Bloops

Scheda Gioco

Bloops

Piattaforma

Giochi da tavolo
Editore
asmodee
Età
8+
Durata
10 min
Giocatori
2-5
Complessità
Bassa
Anno Prima Pubbl.
2026
Dimensioni
11cm X 4cm X 11cm

Il Nostro Voto

70/100
DISCRETO


L’ultima proposta di asmodee in per quanto riguarda i card game per famiglie è rappresentata da Bloops, un gioco di carte che punta in modo deciso su memoria, deduzione e, naturalmente, anche un pizzico di fortuna. Si tratta di una tipologia che abbiamo già incontrato in diverse varianti nel corso di questi mesi e che, per quanto ci riguarda, ha forse trovato la sua espressione più riuscita in Monsters of Loch Lomond.

Bloops prova però a portare questo stesso impianto in una dimensione ancora più accessibile e immediata, diventando probabilmente una delle sue incarnazioni più adatte al pubblico familiare: un titolo pensato per giocare anche con i più piccoli, senza doversi inutilmente scervellare dietro a regole troppo complesse.

Ma andiamo con ordine…

Che cos’è Bloops?

Bloops è un piccolo gioco di carte che mette subito in chiaro la sua identità: qui si gioca soprattutto di memoria, ma anche di deduzione, attenzione e un pizzico di fortuna. Dentro la scatola troviamo un mazzo di 65 carte e la carta speciale BLOOPS, che dà il via al finale della partita. La preparazione è molto rapida e contribuisce a rendere il gioco immediato già dal primo approccio: ogni giocatore riceve 6 carte coperte, disposte in due file da 3, ma può guardare soltanto le 3 carte della fila inferiore – attenzione perchè questo sarà l’unico momento in cui potremo guardarle tutte e tre, quindi è importante memorizzarle ben bene. Da lì in avanti, tutto ruota attorno al cercare di ricordare dove si trovano le carte, nel tentativo di tenere sotto controllo la propria situazione senza perdere il filo tra scambi, pescate e piccoli colpi di scena.

Bloops
La preparazione di Bloops è molto rapida e contribuisce a rendere il gioco immediato già dal primo approccio.

Il flusso di gioco è altrettanto semplice da assimilare: nel proprio turno si pesca una carta e si decide se scartarla oppure conservarla davanti a sé, sostituendone un’altra senza poterla guardare. Alcune carte attivano effetti speciali immediati: il 6 fa aggiungere una carta coperta a un avversario, il 7 e l’8 permettono di guardare una carta propria o altrui, mentre il 9 introduce uno scambio “alla cieca” tra giocatori. A rendere tutto più movimentato ci pensa anche la possibilità di controscartare carte identiche fuori dal proprio turno, creando una continua interazione tra i partecipanti. La partita può chiudersi in due modi: quando viene scartata la carta 20, oppure quando qualcuno dichiara “BLOOPS” e costringe tutti gli avversari a giocare un ultimo turno. A fine partita, vince chi ha totalizzato il punteggio più basso, con alcune carte Stella che possono non essere conteggiate se si è riusciti ad accumularne abbastanza.

A chi lo consigliamo

Se preso singolarmente, Bloops è un filler decisamente divertente, capace di funzionare bene con un gruppo numeroso di giocatori e, soprattutto, con un pubblico di ogni età. È il classico titolo da proporre dopo pranzo – o cena – in famiglia, perché richiede davvero poche regole da assimilare e mette subito tutti nelle condizioni di partecipare. Il suo punto di forza è proprio il fattore memoria, che riesce quasi sempre a generare momenti spassosi, specialmente quando qualcuno si dimentica della propria carta coperta e finisce per sostituirla con una di valore più alto, spesso tra le risate generali del tavolo.

Bloops
Bloops è un titolo “catchy”, ideale da proporre in famiglia dopo pranzo o cena.

Detto questo, parliamo di un gioco che si inserisce in un filone già visto e rivisto in diverse altre produzioni, come Cabo o il già citato Monsters of Loch Lomond, che personalmente abbiamo trovato più articolato e anche più divertente, oltre che più interessante sul piano estetico. Bloops, infatti, sceglie una linea molto più semplice anche da questo punto di vista: i pesci stilizzati e il numero ben visibile su tutta la carta sono funzionali, immediati e leggibili al volo, ma non puntano certo a costruire un’identità autoriale forte. Anche la scatola, compatta e contenuta, va nella direzione di un prodotto pratico e trasportabile ovunque. In definitiva, si tratta di un filler con una meccanica facile e “catchy”, che può fare la sua figura in contesti familiari o tra giocatori occasionali, ma che difficilmente riuscirà a conquistare tavolate più esperte, alle quali consigliamo piuttosto di rivolgersi alle alternative già citate.

Concludendo…

Bloops è un filler immediato, leggero e piacevole, che trova la sua dimensione ideale in famiglia o in una serata tra giocatori occasionali in cerca di qualcosa di rapido e accessibile. Non inventa nulla di nuovo e non prova nemmeno a farlo, ma punta tutto sulla semplicità, sulla memoria e su quelle piccole soddisfazioni che nascono quando si riesce a tenere tutto sotto controllo all’ultimo secondo. È un titolo onesto, compatto e facile da proporre, che fa bene il suo lavoro senza aspirare a più di quello che è. Proprio per questo, però, chi cerca un’esperienza più profonda o più originale farà probabilmente meglio a orientarsi altrove.

Il Nostro Verdetto

Bloops

DISCRETO
Voto: 70 su 100 — DISCRETO
Pro
  • Immediatezza e regole facilissime da spiegare
  • Funziona bene con famiglie e gruppi di giocatori occasionali
  • Provoca tanti piccoli momenti di ilarità
Contro
  • Poco originale rispetto ad altri titoli simili
  • Poca profondità per giocatori più esperti
  • Estetica delle carte funzionale ma fin troppo semplicistica
Conclusioni

Bloops è un filler semplice e simpatico, che fa il suo dovere senza strafare. Non cerca di sorprendere, ma può regalare qualche minuto di spensieratezza, soprattutto al tavolo giusto.

Piattaforma
Giochi da tavolo
Data Recensione
6 maggio 2026
Articolo precedenteSteelSeries alza l’asticella: Arctis Nova Pro Omni tra Hi-Res e controllo totale
Prossimo articoloBubble Bobble, Rainbow Island e Parasol Stars : un viaggio infinito
Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!