Epomaker TH80 V2

Scheda Hardware

Epomaker TH80 V2

Piattaforma

Hardware
Uscita

2026

Il Nostro Voto

88/100
BUONO

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Le tastiere meccaniche hanno ormai smesso da tempo di essere un prodotto riservato a una nicchia di appassionati, diventando una presenza sempre più comune sulle scrivanie di gamer, professionisti e semplici utenti alla ricerca di un’esperienza di scrittura più precisa e soddisfacente. A fare la differenza non sono soltanto la rapidità di risposta e la maggiore affidabilità rispetto alle tradizionali tastiere a membrana, ma anche la possibilità di intervenire su switch, keycap, layout e numerosi altri aspetti della periferica, trasformandola in un prodotto sempre più personale e versatile.

In questo panorama, Epomaker è riuscita negli ultimi anni a costruirsi una presenza interessante, proponendo tastiere capaci di coniugare caratteristiche tipiche del mondo enthusiast con prezzi generalmente più accessibili. Qualche mese fa avevamo già avuto modo di provare la Epomaker HE68 Lite, una compatta che ci aveva colpito per l’ottimo rapporto tra dotazione tecnica, dimensioni e prezzo. Oggi torniamo quindi a parlare del produttore con la Epomaker TH80 V2, una tastiera meccanica wireless che riprende alcuni concetti già visti nella proposta precedente, cercando però di alzare ulteriormente l’asticella sotto il profilo della costruzione, della versatilità e dell’esperienza d’uso.

Anche in questo caso abbiamo avuto modo di testare direttamente il prodotto grazie a Epomaker, che ringraziamo per averci fornito la tastiera oggetto di questa recensione. La TH80 V2 si presenta come una soluzione più completa e ambiziosa, pensata per chi cerca una periferica da utilizzare tanto nel gaming quanto nella produttività quotidiana, senza rinunciare a quella possibilità di personalizzazione che rappresenta ormai uno dei punti di forza dell’intero settore.

Ma andiamo con ordine…

Design e costruzione

La Epomaker TH80 V2 punta a trovare un equilibrio tra compattezza, versatilità e una costruzione che possa soddisfare anche gli utenti più esigenti. Il formato 75% consente infatti di ridurre sensibilmente l’ingombro sulla scrivania senza rinunciare ai tasti funzione e alle frecce direzionali, mentre la dotazione tecnica include connettività tri-mode, struttura gasket-mounted, piastra con flex-cut e un sistema interno dedicato all’assorbimento delle vibrazioni. Epomaker dichiara inoltre cinque diversi strati di materiale fonoassorbente, pensati per rendere la pressione dei tasti più controllata e ridurre al minimo risonanze e rumori indesiderati.

Diciamocelo: Epomaker non gode ancora della notorietà di marchi come Logitech, Corsair o Keychron, ma negli ultimi anni si è costruita una reputazione interessante proprio grazie a prodotti che cercano di portare caratteristiche tipiche del mondo enthusiast in fasce di prezzo più accessibili. La TH80 V2 ne è un buon esempio e, nel nostro caso, abbiamo avuto modo di provarla nella configurazione con switch Creamy Jade, mentre il produttore propone anche una variante equipaggiata con i più silenziosi Sea Salt Silent V2.

Epomaker th80 v2
Il contenuto della confezione, essenziale, offre due switch di ricambio, una pinza per rimuovere senza problemi i tasti e il cavo type-c.

La TH80 V2 fa un’ottima prima impressione già una volta estratta dalla confezione: considerando le dimensioni relativamente contenute, il peso di circa 900 grammi restituisce immediatamente una sensazione di solidità e stabilità sulla scrivania. Durante il normale utilizzo non ho riscontrato scricchiolii, cedimenti o flessioni percepibili; soltanto esercitando volontariamente una certa torsione sullo chassis siamo riusciti a notare un minimo movimento della struttura.

A convincere è anche la scelta estetica. In un mercato ancora dominato da tastiere dall’aspetto aggressivo, superfici scure e illuminazione RGB spesso invasiva, la TH80 V2 sceglie una strada decisamente diversa, guardando al design delle workstation e delle periferiche di fine anni ’80 e inizio anni ’90 – un’estetica che abbiamo apprezzato moltissimo.

Al prezzo di listino di circa 60 euro, la sensazione restituita dalla TH80 V2 è sorprendentemente premium. Materiali, assemblaggio e finiture sono complessivamente molto convincenti e contribuiscono a far percepire la tastiera come un prodotto appartenente a una categoria di prezzo superiore.

L’unico vero limite del design riguarda invece l’altezza dello chassis. La TH80 V2 non è particolarmente bassa e, durante le sessioni di digitazione più lunghe, ho sentito la mancanza di un poggiapolsi. I piedini posteriori regolabili permettono comunque di modificare l’inclinazione della tastiera e trovare una posizione più confortevole, mentre Epomaker propone anche un poggiapolsi coordinato acquistabile separatamente. Per chi trascorre molte ore consecutive davanti alla tastiera, è un accessorio che si potrebbe prendere seriamente in considerazione…

Esperienza d’uso

Se c’è un ambito nel quale la TH80 V2 riesce davvero a distinguersi, è proprio l’esperienza di digitazione.

