In questo inizio di calura estiva, prendere parte ad avventure longeve e complesse come quelle proposte da Zenimax Online è sempre impegnativo. Eppure c’è qualcosa nell’universo narrativo creato da Bethesda che riesce sempre e comunque ad affascinarci, spingendoci a sessioni di gameplay sempre più lunghe, desiderosi di spolpare a dovere i contenuti proposti da The Elder Scrolls Online. Il nostro primo approccio con il titolo non fu tra i migliori, sebbene apprezzabili le scelte narrative e il design delle ambientazioni, il gioco non riusciva a convincere appieno lato gameplay e, specialmente, la scelta iniziale di proporre un abbonamento mensile alla World of Warcraft non fu di certo tra le migliori. Senza perdersi d’animo, i ragazzi di Zenimax Online – con il supporto di Bethesda e ora anche di Microsoft – hanno cercato di risollevare le sorti del proprio MMORPG, aggiungendo via via sempre più contenuti interessanti, andando inoltre a rifinire i diversi “spigoli” che non permisero, nella fase di lancio del gioco, a The Elder Scrolls Online di brillare a dovere.
A ben sette anni dal lancio ufficiale, The Elder Scrolls Online è ad ora uno degli esponenti del genere più giocati, con una fan base piuttosto attiva e un supporto, convincente e costante, da parte di Zenimax. Blackwood, oggetto della nostra odierna disamina, è l’ultima espansione di The Elder Scrolls Online, che ci porta ad esplorare il nuovo – e annuale – arco narrativo denominato Cancelli dell’Oblivion.
Grazie ad un codice fornitoci dal publisher, abbiamo provato a lungo l’offerta contenutistica proposta da Blackwood e, quest’oggi, vi proporremo la nostra usuale recensione in cinque punti spiegandovi perchè, anche a distanza di sette anni dal lancio del gioco, varrebbe la pena dare una possibilità a The Elder Scrolls Online.
1. “Un nuovo inizio per dominarli tutti” semi cit.
Contestualmente al lancio della nuova espansione, Blackwood, l’esperienza di ESO è stata arricchita con un nuovo e unico tutorial, atto ad uniformare – una volta per tutte – l’esperienza di gioco per tutti i nuovi giocatori. In passato, all’uscita di ogni espansione, il gioco proponeva un nuovo tutorial unendosi, al termine di esso, alla nuova storyline proposta.
Nel nuovo tutorial, invece, partiremo dall’Isola di Balfiera nella Iliac Bay – location già nota ai videogiocatori di TES più navigati, in particolare a quelli di Daggerfall. In compagnia della maga Norianwe, dovremo investigare sulla comparsa di misteriosi portali e l’arrivo di mostri sempre più pericolosi sull’isola. Una volta completato il tutorial – che non vi ruberà più di mezz’ora – arriverete ad una sorta di sala dei portali, chiaro rimando all’MMORPG di casa Blizzard, nella quale potremo scegliere con quale questline iniziare la nostra avventura.
Volete tornare nelle fredde e inospitali lande ghiacciate di Skyrim? Oppure sbarcare nella familiare Seyda Neen di Morrowind?
La scelta, ovviamente, sarà solo vostra. Abbiamo comunque apprezzato la scelta degli sviluppatori di creare una nuova esperienza iniziale valida per tutti, per evitare inevitabili confusioni che l’uscita di questo nuovo DLC potrebbe provocare.
2. Arrivano i companions!
Una delle feature richieste a gran voce – da anni – da tutti i giocatori di The Elder Scrolls Online, è sempre stata quella dell’inserimento dei companions, personaggi non giocanti in grado di dare supporto al nostro eroe. Trattandosi di un titolo esclusivamente online, per anni, Zenimax non ha mai voluto introdurre personaggi di supporto, “spronando” i giocatori a fare comunella per affrontare le diverse avventure insieme. Ebbene, dopo sette anni, ecco infine arriverà il tanto atteso update: in Blackwood potremo finalmente combattere spalla a spalla con altri NPC, aumentare il nostro legame con loro e addirittura accettare quest atte a sviluppare il background narrativo degli stessi. Potremo inoltre personalizzare statistiche ed equipaggiamento del companion, creando così la perfetta “spalla virtuale” con cui affrontare le insidie e pericoli di Tamriel.
All’interno del capitolo narrativo di Blackwood avremo modo di reclutare solamente due companions (non sappiamo se ne sono previsti altri con i prossimi update), ovvero Bastian Hallix e Mirri Elendis. Ogni companion reclutato potrà essere “evocato” praticamente in qualsiasi momento, con alcuni dovuti limiti nei dungeon e nelle group arenas, in caso di cap massimo di giocatori in quel determinato evento. Un sistema semplicistico di ordini, ci permetterà di dare indicazioni a questi personaggi in battaglia e, addirittura, triggerare la sua ultimate in battaglia, nelle situazioni che lo richiedono.
