Comprimere in un margine netto e chiaramente delimitato l’impatto concreto e potenziale del “ruolismo” sul settore videoludico, è impresa ardua se non impossibile. Soprattutto oggi, dove i limiti di settore sono meno marcati e che i canoni dei giochi di ruolo, dalla caratterizzazione al concetto di abilità di classe, sono sempre più sfocati. Detto ciò, se la mescolanza di genere sembra ormai un processo inarrestabile, ciò non preclude la possibilità di poter “tentare” il mercato con un prodotto puro e, anzi, memore del passato. In questo senso, Solasta: Crown of the Magister, il titolo sviluppato ed edito da Tactical Adventures, si pone proprio in questo modo: riportare in auge un passato, che urla Baldur’s Gate e che lentamente sta riprendendo piede, al contempo tentando una via, per quanto possibile, originale. Il gioco, uscito dopo circa sette mesi di Accesso Anticipato, è stato rilasciato nella sua forma finale nei giorni scorsi su Steam.

Ecco a voi la review!

Luce e oscurità

Solasta: Crown of the Magister è un gioco di ruolo a turni con visuale isometrica e che trae ispirazione, nella sua caratterizzazione ruolistica, nell’accezione più vicina possibile ai giochi da tavolo, dalla 5ª edizione di Dungeons & Dragons. In generale, il concept alla base, coerentemente con quanto rappresentò il quinto D&D rilasciato nel 2014, è teso ad una semplificazione di base delle regole e delle statistiche che ci accompagneranno nel resto del gioco, se paragonate ai titoli a cui Solasta si ispira. Detto ciò, abbandonarsi ad un parallelo non particolarmente astuto, ovvero che semplice significhi facile, è quanto mai sbagliato: ma andiamo con ordine. Il titolo di Tactical Adventurse è ambientato nel reame fittizio di Solasta, dominato un tempo dal potentissimo regno degli Elfi che, nel quotidiano in cui ambientato il gioco, è stato completamente spazzato via da un misterioso “cataclisma”, centinaia e centinaia di anni prima che la nostra avventura avesse inizio. Un evento misterioso che, comunque sia, farà da sfondo alle nostre peripezie che inizieranno proprio con il nostro manipolo di eroi mandato in “missione” per dipanare una “ombrosa” questione. In generale, la trama di Solasta: Crown of the Magister, pur non presentando grandi variazioni rispetto ai classici temi fantasy, in generale fondati sempre sul continuo gioco di forze tra Luce e Oscurità, sarà comunque godibile e sicuramente uno dei motori che ci consentiranno di procedere innanzi. Nelle sue circa 30 ore di narrativa, assisteremo ad una catena di eventi sommariamente semplici e lineari ma distribuiti in modo interessante e che nasconderanno, addirittura, improvvise “sterzate” e colpi di scena inattesi.

Per quanto concerne il complessivo gameplay, il pacchetto offerto nel complesso da Solasta: Crown of the Magister è sicuramente pregevole. A partire dal sistema di creazione dei quattro personaggi che comporranno il team, che potranno esser selezionati da una lista di eroi pre-costituiti oppure potremo optare per crearne quattro da zero. E le possibilità offerteci, nel secondo caso, sono tante: a partire dalla scelta di razza e sotto razza, della classe e sotto-classe di appartenenza, degli immancabili tratti della personalità e, addirittura, delle proprie credenze religiose. Naturalmente, dovremo ancora ragionar di numeri, distribuendo punti abilità per delineare la routine d’azione del nostro personaggio. E, come detto in incipit, quasi tutte le opzioni scelte, e in modo più sommerso la loro organizzazione e l’impatto complessivo, ricorderanno appunto gli stilemi di D&D 5ª edizione (il che, ovviamente, è sicuramente un pregio). In linea di massima, nonostante il notevole ammontare di caratteristiche e opzioni fra cui scegliere, gli sviluppatori hanno compiuto un ottimo lavoro sia per quanto concerne la generale organizzazione delle scelte, sia per quanto riguarda suggerimenti e “hint box” sparsi capillarmente nel gioco. Naturalmente, anche quando si verrà a ragionar di combattimenti, magie e spade, Solasta: Crown of the Magister metterà sul piatto un comparto sicuramente pregevole.

Tra spade e magie

Se in linea di massima, i combattimenti del titolo poggeranno su alcuni dei classici crismi del settore a turni, gli sviluppatori hanno però inserito alcune caratteristiche sicuramente interessanti e originali. A partire dal concetto di “verticalità” degli scontri: i nostri eroi, così come i nemici che ci ostacoleranno, potranno sfruttare l’altezza del terreno per lanciare attacchi o proteggersi da determinati tipi d’abilità e offensive. La possibilità è sicuramente un’aggiunta piacevole e determinante e che condizionerà le strategie applicabili in battaglia. Un’altra aggiunta sicuramente di rilievo è il peso delle abilità di luce: in sostanza, se non illumineremo in qualche modo l’ipotetico campo di battaglia, subiremo le “conseguenze” della mancanza di visione dell’area, che vanno da eventuali trappole o sortite nell’oscurità dei nemici, sino all’impossibilità di sgraffignare eventuali tesori nascosti e ai canonici “malus” numerici in pieno stile da tavolo. Per il resto, Solasta: Crown of the Magister fonderà il proprio gameplay sulle classiche caratteristiche dei ruolistici a turni, senza però dimenticare la “sorgente” concettuale degli stessi: turnazioni tra nostra squadra e nemici, area a scacchiera in cui muoversi, un numero di azioni limitato per turni ed un ben visibile tiro di iniziativa ad ogni nostra mossa e che, naturalmente, avrà un ruolo determinante nella buona riuscita degli scontri.

