Valheim è un titolo che ha lambito per parecchio tempo su Itch.Io ed è atterrato sulla piattaforma Early Access di Steam lo scorso due febbraio, raggiungendo in appena tre settimane l’impressionante cifra di 3 milioni di copie vendute. Sviluppato dalla neonata Irongate, società indie svedese composta da appena quattro persone, sta aggredendo ogni record, arrivando in pochissimo tempo a conquistare il cuore di milioni di giocatori. I suoi ingredienti non sono affatto insoliti: vichinghi, survival, crafting, avventura ed esplorazione, confezionati e miscelati con molto estro per comporre un prodotto che, già in questo stato, è incredibilmente completo, divertente e giocabile.

Ma andiamo con ordine…

Una storia … breve.

L’universo della mitologia norrena affascina, non c’è dubbio. Sicuramente una delle ragioni è perché nell’immaginario collettivo giganti, demoni, armi incantate e dei guerrieri sono elementi che stimolano la fantasia ed ispirano. Ultimamente, forse, in special modo, perché la tecnologia ha consentito di materializzare questi personaggi mitici in maniera più reale e palpabile, anche nel mondo videoludico: parte del successo del grandissimo God Of War è anche nella scelta della ambientazione, decisamente confacente all’epicità dei toni proposti e non dimentichiamo anche esempi più recenti come Assassin’s Creed Valhalla. Ebbene Valheim, come avete già intuito, prende spunto dallo stesso filone narrativo per proporre ai giocatori una storia ed una ambientazione ispirata direttamente alla religione vichinga. A dire il vero la trama, in un gioco simile, ricade inesorabilmente in secondo piano – si tratta più che altro di un contorno narrativo, che fornisce un incipit all’azione ed un contesto riconoscibile, ma visto che ci siamo…

Non manca davvero nulla in Valheim, neppure oscure cripte da depredare!

La trama come dicevamo è davvero ridotta all’osso e viene narrata durante i primi minuti di gioco attraverso alcune inquietanti schermate, che compaiono all’avvio: eoni or sono Odino, il padre di tutto, riunì i mondi conosciuti abbattendo tutti i suoi avversari e relegandoli nel decimo mondo. In seguito troncò i rami che tenevano la loro prigione connessa con Yggdrasil, l’albero del mondo, e li lasciò vagare alla deriva, senza meta. Per secoli, il decimo mondo ha vagato nel nulla, ma non è mai scomparso, anzi, con il passare del tempo al suo interno civiltà nacquero e caddero, rafforzandosi. Quando Odino percepì che i suoi nemici stavano nuovamente crescendo, posò il suo sguardo verso Midgard ed inviò le sue Valchirie per setacciare i campi di battaglia, alla ricerca dei più grandi guerrieri. Questi sarebbero risorti nel decimo mondo nordico – Valheim, con lo scopo di sopravvivere, soggiogare le bestie divine che vi albergano e rendere onore ad Odino, per ottenere infine l’accesso al Valhalla. Insomma, l’incipit è piuttosto volutamente semplice, ma fornisce una rapidissima spiegazione che espone in poche parole l’ambientazione e rende lecito l’avvicendarsi di più eroi nella terra di Valheim. L’anima ed il cuore di questo gioco in definitiva sono il crafting, l’esplorazione e la costruzione, ma viene fatto anche un ottimo uso del sistema di combattimento, che risulta immediato, efficace e divertente!

Il menu di costruzione non è perfetto, ma fa decisamente il suo dovere!

