A distanza di tre anni dall’approdo di Super Mario Party sulla console ibrida di Nintendo, riparte la caccia alla Superstar. L’iconico Party Game della Grande N, tornato in auge con un episodio singolare e alquanto tradizionalista, trova le proprie origini nel celebre Mario Party per Nintendo 64. Le basi gettate da quel capitolo in poi ritrovano in Mario Party Superstars, l’ultima iterazione prodotta da NDcube e approdata il 29 ottobre su Nintendo Switch, un apice di goduria tecnica e qualitativa. L’occhio fortemente strizzato in direzione di un passato glorioso, reinterpretato e riammodernato, ma verso cui non si voltano le spalle, ne determina la chiave vincente. Abbiamo avuto per le mani un titolo solido e divertente, facenteci ritornare bambini con una produzione che ha rievocato in noi grandi emozioni del passato. La ricerca della Superstar fra i nostri amici; Mario, Luigi, Peach e compagnia cantante, dunque, riprende da dove l’abbiamo precedentemente abbandonata.

Sono, chi più chi meno, quasi tutti presenti all’appello, ognuno pronto come non mai a dimostrare di essere il protagonista assoluto. Partiamo, dunque, alla recensione del “mondo di Mario Party… passato e futuro!”

Come non ricordare i bei tempi andati?

Veniamo meno ad ulteriori remore su tutti quegli elementi che costituiscono uno spunto narrativo pedissequo ed innecessario. Non si tratta in alcun modo, specie per gli amanti del parco titoli delle console della Grande N, di una grande novità, soprattutto se rapportato ad una schiera di titoli appartenenti al sottobosco del macro-universo “mariesco” dal calibro di Mario Golf (trovate qui la recensione del capitolo Super Rush) o Mario Kart.

Ci ritroveremo, dunque, anche in questo caso dinnanzi ad un pretesto piuttosto inverosimile ma che, tuttavia, presenta un fascino innegabile; un fascino determinato dalle atmosfere cartoon della produzione, dai suoi colori vividi e sgargianti ma che, soprattutto, deriva dal desiderio (alquanto riuscito, a nostro avviso) di voler far rivivere emozioni ed esperienze passate nei tempi, ma non nei modi.

Si manifesta la voglia di rimarcare il legame con il passato, evidente sin dalle primissime linee di dialogo, con un’introduzione fortemente simbolica, che rimanda alla sopracitata opera per Nintendo 64. L’avventura per diventare una Superstar è cominciata da quel fatidico tubo verde. “Magari non ve lo ricorderete nemmeno più, ma non fa niente. In fondo, da allora è passato molto tempo”. Entriamo, allora, dentro quel tubo e andiamo in direzione di un’avventura all’insegna del divertimento.

Diamo inizio al party!

Entriamo nel vivo di questa disamina critica partendo da quella che, a conti fatti, costituisce l’ossatura di un impianto ludico, semplice e perfettamente funzionale. Le iniziali fasi di gioco sono per nulla incentrate sulla proiezione del videogiocatore verso l’azione vera e propria. Piuttosto, rappresentano uno sguardo panoramico a quella che rappresenta l’hub in game e mostra sin da subito le grandi potenzialità del titolo.

La si può definire una forma di mediazione innecessaria, soprattutto trattandosi di un party game celebre fra il grande pubblico della casa di Kyoto. Tuttavia, la scelta di permettere al videogiocatore di navigare nel menù del titolo l’abbiamo reputata un’idea tanto ordinaria quanto azzeccata; una rappresaglia della grande mole di contenuti a vostra disposizione e che sapranno portarvi via parecchie ore di gioco.

Da una parte, come una delle principali noti dolenti di Mario Party Superstars, abbiamo la libertà di personalizzazione dell’esperienza a partire dall’hub principale. Essa costituisce un elemento negativo e scarno di una reale customizzazione minuziosa, in quanto si traduce quasi esclusivamente nella gestione delle musiche in partita e nella modifica delle velocità di testi e del COM, il tutto grazie al caro Tipo Timido. Tuttavia, nell’economia del gameplay, quelle poche scelte attuabili costituiscono ugualmente un elemento valido e, a tratti, rilevante.