Una bella e gradita novità che, indubbiamente, farà felici i giocatori lupi solitari, interessati meno alla parte MMO di TESO e più alla componente RPG classica.
3. Un gradito ritorno ad Oblivion
Narrativamente parlando, The Elder Scrolls Online: Blackwood può essere considerato come un prequel vero e proprio del quarto capitolo ufficiale della serie, Oblivion. Gli eventi di Blackwood, infatti, prendono atto ben 800 anni prima di quelli del già citato quarto capitolo, portandoci a reincontrare uno tra i villain più storici della saga, il Principe Daedrico Mehrunes Dagon.
Blackwood continua l’arco narrativo chiamato Gates of Oblivion, iniziato qualche mese fa, proponendo una nuova storyline dalla durata di circa trenta ore, oltre che a diverse nuove aree da esplorare. Fan service a parte – ma di questo un po’ abbiamo iniziato a farci l’abitudine – la trama si sviluppa piuttosto piacevolmente, mettendo in mostra un bel dinamismo di eventi, supportati da ottimi dialoghi (sempre, purtroppo, in sola lingua inglese) e da un interessante cast di nuovi personaggi.
Certo, la trama non rischia quasi mai, finendo per sistemarsi nella solita “comfort zone” di Bethesda, ma alla fine tra villain storici e ambientazioni suggestive (tra cui i portali per l’Oblivion, di cui vi parleremo più nel dettaglio in seguito) si lascia giocare con piacere dall’inizio alla fine.
4. Addio microtransizioni?
Pur avendo abbandonato la natura “premium” nelle prime fasi di lancio del gioco, alcuni aspetti “monetari” sono sempre rimasti parte dell’esperienza di gioco. Sia con la ESO Plus Membership sia con le Crown Crates, molti aspetti facilmente assimilabili al concetto di microtransactions sono rimasti ben incastrati nei complessi meccanismi finanziari di gioco.
Con l’arrivo della nuova espansione, è stato introdotto l’interessante Endeavors system che, a seguito del completamento di task giornalieri e settimanali (che portano, inoltre, diverse ricompense come oro e punti esperienza), infila nelle tasche dei giocatori una nuova valuta, chiamata appunto Seals of Endeavor. Tramite questa nuova valuta in-game, sarà quindi possibile acquistare oggetti Crown Crate, da sempre ottenibili tramite il pagamento di somme di denaro “reali”, e conseguentemente convertirli in gemme.
Insomma, il passo verso un mondo “microtransaction-free” è ancora lungo, ma abbiamo sicuramente apprezzato la volontà di Zenimax Online e Bethesda di dare a tutti i giocatori una chance di acquistare oggetti “premium” solamente giocando: un grande passo verso un mondo “virtuale” meritocratico!
5. Nuovi eventi pubblici
Similmente alle Dark Anchors del gioco base, i ragazzi di Zenimax Online hanno pensato bene di integrare nuovi e sempre più complessi world events, coesi maggiormente con il mondo di gioco.
E quale miglior occasione per celebrare il lancio de Gates of Oblivion?
I famigerati portali per l’Oblivion, che i fan di The Elder Scrolls IV ricorderanno benissimo (in caso contrario fatevi immediatamente un Game Pass e recuperatevi questa perla), “spawneranno” per tutte le regioni che compongono Blackwood. Una volta che viaggieremo all’interno di un portal, verremo subito catapultati in una location randomica – che cambierà anche a livello di bioma – e divremo farci così strada verso il centro della mappa, luogo dove si erge la fortezza. L’Oblivion è ovviamente disseminata da una gran varietà di nemici, che spaziano da semplici scamps a letali Demora.
Al completamente di ogni portale saremo così ricompensati da drop di rarità variabile, atti ad equipaggiare il nostro personaggio con il meglio che l’Oblivion ha da offrire.
I portali dell’Oblivion sono senza alcun dubbio i migliori world events mai introdotti all’interno di The Elder Scrolls Online e ci auguriamo che le prossime aggiunte siano qualitativamente simili.
Concludendo…
The Elder Scrolls Online: Blackwood prova – e in parte riesce – a tamponare alcuni difetti storici del titolo Bethesda/Zenimax Online. Molte nuove feature al gameplay – prima su tutti, l’aggiunta dei companions – aggiungono varietà ad una formula di gioco di per sé parecchio ripetitiva, ma che riesce ad attestarsi su buoni livelli grazie ad un ottimo world building e ad una mole contenutistica di tutto rispetto. L’aggiunta dei Seals of Endeavor, inoltre, è un notevole passo avanti verso l’abbattimento delle microtransazioni.








