La serie di Far Cry – dopo l’acclamato terzo capitolo – è rimasta più o meno fedele al proprio core gameplay, fatto di grosse mappe da esplorare, nemici da uccidere, veicoli e, soprattutto, un villain carismatico, in grado di suscitare gli istinti più violenti nei giocatori. Per questo motivo, da quando è stato annunciato che il villain di turno nel sesto capitolo sarebbe stato interpretato da Giancarlo Esposito, attore che sembra particolarmente a suo agio nell’interpretare figure malvagie (Breaking Bad e Mandalorian primi su tutti), è facile capire perché il nuovo titolo Ubisoft abbia accumulato un così forte hype.
Dopo aver messo mano al gioco, nella sua versione PC, la notizia brutta è che, purtroppo, Ubisoft non ha proprio saputo rendere merito alla sua presenza. Scopriamo perchè…
Ubisoft passione open world
Recentemente Ubisoft sta riproponendo con costanza le sue proprietà intellettuali, senza introdurre grandi cambiamenti alla formula base di gameplay: basti guardare la serie Assassin’s Creed. Il “gioco” dei game designer sembra essere di riprendere esattamente lo medesimo scheletro “open world”, rimescolando un po’ le carte: si sta quindi aprendo una sorta di sotto-genere, ovvero quelli degli “open world alla Ubisoft“.
Scenografia montana con fanatici cultisti? Fatto. Arcipelago tropicale con pirati? Fatto. Isola immaginaria sudamericana con dittatura simil-cubana? Manca!
Questo sesto capitolo si apre con una storia, a conti fatti, piuttosto ingenua, con personaggi scontati e clichè di ogni tipo. Il tutto potrebbe ricordare un cartone animato per teenager, se non fosse per alcune generose razioni di violenza e scene di crudeltà, perpetrate dal dittatore di turno, in questo caso l’Anton Castillo di Giancarlo Esposito, accolto con entusiasmo in fase di annuncio del gioco, ma decisamente mal gestito a prodotto completo.
La storia infinita…
La storia inizia nella terra immaginaria di Yara, evidentemente ispirata a Cuba, dove il protagonista – Dani Rojas (selezionabile tra sesso maschile o femminile) – è in procinto di fuggire dall’isola, sottoposta al già citato regime dittatoriale. Le cose non vanno come previsto ovviamente e, suo malgrado, decide di unirsi alla resistenza locale, per mettere un freno al regime totalitario di Castillo, liberando Yara dal suo giogo.
Quello che avviene nel mezzo è facile da immaginare ed abbastanza scontato…
Il gameplay è fondamentalmente invariato rispetto alla precedente iterazione, anche se sono state introdotte alcune varianti fondamentali. In primis il sistema di abilità presente nel quinto capitolo, qui sparito del tutto – non ci sono quindi abilità da sbloccare, ma solo una pletora di armi modificabili tramite il crafting ed una serie molto ricca di vestiario, più o meno fantasioso, che non si limita all’effetto cosmetico, ma conferisce caratteristiche e perk particolari. Se da un lato questo cambiamento “semplifica” un po’ il gameplay, purtroppo limita anche la libertà del giocatore nel perseguire il proprio personale modo di giocare, obbligando il giocatore a scegliere tra una gamma di perks associati al vestiario, che potrebbero non accostarsi allo stile desiderato.
Una minestra un po’ troppo riscaldata…
Quello che invece è rimasto invariato è, fondamentalmente, tutto il resto. Far Cry 6 è il solito shooter in prima persona, ambientato su una vasta mappa liberamente esplorabile, dove noi giocatori saremo tenuti ad affrontare una serie di missioni primarie – oltre ad una pletora di missioni secondarie – che consentono di ottenere armi, veicoli, vestiario e ovviamente risorse per il crafting. Come nel quinto capitolo, anche qui è possibile affrontare l’intera campagna in coop con un amico, un fattore che va considerato davvero come un bonus non da poco – se avete questa possibilità il divertimento è esponenzialmente più elevato, nonostante presenti gli stessi limiti di 3 anni fa.
