura) per Beatrice, non ha nulla in comune con il Poeta.

Piuttosto parlando di Dante’s Inferno come l’opera tratta dalla Divina Commedia, intendiamo quel videogioco che tutti sin da ragazzi abbiamo azzardato a immaginare durante le ore di lettura della Divina Commedia in classe accanto ai compagni di scuola.

Chi più chi meno ha sempre trovato evocativo lo scenario descritto dal Poeta fiorentino nella sua opera magna; Visceral Games ha ben pensato di concretizzare virtualmente quelle inquietanti visioni dell’Inferno e riproporle con una certa fedeltà in un videogioco d’azione con protagonista un ex soldato crociato.

Su PSP tutto questo è rimasto immutato ma con alcune differenze che hanno intaccato nel bene e nel male l’esperienza di gioco.

Quanto è suggestivo l’Inferno tascabile?

Nulla è cambiato della struttura portante su cui è basato il gameplay. Su PSP le azioni eseguibili da Dante sono praticamente identiche, niente è stato aggiunto ma qualcosa è stato tolto.

Sfuggito dalla Morte, Dante ottiene la falce , strumento di punizione; tentando di salvare Beatrice, Dante ottiene la croce , strumento di assoluzione. Tramite questi due strumenti il giocatore ha il potere di dannare o salvare le anime dell’Inferno e quindi di costruire un proprio processo evolutivo basato su punti esperienza e anime raccolte.

Dannare o salvare un’anima avviene in modo automatico quando si combatte e si finisce il nemico con una delle due armi. Il discorso cambia quando avviene l’incontro con dei personaggi storici, fedelmente collocati nel loro girone d’appartenenza, che chiedono al Crociato di essere giudicate. In tali casi la decisione avviene con la pressione di un tasto che determina la decisione.

La reattività ai comandi, il tipo d’azioni possibili e il modo di concatenare le combo e le abilità speciali riprendono in tutto le versioni principali di Dante’s Inferno (PS3 e Xbox 360), ciò è senz’altro un bene per il titolo. A subire un evidente restrizione sono le animazioni. Non possiamo parlare di un adattamento in quanto giocando la versione PSP è evidente che il numero di movenze, e quindi la fluidità stessa dell’azione, sono di gran numero inferiori. Dante interagisce ancora con i mostri infernali ma lo fa con una credibilità davvero esigua, una chiara mancanza di adattamento delle animazioni alla versione PSP. Altro punto molto criticabile (in senso negativo) è l’assenza di molte fasi di gioco presenti invece nella versione casalinga. Enigmi e particolari sessioni sul dorso delle bestie infernali sono state rimosse e sostituite da filmati che le illustrano approssimativamente. Non è stata una buona idea quella di considerare una trasposizione in tutto e per tutto da una console casalinga ad una portatile sperando di riuscire nel risultato finale operando non una somma ma una sottrazione di elementi di gioco.

Rimanendo in tema di mancanze, il florilegio di materiale collezionabile presente nelle versioni HD è andato perso su PSP lasciando spazio alle sole Monete di Giuda .

A rimanere identico è il sistema di crescita e sviluppo del protagonista. La mappa di crescita si compone di due pagine madri, una dedicata all’evoluzione sacra e l’altra a quella sacrilega. Entrambe le mappe hanno sette livelli (rappresentati da righe) da conquistare con i punti esperienza Empietà e Santità, ed è possibile apprendere un definito numero di abilità per ogni livello utilizzando le anime accumulate dai nemici negli scontri.

Dal televisore alla PSP

Rimanere appagati dalla visione di ambienti, personaggi e anime dannate tratti dall’opera letteraria dantesca è una peculiarità riguardate, purtroppo, solo la versione maggiore del titolo. La versione PSP mantiene si tutti gli elementi (o quasi) ma non vanta un’eguale cura nella realizzazione poligonale, nella risoluzione e varietà delle textures, nella palette di colori utilizzata, né tanto meno nel gioco di luci ed ombre e dei relativi effetti speciali che ne scaturiscono. Tutto è rimasto riconoscibile ma inevitabilmente tutto è diventato solo vagamente ispirato.

L’aspetto tecnico di Dante’s Inferno PSP ha risentito del porting su più aspetti, evidentemente nell’operazione non era prevista una fase di riadattamento dei contenuti, una parte del lavoro cruciale quando si trasferisce un titolo da un hardware più potente ad uno più limitato.

Discorso diverso va fatto per l’aspetto audio del titolo. Colonna sonora ed effetti sono pressoché identici alla versione maggiore, una nota di merito va alla prima mentre il doppiaggio pur attestandosi su livelli del tutto simili risulta poco esaltante ed è molto discutibile la scelta delle voci di ogni personaggio.

Conclusioni

Tagliamo corto su Dante’s Inferno PSP. Se avete giocato e avete goduto dell’opera maggiore su console HD, potete tranquillamente trascurare la versione portatile. Eccezione viene fatta per chi è legato a livello affettivo alla saga, per i fan più accaniti che non possono tralasciare un solo capitolo della saga.

Rimane corretto pensare a Dante’s Inferno PSP come una versione secondaria, quasi castrata di molti degli elementi che hanno reso apprezzabile il titolo su Xbox 360 e PSP, sebbene bisogna riconoscere che chi non ha giocato la versione principale potrà dilettarsi con piacere a giocare la versione PSP. Infondo in termini di longevità e giocabilità non vi sono stonature eccessive e pur non presentandosi con un aspetto visivo brillante, non sprofonda mai ad un livello qualitativo infimo da negare l’accessibilità e la fruibilità di un buon action in terza persona.

CI PIACE

Ambientazione magnifica
\nSistema di potenziamento del personaggio
\nUn sonoro magnifico

NON CI PIACE

Deja vù per tutta l’avventura
\nUna trama scadente
\nTroppo simile a God of War…

7.5Cyberludus.com
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