Gameplay

La visuale di gioco di Valheim è in terza persona, con la telecamera direttamente alle spalle del nerboruto protagonista. Si inizia creando il personaggio secondo i soliti canoni – due tipologie di corpo, capelli, barba, baffi – niente di stravolgente e una scelta non vastissima, ma, considerata la grafica volutamente retrò, avrebbe anche avuto poco senso forse estendere oltremodo questa caratteristica. Il tutorial iniziale qui viene soppiantato da un minaccioso corvo che, di tanto in tanto, compare e fornisce preziosi consigli su azioni, oggetti od avvenimenti. In generale questa parte ha sicuramente bisogno di essere arricchita perché molte cose non sono spiegate e il giocatore resta con il cerino in mano, dovendo comprendere da solo molte meccaniche di gioco.
Lo scopo è sì sopravvivere, ma, al tempo stesso, occorre anche diventare abbastanza potenti da evocare e sbaragliare tutte le bestie mitologiche che popolano il regno di Valheim che, per ora, si limitano a cinque. Per farlo, si parte dalle basi, come di consueto: legna, rocce, un po’ di resina e il gioco è fatto, o quasi!
Chiariamo subito che la progressione in Valheim non è per nulla innovativa, ma se non altro risulterà immediatamente familiare a chi avesse mai giocato ad un qualsiasi surrogato di Minecraft. Si tagliano alberi per la legna, si raccolgono rocce, si costruiscono i primi, grezzi attrezzi di pietra, per poi continuare con pelli di animali, di troll, metalli più o meno pregiati – insomma tutto come ci si aspetta. Per costruire ogni cosa si deve prima mettere insieme il classico banco da lavoro (l’ormai iconico workbench), quindi la forgia per fondere metalli, etc. Il grande pregio del titolo di Irongate però è che tutto è stato realizzato con maestria e ben bilanciato: costruire non annoia ed anzi è molto appagante. La fisica di gioco in questo senso aiuta tantissimo perché rende il tutto più realistico e intrigante – anche solo abbattere alberi è un’azione da eseguire ragionando: all’inizio non è difficile venire spiaccicati da un tronco caduto dalla parte sbagliata.

Il terrificante Elder, il secondo boss del gioco …

Orgoglio, pregiudizio, sopravvivenza ed RPG …

La gestione dell’appetito fa parte di tutti i survival e non poteva ovviamente mancare anche in Valheim. Qui però i ragazzi svedesi hanno ideato un meccanismo davvero singolare: mangiare infatti non serve a sopravvivere, ma solo per ottenere più energia vitale e più stamina. In pratica con la pancia piena, che vale a dire tre tipi di cibo diverso, si ottiene più vita e più stamina, sulla base dei tipi di alimenti ingurgitato. L’energia (barra rossa) rappresenta la vita del personaggio – una volta finita si muore e si ricomincia dall’ultimo letto costruito ed attivato, perdendo l’intero inventario. Quest’ultimo per fortuna può essere interamente recuperato a patto di riuscire a tornare nel punto in cui si è spirati. La stamina d’altro canto serve a compiere praticamente ogni azione e si ricarica riposando. Non mancano anche alcuni elementi RPG perché abbiamo inoltre un ricco inventario, armature ed armi con caratteristiche da valutare e ovviamente un albero di crescita. Ogni azione compiuta viene difatti automaticamente tradotta in un livello di esperienza specifico – il concetto è che più si fanno cose, più si diventa bravi a farle. Correndo si aumenta il livello di corsa, oppure il salto, oppure tagliare la legna, nuotare, combattere – un sistema davvero efficace evidentemente ispirato da mostri sacri del genere come gli Ultima o Dungeon Master. Vale la pena menzionare anche l’ottima varietà di creature ed animali incontrabili grazie anche ad una notevole personalità associata ad ognuno – in Valheim non ci si annoia mai!

Di quando in quando si può incontrare il negoziante, Haldor, per vendere il bottino e fare spese…

Un mondo di gioco completamente modificabile.

Costruire in Valheim è un’azione piuttosto intuitiva. Una volta creato il nostro primo martello si può visualizzare un elenco degli oggetti da creare semplicemente brandendolo e premendo il tasto apposito. Siano essi mobili, falò, pezzi di edificio, pavimenti – tutto è disponibile da un comodo menu a “tab”. Una volta selezionato l’elemento da creare si può cercare la posizione più idonea nel mondo di gioco muovendo il puntatore e, se si dispone di abbastanza risorse, cliccando verrà creato. Ogni pezzo di edificio successivo si auto-ancora agli altri in maniera automatica, anche se a volte la visuale in terza persona non aiuta nel trovare il punto giusto – specialmente per i tetti. Se state pensando che le meccaniche vi ricordano quelle di Fallout 4 o The Forest avete proprio ragione: gli sviluppatori svedesi hanno fatto tesoro delle esperienze passate per rendere l’esperienza il più possibile semplice ed efficace e… ci sono riusciti. Nulla da eccepire su questo aspetto, anzi, Valheim è abbastanza flessibile sul dove posizionare elementi e sulla loro eventuale sovrapposizione, consentendo di creare strutture davvero carine e soddisfacenti in ogni contesto.
Con l’ausilio di un piccone è possibile scavare e modificare a piacimento l’intero terreno di gioco e, tramite la zappa, si può appiattire il suolo per renderlo idoneo alla costruzione, oppure sollevarlo, aggiungendo pietre. Questo connotato insomma è davvero riuscitissimo e stimola molto la creatività – forse una delle cose più apprezzabili dell’intera produzione.