Se siete in mancanza dell’amico reale, non c’è comunque da temere – immancabili anche in Far Cry 6 gli Amigos, guidati dalla IA, che in questo caso sono unicamente composti da animali più o meno fantasiosi che vi terranno compagnia per le cinque incantevoli ambientazioni in cui è diviso il mondo di gioco, azzannando o lacerando allegramente i malcapitati nemici sotto il vostro comando. Il generoso armamentario introduce anche il Supremo, una sorta di zaino-arma che può essere attrezzato per lanciare devastanti attacchi esplosivi. Insomma, tutto considerato il contenuto non manca davvero anche se l’esperienza verge sempre più verso l’arcade puro.
Il più bel Far Cry di sempre?
Iniziamo col dire che gironzolare per Yara è generalmente un vero piacere per gli occhi – senza dubbio siamo davanti al migliore episodio, in termini di grafica. Ci sono a tratti texture un po’ meno rifinite, nonostante le texture HD richiedano un generoso download separato (almeno su PC), ma in generale sono sempre splendide e dai colori vibranti. L’unica misteriosa eccezione è il mare, rimasto almeno due generazioni indietro – anche al massimo del dettaglio le onde che si infrangono sulle spiagge appaiono molto artificiose e l’effetto è di vedere piccoli cunei triangolari che si avvicinano sempre alla stessa velocità e si abbassano scomparendo. Sinceramente è inspiegabile trovarsi di fronte a brutture così rilevanti in un titolo di questo spessore, specie considerato che, essendo ambientato su isole, è impossibile non imbattercisi. Numerosi i bug ancora presenti, in special modo visibili nella gestione della fisica dei veicoli. C’è l’occasionale nemico che invece di essere investito viene spinto da sdraiato senza subire danni, poi il sasso di 30 cm che vi blocca mentre guidate un carro armato da 40 tonnellate, per non parlare della gestione del danneggiamento, rimasta tragicamente uguale al vecchio capitolo. Considerato che la fisica di Grand Theft Auto 5, un gioco del 2013, risulta più realistica e naturale, viene immediato chiedersi se una casa come Ubisoft non potesse fare qualche sforzo in più in questo senso. La IA dei nemici, allo stesso modo, avrebbe bisogno di una sonora ritoccata. Oltre a non offrire una vera sfida si comporta spesso in maniera deficitaria: un nemico a pochi metri di distanza non riesce a “sentire” le impetuose eliminazioni dei compagni nelle vicinanze, per fare un esempio. Gli NPC che popolano il mondo di gioco sembrano percepire misteriosamente i nemici molto prima di noi, anche a decine di metri di distanza e dietro ostacoli solidi – non è raro vedere uno di loro sfoderare improvvisamente un’arma ed imprecare contro avversari a noi invisibili. Insomma, non è sicuramente un prodotto estremamente problematico come Cyberpunk 2077 in fase di lancio, ma c’è molto spazio per migliorare questi aspetti.
Comparto tecnico
Far Cry 6, come già descritto in precedenza, è un vero piacere per gli occhi. Le animazioni dei personaggi, sia durante il gameplay che durante i video in CGI, sono sempre eccellenti, mentre i paesaggi a tratti tolgono davvero il fiato. Il comparto audio include una serie di splendidi effetti sonori, una buona colonna sonora con chicche come “bella ciao”, ormai di moda grazie alla serie Casa Di Carta e le immancabili odiose canzoni emesse dalle radio durante la guida. A meno che non siate amanti del genere cubano-caraibico, imparerete presto a maledire le invadenti note esplose dagli altoparlanti di tutti i veicoli – anche se, ormai, sono una specie di marchio del franchise. Deludente invece scoprire che il parlato in italiano è misteriosamente svanito in questa edizione – ci sono davvero tante lingue tra cui scegliere, ma per i giocatori del bel paese sarà scelta obbligata l’inglese con i sottotitoli.