Gli sviluppatori hanno anche inserito una tonnellata di opzioni per tarare al meglio, secondo i nostri gusti e possibilità, la complessiva difficoltà del gioco. A partire dal livello di “malvagità” e di acume dei nostri nemici, che potrà esser regolato anche alla massima difficoltà, rendendo persino un misero goblin insidioso quanto potente guerriero. Anche ad esempio le fasi esplorative, che ci vedranno alle prese con una mappa ripresa dall’alto, potranno essere modificate a piacimento: esse, in sostanza, ci vedranno fronteggiare incontri casuali di nemici con l’urgenza di possedere sufficienti scorte di viveri per poterle affrontare. Naturalmente, potremo optare per ammorbidire in modo sostanziale queste caratteristiche, rendendo le traversie dei nostri eroi quasi una gita in campagna. Naturalmente, non è solo combattimento: Solasta: Crown of the Magister offrirà anche un buon sistema di crafting ma migliorabile, basato sul recupero di oggetti di valore che potranno esser poi venduti a diverse fazioni, per poter ottenere reputazione e sbloccare i loro vendor specifici. Naturalmente, un notevole peso sarà esercitato anche dal bottino che riusciremo ad ottenere dai cadaveri “fumanti” dei nostri nemici. In generale, il complessivo gameplay funziona seppur qualche limite è possibile scovarlo: a partire dalle classi, non tutte ugualmente interessanti e potenti, che necessiterebbero di un maggior equilibrio e, perché no, maggiori possibilità di interpretazione (ad esempio, il mago potrà optare se difendere o attaccare, il guerriero potrà solo dar “legnate”). In aggiunta, Solasta: Crown of the Magister soffre ovviamente del classico problema di “taratura” della fortuna dei lanci: non sarà un evento così raro inanellare una serie di lanci sfortunati, specialmente se la difficoltà sarà orientata verso l’alto. Degna sicuramente di menzione è la possibilità offerta dall’editor di Dungeon, che ci consentirà di creare mappe personalizzate in cui inserire bottini, nemici, enigmi ambientali e quant’altro, da poter esplorare a piacimento. Al momento, lo strumento è ancora “acerbo” e quindi manchevole di alcune caratteristiche, ma è un’aggiunta sicuramente piacevole e determinante sulla complessiva longevità.

Amenità mostruose

Se a livello di trama e gameplay Solasta: Crown of the Magister si comporta in modo sostanzialmente egregio, più di qualche nodo viene al pettine da un punto di vista più squisitamente tecnico ed estetico. In generale, il titolo offrirà un colpo d’occhio generalmente valido, con punte di pregevolezza (tendenzialmente, gli ambienti) e “dubbiosità visive” (come per quanto concerne la caratterizzazione e i dettagli dei personaggi, specialmente dei volti). Anche da un punto di vista più squisitamente artistico, il lavoro profuso è di buona fattura seppur non abbia nessuno guizzo di personalità, poggiandosi sostanzialmente sul classico immaginario fantasy scolpito nel roccioso immaginario comune da decenni.

Per quanto concerne le complessive prestazioni tecniche, in generale il gioco si comporterà in modo più che egregio: testato con due soluzioni, una media ed una alta, ha retto a livello di performance in quasi tutte le occasioni, seppur nelle situazioni concitate la giocabilità si è ridotta sulla macchina meno performante, senza a onor del vero mai divenire ingiocabile. In ultima istanza, ma non per qualità, il comparto audio, anch’esso non particolarmente originale (ma, probabilmente, l’orientamento stilistico in questo settore è quasi obbligato) ma ben realizzato e composto da piacevoli melodie che andranno dal tetro-sinfonico sino ad ampie arie orchestrali.

Concludendo…

Solasta: Crown of the Magister è un ottimo titolo ispirato visibilmente sugli insegnamenti di D&D: ottima trama, gameplay intrigante, buona longevità anche grazie all’aggiunta di un editor per creare i nostri personali dungeon. In generale, la buona offerta ludica sarà minata da alcuni problemi di equilibratura del gameplay, oltre che da un aspetto estetico altalenante. In generale, sicuramente consigliato agli amanti del settore e, specialmente, ai neofiti che vorrebbero avvicinarsi al genere, grazie alla profonda personalizzazione anche del livello di difficoltà.

CI PIACE
  • Un ruolistico a turni ispirato dai canoni di D&D
  • Grandi possibilità di personalizzazione dell’esperienza
  • Gameplay pregevole e con punte di originalità…
NON CI PIACE
  • …ma che necessità di maggiore bilanciamento e ampliamento
  • Graficamente non esaltante
  • Qualche incertezza tecnica
Conclusioni

Gameplay old school ispirato alle regole di Dungeons & Dragons, trama lineare ma ben sviluppata e intrigante, combattimento profondo ed alta personalizzabilità: la “ricetta” di Solasta: Crown of the Magister è gustosa e sicuramente apprezzabile, specialmente dagli appassionati. Ma, ogni ricetta, spesso e volentieri nascondo un pizzico di “amaro”: in generale, la buona offerta ludica sarà minata da alcuni problemi di equilibratura del gameplay, oltre che da un aspetto estetico altalenante. In definitiva, un ottimo prodotto che ha ancora ampi margini di miglioramento.

8.2Cyberludus.com

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