Trascorrendo gran parte della giornata tra VS Code, e-mail, messaggi su Teams e documentazione, abbiamo avuto modo di utilizzare la tastiera per periodi molto più lunghi rispetto a una normale sessione di gioco. La combinazione tra la struttura “gasket mount”, la piastra flex-cut e i diversi strati fonoassorbenti interni restituisce una pressione dei tasti morbida e controllata, con una certa elasticità che rende la digitazione particolarmente piacevole. Epomaker ha progettato la TH80 V2 proprio per ridurre la trasmissione delle vibrazioni attraverso lo chassis, e il risultato si percepisce soprattutto nella sensazione complessiva di solidità e nella riduzione delle risonanze.

Nel mio caso, gli switch Creamy Jade contribuiscono a rendere la pressione dei tasti precisa e reattiva. Si tratta di switch lineari con una forza di attuazione dichiarata di circa 45 gf e una corsa complessiva di 3,6 mm, caratterizzati da un feedback più deciso rispetto alla variante Sea Salt Silent V2. Non sono quindi la scelta ideale per chi cerca una tastiera assolutamente silenziosa, ma rappresentano una soluzione equilibrata per chi vuole mantenere un buon compromesso tra digitazione e gaming.

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La tastiera viene venduta con due tipi di switch – i nostri, ad esempio, rappresentavano più un’esperienza “classica”.

La spaziatura dei tasti è altrettanto convincente. Non mi è mai capitato di dover cercare una posizione specifica o modificare il mio modo di digitare per adattarmi alla TH80 V2, ed è esattamente il tipo di risultato che mi aspetto da una buona tastiera: dopo pochi minuti si smette semplicemente di pensare all’hardware e ci si concentra su ciò che si sta facendo.

Il formato 75% contribuisce in maniera importante a questa esperienza. Con 79 tasti più la manopola multifunzione, la TH80 V2 conserva praticamente tutti gli elementi che considero indispensabili in una tastiera da lavoro, occupando al tempo stesso molto meno spazio rispetto a un modello full-size.

L’unico compromesso riguarda, inevitabilmente, il tastierino numerico. Personalmente ne ho sentito la mancanza durante alcune attività di produttività, soprattutto quando mi sono trovato a inserire rapidamente numeri o dati. Non è però una vera critica alla TH80 V2: è semplicemente uno dei compromessi necessari quando si sceglie un layout compatto, e per molti utenti il risparmio di spazio sulla scrivania sarà decisamente più importante della presenza del numpad.

Un’altra caratteristica che abbiamo finito per utilizzare molto più di quanto immaginassimo è la manopola rotante posizionata nell’angolo superiore destro. metallica restituisce una sensazione al tatto piacevole e più raffinata rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare da una tastiera appartenente a questa fascia di prezzo. Ruotandola è possibile regolare il volume del sistema, mentre una pressione consente di disattivare o riattivare rapidamente l’audio.

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La manopola multifunzione posta in alto a destra permette di interagire in maniera rapida e diretta con l’aspetto sonoro del PC.

Si tratta di un dettaglio apparentemente secondario, ma nel corso delle giornate di lavoro è diventato rapidamente parte della nostra routine. Regolare la musica, abbassare l’audio durante una riunione su Teams o silenziare tutto con un singolo gesto è molto più comodo che ricorrere ogni volta ai controlli software di Windows.

Connettività

Uno dei punti forti della TH80 V2 è senza dubbio la connettività tri-mode, che permette di utilizzare la tastiera tramite USB-C, Bluetooth oppure wireless a 2,4 GHz. È una soluzione ormai abbastanza comune nel segmento delle tastiere meccaniche enthusiast, ma rimane estremamente comoda per chi utilizza più dispositivi durante la giornata.

Durante i nostri test abbiamo utilizzato soprattutto il ricevitore wireless a 2,4 GHz incluso nella confezione. Dal punto di vista della stabilità non abbiamo avuto particolari problemi: la connessione è rimasta affidabile per tutto il periodo di prova e non abbiamo percepito latenza durante il normale utilizzo lavorativo o nelle sessioni di gioco.

Nonostante il supporto alla connettività Bluetooth, abbiamo preferito tornare quasi subito al ricevitore a 2,4 GHz, semplicemente perché rappresentava la soluzione più rapida e immediata per l’utilizzo quotidiano.

Epomaker
La tripla modalità di connessione e lo switch Mac-Windows, rappresentano senza dubbio i punti di forza più evidenti di questa tastiera.