Il gioco in multiplayer è già stabile e divertentissimo!

Comparto tecnico.

L’engine che sta alla base del titolo di Irongate è l’immancabile Unity. La grafica in verità è un mix di stili: le texture ed i modelli in generale sono abbastanza semplici, con una resa volutamente pixellosa, ma gli effetti grafici come shaders, luci ed ombre sono di ottima qualità e somministrano un tocco molto moderno. L’effetto finale è che la grafica risulta al tempo stesso incredibilmente adorabile, rozza e realistica – un mix veramente interessante che quasi sicuramente diverrà un punto di riferimento per altri titoli. Le performance sfortunatamente sono ancora un po’ ballerine e sicuramente c’è ancora spazio per l’ottimizzazione dato che ci sono dei vistosi cali di framerate, specialmente quando ci sono tanti nemici sullo schermo. Sul settore bug, per fortuna, niente di grave da segnalare.
Il comparto audio è di qualità eccelsa, con una vastissima scelta di effetti sonori selezionati con attentissima cura. Questi sono letteralmente in grado di dare vita ad ogni situazione, immergendo il giocatore in un ambiente vivo e vibrante. Le musiche di sottofondo sono varie e piacevoli, anche se lo stile piuttosto vivace di alcune alla lunga rischia di infastidire – consigliamo di spegnere subito l’opzione “continuous music” che è abilitata di default. Attualmente esiste una traduzione in italiano offerta dalla comunità che però è per gran parte incompleta od imprecisa – troppo presto per valutarla.
Il gameplay in multiplayer è abbastanza funzionale, abbiamo solo sperimentato in alcuni casi dei problemi di visualizzazione non sincronizzata su elementi di gioco, per esempio quando un giocatore vede il fantasma di un oggetto da raccogliere, che in realtà non esiste, o cose così – alla fine nulla di preoccupante o che pregiudica il divertimento.

I troll sono avversari temibili, in grado di devastare senza troppo sforzo le fortificazioni in legno…

Concludendo …

Valheim è un titolo concepito con grande cura, che fa uso di un solido engine di gioco, tantissimo contenuto ed una fisica implementata con sapienza. Grazie al suo gameplay eccellente è in grado sia di soddisfare tutti gli amanti del crafting/building, sia i giocatori che non disdegnano un gameplay più orientato all’azione: ce n’è davvero per tutti. Possiamo solo sperare che, a questo punto, gli Irongate continuino a procedere nella stessa direzione per affilare la lama di un titolo che già aspira a diventare un nuovo punto di riferimento per il genere.

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CI PIACE
  • Grafica al tempo stesso deliziosamente retrò e moderna.
  • Una pletora di effetti sonori davvero eccelsi che impreziosiscono ogni situazione.
  • Gameplay ben bianciato privo dell’effetto grinding, tipico di questo genere.
  • Tantissimo contenuto e già perfettamente stabile, nonostante sia un Early Access.
  • Multiplayer online efficace e divertentissimo.
NON CI PIACE
  • Alcune meccaniche di gioco, come la gestione dell’appetito, sono perfettibili.
  • Molto spazio per ottimizzare le performance dell’engine di gioco.
  • IA delle creature ancora grezza.
  • Tutorial inefficace.
Conclusioni

Valheim è un titolo appassionante, ben realizzato, che riesce a fondere con maestria più stili creando un’esperienza davvero completa ed esaudente. Non fatevi spaventare dall’appellativo Early Access – allo stato attuale offre già decine di ore di gioco e, grazie al suo gameplay versatile e ben congeniato, diverte senza annoiare, richiedendo una buona dose di materia grigia oltre che di abilità. Consigliato caldamente a tutti gli amanti di Minecraft, Terraria ed affini, ma anche a chi non disdegna un po’ di sano hack’n’slash ingegnoso.

VERDETTO

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Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!

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