Dall’altra parte, per quel che concerne il sopracitato aspetto contenutistico, Mario Party Superstars saprà soddisfare anche i videogiocatori più incalliti. Sessanta obiettivi totali, visionabili dalla casa dei dati di Kamek per le modalità di gioco offline e online, assieme a tutti gli elementi collezionabili con le monete ottenute al temine dei minigiochi e spendibili nel negozio di Toad; tutti questi elementi rappresentano la vera peculiarità di un titolo divertente. Preparatevi, dunque, ad ore ed ore di gioco impiegate per “svaligiare” la sua bottega.

Un grande party, a suon di scontri, per Mario ed i suoi amici

Arrivati a questo punto, per il videogiocatore inizia l’impresa della ricerca di una Superstar; un’impresa che, sul fronte contenutistico e dell’intrattenimento, saprà piacevolmente stupirvi. Cominciamo dalle basi: ogni giocatore, partendo dall’hub, avrà modo di accedere ad una delle due macrocategorie esistenti. La prima, la più iconica dell’universo di Mario Party, è una riproposizione in chiave mariesca del classico gioco dell’oca. Sono cinque i tabelloni nei quali districarsi per diventare la Superstar, ordinati su di una scala di difficoltà più o meno palpabile. La seconda, il Monte Minigiochi, ripropone in modo alternativo i cento minigiochi presenti in Mario Party Superstars. Cominciamo la nostra analisi proprio a partire da quest’ultimo.

La nostra partenza in direzione del Monte minigiochi comincia dalla classica selezione dei personaggi, da un roster che ne contiene dieci in totale; sceglieremo chi pilotare noi e quelli che verranno gestiti dal computer, a meno che non vi siano altre persone con cui giocare. Fatto questo, non resta altro che selezionare la modalità preferita: dal classico 2vs2 ad un più complicato 1vs3, spaziando inoltre tra una corsa all’oro, per ottenere monete da spendere al negozio di Toad, ai minigame incentrati sugli sport e sui rompicapi. Infine, qualora non fosse abbastanza, Mario Party Superstars propone un livello di difficoltà aggiuntivo con il multiplayer online. Abbiamo la modalità sopravvivenza, in cui bisogna ottenere più vittore consecutive, e la sfida del giorno, con un pacchetto giornaliero di minigiochi a tema. Insomma, pur trattandosi di una modalità di gioco secondaria, di carne al fuoco ve n’è tanta, a cui bisogna aggiungere la mole di contenuti derivante dagli obiettivi.

Ciò che traspare dal Monte Minigiochi, e che ritroveremo anche successivamente, è la forte personalizzazione dell’esperienza. Al giocatore, infatti, è concesso ampio spazio di manovra con la gestione del numero i turni, delle squadre (nell’eventualità si giochi 2vs2) e della difficoltà. Qualora si ricerchi un livello di sfida -ridicolmente- semplificato, oppure si desideri avere contro un COM estremamente forte e competitivo, Nintendo mette a disposizione la possibilità di pre-settare anche queste impostazioni. Infine, se si vuole prendere dimestichezza con i singoli minigiochi, prima di ogni partita si può avviare una simulazione, dalla durata infinta, degli stessi. Cosa si può desiderare di più?

Ma parliamo, adesso, di quello che potremmo definire come il “fiore all’occhiello” di Mario Party Superstars. Come detto in precedenza, si tratta di una modalità che incarna, nella forma del celebre gioco dell’oca, l’essenza della produzione: avremo anche qui i cento minigiochi che determinano l’offerta ludica proposta da Nintendo, a cui seguono le sopracitate sfide nei minigame, giocabili all’interno di uno dei cinque tabelloni presenti. Ciò che più possiamo definire interessante è la riproposizione dei migliori tabelloni provenienti dalla tradizione di Mario Party, ed in particolare dai primissimi capitoli. Traspare, quindi, in maniera tanto lampante quanto brillante, l’idea che sorregge la produzione: si vuole riproporre il meglio che Mario Party ha da offrire, e lo fa splendidamente.