Gli switch fisici presenti sulla tastiera permettono inoltre di passare rapidamente tra modalità Windows e Mac e di selezionare la modalità di connessione desiderata, rendendo il passaggio da un dispositivo all’altro abbastanza intuitivo – feature che abbiamo apprezzato particolarmente, in quanto utilizzatori di Mac nelle ore lavorative e Windows 11 in quelle di “svago”.

Autonomia?

La TH80 V2 integra una batteria da 8.000 mAh – con un’autonomia dichiarata da Epomaker fino a circa 200 ore con illuminazione RGB disattivata.

Nell’utilizzo reale, con RGB attivo, abbiamo ottenuto circa tre giorni di lavoro prima di dover ricaricare la tastiera: si tratta di un risultato tutto sommato discreto, anche se l’autonomia cambia sensibilmente a seconda di come si utilizza l’illuminazione.

È soprattutto il sistema di avviso della batteria a convincerci meno. L’unico segnale che abbiamo ricevuto quando l’autonomia stava per esaurirsi è stato un piccolo LED rosso lampeggiante posizionato sotto il tasto Ctrl. Funziona, ma è estremamente facile non accorgersene mentre si è concentrati sul lavoro – non ricevendo inoltre una vera notifica a schermo durante l’utilizzo del ricevitore 2,4 GHz, in più di un’occasione ci siamo ritrovati con la tastiera improvvisamente scarica.

Epomaker
Con gli RGB attivi l’autonomia ne risente.

Fortunatamente, è possibile collegare il cavo USB-C in dotazione e continuare a utilizzare la TH80 V2 mentre è in carica. Avremmo però preferito un indicatore più evidente: la tastiera dispone già di una barra LED nell’angolo superiore sinistro e utilizzarla anche come indicatore dello stato della batteria avrebbe rappresentato, a nostro avviso, una soluzione decisamente più efficace senza intaccare il design.

Software e personalizzazione

Lato software, Epomaker mette a disposizione anche un configuratore direttamente via browser, che si è rivelato una valida alternativa all’installer ufficiale. Collegando la TH80 V2 tramite USB-C, il tool ha riconosciuto la tastiera permettendo di intervenire sulla rimappatura dei tasti, sulle macro, sull’illuminazione RGB e sulle altre impostazioni di personalizzazione.

È un approccio che ho apprezzato particolarmente perché elimina la necessità di installare un software dedicato e rende molto più semplice configurare la tastiera anche quando ci si trova su un computer diverso dal proprio. Ancora meglio, le personalizzazioni possono rimanere memorizzate direttamente sul dispositivo, evitando di dover riconfigurare tutto ogni volta che si cambia sistema.

Concludendo…

La Epomaker TH80 V2 ci ha sorpreso più di quanto ci aspettassimo.

Per un prezzo che si aggira intorno ai 60 euro, offre una qualità costruttiva difficile da mettere in discussione, un’esperienza di digitazione curata e una dotazione estremamente completa, alla quale si aggiungono connettività tri-mode, hot-swap, RGB e una struttura interna pensata per migliorare tanto la resa acustica quanto il comfort durante la digitazione. A tutto questo si aggiunge uno stile retro abbiamo trovato molto più interessante rispetto alle soluzioni gaming più convenzionali. È una tastiera che riesce a stare bene sia su una scrivania da gaming sia, soprattutto, in un ambiente di lavoro, senza cercare continuamente di attirare l’attenzione. I difetti ci sono, ma riguardano soprattutto l’esperienza d’uso che circonda il prodotto: l’associazione Bluetooth non è immediata, l’indicatore della batteria dovrebbe essere molto più evidente e il software desktop meriterebbe una gestione più curata.

La TH80 V2 è una tastiera estremamente completa, piacevole da utilizzare e capace di offrire una qualità percepita superiore a quella che il suo prezzo lascerebbe immaginare. Per chi è alla ricerca di una meccanica compatta da utilizzare tanto per lavorare quanto per giocare, senza rinunciare a un po’ di personalità, la proposta di Epomaker merita sicuramente attenzione.

Il Nostro Verdetto

Epomaker TH80 V2

BUONO
Voto: 88 su 100 — BUONO
+
Pro
  • Ottima qualità costruttiva
  • Eccellente rapporto qualità/prezzo
  • Esperienza di digitazione piacevole e reattiva
  • Layout 75% compatto ma completo
  • Lo switch Mac-Windows è una funzionalità veramente utile
  • Manopola multifunzione molto comoda
  • Design retro originale e riuscito
Contro
  • Case piuttosto alto
  • Indicatore della batteria poco visibile
  • Autonomia ridotta con RGB attivo
  • Assenza del tastierino numerico
Conclusioni

La Epomaker TH80 V2 è una tastiera meccanica completa, solida e sorprendentemente curata per la fascia di prezzo a cui viene proposta. Tra ottima qualità costruttiva, un layout compatto e una piacevole esperienza di digitazione, riesce a convincere tanto nel lavoro quanto nel gaming, con pochi compromessi realmente degni di nota.

Piattaforma
Hardware
Data Recensione
28 agosto 2026

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