Ci sono voluti undici anni perché la saga di Koei Tecmo risorgesse dalle ceneri con un titolo nuovo di zecca. Ninja Gaiden: Ragebound segna questo ritorno riportando la serie alle sue origini in 2D: uno side-scroller che mette l’iconico Ryu Hayabusa da parte per affidare il ruolo di protagonista a un volto nuovo, Kenji Mozu. Il risultato è un buon compromesso tra omaggio al passato e qualche intuizione fresca — noi, l’abbiamo provato in versione Switch, giocandolo sfruttando la retrocompatibilità di Nintendo Switch 2 e oggi vi racconteremo della nostra esperienza con il gioco in portabilità.
Affidato al talentuoso studio spagnolo The Game Kitchen (famoso per aver dato alla luce la saga di Blasphemous), Ragebound rinuncia agli stilemi tipici dei Metroidvania a favore di un’azione platforming pura. Kenji non è un sostituto timido: quando il suo villaggio viene travolto da una minaccia demoniaca, è costretto a fare squadra con Kumori, una letale assassina del clan avversario. La particolarità narrativa e ludica è che Kumori “abita” il corpo di Kenji dopo un rituale: questo conferisce al giocatore abilità aggiuntive — kunai a distanza, armi come kama e chakram, fino a magie offensive o curative (i Jutsu) — attivabili consumando punti Ki raccolti sbarazzandosi dei nemici.
Il connubio tra i due personaggi introduce anche sezioni in cui Kumori trascina Kenji nel mondo immateriale, aprendo passaggi altrimenti inaccessibili. Meccanicamente lee alterazioni sono semplici — piattaforme che appaiono, nemici che cambiano posizione — e, alla lunga, queste fasi risultano più laboriose che evocative. Si avverte che The Game Kitchen ha scelto di non complicare troppo l’esperienza, per restare fedele al ritmo arcade del titolo.
Il rispetto per la tradizione
Dal punto di vista del gameplay, Ragebound calca la tradizione della serie: un’ampia pletora di movimenti — salti, capriole, arrampicate, rimbalzi sul muro, sospensioni al soffitto e attacchi con la spada — che premiano chi si muove con consapevolezza e puniscono chi si lancia a caso nell’azione. Le hitbox sono generose, ma una schivata o un salto eseguito a “cervello spento” costa delle vite. Notevole, in senso “diverso”, l’assenza di dash aerei e double jump come standard: nel 2025 è una scelta che può stupire, ma Ragebound preferisce premiare il tempismo. È possibile ottenere un secondo balzo solo in condizioni precise — colpendo un avversario al momento giusto — una meccanica punitiva e gratificante che ricorderà agli appassionati titoli come Cuphead.
Tra le novità più interessanti c’è la gestione dell’“hyper charge”. Alcuni nemici mostrano un’aura blu o rossa che indica quale arma serve per annientarli (blu per Kenji, rosso per Kumori): usarla correttamente attiva lo stato di hyper charge, pochi secondi in cui l’attacco successivo infligge danni enormi (sì, anche a nemici corazzati), senza però risultare in una kill istantanea contro i boss. È possibile forzare l’hyper charge sacrificando qualche punto vita, il che introduce scelte rischiose nelle fasi più spinose: osservare, priorizzare il nemico giusto e conservare salute diventano elementi decisivi.
Il retrò che funziona…ma non troppo
Sul piano estetico Ragebound è un piacevole tributo in pixel art alle origini bidimensionali della saga: sprite ben animati, livelli lineari e musiche energiche che restituiscono un sapore old-school “modernizzato”. Alcune meccaniche prese dai Ninja Gaiden 3D — checkpoint sotto forma di statue, negozio di Muramasa per spendere scarabei d’oro — tornano qui in maniera rielaborata, ma la formula resta essenzialmente arcade: la maggior parte dei nemici muore con un colpo ben piazzato, mentre i boss offrono scontri memorabili. Questo è allo stesso tempo un punto di forza — puro divertimento arcade — e una debolezza: la personalizzazione è relativamente limitata. Talismani, armi secondarie e magie sono presenti, ma avremmo voluto più slot, più armi e magie meglio equilibrate per favorire l’esplorazione di stili diversi. Il level design, pur ricco di ambientazioni (foreste, sotterranei, metropoli, laboratori), a tratti tende alla ripetizione, il che si fa sentire in un’avventura piuttosto lineare che si porta a termine in circa sette ore.
Per quanto riguarda la difficoltà, Ragebound si prende qualche libertà rispetto alla reputazione storica della serie: è più accessibile. Non è un gioco facile — i boss restano tosti — ma le morti sono meno punitive, molte abilità passive permettono di recuperare vita, e ci sono strumenti che aiutano i meno smaliziati, come Jutsu curativi o scudi. Alcune skill, però, risultano poco utili e avrebbero meritato una ricalibrazione. Per chi invece cerca una sfida vera, lo studio non si è dimenticato dei veterani: i talismani possono imporre malus feroci rendendo alcuni livelli un vero e proprio inferno, ai giocatori intenzionati a raggiungere l’agognato 100% proposto dal titolo.
Concludendo…
Ninja Gaiden: Ragebound è un ritorno riuscito che guarda al passato senza restarci “bloccato”, offrendo un action-platform solido, ricco di ritmo e con un sistema di combattimento che premia il tempismo e la precisione. La pixel art, le animazioni e le musiche restituiscono un piacevole sapore arcade, e le novità come l’“hyper charge” e la convivenza Kenji–Kumori portano personalità al tutto.
Dal canto nostro, il gioco avrebbe potuto osare di più: la personalizzazione è limitata, alcune abilità risultano poco incisive e le sezioni nel mondo immateriale — pur interessanti sul piano concettuale — non arrivano a rinnovare davvero il level design, che a tratti tende alla ripetizione. La durata contenuta contiene abbastanza questi limiti, anche se la presenza di contenuti opzionali e di modalità più punitive è un bel plus per chi cerca sfida.
Se cercate un Ninja Gaiden che non vi massacri al primo scontro ma sappia comunque mettere alla prova, con un’estetica rétro e un gameplay robusto, Ragebound merita senz’altro una chance.
Ninja Gaiden: Ragebound
BUONO- Ritorno fedele alle origini 2D e al gameplay arcade
- Combattimento che premia il tempismo e la precisione
- Duo Kenji Kumori che offre abilità complementari
- Personalizzazione limitata con pochi slot e armi
- Level design che a tratti tende alla ripetizione
- Durata relativamente corta intorno alle sette ore
Ninja Gaiden: Ragebound è un action-platform solido e divertente, perfetto per chi ama il ritmo arcade e il pixel art. Il titolo di The Game Kitchen ha personalità e buone idee, ma alcuni limiti nella personalizzazione e nel level design lo rendono meno adatto ai fan intransigenti del genere metroidvania.