Il gioco, su PC, base pesa circa 40 Gbyte a cui vanno aggiunti altri 40 Gbyte se volete giocare con le texture in HD, opzione che richiede però una scheda video con almeno 11 Gbyte di VRAM. Il coop online, tra non più di due giocatori, svolge la sua funzione egregiamente, anche se soffre di alcune fastidiose limitazioni, peraltro già presenti in Far Cry 5. Ci riferiamo in particolare ai progressi della campagna, ottenuti solo dall’host e non dal guest, e alla nefasta distanza massima. Durante il gameplay se i due giocatori dovessero allontanarsi troppo l’uno dall’altro (parliamo di 100m al massimo), causano l’immediato teletrasporto di uno verso l’altro (non è ben chiaro il criterio). Scordatevi quindi di potervi allontanare di chilometri dall’altro player, come per esempio è possibile in altri titoli di casa Ubisoft come Ghost Recon: Wildlands.
Concludendo…
Far Cry 6 è, purtroppo, uno dei capitoli meno riusciti della serie. Alcune meccaniche sono state semplificate al punto da risultare appena abbozzate, oltre a mostrare una quasi totale mancanza di innovazione. Molte delle missioni/attività sono davvero ripetitive, mentre la storia, che della bravura di Esposito sa farne solo un uso modesto per le scene di intermezzo, soffre di un costante effetto deja-vu. Un altro aspetto che, secondo noi, pesa parecchio sulla votazione finale è l’incoerenza totale della produzione: da una parte, infatti, troviamo una tragica storia di fantapolitica, con un carismatico dittatore ben delineato sul fronte caratteriale, dall’altra, invece, una lunga serie di personaggi secondari quasi “fumettosi”, one-liner da film anni 90, animali assurdi ed un armamentario che sembra uscito direttamente da una puntata di Uncle Grandpa. Certo, può essere buffo uccidere i nemici a colpi di CD sparati da un improbabile attrezzo, ma in questo modo si rovina anche l’atmosfera, rendendo la drammatica storia del protagonista una brutta farsa. Forse Ubisoft ha voluto semplicemente introdurre questi elementi “trash” per sdrammatizzare i temi trattati, in modo da rendere appetibile il gioco anche ai più giovani, ma si tratta comuque di un aspetto che rischia di rovinare l’esperienza ad altri.
Far Cry 6
DISCRETO- Blastare l’esercito di malvagi con veicoli ed armi di ogni tipo è sempre divertente.
- Tantissimo contenuto per giocare ore ed ore.
- Coop online che arricchisce oltremodo lo spasso.
- Comparto grafico splendido, il migliore di sempre …
- … anche se alcuni elementi, come il mare, sono quasi ridicoli.
- Fisica dei veicoli da sistemare, IA dei nemici ottusa.
- Tanta semplificazione sulle meccaniche di gioco, ma nessuna innovazione di rilievo.
- Un villain come Anton Castillo meritava più spazio e profondità.
- Alterco tra natura tragica e spensierata della produzione, che può disorientare.
Far Cry 6 è un titolo che non ci ha convinto pienamente. Nonostante un generoso boost del comparto grafico, rimangono tutti i pregi e difetti degli altri capitoli, senza introdurre nulla di nuovo. La semplificazione dei pochi elementi survival/rpg presenti può piacere e non piacere, ma sarebbe stato gradito avere una narrativa più aperta e coinvolgente, anche considerato che avranno speso bei soldoni per chiedere la partecipazione di Esposito. Purtroppo, a conti fatti, ci si ritrova al solito gameplay del “conquista i territori e poi affronta il boss”, senza alcuna via di scampo… In sostanza, se avete apprezzato gli altri capitoli e non disdegnate la decisa deviazione di stile alla Blood Dragon, allora prendetelo senza remore – vi regalerà più di 30 ore di ultra-violenza open-world nel migliore stile.