Per il resto, al di là di una restaurazione sublime, Mario Party Superstars non si distacca minimamente da una tradizione videoludica ormai consolidatasi negli anni: gli spazi blu conferiscono al giocatore dei bonus; quelli rossi rappresentano l’ottenimento di malus e i verdi, invece, comportano dei cambiamenti improvvisi nella mappa (che sia il cambio della direzione di movimento dei personaggi o il semplice spostamento di una stella).

Mario Party Superstars determina il connubio perfetto fra tradizione e innovazione, seppure alcuni elementi strutturali vadano a minare il concept dell’avventura. Nel corso di diverse sessioni di gioco a difficoltà media, infatti, abbiamo assistito a numerosi -per non dire troppi- casi di scarsa intelligenza artificiale. Non si vuole minimamente snaturare l’idea di una produzione adatta anche al grande pubblico, ma è doveroso sottolineare come, in troppi casi, la vera sfida sia costituita dalla complessità strutturale delle mappe, suddivise per gradi di difficoltà da una a cinque stelle.

Se non è la mappa o il COM a decretare un livello di sfida lampante è, allora, il fattore casualità: tante, troppe innumerevoli volte ci siamo ritrovati (anche in partite con la co-op locale) ad assistere a casi di script eccessivamente percepibili, interrompendo così un flusso di gioco che, nella maggior parte dei casi, ha saputo invece rapirci. Quindi, nel corso delle vostre sessioni di gioco, potreste spesso incappare in meccaniche game changer (al di là di eventuali bonus stelle, sia chiaro) che ribaltano artificiosamente la partita. Si tratta della nostra esperienza da videogiocatori, perciò sta a voi decretare se quanto detto sia veritiero anche per voi.

Concludendo…

Non possiamo dire che Mario Party Superstars sia un titolo perfetto, ma sicuramente abbiamo tra le mani un prodotto estremamente divertente. Che sia da giocare in solitaria, con gli amici tramite modalità docked, o più semplicemente online, l’ultimo party game prodotto da NDcube e pubblicato da Nintendo saprà guadagnarsi a pieno merito un posto nella vostra scaffalatura dei giochi di Nintendo Switch. Non ci resta, a questo punto, che augurarvi buon divertimento nella conquista della nomea di Superstar!

CI PIACE
  • Prodotto estremamente divertente da giocare
  • Titolo adatto a tutti
  • Ottima proposta dei minigiochi migliori della serie
  • Buona longevità
NON CI PIACE
  • Troppe meccaniche game changer
  • Difficoltà esageratamente tarata verso il basso
Conclusioni

Mario Party Superstars si propone sul mercato come un titolo contenitore dei minigiochi migliori offerti dalla celebre saga Nintendo. Consigliamo, senza alcuna riserva, questa esperienza a qualsiasi giocatore. Soprattutto, ci sentiamo di consigliarlo come passatempo con gli amici, figli o anche fra parenti.

8Cyberludus.com

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Nato successivamente all'uscita di Playstation 2 e poco prima dell'approdo di Microsoft nel settore del gaming con la sua primissima Xbox, il suo amore per i videogiochi sboccia con i Pokémon, nella quale vi approda con l'indimenticabile Game Boy Advance SP. Ancora alla ricerca di un genere videoludico ideale, l'interesse per i vecchi classici del cinema gli ha permesso di comprendere l'ineccepibile importanza della narrazione nel videogioco, seppur non gli dispiaccia affatto destreggiarsi con prodotti antitetici dal calibro di Animal Crossing e Monster Hunter, o in alternativa recuperare perle del retrogaming a lui non appartenenti.

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