C’era una volta un paese in cui regnava tra gli abitanti la serenità. Nel paese, però, incombe da anni una pesante minaccia: un temibile samurai, creduto morto da tempo, torna per diventare il sovrano incontrastato di tutto il regno.

In un nefasto giorno, questo signore della guerra, mette in atto una diabolica magia e riesce a trasformare gli animali delle foreste circostanti in potenti guerrieri e obbedienti soldati, con lo scopo di farsi aiutare con il suo perfido piano. Molti valorosi ninja partono per eliminarlo una volta per tutte, ma nessuno riesce nell’impresa. Non resta dunque che Hiro, un ninja, che a dispetto della sua giovane età, possiede un potere particolare che gli consente di utilizzare l’arte Kuji. Tramite i potenti incantesimi che questa sarà in grado di sprigionare, egli lotterà per riportare la tranquillità nel suo regno. A fiancheggiare Hiro subentreranno, nel corso dell’avventura, altri personaggi, ognuno in possesso di diverse abilità. Ce la faranno dunque i nostri eroi ad uscire vittoriosi da quest’ardua impresa e sconfiggere il signore del male?

Mini Ninjas

L’arte dei ninja

Sotto questo contesto narrativo si pone l’ultima avventura di IO Interactive, un action/adventure con componente platform che si interpone sulla falsariga degli storici titoli Nintendo. Chi vi scrive adesso ha deciso di iniziare questo articolo con il classico “c’era una volta…” perché il titolo in questione sembra essere stato concepito per un target di giovani videogiocatori. Si tratta, infatti, di un gioco pensato per intrattenere senza però impegnare troppo, piacevole e godibile al tempo stesso, e sicuramente non privo di un certo carattere.

Inizieremo l’avventura nei panni del protagonista principale Hiro, e a poco a poco andremo a salvare i cinque compagni di squadra: Futo, è di grossa stazza e lento, ma possiede una grande mazza utile per eliminare i nemici più grossi; Suzume, una ragazza dal passo veloce, possiede un flauto per lanciare potenti magie; Tora , è una tigre fatta a persona; Kunoichi, maestra delle lance e, infine, Shun, è efficace nelle lunghe distanze grazie al suo efficientissimo arco.

È possibile passare da un Ninja all’altro in qualsiasi momento, fuorché durante gli scontri contro i Boss, esclusiva di Hiro. Durante tutto il corso della storia saremo guidati dal nostro maestro, la narrazione sotto forma di piacevolissime scene cinematografiche interamente doppiate in italiano si rivela di piacevole fruizione.

Il gameplay è abbastanza vario e riesce ad amalgamare diversi generi. Il titolo infatti presenta anche qualche elemento di gioco di ruolo; l’eliminazione dei vari nemici nel corso dell’avventura procura dei punti esperienza, che vengono automaticamente assegnati (a rotazione) a forza vitale, mana o potenziamento della mossa speciale.

Ogni Ninja possiede un’arma differente, e di conseguenza diverse tecniche di attacco, ma a prescindere da questo i controlli saranno il salto, la parata, l’attacco semplice e quello potente, come al solito indispensabile per stordire e superare alcuni nemici più ostici. Se saremo in possesso delle sfere rosse potremo contare anche su un particolare attacco “caricato” che ci permetterà di colpire nemici su vasta area, (in maniera differente a seconda del personaggio utilizzato).

A disposizione del solo Hiro saranno anche i Jutsu, ovvero quelle magie segrete dell’arte Kuji di cui parlavamo ad inizio dell’articolo, che andranno raccolte negli appositi santuari segreti presenti in ogni livello, ma ben nascosti.

Oltre quindi alle classiche abilità caratterizzanti l’arte ninja, come gli shuriken, pozioni curative, bombe fumogene, e il cappello ninja (che non è altro che uno scudo per non farsi colpire dalle frecce ma che all’occasione si converte in una barca, per navigare), tra le varie magie troveremo gli attacchi ad area -palla di fuoco, nube di tempesta, dardi congelanti, pioggia di meteore ed altri- e alcune tecniche che ci saranno davvero utili in molte situazioni, come ad esempio il travestimento da cespuglio o la possibilità di trasferire la propria anima dentro un animale per sfruttarne la furtività o la forza in combattimento.

Ottimamente realizzati sono anche gli ambienti, che si presentano ricchi di passaggi alternativi e di attività che potremo svolgere nei momenti di relax e, soprattutto, che dovranno compiere i cacciatori di trofei e di obiettivi. I simpatici ninja possono pescare, cercare santuari nascosti, preparare pozioni con cui curarsi e, in particolare, raccogliere fiori e frutti che serviranno a ripristinare la salute qualora venissimo colpiti durante la battaglia.

Un gameplay così vario non poteva che presentare una curiosa disposizione dei comandi, assimilabili attraverso un tutorial iniziale. Nel corso dell’avventura impareremo comunque a padroneggiarli presto e in modo piuttosto efficace.

Mini Ninjas

Una buona realizzazione tecnica

Mini Ninjas si presenta ai nostri occhi con uno stile cartoonesco e coloratissimo in tutti gli aspetti, sia per quanto riguarda le ambientazioni, che nonostante siano un po’ lineari col il proseguo della storia riescono a dare la giusta atmosfera, sia per quanto riguarda i personaggi veri e propri.

Spendiamo qualche parola per la buona localizzazione nella nostra lingua e per il comparto sonoro che si rivela piacevole e mai sottotono o fastidioso. Peccato per la longevità: bastano infatti circa 8 ore di gioco per portare a termine l’avventura, per completare tutti gli obiettivi secondari ne serviranno circa 13.

Mini Ninjas

Conclusioni

Mini Ninjas è un prodotto ben realizzato che riesce a coinvolgere il giocatore già dalle prime fasi di gioco. Una trama piacevole e un gameplay ricco e vario, seppur non profondo, sono i punti di forza della nuova avventura di Eidos. Peccato per la difficoltà di gioco davvero bassissima (anche i boss sono piuttosto semplici da battere, grazie ai Quick Time Events), ma nel complesso il gioco si fa apprezzare fino alla fine anche dai giocatori più smaliziati.

Floriana “Plooo” Giambarresi

CI PIACE
  • Simpatico
  • Buona giocabilità
  • Vario e mai frustrante
NON CI PIACE
  • Livello di sfida troppo in basso
  • Ambienti troppo simili l’uno con l’altro
  • Assente il multiplayer
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