Durante le precedenti settimane, a seguito dello sviluppo sempre più repentino del noto virus COVID-19, ciò su cui numerosi videogiocatori si sono interrogati è la conseguenza che questa pandemia possa avere sul mercato globale e, in particolar modo, in quello videoludico. Come visto nei precedenti articoli, le ripercussioni della problematica del momento si sono già viste in parte, a seguito del rinvio definitivo dell’E3 dall’ESA. Tale scelta, seppure sia stata supportata direttamente e non da numerose industrie del settore (vedasi Square Enix, Rockstar, Microsoft ed Ubisoft), di fatto costituisce un danno economico non indifferente, essendo tale conferenza la punta di diamante di numerose presentazioni di titoli e/o console, specialmente adesso, essendo questo il periodo antecedente alla prossima generazione videoludica. Se tutto dovesse rimanere invariato, infatti, Playstation 5 e Xbox Series X dovrebbero approdare nei negozi entro la fine dell’anno corrente, ma l’attuale rallentamento della produzione su scala mondiale costituisce un problema non indifferente per Sony e Microsoft, tanto da poter portare queste a rinviare le proprie console a data da destinarsi. Seppure tutti i colossi videoludici si stiano mobilitando a tal proposito, molti utenti temono per un possibile rinvio di alcune IP ormai prossime al rilascio. In particolare, si pensa che giochi come The Last of Us parte 2 possano essere oggetti di prossime posticipazioni, evitando così di andare contro la sensibilità di una popolazione mondiale particolarmente preoccupata per il COVID-19.

A porre tale quesito all’utenza, in particolare, è stato Francesco Serino, noto articolista del giornalismo videoludico italiano, il quale, tramite un post su Facebook, ha rivolto ai lettori questa domanda, nella speranza che ognuno dicesse la propria sull’eventualità. Poco prima di concludere il messaggio, inoltre, ha aggiunto che lui eviterebbe di rilasciare un titolo dalla trama post-apocalittica a seguito di un virus mortale, essendo il globo in piena emergenza pandemica. Seppure la trama del gioco in questione non “giochi a suo favore”, rendendolo quindi una possibile vittima delle ripercussioni economiche già percepite, non è detto che questo accada necessariamente. Essendo questa un’esclusiva Playstation 4, ed essendo la trama di The last of Us elaborata, il prodotto non risulta accessibile all’intera utenza Sony. Qualora un utente non dovesse essere legato al brand di Naughty Dog, verrebbe dissuaso dall’acquisto, in quanto “non in linea” con l’emergenza globale. Eventuali problematiche derivanti da critiche sociali potrebbero essere smentite dall’annuncio di TLOU2, tenutosi durante lo State of Play del Settembre 2019. Riproponendovi il messaggio di Francesco Serino, anche noi ci teniamo a sapere la vostra opinione attraverso l’opportuna sezione dedicata ai commenti.

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